lunedì 7 giugno 2010

DOPO SARAJEVO

Riporto qui di seguito la trascrizione della corrispondenza di Marina Szikora per lo Speciale di Passaggio a Sud Est andato in onda mercoled' 2 giugno a Radio Radicale e dedicato al vertice Ue/Balcani occidentali svoltosi lo stesso giorno a Sarajevo.

“La conferenza odierna ‘Ue-Balcani occidentali’ ha mandato un messaggio importante e chiaro che i Balcani occidentali sono pronti per il proseguimento dell’integrazione nell’Ue” – questa e’ stata la valutazione del ministro degli esteri della Serbia Vuk Jeremic. Il capo della diplomazia serba ha informato che il Kosovo non e’ stato il tema di discussione a Sarajevo e che la partecipazione “del rappresentante delle autorita’ temporanee della regione” e’ stata conforme alla Risoluzione 1244, vale a dire che il Kosovo non e’ stato presentato come stato indipendente bensi’ come territorio speciale secondo la Risoluzione 1244. “Il governo della Serbia non cambiera’ la sua politica e non accettera’ mai la partecipazione delle autorita’ temporanee del Kosovo al di fuori della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza”. Per quanto riguarda la valutazione dell’evento, il ministro serbo ha sottolineato che se vi e’ stata alcuna perplessita’ che la cooperazione regionale non funzioni, dopo questa riunione non ci sono piu’ dilemmi a tal proposito.
Il ministro degli esteri croato, Gordan Jandrokovic ha precisato che e’ stata chiaramente rilevata l’importanza del futuro europeo per la stabilita’ di questa parte d’Europa. Ha valutato che per la Croazia, in quanto il paese che si trova nella fase finale di negoziati di adesione con l’Ue, e’ importante che il futuro europeo esista anche per gli altri paesi vicini. Jandrokovic ha ribadito che la Croazia appoggia la liberalizzazione del regime di visti per i cittadini della Macedonia, Montenegro e Serbia sperando che si decidera’ presto nello stesso mondo anche per i cittadini della BiH e dell’Albania.
L’assenza a livello ministeriale di tre grandi dell’Ue, Germania, Gran Bretagna e Francia, e’ una testimonianzia pero’ dell’umore generale dell’Ue nei confronti del processo di ulteriore allargamento. In vista del summit di oggi, il vicepresidente del governo serbo Bozidara Djelic ha affermato che i criteri per l’ingresso nell’Ue d’ora in poi saranno piu’ rigidi e soltanto i paesi che saranno pronti potranno contare all’adesione. “E’ chiaro che i paesi della regione non saranno accolti in un pacchetto come lo si pensava finora, ma l’adesione andra’ in due passi. Dopo la Croazia, vi entreranno quei paesi che saranno pronti, cosi’ come nel caso della liberalizzazione dei visti” ha spiegato Djelic per il quotidiano serbo ‘Blic’.
C’e’ da sottolienare che precedentemente a questa conferenza, sempre nella capitale della BiH Sarajevo, i presidenti di Croazia, Serbia, Montenegro e BiH hanno firmato il 29 maggio, in occasione della celebrazione del decennio della cosidetta Iniziativa di Igman, una dichiarazione che sottolinea proprio l’importanza della cooperazione regionale e il fatto che “la piena adesione nell’Ue e’ un obiettivo strategico di tutti i paesi riuniti nell’Iniziativa Igman”.
Tra le voci pessimiste a qualche giorno prima della conferenza di Sarajevo vi e’ stata anche quella del prestigioso esperto politico serbo Predrag Simic il quale ha affermato che la Germania e’ il grande oppositore all’allargamento dell’Europa nei Balcani occidentali perche’ ogni nuovo candidato fa pensare alla Grecia mentre la riunione di Sarajevo sara’ “soltanto una bella performance, un surrogato per l’accelerato avvicinamento dei Balcani occidentali all’Ue”. “L’Ue in questo momento non ha molto da offrire. Il massimo che puo’ dare e’ la ratifica dell’Accordo di stabilizzazione e associazione oppure la candidatura all’adesione.
Sempre in vista dell’appuntamento di Sarajevo, l’Alto rappresentante per la BiH, Valentin Inzko ha detto invece che la conferenza ministeriale Ue – Balcani occidentali offrira’ una nuova dinamica all’avvicinamento dei Balcani occidenatli all’Ue. Stessa l’opinione del segretario di stato americano Hillary Clinton, dell’alta rappresentante Ue per la politica estera, Catherine Ashton e del ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos i quali hanno valutato che l’intera regione dei Balcani occidentali ha una possibilita’ di includersi nella nuova dinamica delle integrazioni euro-atlantiche. In un testo congiunto “I Balcani lo meritano” pubblicato in vista della riunione di Sarajevo sul giornale “The Guardian”, gli autori hanno scritto che i ministri dell’Ue ribadiranno che il posto dei Balcani e’ in Europa. Aggiungono inoltre che i ministri della regione “ancora una volta confermeranno” la loro devozione all’attuazione delle riforme necessarie per l’avanzamento verso l’ingressso nella comunita’ euroatlantica. “I leader dei Balcani occidentali avranno il nostro pieno sostegno mentre affrontano le riforme. Oltre all’adempimento dei criteri politici ed economici di Kopenhagen, devono impegnarsi anche sulla riconciliazione delle comunita’ etniche e religiose nonche’ dei gruppi politici” raccomandano gli autori dell’articolo.
