mercoledì 15 giugno 2016

PASSAGGIO A SUD EST HA CAMBIATO CASA

Dal 9 giugno ci trovate sulla nostra pagina Facebook all'indirizzo
https://www.facebook.com/passaggioasudestradioradicale


Manterremo comunque aperto anche questo blog - e lo aggiorneremo di tanto in tanto - come una sorta di archivio per non perdere tutto quello che abbiamo scritto fino ad oggi.

Continuate a seguirci.

giovedì 19 maggio 2016

CIAO MARCO


Il 19 maggio ci ha lasciato Marco Pannella.
Negli anni '80 fu tra i pochi, forse l'unico in Italia, a capire che la Jugoslavia, dopo la morte del maresciallo Tito, si stava avviando alla catastrofe.
“Jugoslavia nella Comunità europea. Subito!”, era la risposta di Pannella ad un'Europa che invece continuava a volerla “non allineata” tra Usa e Urss e a costringerla ad una dimensione nazionale nella quale risolvere i suoi gravi problemi sociali ed economici.
“Abbiamo condannato la Jugoslavia alla sua indipendenza nazionale, cioè al suo fallimento”, disse Pannella nel corso di una manifestazione per le elezioni europee a Trieste, il 6 maggio del 1984, in cui propose formalmente l'associazione della Jugoslavia a quella che allora era la Comunità Europea.
Quattro anni più tardi, a Gorizia, durante un comizio per le elezioni amministrative, Pannella vide chiaramente ciò che si andava preparando a pochi chilometri di distanza: “Se le cose continuano come stanno continuando, entro due anni noi avremo l'esplosione in Jugoslavia di conflitti sociali e regionali di gravità inaudita”. Era il 19 giugno del 1988: esattamente due anni dopo cominciavano la guerre jugoslave.
Con la stessa cocciutaggine Pannella ha sempre sostenuto l'adesione della Turchia ad un'Unione Europea che dovrebbe comprendere anche Israele: se a Bruxelles e nelle altre cancellerie occidentali questo obiettivo fosse stato perseguito con determinazione, oggi forse avremmo una Turchia più democratica e non in piena involuzione autoritaria e un'Europa più forte e autorevole.
Gli Stati Uniti d'Europa erano l'obiettivo, il Manifesto di Ventotene l'ispirazione.
Contro il risorgere dell'Europa delle patrie, per una patria europea, democratica e federalista.
Ciao Marco e grazie.

Passaggio a Sud Est - 22 maggio 2016
Una puntata speciale con l'intervento di Marco Pannella alla manifestazione che si tenne a Trieste il 6 maggio 1984 nel corso della campagna elettorale per il Parlamento europeo. In quell'occasione Pannella propose formalmente l'associazione della Jugoslavia alla allora Comunità Europea per scongiurare che la crisi emersa dopo la morte del maresciallo Tito precipitasse in una catastrofe sociale ed economica: l'Europa, invece, illudeva la Jugoslavia che i problemi potessero essere risolti nella dimensione nazionale e del "non allineamento" tra il blocco occidentale e quello sovietico.

Passaggio a Sud Est - 29 maggio 2016
Puntata speciale dedicata a Marco Pannella, al suo impegno e alle sue iniziative nonviolente contro le guerre della ex Jugoslavia e per l'integrazione europea dei Balcani: i comizi del 6 maggio 1984 a Trisete e del 19 giugno 1988 a Gorizia; la figura di Pannella negli articoli di alcuni giornali in Croazia e Serbia; il ricordo del parlamentare europeo croato Tonino Picula; la decisione di vestire l'uniforme croata per un "servizio nonviolento" sul fronte di Osijek nel dicembre 1991; l'impegno radicale e la presenza di Pannella in Albania e Kosovo. Con i contributi di Artur Nura, Marina Sikora e Artur Zheji.

giovedì 5 maggio 2016

IL GRANDE EST 4/2016

 E' online il nuovo numero de Il Grande Est, il notiziario mensile di Rassegna Est dedicato ai principali fatti politici, economici e sociali dell’Europa centrale, dei Balcani e dell’area post-sovietica redatto selezionando fonti in lingua inglese e italiana e presentando gli articoli scritti dai redattori di Rassegna Est.
In questa edizione, che copre il mese di aprile, in particolare i trent’anni da Chernoby, l’Euro e i Paesi dell’Est, il World Press Media Index di Reporters senza Frontiere sulla libertà di stampa nel mondo.

Il Grande Est 4/2016

La sezione su Balcani e Turchia in particolare propone
Vucic, europeista alla balcanica – Il primo ministro di Belgrado, Aleksandar Vucic, ha vinto nuovamente le elezioni. Si sono tenute il 24 aprile e il margine del suo Partito del progresso (Sns) è stato ancora una volta molto largo. Ma chi è Vucic? Dove intende portare il Paese? Ex ultra-nazionalista, il primo ministro di Belgado si è ricollocato negli anni recenti su posizioni conservatrici e ha scelto inequivocabilmente l’Europa, anche se la convinzione è dettata dalla ragione ben più che dal cuore, che abbiamo spiegato in questo ritratto.
La Turchia rallenta – Nel 2016 la crecita sarà del 3,5%, mezzo punto in meno rispetto al 2015. Lo stima la Banca mondiale, che in una nota spiega che un elemento depresso dell’economia turca sono gli investimenti privati. Il loro livello non è sufficiente.
Montenegro: verso le elezioni – Il governo montenegrino e le opposizioni hanno raggiunto un accordo per la formazione di una larga coalizione capace di chiudere la crisi politica in corso da mesi e traghettare il Paese alle elezioni di ottobre (Balkan Insight). Un passaggio, questo, che corrisponderà secondo molti analisti a un referendum pro o contro la Nato, che a luglio, al vertice di Varsavia, inviterà ufficialmente la piccola repubblica ex jugoslava. Il governo, guidato da Milo Djukanovic, al potere da più di vent’anni, è favorevole all’adesione all’alleanza atlantica.
Romania, il populismo dei mutui– Il Sole 24 Ore, in un articolo firmato da Vittorio Da Rold, parla del disegno di legge che “consente agli acquirenti di proprietà immobiliari di recedere dai mutui senza penalità, anche se il valore dell’immobile non copre l’ammontare rimanente che deve essere rimborsato”, descrivendolo come uno stratagemma da ciclo elettorale. Nei prossimi mesi si terranno le amministrative e le politiche. La mossa sui mutui rischia di avere ricadute pesanti sul comparto bancario.

domenica 24 aprile 2016

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 24 aprile 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.


Argomenti della puntata


Albania, Armenia, Azerbaigian, Balcani, Bosnia, Bulgaria, Cipro, Commissione Ue, Croazia, Grecia, Elezioni, Informazione, Integrazione, Kosovo, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Nagorno Karabak, Romania, Serbia, Slovenia, Turchia, Unione Europea.


domenica 17 aprile 2016

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 17 aprile 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.


Argomenti della puntata


Albania, Croazia, Elezioni, Immigrazione, Informazione, Integrazione, Kosovo, Macedonia, Onu, Rifugiati, Serbia, Unione Europea.

domenica 10 aprile 2016

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 10 aprile 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.


Sommario della puntata


La prima parte della puntata è dedicata al riaccendersi del conflitto in Nagorno Karabakh, la regione caucasica contesa da Armenia e Azerbaijan: i commenti e le analisi apparsi in alcuni paesi dell'area balcanica e un'intervista a Simone Zoppellaro, giornalista freelance, sulla natura e la realtà di questo conflitto "dimenticato" già costato 30mila morti e centinaia di migliaia di sfollati e profughi e sul perché nessuno sembra davvero intenzionato a voler trovare una soluzione.

Gli altri argomenti della
puntata:  
Serbia, il negoziato per l'adesione all'Ue e il ruolo della Croazia; Kosovo, la nuova presidenza di Hashim Thaci e lo scontro con l'opposizione; Macedonia; la difficile situazione politica e l'annuncio del boicottaggio delle elezioni anticipate del 5 giugno da parte del leader socialdemocratico Zoran Zaev.

La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui


giovedì 7 aprile 2016

LE MINACCE DEL TERRORISMO NEI BALCANI

di Marina Szikora [*]
Secondo Europol, nei Balcani ci sono tutta una serie di campi terroristici di bassa intensita' in cui si esercitano i novizi dell'ISIS, scrive in questi giorni il quotidiano croato 'Vecernji list'. Anche se la Croazia si menzionava finora come un paese esclusivamente di transito per i militanti terroristici, quanto pubblicato nel rapporto di Europol si rileva che tutta l'area dell'Europa sudorientale si puo' osservare come un'area problematica. In questi campi terroristici di bassa intensita' nei Balcani i novizi dell'ISIS si esercitano e verificano la loro resistenza nonche' fermezza di riunirsi ai terroristi. Secondo alcuni dati in Bosnia Erzegovina esistono 35 campi di addestramento mentre in Kosovo gli estremisti si esercitano negli ex campi dell'UCK. Anche una alta fonte dell'ufficio della presidente croata di recente ha parlato del rischio di islamizzazione degli albanesi finora secolari in Kosovo, Macedonia e Albania nonche' dell'importanza della stabilita' nel vicinato della Croazia, rilevando che persino un singolo incidente potrebbe distruggere il turismo croato che fa il 20% del pil.

Ma oltre alla Bosnia Erzegovina, la Croazia anche dalla parte orientale, molto vicino al confine con la Serbia, tocca l'estremismo – membri di queste organizzazioni non ci sono soltanto nel Sangiaccato bensi' anche a Belgrado, Novi Sad e Subotica, in Vojvodina. Anche se il loro numero non e' troppo impressionante, non ha importanza per il terrorismo poiche' bastano 2-3 persone per eseguire un'azione terroristica di grande portata, avvertono dall'Agenzia di sicurezza e informazione serba, scrive sempre il giornale croato. Aggiunge che anche nel vicinato occidentale della Croazia, in Slovenia i servizi segreti hanno scoperto campi di addestramento dell'ISIS. Nei pressi della capitale Ljubljana, sono stati organizzati radunamenti nel centro sportivo Korant dal quale sono stati mandati diversi militanti in Iraq e in Siria. I confini aperti dello Schengen hanno acconsentito il passaggio senza controllo e quindi in Slovenia arrivavano estremisti dall'Austria, Germania e Lussemburgo.

Una storia particolare sono le armi che dopo le guerre degli anni '90 ci sono in quest'area e che continuano a circolare. Il direttore della fabbrica “Zastava armi” Milojko Brzakovic ha confermato che diversi pezzi di armi che avevano usato i jihadisti negli attacchi terroristici di Parigi lo scorso 13 novembre sono stati prodotti proprio in questa fabbrica di Kragujevac, in Serbia. Proprio per questo, affermano alcuni esperti, tra i servizi di sicurezza spesso si dice “chiama i Balcani per il terrorismo”. E mentre negli ultimi giorni si ripete che i servizi di sicurezza di diversi paesi si ostinano a scambiare i messaggi di informazione, dalla polizia croata affermano che lo scambio di informazioni utili e' costante per mezzo della collaborazione internazionale con i partner, prima lo era l'Interpol, oggi lo e' l'Europol. E' importantissima inoltre la collaborazione regionale.

Dopo gli attentati di Parigi e recentissimamente quelli di Bruxelles, all'UE spetta adesso prendere decisioni importanti – se lo Schengen sara' del tutto sospeso, se l'UE si impegnera' piu' fortemente nelle zone di guerra, innanzitutto in Siria, ma anche in Libia, attraverso la quale arriva nell'UE un gran numero di profughi. Secondo le valutazioni degli analisti della casa Stratfor, potrebbe essere compromesso persino il nuovo accordo tra l'UE e la Turchia sui migranti, scrive il quotidiano croato “Glas Slavonije”. I governi di diversi paesi dell'Europa Occidentale tra breve annunceranno nuove regole di sicurezza, maggiori controlli di quelli che rientrano dai conflitti nel Medio Oriente e in nord Africa, uno scambio piu' intenso di informazioni dei servizi di sicurezza e verranno riattivati i dibattiti sulle modalita' della lotta al terrorismo nei paesi di instabilita' e conflitti quali la Libia e Siria, scrive il quotidiano croato. Si aggiunge che potrebbe essere messo in questione anche il nuovo accordo tra l'UE e la Turchia sulle migrazioni poiche' gli attacchi potrebbero riaccendere posizioni antimusulmane in Europa e rafforzare le pressioni dell'opinione pubblica sui governi UE di non abolire il regime di visti a questo paese, una richiesta chiave da parte di Ankara per la collaborazione sulla questione migranti.

“Glas Slavonije” rileva che il premier italiano Matteo Renzi ritiene che il rafforzamento della sicurezza ai confini sia un passo insoddisfacente per quanto riguarda il ridimensionamento del pericolo di futuri attacchi terroristici. Il giornale aggiunge che in quanto conseguenza delle posizioni antimusulmane aumenta il sostegno ai partiti nazionalisti e siccome nel 2017 ci saranno le elezioni in Francia e in Germania, e' probabile che i partiti tradizionalisti perdano un numero significativo di mandati rispetto ai loro concorrenti nazionalisti. Uno scenario simile si aspetta in Olanda e in Svezia che hanno dei movimenti nazionalisti relativamente forti. Anche per i sostenitori dell'uscita della Gran Bretagna dall'UE, secondo il giornale croato, il terrorismo potrebbe essere un argomento preso in considerazione.

[*] Il testo è la trascrizione della parte di corrispondenza andata in onda a Radio Radicale nel supplemento del giovedì di Passaggio a Sud Est del 7 aprile 2016

IL GRANDE EST 3/2016

E' online il nuovo numero de Il Grande Est, il notiziario mensile di Rassegna Est sui fatti e sui numeri della "nuova" Europa. In questa edizione, che copre il mese di marzo, si parla di post-voto in Slovacchia, elezioni in Serbia, situazione in Ucraina, crisi petrolifera in Russia, verdetti su Karadzic e Seselj, luci e ombre della ripresa romena, rilancio dell'economia bulgara, innovazione e regioni dell'Est con il potenziale maggiore in termini di capacità di attirare investimenti. Tanti argomenti, tante fonti, tanti numeri. Come sempre.

Il Grande Est 3/2016

PASSAGGIO IN ONDA - supplemento

Il "supplemento del giovedì" di Passaggio a Sud Est del 7 aprile 2016 su Radio Radicale propone alcune analisi e prese di posizione dai vari paesi della regione sulla realtà della minaccia terroristica nei e dai Balcani. Si parla quindi del riaccendersi degli scontri armati tra Armenia e Azerbaigian sul Nagorno Karabakh e del perché questo conflitto erroneamente definito "congelato" ma in realtà quasi dimenticato dovrebbe interessare molto da seriamente l'Europa.



Gli articoli citati nella trasmissione:

Dobiamo temere i Balcani? Droni, carri armati e pistole
di Shpend Kursani - Osservatorio Balcani e Caucaso, 1 aprile 2016
(pubblicato originariamente su Pristina Insight il 28 marzo)

Alta tensione in Nagorno Karabakh
Simoze Zoppellaro - Osservatorio Balcani e Caucaso, 4 aprile 2016


Pane e guerra in Nargorno Karabakh
Simone Zoppellaro, Il Manifesto, 7 ottobre 2015

Ricordiamoci del Nagorno Karabakh prima che sia troppo tardi
Simone Zoppellaro - Gariwo, la foresta dei giusti, 5 aprile 2016

Israeli-made kamikaze drone spotted in Nagorno Karabakh
Thomas Gibbons-Neff - The Washington Post - 5 aprile 2016



It’s Cyberwar, it’s Turkish vs Armenian Hackers Amid Nagorno-Karabakh Dispute
Waqas - www.hackread.com, 3 aprile 2016

lunedì 4 aprile 2016

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 3 aprile 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.


Sommario della puntata


La prima parte della puntata è dedicata alla sentenza con cui il Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia ha assolto il leader ultranazionalista serbo Vojislav Seselj dalle accuse di crimini di guerra e contro l'umanità commessi durante i conflitti degli anni '90 in Bosnia, Croazia e Vojvodina: i commenti dei politici della regione e le reazioni dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime dei conflitti; l'intervista a Luca Leone, giornalista e scrittore, sui motivi che stanno dietro la decisione (non unanime) dei giudici e le conseguenze della guerra nella realtà della Bosnia di oggi.

Nella seconda parte si parla delle crisi politiche in Albania, dove si tenta un difficile dialogo tra maggioranza di centrosinistra e opposizione, in Macedonia, dove si andrà al voto il prossimo 5 giugno senza garanzie che si possa risolvere l'attuale stallo politico, ed in Kosovo dove le opposizioni continuano la loro lotta contro l'accordo con la Serbia firmato 3 anni fa con la mediazione dell'Ue e tentano la carta delle elezioni anticipate.


La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui