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domenica 24 aprile 2016

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 24 aprile 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.


Argomenti della puntata


Albania, Armenia, Azerbaigian, Balcani, Bosnia, Bulgaria, Cipro, Commissione Ue, Croazia, Grecia, Elezioni, Informazione, Integrazione, Kosovo, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Nagorno Karabak, Romania, Serbia, Slovenia, Turchia, Unione Europea.


domenica 17 aprile 2016

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 17 aprile 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.


Argomenti della puntata


Albania, Croazia, Elezioni, Immigrazione, Informazione, Integrazione, Kosovo, Macedonia, Onu, Rifugiati, Serbia, Unione Europea.

domenica 10 aprile 2016

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 10 aprile 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.


Sommario della puntata


La prima parte della puntata è dedicata al riaccendersi del conflitto in Nagorno Karabakh, la regione caucasica contesa da Armenia e Azerbaijan: i commenti e le analisi apparsi in alcuni paesi dell'area balcanica e un'intervista a Simone Zoppellaro, giornalista freelance, sulla natura e la realtà di questo conflitto "dimenticato" già costato 30mila morti e centinaia di migliaia di sfollati e profughi e sul perché nessuno sembra davvero intenzionato a voler trovare una soluzione.

Gli altri argomenti della
puntata:  
Serbia, il negoziato per l'adesione all'Ue e il ruolo della Croazia; Kosovo, la nuova presidenza di Hashim Thaci e lo scontro con l'opposizione; Macedonia; la difficile situazione politica e l'annuncio del boicottaggio delle elezioni anticipate del 5 giugno da parte del leader socialdemocratico Zoran Zaev.

La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui


giovedì 7 aprile 2016

LE MINACCE DEL TERRORISMO NEI BALCANI

di Marina Szikora [*]
Secondo Europol, nei Balcani ci sono tutta una serie di campi terroristici di bassa intensita' in cui si esercitano i novizi dell'ISIS, scrive in questi giorni il quotidiano croato 'Vecernji list'. Anche se la Croazia si menzionava finora come un paese esclusivamente di transito per i militanti terroristici, quanto pubblicato nel rapporto di Europol si rileva che tutta l'area dell'Europa sudorientale si puo' osservare come un'area problematica. In questi campi terroristici di bassa intensita' nei Balcani i novizi dell'ISIS si esercitano e verificano la loro resistenza nonche' fermezza di riunirsi ai terroristi. Secondo alcuni dati in Bosnia Erzegovina esistono 35 campi di addestramento mentre in Kosovo gli estremisti si esercitano negli ex campi dell'UCK. Anche una alta fonte dell'ufficio della presidente croata di recente ha parlato del rischio di islamizzazione degli albanesi finora secolari in Kosovo, Macedonia e Albania nonche' dell'importanza della stabilita' nel vicinato della Croazia, rilevando che persino un singolo incidente potrebbe distruggere il turismo croato che fa il 20% del pil.

Ma oltre alla Bosnia Erzegovina, la Croazia anche dalla parte orientale, molto vicino al confine con la Serbia, tocca l'estremismo – membri di queste organizzazioni non ci sono soltanto nel Sangiaccato bensi' anche a Belgrado, Novi Sad e Subotica, in Vojvodina. Anche se il loro numero non e' troppo impressionante, non ha importanza per il terrorismo poiche' bastano 2-3 persone per eseguire un'azione terroristica di grande portata, avvertono dall'Agenzia di sicurezza e informazione serba, scrive sempre il giornale croato. Aggiunge che anche nel vicinato occidentale della Croazia, in Slovenia i servizi segreti hanno scoperto campi di addestramento dell'ISIS. Nei pressi della capitale Ljubljana, sono stati organizzati radunamenti nel centro sportivo Korant dal quale sono stati mandati diversi militanti in Iraq e in Siria. I confini aperti dello Schengen hanno acconsentito il passaggio senza controllo e quindi in Slovenia arrivavano estremisti dall'Austria, Germania e Lussemburgo.