Il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini che insieme al ministro degli esteri spagnolo Moratinos e’ stato uno dei promotori della riunione di Sarajevo, in una intervista per il quotidiano bosniaco ‘Dnevni avaz’ del 31 maggio, ha detto che e’ arrivato il momento di analizzare il progresso della regione verso l’Ue. “La presidenza spagnola dell’Ue ha riconosciuto l’importanza di questa idea a dieci anni dal summit di Zagabria. E’ necessario mantenere vivo a Bruxelles l’orientamento verso il futuro allargamento dell’Unione. Inoltre, i cittadini di questa regione hanno bisogno di avere una percezzione chiara sulla prontezza dell’Unione di accogliere i nuovi membri” ha detto Frattini per il giornale di Sarajevo. Sulla questione della BiH, Frattini ha rilevato che i cittadini della BiH devono comprendere che l’avanzamento verso la membership e’ una occasione importante per le riforme delle loro istituzioni e per il funzionamento e la modernizzazione del processo decisionale. Il dialogo con Bruxelles significa anche avere a disposizione l’apparato amminsitrativo che sara’ in grado di dare risposte concrete. “Avremmo desiderato di poter osservare un maggiore progresso nelle riforme. Ma capisco che nell’anno elettorale nessuno stato democratico puo’ facilmente cambiare il suo ordinamento costituzionale” ha detto il capo della Farnesina sottolineando che lui stesso si impenga per la liberalizzazione del regime di visti per i Balcani occidentali, inclusa la BiH e che il Paese si trova nella fase conclusiva di questo processo. “I cittadini della BiH possono essere sicuri che la liberalizzazione avvera’ entro il 2010” ha detto Frattini spiegando che e’ necessario compiere gli ultimi passi procedurali al Consiglio europeo e nel PE.
Ieri, un articolo sul sito della Deutsche Welle, afferma che l’obbiettivo primario della riunione di Sarajevo dei rappresentanti di tutti gli Stati membri dell’Ue, dei paesi dei Balcani occidentali e dei rappresentanti chiave della comunita’ internazionale e’ quello di dare un segnale chiaro alla regione balcanica che la sua prospettiva e’ quella europea, che tutti vogliono la sua realizzazione e che la regione si trova gia’ sulla via di progresso. La portavoce della presidenza spagnola, organizzatore della conferenza di Sarajevo, Kristina Galyak ha affermato, sempre per la Deutsche Welle, che l’Ue vuole dare un segnale a tutti i partecipanti della reiunione che i Balcani occidentali sono importanti per l’Ue e che l’Ue sta’ dietro alle promesse fatte, soprattutto quelle che riguardano la prospettiva europea. “Riterremo la conferenza un successo se avremo la comprensione da parte di tutti i popoli della regione dei Balcani occidentali che, nonostante i numerosi problemi che l’Ue attualmente deve affrontare, la priorita’ dei leader dell’Ue relativa ai rapporti con i vicini e’ la stabilizzazione dei Balcani. L’avvicinamento dei Balcani all’Ue resta il nostro obbligo piu’ importante” ha detto la Galyak aggiungendo che la seconda priorita’ di Sarajevo e’ l’insisitere sulla cooperazione nella regione e ha sottolineato che il progresso nell’integrazione e la cooperazione regionale sono collegati.
Dall’Ufficio dell’alta rappresentante dell’Ue per la politica estera e di sicurezza, Catherine Ashton giungeva invece il messaggio che le aspettative della conferenza di Sarajevo vanno in due direzioni. Da una parte – viene affermato – si aspetta che l’Ue confermi il suo impegno alla prospettiva dei Balcani occidentali, in base a quanto stabilito 10 anni fa al summit di Zagabria e quanto successivamente riconfermato nel 2003 a Salonicco nonche’ nel 2006 nell’ambito del consenso sull’allargamento. Dall’altra parte si aspetta che i paesi dei Balcani occidentali utilizzino la conferenza per impegnarsi ad intensificare il processo di rifome indispensabili per l’avvicinamento all’Ue, ha detto la portavoce dell’alta rappresentante dell’Ue, Maja Kocijancic.
Resta quindi da vedere, dopo che le luci sull’evento saranno del tutto spente, se il risultato di questa riunone sara’ soltanto una conferma del sostegno politico al processo di eurointegrazione, cosa che per molti potrebbe essere sotto le aspettative oppure, potra’ essere, come si prospettava all’inizio dell’inizio, una cosa molto piu’ grande e un valore aggiuntivo all’integrazione dei Balcani occidentali nell’Ue.
Non e’ molto ottimista, in questo senso, il presidente della Commissione del PE incaricato per i Balcani occidentali, Eduard Kukan. Secondo la sua opinione, con l’avvicinamento della conferenza, rispetto all’iniziativa originaria promossa dalla presidenza spagnola, molte buone idee sono svanite e adesso, e’ pessimista Kukan, non ci sono piu’ grandi aspettative relative a questa conferenza. Il presidente della Commissione per i Balcani occidentali non conta con risultati concreti, e al posto della precedentemente prevista “Dichiarazione di Sarajevo” si passa ad un comunicato della presidenza Ue, in altre parole, un documento molto meno importante di quanto atteso e per di piu’ informale. L’accento viene posto quindi sulla cooperazione regionale in quanto il modo migliore per preparare i Balcani occidentali alla futura membership nell’Ue. Un messaggio chiaro quindi che per l’ingresso nell’Ue la cooperazione regionale e’ prioritaria.

5 commenti:

  1. che assurdità fare le conferenze sui balkani quando il nostro paese piomba in un limbo senza fine !
    dei balkani c'è una sola cosa da salvare :
    la gente !!!!
    http://balkan-crew.blogspot.com/2010/06/2-anni-balkan-crew-per-la-ciurma.html

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  2. grazie per gli auguri e scusa per i mancati auguri per il tuo onomastico.. ma ieri tutti i roberto continuavano a dirmi che san roberto è il 17 settembre..
    pero' ti vogliamo un sacco di bene lo stesso !!!
    smakkkkkkkkkkkkkk

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  3. Beh, mica potevi sapere quando è il mio onomastico. Facevo notare la coincidenza.
    Comunque, è vero che il 17 settembre si festeggia un San Roberto, ma si tratta di S. Roberto Bellarmino, protagonista dei processi dell'Inquisizione contro Giordano Bruno e Galileo. E ti pare che un anarchico liberale laico e anticlericale come me possa festeggiare in quella data?

    Il 7 giugno è San Roberto di Newminster, monaco benedettino e poi cistercense inglese vissuto tra il XI e il XII secolo, fondatore e abate dell'abbazia di Newminster in Northumbria e promotore di altri tre monasteri.
    Dice Wikipedia che secondo varie leggende sarebbe stato dotato di capacità profetiche. In seguito all'accuse di intrattenere rapporti con una donna, Roberto volle discolparsi davanti a san Bernardo, guida spirituale dell'Ordine Cistercense. Questi riconobbe la sua innocenza e i due divennero molto amici tanto che Bernardo gli donò la sua cintura, a cui i credenti attribuirono poteri taumaturgici. Durante questo viaggio in Francia incontrò anche papa Eugenio III che lo accolse con grande onore. Morì il 6 giugno del 1159 e la sua tomba nella Abbazia di Newminster divenne luogo di pellegrinaggio grazie grazie a numerose leggende miracolistiche.

    Soddisfatta?

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  4. urka !!!!
    se avro' un altro figlio lo chiamero' roberto !!!
    auguri cari in ritardo...
    sarai anche un anticlericale.. ma una suora mancata come ti vuole un bene dell'ANIMA !!!!

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  5. errata corige :
    una suora mancata come me...

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