venerdì 30 novembre 2012

GRECIA: L'ACCORDO ALL'EUROGRUPPO E' UNA BOCCATA D'ARIA MA I PROBLEMI RESTANO TANTI

Martedì scorso, dopo una lunga trattativa e una maratona negoziale durata 13 ore, i ministri delle Finanze dell'Eurogruppo, alla loro terza riunione in un mese, hanno trovato l'accordo per il salvataggio della Grecia che si vedrà ridurre il proprio debito e riceverà un nuovo prestito di quasi 44 miliardi di euro. Come ho scritto in un post precedente, non è però tutto oro quello che luccica. Occorrerà del tempo per vedere se le cose miglioreranno, mentre la crisi resta molto grave, il panorama politico piuttosto complicato e le tensioni sociali sono pronte a riesplodere in ogni momento in una situazione in cui la povertà colpisce vasti strati della popolazione. Preoccupa anche il consenso cresciuto attorno ad "Alba dorata", il partito dell'ultradestra razzista e xenofoba che guadagna consensi, grazie anche a iniziative di assistenza rivolte ai cittadini più disagiati, e nei sondaggi è attualmente dato al terzo posto nelle preferenze degli elettori dopo Syriza (Sinistra radicale) e Nea Demokratia, il partito del premier Antonis Samaras. Il quale, dopo il raggiungimento dell'accordo a Bruxelles, ha detto però che "comincia un giorno nuovo per tutti i greci". L'impressione è però che, anche se la Grecia può prendere una boccata d'aria, ancora per diverso tempo i suoi cittadini dovranno strungere la cinghia e che le lacrime e sangue da versare non sono ancora finite. Ma intanto come si sono svegliati i greci, il giorno dopo? L'ho chiesto a Elisabetta Casalotti nell'intervista per Radio Radicale andata in onda ieri nella puntata di Passaggio a Sud Est e che potete ascoltare direttamente qui




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