Una storia particolare sono le armi che dopo le guerre degli anni '90 ci sono in quest'area e che continuano a circolare. Il direttore della fabbrica “Zastava armi” Milojko Brzakovic ha confermato che diversi pezzi di armi che avevano usato i jihadisti negli attacchi terroristici di Parigi lo scorso 13 novembre sono stati prodotti proprio in questa fabbrica di Kragujevac, in Serbia. Proprio per questo, affermano alcuni esperti, tra i servizi di sicurezza spesso si dice “chiama i Balcani per il terrorismo”. E mentre negli ultimi giorni si ripete che i servizi di sicurezza di diversi paesi si ostinano a scambiare i messaggi di informazione, dalla polizia croata affermano che lo scambio di informazioni utili e' costante per mezzo della collaborazione internazionale con i partner, prima lo era l'Interpol, oggi lo e' l'Europol. E' importantissima inoltre la collaborazione regionale.

Dopo gli attentati di Parigi e recentissimamente quelli di Bruxelles, all'UE spetta adesso prendere decisioni importanti – se lo Schengen sara' del tutto sospeso, se l'UE si impegnera' piu' fortemente nelle zone di guerra, innanzitutto in Siria, ma anche in Libia, attraverso la quale arriva nell'UE un gran numero di profughi. Secondo le valutazioni degli analisti della casa Stratfor, potrebbe essere compromesso persino il nuovo accordo tra l'UE e la Turchia sui migranti, scrive il quotidiano croato “Glas Slavonije”. I governi di diversi paesi dell'Europa Occidentale tra breve annunceranno nuove regole di sicurezza, maggiori controlli di quelli che rientrano dai conflitti nel Medio Oriente e in nord Africa, uno scambio piu' intenso di informazioni dei servizi di sicurezza e verranno riattivati i dibattiti sulle modalita' della lotta al terrorismo nei paesi di instabilita' e conflitti quali la Libia e Siria, scrive il quotidiano croato. Si aggiunge che potrebbe essere messo in questione anche il nuovo accordo tra l'UE e la Turchia sulle migrazioni poiche' gli attacchi potrebbero riaccendere posizioni antimusulmane in Europa e rafforzare le pressioni dell'opinione pubblica sui governi UE di non abolire il regime di visti a questo paese, una richiesta chiave da parte di Ankara per la collaborazione sulla questione migranti.

“Glas Slavonije” rileva che il premier italiano Matteo Renzi ritiene che il rafforzamento della sicurezza ai confini sia un passo insoddisfacente per quanto riguarda il ridimensionamento del pericolo di futuri attacchi terroristici. Il giornale aggiunge che in quanto conseguenza delle posizioni antimusulmane aumenta il sostegno ai partiti nazionalisti e siccome nel 2017 ci saranno le elezioni in Francia e in Germania, e' probabile che i partiti tradizionalisti perdano un numero significativo di mandati rispetto ai loro concorrenti nazionalisti. Uno scenario simile si aspetta in Olanda e in Svezia che hanno dei movimenti nazionalisti relativamente forti. Anche per i sostenitori dell'uscita della Gran Bretagna dall'UE, secondo il giornale croato, il terrorismo potrebbe essere un argomento preso in considerazione.

[*] Il testo è la trascrizione della parte di corrispondenza andata in onda a Radio Radicale nel supplemento del giovedì di Passaggio a Sud Est del 7 aprile 2016

PASSAGGIO IN ONDA - supplemento

Il "supplemento del giovedì" di Passaggio a Sud Est del 7 aprile 2016 su Radio Radicale propone alcune analisi e prese di posizione dai vari paesi della regione sulla realtà della minaccia terroristica nei e dai Balcani. Si parla quindi del riaccendersi degli scontri armati tra Armenia e Azerbaigian sul Nagorno Karabakh e del perché questo conflitto erroneamente definito "congelato" ma in realtà quasi dimenticato dovrebbe interessare molto da seriamente l'Europa.



Gli articoli citati nella trasmissione:

Dobiamo temere i Balcani? Droni, carri armati e pistole
di Shpend Kursani - Osservatorio Balcani e Caucaso, 1 aprile 2016
(pubblicato originariamente su Pristina Insight il 28 marzo)

Alta tensione in Nagorno Karabakh
Simoze Zoppellaro - Osservatorio Balcani e Caucaso, 4 aprile 2016


Pane e guerra in Nargorno Karabakh
Simone Zoppellaro, Il Manifesto, 7 ottobre 2015

Ricordiamoci del Nagorno Karabakh prima che sia troppo tardi
Simone Zoppellaro - Gariwo, la foresta dei giusti, 5 aprile 2016

Israeli-made kamikaze drone spotted in Nagorno Karabakh
Thomas Gibbons-Neff - The Washington Post - 5 aprile 2016



It’s Cyberwar, it’s Turkish vs Armenian Hackers Amid Nagorno-Karabakh Dispute
Waqas - www.hackread.com, 3 aprile 2016

lunedì 4 aprile 2016

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 3 aprile 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.


Sommario della puntata


La prima parte della puntata è dedicata alla sentenza con cui il Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia ha assolto il leader ultranazionalista serbo Vojislav Seselj dalle accuse di crimini di guerra e contro l'umanità commessi durante i conflitti degli anni '90 in Bosnia, Croazia e Vojvodina: i commenti dei politici della regione e le reazioni dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime dei conflitti; l'intervista a Luca Leone, giornalista e scrittore, sui motivi che stanno dietro la decisione (non unanime) dei giudici e le conseguenze della guerra nella realtà della Bosnia di oggi.

Nella seconda parte si parla delle crisi politiche in Albania, dove si tenta un difficile dialogo tra maggioranza di centrosinistra e opposizione, in Macedonia, dove si andrà al voto il prossimo 5 giugno senza garanzie che si possa risolvere l'attuale stallo politico, ed in Kosovo dove le opposizioni continuano la loro lotta contro l'accordo con la Serbia firmato 3 anni fa con la mediazione dell'Ue e tentano la carta delle elezioni anticipate.


La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui


giovedì 31 marzo 2016

LA SENTENZA DI ASSOLUZIONE DI VOJSLAV SESELJ

Intervista a Luca Leone per Radio Radicale

Ad una settimana esatta dalla condanna di Radovan Karadzic, il Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia ha assolto l'ultranazionalista serbo Vojslav Seselj, fondatore e presidente del Partito radicale serbo, da tutti i capi d'accusa per crimini di guerra e crimini contro l'umanità per fatti accaduti durante la guerra in Croazia e in Bosnia. Una sentenza che ha sorpreso il procuratore capo del Tribunale, Serge Brammertz, che ha già preannunciato un ricorso contro la decisione dei giudici che ha rigettato completamente l'ipoptesi accusatoria. L'intervista propone un'interessante analisi sulle ragioni dettate dalla realpolitik che spiegano queste due decisioni così di diverse da parte del Tribunale internazionale.

Luca Leone, giornalista, scrittore ed editore (Infinito edizioni) ha scritto doversi saggi sull'ex Jugoslavia e in particolare sulla Bosnia, un paese che ama e conosce molto bene. I suoi interventi si possono leggere sul suo blog Occhio Critico.




lunedì 28 marzo 2016

COMMENTI ALLA SENTENZA DI CONDANNA DI RADOVAN KARADZIC

La sede del Tribunale internazionale all'Aja
di Marina Szikora (*)
Giovedi' la tanto attesa sentenza del Tribunale dell'Aja che giudica i crimini commessi in ex Jugoslavia a Radovan Karadzic. Dopo che nel 2006 nel carcere di Scheveningen e' morto l'ex presidente serbo, Slobodan Milosevic, Radovan Karadzic e' il piu' alto rappresentante politico degli anni novanta ad essere sentenziato per i crimini e per le atrocita' commesse durante la guerra in Bosnia Erzegovina dal 1992 al 1995. Come detto, con il verdetto, il leader dei serbi bosniaci, Radovan Karadzic viene condannato a 40 anni di carcere, ritenuto responsabile di crimini di guerra in Bosnia. Subito dopo il pronunciamento della sentenza, divise sono state le reazioni in Bosnia ma in sostanza, sono stati pochi ad essere pienamente soddisfatti con la decisione del Tribunale dell'Aja. I rappresentanti di diverse associazioni bosgnacche che si aspettavano una condanna all'ergastolo nonche' la conferma della corte che oltre a Srebrenica il genocidio e' stato commesso anche in altri sei comuni che si trovano inclusi nell'imputazione, sono rimasti un'altra volta delusi. Dall'altra parte, i commentatori della Republika Srpska [l'entità a maggioranza serba della Bosnia Erzegovina] affermano in sostanza che la sentenza e' “politica” ma che nulla cambiera' per quanto riguarda lo status dell'entita' serba.

“Siamo consapevoli che non esiste una pena che possa far tornare in vita le vittime innocenti, ma la condanna ad uno dei principali statisti della politica di aggressione della politica di una Grande Serbia in Bosnia Erzegovina, i cui risultati sono stati il genocidio e crimini terribili, rappresenta il minimo di cui le vittime e le loro famiglie hanno atteso troppo a lungo”, questa la posizione e la reazione del Governo croato alla sentenza dell'Aja. Secondo il capo della diplomazia croata, Miro Kovac, la sentenza offre una soddisfazione morale insufficiente agli eredi delle vittime della politica di sistematiche uccisioni e violenze. Radovan Karadzic e' stato condannato ma non e' stato sconfitto ancora il suo spirito, come nemmeno l'eredita' della sua politica di crimini e di genocidio. Soltanto quando questo sara' raggiunto, allora si potra' arrivare ad una riconciliazione tra la gente della Bosnia ed oltre, ha rilevato il ministro Kovac.

La presidente croata, Kolinda Grabar-Kitarovic ritiene che la sentenza all'ex leader dei serbi bosniaci sia una consolazione debole alle vittime ma e' un messaggio ai criminali e terroristi odierni che non passeranno impuniti. “Anche se si tratta di una sentenza di primo grado, con essa la comunita' internazionale ha riconosciuto che a Srebrenica e' stato commesso un genocidio e che nei sette comuni della RS e nella citta' di Sarajevo sono stati commessi i piu' gravi crimini con l'obbiettivo di creare uno spazio serbo omogeneo” ha detto la presidente croata. “Questa sentenza non pou' e non deve influenzare il destino della RS e per questo mi appello a tutti i rappresentanti politici del popolo serbo in Bosnia Erzegovina, in particolare della Republika Srpska, di lottare con una posizione congiunta per la loro Republika e per il loro popolo il cui destino, con questa sentenza puo' essere messo in questione” sono invece le parole di reazione del presidente della Serbia, Tomislav Nikolic.

Il testo è la trascrizione di parte della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 27 marzo a Radio Radicale

domenica 27 marzo 2016

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 27 marzo 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.


Sommario della puntata


La prima parte della trasmissione è dedicata alla condanna di Radovan Karadzic in primo grado a 40 anni decisa dal Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia per i crimini commessi nel corso della guerra in Bosnia Erzegovina, l'assedio di Sarajevo e il genocidio di Srebrenica. I commenti della comunità internazionale e nei paesi della regione e le opinioni di Emma Bonino e di Andrea Rossini di Osservatorio Balcani e Caucaso.

Nella seconda parte del programma le reazioni ed i commenti sugli attentati di Bruxelles e sul rischio di diffusione del fondamentalismo islamico e di infiltrazioni jihadiste nei Balcani legate ai flussi di profughi e migranti.

Infine, nell'ultima parte, un'interessante analisi pubblicata sul quotidiano serbo Politika che mette a confronto il negoziato di adesione all'Unione Europea della Turchia e della Serbia.

In apertura l'iniziativa del comitato per la candidatura del grande scrittore Predrag Matvejevic al premio Nobel per la letteratura.

