giovedì 29 dicembre 2011

SLOVENIA. FATTE LE ELEZIONI RESTA DA FARE IL GOVERNO

La sede del governo sloveno
di Marina Szikora [*] A differenza della Croazia dove la formazione del novo governo e' andata liscia e secondo le aspettative, la vicina Slovenia dove i cittadini hanno votato lo stesso giorno come in Croazia, vale a dire il 4 dicembre, la situazione relativa al nuovo esecutivo e' ancora del tutto incerta ed aperta. Dopo la settimana di consultazioni del capo dello stato Danilo Tuerk con i partiti che sono entrati in parlamento, si e' dimostrato che il vincitore delle elezioni, il sindaco di Ljubljana, Zoran Janković non ha una maggioranza solida per ottenere la fiducia del parlamento. Le consultazioni del presidente Tuerk continueranno quindi anche la prossima settimana. Al momento, tutte le opzioni sono possibili: che il futuro premier sia come aspettato Zoran Janković, che torni in gara Janez Janša, gia' premier sloveno, che si vada ad eleggere un governo tecnico oppure, l'ultima delle opzioni, che gli sloveni tornino un'altra volta alle urne. Come scrive l'editorialista del quotidiano croato 'Vjesnik' Jurica Koerbler, "la Slovenia e' diventata un paese di sorprese politiche. Le previsioni su quello che accadra' domani sono semplicemente deplase'...Simili svolte, quasi durante la notte, praticamente non si sono viste in Europa negli ultimi anni". Va ricordato che a solo un giorno dal silenzio elettorale, i giornali sloveni scrivevano titoli in cui si diceva che si attende una vittoria netta della destra. Invece e' accaduto il contrario. A sorpresa ha vinto la sinistra e anche se non in maniera netta, ha trionfato Zoran Janković, praticamente il candidato dell'ultimo momento se si tiene presente che il sindaco di Ljubljana e' entrato nella corsa elettorale solo poco prima del voto. Poi, sempre come ce lo racconta il giornalista di 'Vjesnik', all'inizio della scorsa settimana i giornali sloveni hanno scritto."Pahor presidente del Parlamento e in coalizione con Janković". E' seguito un mercoledi' nero per Zoran Janković. Invece di appoggiare Pahor ha tentato una strada individuale e ha perso la presidenza del Parlamento. Le esitazioni tra Janković e Pahor sono andate a favore di Gregor Virant, l'esponente della destra aprendo cosi' le possibilita' di un ritorno della destra al potere, vale a dire al leader della destra, Janez Janša.

E il gioco quindi continua. Se pero' presto non accadranno cambiamenti e non si riuscira' a formare il nuovo governo, si afferma che la Slovenia potrebbe trovarsi in una situazione economica allarmante con la possiblita' del calo del reiting di interessi. Resta possibilie in questo caso anche l'ipotesi di un governo tecnico continuato dal premier dimissionario Borut Pahor nel caso i partiti politici non riescano a mettersi d'accordo. Ma non e' nemmeno da escludere che la Slovenia potrebbe tornare alle urne. Da aggiungere che Borut Pahor si trova per la seconda volta in ospedale per seri problemi di salute. Uscitone la prima volta si e' recato subito in parlamento per assistere alla elezione del presidente del Parlamento. Ma gli uomini di Janković non lo hanno sostenuto e hanno dato i loro voti a Maša Kociper. Dopo due giri di votazioni senza successo, nessuno ha ottenuto il necessario numero di voti. La delusione di Pahor e' stata evidente poiche' il suo possibile partner di coalizione gli ha votato le spalle. Proprio per questo, alla fine ha vinto facilmente Gregor Virant, un politico giovane ed istruito, molto sostenuto dall'opinione pubblica. Per un momento sembrava che potesse diventare il futuro premier. Ma poi e' venuto al scoperto che Virant aveva problemi con il pagamento di tasse e anche se aveva restituito il debito allo stato di un valore di oltre 10.000 euro, gli elettori hanno reagito penalizzandolo. Come d'un tratto aveva perso l'occasione di diventare premier, cosi' sempre improvvisamente e' stato eletto decimo presidente del Parlamento sloveno. In quanto esponente moderato della destra ha aperto la possibilita' a Janez Janša di tornare nella gara per l'incarico di premier.

Secondo le analisi di Jurica Koerbler, Zoran Janković si e' dimostrato innanzitutto inesperto. Una cosa e' essere a capo di una citta', altra cosa, afferma Koerble, e' codurre la politica nazionale. Una coalizione forte e' possibile ora soltanto con Borut Pahor. Janković e' riuscito in questi giorni difficili a raggiungere un accordo con i partner sociali per congelare i salari e le pensioni per i prossimi sei mesi. Per quanto riguarda un governo tecnico, l'ipotesi e' appoggiata dal neopresidente del Parlamento Virant ma molti in Slovenia ne sono comunque contrari. Poi ci sono anche i partiti piccoli che potrebbero essere l'ago sulla bilancia per la coalizione. Ma i cittadini sloveni sono stanchi da questi spettacoli politici: si vive sempre peggio, le aziende stanno affrontando difficolta' e ci sono sempre meno soldi.

[*] Trascrizione della corrispondenza andata in onda oggi a Radio Radicale

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