La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui

venerdì 25 marzo 2016

LA CONDANNA DI RADOVAN KARADZIC A 40 ANNI PER CRIMINI DI GUERRA E GENOCIDIO

Intervista a Andrea Rossini di Osservatorio Balcani e Caucaso

Radovan Karadzic, l'ex capo politico dei serbi di Bosnia durante la guerra degli anni '90, è stato condannato in primo grado a 40 anni dal Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia per il genocidio di Srebrenica, l'assedio di Sarajevo e altri crimini di guerra compiuti durante il conflitto del 1992-95 in Bosnia. Anche se i giudici non hanno ritenuto sufficienti gli elementi per provare l'esistenza di un piano genocidiario già dal 1992, la sentenza è comunque importante e potrebbe essere modificata in appello. Giunge però a più di vent'anni dai fatti, dopo un processo durato quasi sei anni e dopo una latitanza dell'imputato protrattasi per quasi 13 anni. Soprattutto giunge in una Bosnia Erzegovina in cui sembrano aver prevalso le divisioni e la pulizia etnica che furono teorizzate e perseguite da Karadzic durante gli anni del suo potere.



giovedì 24 marzo 2016

EMMA BONINO SULLA CONDANNA DI RADOVAN KARADZIC A 40 ANNI PER GENOCIDIO E CRIMINI DI GUERRA

Intervista di Lorenzo Rendi per Radio Radicale

Emma Bonino commenta la condanna dell'ex leader politico dei serbi di Bosnia, Radovan Karadzic, a 40 anni per crimini contro l'umanità, crimini di guerra, sterminio e deportazione e per il genocidio di Srebrenica e l'assedio di Sarajevo.
Emma Bonino, che nel luglio del 1995 era Commissario europeo agli aiuti umanitari, dopo una missione in Bosnia fu tra i primissimi ad accorgersi e a denunciare pubblicamente quanto era accaduto a Srebrenica.
Nell'intervista si ricorda anche l'iniziativa dei radicali per l'incriminazione di Slobodan Milosevic e l'istituzione di un tribunale ad hoc per giudicare i crimini commessi durante i conflitti nell'ex Jugoslavia.



domenica 13 marzo 2016

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 13 marzo 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.


Sommario della puntata


Anche questa puntata è quasi interamente dedicata alla crisi dei profughi e alla situazione sulla "rotta balcanica" dopo il vertice Unione europea/Turchia di lunedì 7 marzo: la bozza di accordo in vista del Consiglio europeo del 17/18 marzo; le dichiarazioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi; il giudizio di Emma Bonino; le reazioni e i commenti in Croazia e Slovenia; le preoccupazioni dell'Albania per il possibile spostamento del flusso dei profughi; la situazione in Macedonia.
Si parla anche della Turchia e della repressione della libertà di stampa negata però dal governo di Ankara.
Nella seconda parte si parla di Kosovo e delle relazioni con l'Unione Europea e della situazione in Albania del Partito socialista del premier Edi Rama che si prepara al congresso.

La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui

giovedì 10 marzo 2016

PASSAGGIO IN ONDA - supplemento

Il "supplemento del giovedì" di Passaggio a Sud Est del 10 marzo 2016 su Radio Radicale propone una rassegna di articoli sulla Turchia pubblicati in questi giorni su giornali e siti Internet: il compromesso con l'Unione Europea sulla crisi dei profughi e la situazione della libertà di espressione dopo il commissariamento del quotidiano di opposizione Zaman.



Gli articoli citati:

Rifugiati: cinque cose da sapere dell'accordo UE-Turchia
Andrea Sorbello, Rivista Europae, 9 marzo 2016

L'Europa spaccata al gran ballo del sultano
Adriana Cerretelli, Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2016

Il rinvio una sconfitta per l'Unione
Stefano Stefanini, La Stampa, 8 marzo 2016

Europa a corto di statisti
Ugo Tramballi, Il Sole 24 Ore, 9 marzo 2016

Turchia: il sultano riceve altri 3 mld per i migranti, come buttare i soldi nel cesso
Matteo Zola, Eastjournal.net, 9 marzo 2016

Erdogan ha capito che può fare tutto quello che vuole con questa Europa
Marta Ottaviani, EastWest, 8 marzo 2016

Emergenza migranti: intervista a Emma Bonino sull'esito del vertice Ue-Turchia
Andrea Billau, Radio Radicale, marzo 2016

La Turchia dopo Zaman
Dimitri Bettoni, Osservatorio Balcani e Caucaso, 8 marzo 2016

Turchia, la stretta di Erdogan sui media di opposizione
s.a., Askanews Nuova Europa, 9 marzo 2016

Turchia: il difficile rapporto fra Erdogan e la democrazia
Marta Ottaviani, EastWest, 7 marzo 2016

"Fare il reporter è diventato pericoloso" Intervista a Elif Shafak
Marco Ansaldo, La Repubblica, 7 marzo 2013







domenica 6 marzo 2016

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 6 marzo 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.


Sommario della puntata


La puntata è quasi interamente dedicata alla crisi dei rifugiati sulla "rotta balcanica": Stefano Lusa di Radio Capodistria e collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso, racconta la situazione a Idomeni, al confine greco-macedone; Elisabetta Casalotti, da Atene, spiega la difficile situazione politica e il rischio di crisi di governo in Grecia di fronte alla crisi dei migranti; i colloqui del neoministro degli Esteri della Croazia con la cancelliera Merkel e con il presidente del Consiglio europeo Tusk; la situazione in Macedonia e in Albania e la possibilità che i profughi respinti dalla Macedonia si spostino verso Albania, Bosnia e Montenegro; le considerazioni di Emma Bonino sulla attuale crisi, le sue prospettive e il futuro dell'Unione Europea.
In apertura la Turchia, il commissariamento del quotidiano d'opposizione Zaman, le proteste e le reazioni interne e internazionali.
In chiusura la Serbia e le elezioni anticipate della prossima primavera.


La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui

 

GRECIA: LA CRISI DEI PROFUGHI E LA SITUAZIONE POLITICA INTERNA

Intervista a Elisabetta Casalotti

In vista del consiglio europeo straordinario di lunedì sulla crisi dei profughi, e dell'incontro con il capo del governo turco Ahmet Davutoglu, il premier greco Alexis Tsipras ha convocato venerdì 4 marzo un vertice di tutti i partiti presenti in parlamento (esclusa Alba Dorata) presieduto dal capo dello stato Pavlopuolos.
Otto ore di confronto e tre ore di trattativa per riuscire a stendere un comunicato congiunto danno la misura delle difficoltà dell'esecutivo che sulla crisi dei profughi rischia la sua stessa tenuta, mentre la popolazione greca cerca come può di affrontare la situazione e di dare una mano alle migliaia di profughi accampati non solo a Idomeni e in altre località di confine, ma anche nella stessa capitale Atene.

venerdì 4 marzo 2016

PROFUGHI: CRISI UMANITARIA A IDOMENI

Intervista a Stefano Lusa

Stefano Lusa, giornalista di Radio Capodistria e collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso racconta la situazione a Idomeni, località greca al confine con la Macedonia, dove migliaia di persone sono ammassate, in condizioni sempre più precarie, sotto ripari di fortuna, in attesa di riuscire a proseguire verso il nord Europa. Solo la saggezza e l'umanità con cui le autorità e la polizia greca stanno gestendo la situazione ha impedito che si ripetessero i tentativi di sfondamento dei confini dei giorni scorsi.




domenica 28 febbraio 2016

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 28 febbraio 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.


Sommario della puntata


Turchia: la scarcerazione di Can Dundar e Erdem Gul non risolve il problema della repressione della libertà di informazione.

Crisi dei rifugiati: le conclusione del Consiglio europeo Affari Interni, la chiusura delle frontiere, la situazione sulla "rotta balcanica" e il prossimo vertice con Turchia e paesi balcanici.

Macedonia: la situazione politica dopo il rinvio delle elezioni anticipate.

Kosovo: l'opposizione impedisce l'elezione del nuovo presidente della repubblica e punta alla crisi di
governo e alle elezioni anticipate per far fallire l'accordo con la Serbia.

Albania: lo scontro tra presidente dela repubblica e maggioranza parlamentare sul rimpasto di governo.

Croazia: la visita del neo ministro degli Esteri Kovac in Italia.


La puntata, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui


lunedì 22 febbraio 2016

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 21 febbraio 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.


Sommario della puntata


Bosnia Erzegovina: la richiesta di adesione all'Unione Europea e alcune considerazioni sulle comunicazioni al Parlamento del presidente del consiglio Renzi prima del Consiglio Europeo.

Crisi dei profughi: un punto sulla situazione e sulle sue prospettive viste dai Balcani.

Kosovo: l'ottavo anniversario dell'indipendenza celebrato all'insegna delle tensioni politiche sull'accordo con la Serbia.

Macedonia: la situazione politica in vista delle elezioni anticipate di aprile.

Albania: un punto
sulla difficile situazione economica del paese

La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile  direttamente qui

giovedì 18 febbraio 2016

PASSAGGIO IN ONDA - supplemento

Il "supplemento del giovedì" di Passaggio a Sud Est del 18 febbraio 2016 su Radio Radicale propone una rassegna di articoli e analisi su Kosovo, Serbia, Bosnia, Transnistria, Ucraina, sul riemergere dei fascismi in Europa e sulla questione delle foibe, pubblicati in questo ultimo periodo.



Gli articoli citati:

Una fragile indipendenza, i fantasmi del Kosovo 8 anni dopo
Alessando Leogrande, Pagina 99, 17 febbraio 2016

Kosovo, il nodo delle "strutture parallele"
Violeta Hyseni Kelmendi, Osservatorio Balcani e Caucaso, 17 febbraio 2016

Serbia alle urne, la scommessa di Vučić
Francesco Martino, Ispionline.it/Osservatorio Balcani e Caucaso, 15/16 febbraio 2016

Serbia: Vučić da primo ministro a presidente?
Dragan Janjić, Osservatorio Balcani e Caucaso, 16 febbraio 2016

Sarajevo presenta la richiesta di adesione alla Ue: una buona notizia?
Luca Leone, lucaleone.blogspot.it, 16 febbraio 2016

La Transnistria si avvicina all’Europa?
Danilo Elia, Osservatorio Balcani e Caucaso, 10 febbraio 2016

Ucraina, molto come prima
Balazs Jarabik, New Eastern Europe, 20 gennaio 2016 / Osservatorio Balcani e Caucaso. 9 febbraio 2016

Ucraina: Ecco come il Cremlino mantiene le Repubbliche di Donetsk e Luhansk
Pietro Rizzi, Eastjournal,net,  11 febbraio 2016

Il fascismo sta riemergendo in Europa
Mladina / Eastjournal.net (trad.) 17 febbraio 2016

La tragedia delle foibe e il nazionalismo italico. Una memoria selettiva?
Matteo Zola, Eastjournal.net, 12 febbraio 2016

lunedì 8 febbraio 2016

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 7 febbraio 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.



Sommario della puntata

Migrazioni: si fa di nuovo difficile la situazione sulla rotta balcanica.

Croazia: la politica estera del nuovo governo di centrodestra e il possibile asse con l'Ungheria di Orban.

Kosovo: le misure messe in atto dal governo per fronteggiare la minaccia dell'estremismo islamista.

Macedonia: le riforme attese in vista delle elezioni anticipate del 24 aprile.

Grecia: lo sciopero generale contro la riforma delle pensioni e le condanne della Cedu per le condizioni nelle carceri.

Albania: la lotta all'interno del Partito socialista contro la leadership di Edi Rama; la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni secondo alcuni sondaggi.

Nazioni Unite: il prossimo segretario generale proverrà dall'Europa centro o sud orientale? In apertura le condanne della Cedu contro l'Azerbaijan per la repressione della libertà di stampa.

La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui