E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 24 aprile 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Argomenti della puntata
Albania, Armenia, Azerbaigian, Balcani, Bosnia, Bulgaria, Cipro,
Commissione Ue, Croazia, Grecia, Elezioni, Informazione, Integrazione, Kosovo, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Nagorno Karabak, Romania,
Serbia, Slovenia, Turchia, Unione Europea.
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domenica 24 aprile 2016
domenica 17 aprile 2016
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 17 aprile 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Argomenti della puntata
Albania, Croazia, Elezioni, Immigrazione, Informazione, Integrazione, Kosovo, Macedonia, Onu, Rifugiati, Serbia, Unione Europea.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Argomenti della puntata
Albania, Croazia, Elezioni, Immigrazione, Informazione, Integrazione, Kosovo, Macedonia, Onu, Rifugiati, Serbia, Unione Europea.
domenica 10 aprile 2016
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 10 aprile 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
La prima parte della puntata è dedicata al riaccendersi del conflitto in Nagorno Karabakh, la regione caucasica contesa da Armenia e Azerbaijan: i commenti e le analisi apparsi in alcuni paesi dell'area balcanica e un'intervista a Simone Zoppellaro, giornalista freelance, sulla natura e la realtà di questo conflitto "dimenticato" già costato 30mila morti e centinaia di migliaia di sfollati e profughi e sul perché nessuno sembra davvero intenzionato a voler trovare una soluzione.
Gli altri argomenti della puntata:
Serbia, il negoziato per l'adesione all'Ue e il ruolo della Croazia; Kosovo, la nuova presidenza di Hashim Thaci e lo scontro con l'opposizione; Macedonia; la difficile situazione politica e l'annuncio del boicottaggio delle elezioni anticipate del 5 giugno da parte del leader socialdemocratico Zoran Zaev.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
La prima parte della puntata è dedicata al riaccendersi del conflitto in Nagorno Karabakh, la regione caucasica contesa da Armenia e Azerbaijan: i commenti e le analisi apparsi in alcuni paesi dell'area balcanica e un'intervista a Simone Zoppellaro, giornalista freelance, sulla natura e la realtà di questo conflitto "dimenticato" già costato 30mila morti e centinaia di migliaia di sfollati e profughi e sul perché nessuno sembra davvero intenzionato a voler trovare una soluzione.
Gli altri argomenti della puntata:
Serbia, il negoziato per l'adesione all'Ue e il ruolo della Croazia; Kosovo, la nuova presidenza di Hashim Thaci e lo scontro con l'opposizione; Macedonia; la difficile situazione politica e l'annuncio del boicottaggio delle elezioni anticipate del 5 giugno da parte del leader socialdemocratico Zoran Zaev.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
giovedì 7 aprile 2016
LE MINACCE DEL TERRORISMO NEI BALCANI
di Marina Szikora [*]
Secondo Europol, nei Balcani ci sono
tutta una serie di campi terroristici di bassa intensita' in cui si
esercitano i novizi dell'ISIS, scrive in questi giorni il quotidiano
croato 'Vecernji list'. Anche se la Croazia si menzionava finora come
un paese esclusivamente di transito per i militanti terroristici,
quanto pubblicato nel rapporto di Europol si rileva che tutta l'area
dell'Europa sudorientale si puo' osservare come un'area problematica.
In questi campi terroristici di bassa intensita' nei Balcani i novizi
dell'ISIS si esercitano e verificano la loro resistenza nonche'
fermezza di riunirsi ai terroristi. Secondo alcuni dati in Bosnia Erzegovina
esistono 35 campi di addestramento mentre in Kosovo gli estremisti si
esercitano negli ex campi dell'UCK. Anche una alta
fonte dell'ufficio della presidente croata di recente ha parlato del rischio di
islamizzazione degli albanesi finora secolari in Kosovo, Macedonia e
Albania nonche' dell'importanza della stabilita' nel vicinato della
Croazia, rilevando che persino un singolo incidente potrebbe
distruggere il turismo croato che fa il 20% del pil.
Ma oltre alla Bosnia Erzegovina, la Croazia anche
dalla parte orientale, molto vicino al confine con la Serbia, tocca
l'estremismo – membri di queste organizzazioni non ci sono soltanto
nel Sangiaccato bensi' anche a Belgrado, Novi Sad e Subotica, in
Vojvodina. Anche se il loro numero non e' troppo impressionante, non
ha importanza per il terrorismo poiche' bastano 2-3 persone per
eseguire un'azione terroristica di grande portata, avvertono
dall'Agenzia di sicurezza e informazione serba, scrive sempre il
giornale croato. Aggiunge che anche nel vicinato occidentale della
Croazia, in Slovenia i servizi segreti hanno scoperto campi di
addestramento dell'ISIS. Nei pressi della capitale Ljubljana, sono
stati organizzati radunamenti nel centro sportivo Korant dal quale
sono stati mandati diversi militanti in Iraq e in Siria. I confini
aperti dello Schengen hanno acconsentito il passaggio senza controllo
e quindi in Slovenia arrivavano estremisti dall'Austria, Germania e
Lussemburgo.
Una storia particolare sono le armi che
dopo le guerre degli anni '90 ci sono in quest'area e che continuano
a circolare. Il direttore della fabbrica “Zastava armi” Milojko
Brzakovic ha confermato che diversi pezzi di armi che avevano usato i
jihadisti negli attacchi terroristici di Parigi lo scorso 13 novembre
sono stati prodotti proprio in questa fabbrica di Kragujevac, in
Serbia. Proprio per questo, affermano alcuni esperti, tra i servizi
di sicurezza spesso si dice “chiama i Balcani per il terrorismo”.
E mentre negli ultimi giorni si ripete che i servizi di sicurezza di
diversi paesi si ostinano a scambiare i messaggi di informazione,
dalla polizia croata affermano che lo scambio di informazioni utili
e' costante per mezzo della collaborazione internazionale con i
partner, prima lo era l'Interpol, oggi lo e' l'Europol. E'
importantissima inoltre la collaborazione regionale.
Dopo gli attentati di Parigi e
recentissimamente quelli di Bruxelles, all'UE spetta adesso prendere
decisioni importanti – se lo Schengen sara' del tutto sospeso, se
l'UE si impegnera' piu' fortemente nelle zone di guerra, innanzitutto
in Siria, ma anche in Libia, attraverso la quale arriva nell'UE un
gran numero di profughi. Secondo le valutazioni degli analisti della
casa Stratfor, potrebbe essere compromesso persino il nuovo accordo
tra l'UE e la Turchia sui migranti, scrive il quotidiano croato “Glas
Slavonije”. I governi di diversi paesi dell'Europa Occidentale tra
breve annunceranno nuove regole di sicurezza, maggiori controlli di
quelli che rientrano dai conflitti nel Medio Oriente e in nord
Africa, uno scambio piu' intenso di informazioni dei servizi di
sicurezza e verranno riattivati i dibattiti sulle modalita' della
lotta al terrorismo nei paesi di instabilita' e conflitti quali la
Libia e Siria, scrive il quotidiano croato. Si aggiunge che potrebbe
essere messo in questione anche il nuovo accordo tra l'UE e la
Turchia sulle migrazioni poiche' gli attacchi potrebbero riaccendere
posizioni antimusulmane in Europa e rafforzare le pressioni
dell'opinione pubblica sui governi UE di non abolire il regime di
visti a questo paese, una richiesta chiave da parte di Ankara per la
collaborazione sulla questione migranti.
“Glas Slavonije” rileva che il
premier italiano Matteo Renzi ritiene che il rafforzamento della
sicurezza ai confini sia un passo insoddisfacente per quanto riguarda
il ridimensionamento del pericolo di futuri attacchi terroristici. Il
giornale aggiunge che in quanto conseguenza delle posizioni
antimusulmane aumenta il sostegno ai partiti nazionalisti e siccome
nel 2017 ci saranno le elezioni in Francia e in Germania, e'
probabile che i partiti tradizionalisti perdano un numero
significativo di mandati rispetto ai loro concorrenti nazionalisti.
Uno scenario simile si aspetta in Olanda e in Svezia che hanno dei
movimenti nazionalisti relativamente forti. Anche per i sostenitori
dell'uscita della Gran Bretagna dall'UE, secondo il giornale croato,
il terrorismo potrebbe essere un argomento preso in considerazione.
[*] Il testo è la trascrizione della parte di corrispondenza andata in onda a Radio Radicale nel supplemento del giovedì di Passaggio a Sud Est del 7 aprile 2016
PASSAGGIO IN ONDA - supplemento
Il
"supplemento del giovedì" di Passaggio a Sud Est del 7 aprile 2016 su
Radio Radicale propone alcune analisi e prese di posizione dai vari paesi della regione sulla realtà della minaccia terroristica nei e dai
Balcani. Si parla quindi del riaccendersi degli scontri armati tra Armenia e Azerbaigian sul Nagorno
Karabakh e del perché questo conflitto erroneamente definito "congelato" ma in realtà quasi dimenticato dovrebbe interessare molto da seriamente l'Europa.
Gli articoli citati nella trasmissione:
Dobiamo temere i Balcani? Droni, carri armati e pistole
di Shpend Kursani - Osservatorio Balcani e Caucaso, 1 aprile 2016
(pubblicato originariamente su Pristina Insight il 28 marzo)
Alta tensione in Nagorno Karabakh
Simoze Zoppellaro - Osservatorio Balcani e Caucaso, 4 aprile 2016
Pane e guerra in Nargorno Karabakh
Simone Zoppellaro, Il Manifesto, 7 ottobre 2015
Ricordiamoci del Nagorno Karabakh prima che sia troppo tardi
Simone Zoppellaro - Gariwo, la foresta dei giusti, 5 aprile 2016
Israeli-made kamikaze drone spotted in Nagorno Karabakh
Thomas Gibbons-Neff - The Washington Post - 5 aprile 2016
Gli articoli citati nella trasmissione:
Dobiamo temere i Balcani? Droni, carri armati e pistole
di Shpend Kursani - Osservatorio Balcani e Caucaso, 1 aprile 2016
(pubblicato originariamente su Pristina Insight il 28 marzo)
Alta tensione in Nagorno Karabakh
Simoze Zoppellaro - Osservatorio Balcani e Caucaso, 4 aprile 2016
Pane e guerra in Nargorno Karabakh
Simone Zoppellaro, Il Manifesto, 7 ottobre 2015
Ricordiamoci del Nagorno Karabakh prima che sia troppo tardi
Simone Zoppellaro - Gariwo, la foresta dei giusti, 5 aprile 2016
Israeli-made kamikaze drone spotted in Nagorno Karabakh
Thomas Gibbons-Neff - The Washington Post - 5 aprile 2016
It’s Cyberwar, it’s Turkish vs
Armenian Hackers Amid Nagorno-Karabakh Dispute
Waqas - www.hackread.com, 3 aprile 2016
lunedì 4 aprile 2016
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 3 aprile 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
La prima parte della puntata è dedicata alla sentenza con cui il Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia ha assolto il leader ultranazionalista serbo Vojislav Seselj dalle accuse di crimini di guerra e contro l'umanità commessi durante i conflitti degli anni '90 in Bosnia, Croazia e Vojvodina: i commenti dei politici della regione e le reazioni dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime dei conflitti; l'intervista a Luca Leone, giornalista e scrittore, sui motivi che stanno dietro la decisione (non unanime) dei giudici e le conseguenze della guerra nella realtà della Bosnia di oggi.
Nella seconda parte si parla delle crisi politiche in Albania, dove si tenta un difficile dialogo tra maggioranza di centrosinistra e opposizione, in Macedonia, dove si andrà al voto il prossimo 5 giugno senza garanzie che si possa risolvere l'attuale stallo politico, ed in Kosovo dove le opposizioni continuano la loro lotta contro l'accordo con la Serbia firmato 3 anni fa con la mediazione dell'Ue e tentano la carta delle elezioni anticipate.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
La prima parte della puntata è dedicata alla sentenza con cui il Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia ha assolto il leader ultranazionalista serbo Vojislav Seselj dalle accuse di crimini di guerra e contro l'umanità commessi durante i conflitti degli anni '90 in Bosnia, Croazia e Vojvodina: i commenti dei politici della regione e le reazioni dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime dei conflitti; l'intervista a Luca Leone, giornalista e scrittore, sui motivi che stanno dietro la decisione (non unanime) dei giudici e le conseguenze della guerra nella realtà della Bosnia di oggi.
Nella seconda parte si parla delle crisi politiche in Albania, dove si tenta un difficile dialogo tra maggioranza di centrosinistra e opposizione, in Macedonia, dove si andrà al voto il prossimo 5 giugno senza garanzie che si possa risolvere l'attuale stallo politico, ed in Kosovo dove le opposizioni continuano la loro lotta contro l'accordo con la Serbia firmato 3 anni fa con la mediazione dell'Ue e tentano la carta delle elezioni anticipate.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
giovedì 31 marzo 2016
LA SENTENZA DI ASSOLUZIONE DI VOJSLAV SESELJ
Intervista a Luca Leone per Radio Radicale
Ad una settimana esatta dalla condanna di Radovan Karadzic, il Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia ha assolto l'ultranazionalista serbo Vojslav Seselj, fondatore e presidente del Partito radicale serbo, da tutti i capi d'accusa per crimini di guerra e crimini contro l'umanità per fatti accaduti durante la guerra in Croazia e in Bosnia. Una sentenza che ha sorpreso il procuratore capo del Tribunale, Serge Brammertz, che ha già preannunciato un ricorso contro la decisione dei giudici che ha rigettato completamente l'ipoptesi accusatoria. L'intervista propone un'interessante analisi sulle ragioni dettate dalla realpolitik che spiegano queste due decisioni così di diverse da parte del Tribunale internazionale.
Luca Leone, giornalista, scrittore ed editore (Infinito edizioni) ha scritto doversi saggi sull'ex Jugoslavia e in particolare sulla Bosnia, un paese che ama e conosce molto bene. I suoi interventi si possono leggere sul suo blog Occhio Critico.
Ad una settimana esatta dalla condanna di Radovan Karadzic, il Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia ha assolto l'ultranazionalista serbo Vojslav Seselj, fondatore e presidente del Partito radicale serbo, da tutti i capi d'accusa per crimini di guerra e crimini contro l'umanità per fatti accaduti durante la guerra in Croazia e in Bosnia. Una sentenza che ha sorpreso il procuratore capo del Tribunale, Serge Brammertz, che ha già preannunciato un ricorso contro la decisione dei giudici che ha rigettato completamente l'ipoptesi accusatoria. L'intervista propone un'interessante analisi sulle ragioni dettate dalla realpolitik che spiegano queste due decisioni così di diverse da parte del Tribunale internazionale.
Luca Leone, giornalista, scrittore ed editore (Infinito edizioni) ha scritto doversi saggi sull'ex Jugoslavia e in particolare sulla Bosnia, un paese che ama e conosce molto bene. I suoi interventi si possono leggere sul suo blog Occhio Critico.
lunedì 28 marzo 2016
COMMENTI ALLA SENTENZA DI CONDANNA DI RADOVAN KARADZIC
![]() |
| La sede del Tribunale internazionale all'Aja |
di Marina Szikora (*)
Giovedi' la tanto attesa sentenza del
Tribunale dell'Aja che giudica i crimini commessi in ex Jugoslavia a
Radovan Karadzic. Dopo che nel 2006 nel carcere di Scheveningen e'
morto l'ex presidente serbo, Slobodan Milosevic, Radovan Karadzic e'
il piu' alto rappresentante politico degli anni novanta ad essere
sentenziato per i crimini e per le atrocita' commesse durante la
guerra in Bosnia Erzegovina dal 1992 al 1995. Come detto, con il
verdetto, il leader dei serbi bosniaci, Radovan Karadzic viene
condannato a 40 anni di carcere, ritenuto responsabile di crimini di
guerra in Bosnia. Subito dopo il pronunciamento della sentenza,
divise sono state le reazioni in Bosnia ma in sostanza, sono stati
pochi ad essere pienamente soddisfatti con la decisione del Tribunale
dell'Aja. I rappresentanti di diverse associazioni bosgnacche che si
aspettavano una condanna all'ergastolo nonche' la conferma della
corte che oltre a Srebrenica il genocidio e' stato commesso anche in
altri sei comuni che si trovano inclusi nell'imputazione, sono
rimasti un'altra volta delusi. Dall'altra parte, i commentatori della
Republika Srpska [l'entità a maggioranza serba della Bosnia
Erzegovina] affermano in sostanza che la sentenza e' “politica”
ma che nulla cambiera' per quanto riguarda lo status dell'entita'
serba.
“Siamo consapevoli che non esiste una
pena che possa far tornare in vita le vittime innocenti, ma la
condanna ad uno dei principali statisti della politica di aggressione
della politica di una Grande Serbia in Bosnia Erzegovina, i cui
risultati sono stati il genocidio e crimini terribili, rappresenta il
minimo di cui le vittime e le loro famiglie hanno atteso troppo a
lungo”, questa la posizione e la reazione del Governo croato alla
sentenza dell'Aja. Secondo il capo della diplomazia croata, Miro
Kovac, la sentenza offre una soddisfazione morale insufficiente agli
eredi delle vittime della politica di sistematiche uccisioni e
violenze. Radovan Karadzic e' stato condannato ma non e' stato
sconfitto ancora il suo spirito, come nemmeno l'eredita' della sua
politica di crimini e di genocidio. Soltanto quando questo sara'
raggiunto, allora si potra' arrivare ad una riconciliazione tra la
gente della Bosnia ed oltre, ha rilevato il ministro Kovac.
La presidente croata, Kolinda
Grabar-Kitarovic ritiene che la sentenza all'ex leader dei serbi
bosniaci sia una consolazione debole alle vittime ma e' un messaggio
ai criminali e terroristi odierni che non passeranno impuniti. “Anche
se si tratta di una sentenza di primo grado, con essa la comunita'
internazionale ha riconosciuto che a Srebrenica e' stato commesso un
genocidio e che nei sette comuni della RS e nella citta' di Sarajevo
sono stati commessi i piu' gravi crimini con l'obbiettivo di creare
uno spazio serbo omogeneo” ha detto la presidente croata. “Questa sentenza non pou' e non deve
influenzare il destino della RS e per questo mi appello a tutti i
rappresentanti politici del popolo serbo in Bosnia Erzegovina, in
particolare della Republika Srpska, di lottare con una posizione
congiunta per la loro Republika e per il loro popolo il cui destino,
con questa sentenza puo' essere messo in questione” sono invece le
parole di reazione del presidente della Serbia, Tomislav Nikolic.
Il testo è la trascrizione di parte
della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in
onda il 27 marzo a Radio Radicale
domenica 27 marzo 2016
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 27 marzo 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
La prima parte della trasmissione è dedicata alla condanna di Radovan Karadzic in primo grado a 40 anni decisa dal Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia per i crimini commessi nel corso della guerra in Bosnia Erzegovina, l'assedio di Sarajevo e il genocidio di Srebrenica. I commenti della comunità internazionale e nei paesi della regione e le opinioni di Emma Bonino e di Andrea Rossini di Osservatorio Balcani e Caucaso.
Nella seconda parte del programma le reazioni ed i commenti sugli attentati di Bruxelles e sul rischio di diffusione del fondamentalismo islamico e di infiltrazioni jihadiste nei Balcani legate ai flussi di profughi e migranti.
Infine, nell'ultima parte, un'interessante analisi pubblicata sul quotidiano serbo Politika che mette a confronto il negoziato di adesione all'Unione Europea della Turchia e della Serbia.
In apertura l'iniziativa del comitato per la candidatura del grande scrittore Predrag Matvejevic al premio Nobel per la letteratura.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
La prima parte della trasmissione è dedicata alla condanna di Radovan Karadzic in primo grado a 40 anni decisa dal Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia per i crimini commessi nel corso della guerra in Bosnia Erzegovina, l'assedio di Sarajevo e il genocidio di Srebrenica. I commenti della comunità internazionale e nei paesi della regione e le opinioni di Emma Bonino e di Andrea Rossini di Osservatorio Balcani e Caucaso.
Nella seconda parte del programma le reazioni ed i commenti sugli attentati di Bruxelles e sul rischio di diffusione del fondamentalismo islamico e di infiltrazioni jihadiste nei Balcani legate ai flussi di profughi e migranti.
Infine, nell'ultima parte, un'interessante analisi pubblicata sul quotidiano serbo Politika che mette a confronto il negoziato di adesione all'Unione Europea della Turchia e della Serbia.
In apertura l'iniziativa del comitato per la candidatura del grande scrittore Predrag Matvejevic al premio Nobel per la letteratura.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
venerdì 25 marzo 2016
LA CONDANNA DI RADOVAN KARADZIC A 40 ANNI PER CRIMINI DI GUERRA E GENOCIDIO
Intervista a Andrea Rossini di Osservatorio Balcani e Caucaso
Radovan Karadzic, l'ex capo politico dei serbi di Bosnia durante la guerra degli anni '90, è stato condannato in primo grado a 40 anni dal Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia per il genocidio di Srebrenica, l'assedio di Sarajevo e altri crimini di guerra compiuti durante il conflitto del 1992-95 in Bosnia. Anche se i giudici non hanno ritenuto sufficienti gli elementi per provare l'esistenza di un piano genocidiario già dal 1992, la sentenza è comunque importante e potrebbe essere modificata in appello. Giunge però a più di vent'anni dai fatti, dopo un processo durato quasi sei anni e dopo una latitanza dell'imputato protrattasi per quasi 13 anni. Soprattutto giunge in una Bosnia Erzegovina in cui sembrano aver prevalso le divisioni e la pulizia etnica che furono teorizzate e perseguite da Karadzic durante gli anni del suo potere.
Radovan Karadzic, l'ex capo politico dei serbi di Bosnia durante la guerra degli anni '90, è stato condannato in primo grado a 40 anni dal Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia per il genocidio di Srebrenica, l'assedio di Sarajevo e altri crimini di guerra compiuti durante il conflitto del 1992-95 in Bosnia. Anche se i giudici non hanno ritenuto sufficienti gli elementi per provare l'esistenza di un piano genocidiario già dal 1992, la sentenza è comunque importante e potrebbe essere modificata in appello. Giunge però a più di vent'anni dai fatti, dopo un processo durato quasi sei anni e dopo una latitanza dell'imputato protrattasi per quasi 13 anni. Soprattutto giunge in una Bosnia Erzegovina in cui sembrano aver prevalso le divisioni e la pulizia etnica che furono teorizzate e perseguite da Karadzic durante gli anni del suo potere.
giovedì 24 marzo 2016
EMMA BONINO SULLA CONDANNA DI RADOVAN KARADZIC A 40 ANNI PER GENOCIDIO E CRIMINI DI GUERRA
Intervista di Lorenzo Rendi per Radio Radicale
Emma Bonino commenta la condanna dell'ex leader politico dei serbi di Bosnia, Radovan Karadzic, a 40 anni per crimini contro l'umanità, crimini di guerra, sterminio e deportazione e per il genocidio di Srebrenica e l'assedio di Sarajevo.
Emma Bonino, che nel luglio del 1995 era Commissario europeo agli aiuti umanitari, dopo una missione in Bosnia fu tra i primissimi ad accorgersi e a denunciare pubblicamente quanto era accaduto a Srebrenica.
Nell'intervista si ricorda anche l'iniziativa dei radicali per l'incriminazione di Slobodan Milosevic e l'istituzione di un tribunale ad hoc per giudicare i crimini commessi durante i conflitti nell'ex Jugoslavia.
Emma Bonino commenta la condanna dell'ex leader politico dei serbi di Bosnia, Radovan Karadzic, a 40 anni per crimini contro l'umanità, crimini di guerra, sterminio e deportazione e per il genocidio di Srebrenica e l'assedio di Sarajevo.
Emma Bonino, che nel luglio del 1995 era Commissario europeo agli aiuti umanitari, dopo una missione in Bosnia fu tra i primissimi ad accorgersi e a denunciare pubblicamente quanto era accaduto a Srebrenica.
Nell'intervista si ricorda anche l'iniziativa dei radicali per l'incriminazione di Slobodan Milosevic e l'istituzione di un tribunale ad hoc per giudicare i crimini commessi durante i conflitti nell'ex Jugoslavia.
domenica 13 marzo 2016
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 13 marzo 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
Anche questa puntata è quasi interamente dedicata alla crisi dei profughi e alla situazione sulla "rotta balcanica" dopo il vertice Unione europea/Turchia di lunedì 7 marzo: la bozza di accordo in vista del Consiglio europeo del 17/18 marzo; le dichiarazioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi; il giudizio di Emma Bonino; le reazioni e i commenti in Croazia e Slovenia; le preoccupazioni dell'Albania per il possibile spostamento del flusso dei profughi; la situazione in Macedonia.
Si parla anche della Turchia e della repressione della libertà di stampa negata però dal governo di Ankara.
Nella seconda parte si parla di Kosovo e delle relazioni con l'Unione Europea e della situazione in Albania del Partito socialista del premier Edi Rama che si prepara al congresso.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
Anche questa puntata è quasi interamente dedicata alla crisi dei profughi e alla situazione sulla "rotta balcanica" dopo il vertice Unione europea/Turchia di lunedì 7 marzo: la bozza di accordo in vista del Consiglio europeo del 17/18 marzo; le dichiarazioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi; il giudizio di Emma Bonino; le reazioni e i commenti in Croazia e Slovenia; le preoccupazioni dell'Albania per il possibile spostamento del flusso dei profughi; la situazione in Macedonia.
Si parla anche della Turchia e della repressione della libertà di stampa negata però dal governo di Ankara.
Nella seconda parte si parla di Kosovo e delle relazioni con l'Unione Europea e della situazione in Albania del Partito socialista del premier Edi Rama che si prepara al congresso.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
giovedì 10 marzo 2016
PASSAGGIO IN ONDA - supplemento
Il
"supplemento del giovedì" di Passaggio a Sud Est del 10 marzo 2016 su
Radio Radicale propone una rassegna di articoli sulla Turchia
pubblicati in questi giorni su giornali e siti Internet: il compromesso
con l'Unione Europea sulla crisi dei profughi e la situazione della
libertà di espressione dopo il commissariamento del
quotidiano di opposizione Zaman.
Gli articoli citati:
Rifugiati: cinque cose da sapere dell'accordo UE-Turchia
Andrea Sorbello, Rivista Europae, 9 marzo 2016
L'Europa spaccata al gran ballo del sultano
Adriana Cerretelli, Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2016
Il rinvio una sconfitta per l'Unione
Stefano Stefanini, La Stampa, 8 marzo 2016
Europa a corto di statisti
Ugo Tramballi, Il Sole 24 Ore, 9 marzo 2016
Turchia: il sultano riceve altri 3 mld per i migranti, come buttare i soldi nel cesso
Matteo Zola, Eastjournal.net, 9 marzo 2016
Erdogan ha capito che può fare tutto quello che vuole con questa Europa
Marta Ottaviani, EastWest, 8 marzo 2016
Emergenza migranti: intervista a Emma Bonino sull'esito del vertice Ue-Turchia
Andrea Billau, Radio Radicale, marzo 2016
La Turchia dopo Zaman
Dimitri Bettoni, Osservatorio Balcani e Caucaso, 8 marzo 2016
Turchia, la stretta di Erdogan sui media di opposizione
s.a., Askanews Nuova Europa, 9 marzo 2016
Turchia: il difficile rapporto fra Erdogan e la democrazia
Marta Ottaviani, EastWest, 7 marzo 2016
"Fare il reporter è diventato pericoloso" Intervista a Elif Shafak
Marco Ansaldo, La Repubblica, 7 marzo 2013
Gli articoli citati:
Rifugiati: cinque cose da sapere dell'accordo UE-Turchia
Andrea Sorbello, Rivista Europae, 9 marzo 2016
L'Europa spaccata al gran ballo del sultano
Adriana Cerretelli, Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2016
Il rinvio una sconfitta per l'Unione
Stefano Stefanini, La Stampa, 8 marzo 2016
Europa a corto di statisti
Ugo Tramballi, Il Sole 24 Ore, 9 marzo 2016
Turchia: il sultano riceve altri 3 mld per i migranti, come buttare i soldi nel cesso
Matteo Zola, Eastjournal.net, 9 marzo 2016
Erdogan ha capito che può fare tutto quello che vuole con questa Europa
Marta Ottaviani, EastWest, 8 marzo 2016
Emergenza migranti: intervista a Emma Bonino sull'esito del vertice Ue-Turchia
Andrea Billau, Radio Radicale, marzo 2016
La Turchia dopo Zaman
Dimitri Bettoni, Osservatorio Balcani e Caucaso, 8 marzo 2016
Turchia, la stretta di Erdogan sui media di opposizione
s.a., Askanews Nuova Europa, 9 marzo 2016
Turchia: il difficile rapporto fra Erdogan e la democrazia
Marta Ottaviani, EastWest, 7 marzo 2016
"Fare il reporter è diventato pericoloso" Intervista a Elif Shafak
Marco Ansaldo, La Repubblica, 7 marzo 2013
domenica 6 marzo 2016
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 6 marzo 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
La puntata è quasi interamente dedicata alla crisi dei rifugiati sulla "rotta balcanica": Stefano Lusa di Radio Capodistria e collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso, racconta la situazione a Idomeni, al confine greco-macedone; Elisabetta Casalotti, da Atene, spiega la difficile situazione politica e il rischio di crisi di governo in Grecia di fronte alla crisi dei migranti; i colloqui del neoministro degli Esteri della Croazia con la cancelliera Merkel e con il presidente del Consiglio europeo Tusk; la situazione in Macedonia e in Albania e la possibilità che i profughi respinti dalla Macedonia si spostino verso Albania, Bosnia e Montenegro; le considerazioni di Emma Bonino sulla attuale crisi, le sue prospettive e il futuro dell'Unione Europea.
In apertura la Turchia, il commissariamento del quotidiano d'opposizione Zaman, le proteste e le reazioni interne e internazionali.
In chiusura la Serbia e le elezioni anticipate della prossima primavera.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
La puntata è quasi interamente dedicata alla crisi dei rifugiati sulla "rotta balcanica": Stefano Lusa di Radio Capodistria e collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso, racconta la situazione a Idomeni, al confine greco-macedone; Elisabetta Casalotti, da Atene, spiega la difficile situazione politica e il rischio di crisi di governo in Grecia di fronte alla crisi dei migranti; i colloqui del neoministro degli Esteri della Croazia con la cancelliera Merkel e con il presidente del Consiglio europeo Tusk; la situazione in Macedonia e in Albania e la possibilità che i profughi respinti dalla Macedonia si spostino verso Albania, Bosnia e Montenegro; le considerazioni di Emma Bonino sulla attuale crisi, le sue prospettive e il futuro dell'Unione Europea.
In apertura la Turchia, il commissariamento del quotidiano d'opposizione Zaman, le proteste e le reazioni interne e internazionali.
In chiusura la Serbia e le elezioni anticipate della prossima primavera.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
GRECIA: LA CRISI DEI PROFUGHI E LA SITUAZIONE POLITICA INTERNA
Intervista a Elisabetta Casalotti
In vista del consiglio europeo straordinario di lunedì sulla crisi dei profughi, e dell'incontro con il capo del governo turco Ahmet Davutoglu, il premier greco Alexis Tsipras ha convocato venerdì 4 marzo un vertice di tutti i partiti presenti in parlamento (esclusa Alba Dorata) presieduto dal capo dello stato Pavlopuolos.
Otto ore di confronto e tre ore di trattativa per riuscire a stendere un comunicato congiunto danno la misura delle difficoltà dell'esecutivo che sulla crisi dei profughi rischia la sua stessa tenuta, mentre la popolazione greca cerca come può di affrontare la situazione e di dare una mano alle migliaia di profughi accampati non solo a Idomeni e in altre località di confine, ma anche nella stessa capitale Atene.
In vista del consiglio europeo straordinario di lunedì sulla crisi dei profughi, e dell'incontro con il capo del governo turco Ahmet Davutoglu, il premier greco Alexis Tsipras ha convocato venerdì 4 marzo un vertice di tutti i partiti presenti in parlamento (esclusa Alba Dorata) presieduto dal capo dello stato Pavlopuolos.
Otto ore di confronto e tre ore di trattativa per riuscire a stendere un comunicato congiunto danno la misura delle difficoltà dell'esecutivo che sulla crisi dei profughi rischia la sua stessa tenuta, mentre la popolazione greca cerca come può di affrontare la situazione e di dare una mano alle migliaia di profughi accampati non solo a Idomeni e in altre località di confine, ma anche nella stessa capitale Atene.
venerdì 4 marzo 2016
PROFUGHI: CRISI UMANITARIA A IDOMENI
Intervista a Stefano Lusa
Stefano Lusa, giornalista di Radio Capodistria e collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso racconta la situazione a Idomeni, località greca al confine con la Macedonia, dove migliaia di persone sono ammassate, in condizioni sempre più precarie, sotto ripari di fortuna, in attesa di riuscire a proseguire verso il nord Europa. Solo la saggezza e l'umanità con cui le autorità e la polizia greca stanno gestendo la situazione ha impedito che si ripetessero i tentativi di sfondamento dei confini dei giorni scorsi.
Stefano Lusa, giornalista di Radio Capodistria e collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso racconta la situazione a Idomeni, località greca al confine con la Macedonia, dove migliaia di persone sono ammassate, in condizioni sempre più precarie, sotto ripari di fortuna, in attesa di riuscire a proseguire verso il nord Europa. Solo la saggezza e l'umanità con cui le autorità e la polizia greca stanno gestendo la situazione ha impedito che si ripetessero i tentativi di sfondamento dei confini dei giorni scorsi.
domenica 28 febbraio 2016
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 28 febbraio 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
Turchia: la scarcerazione di Can Dundar e Erdem Gul non risolve il problema della repressione della libertà di informazione.
Crisi dei rifugiati: le conclusione del Consiglio europeo Affari Interni, la chiusura delle frontiere, la situazione sulla "rotta balcanica" e il prossimo vertice con Turchia e paesi balcanici.
Macedonia: la situazione politica dopo il rinvio delle elezioni anticipate.
Kosovo: l'opposizione impedisce l'elezione del nuovo presidente della repubblica e punta alla crisi di governo e alle elezioni anticipate per far fallire l'accordo con la Serbia.
Albania: lo scontro tra presidente dela repubblica e maggioranza parlamentare sul rimpasto di governo.
Croazia: la visita del neo ministro degli Esteri Kovac in Italia.
La puntata, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
Turchia: la scarcerazione di Can Dundar e Erdem Gul non risolve il problema della repressione della libertà di informazione.
Crisi dei rifugiati: le conclusione del Consiglio europeo Affari Interni, la chiusura delle frontiere, la situazione sulla "rotta balcanica" e il prossimo vertice con Turchia e paesi balcanici.
Macedonia: la situazione politica dopo il rinvio delle elezioni anticipate.
Kosovo: l'opposizione impedisce l'elezione del nuovo presidente della repubblica e punta alla crisi di governo e alle elezioni anticipate per far fallire l'accordo con la Serbia.
Albania: lo scontro tra presidente dela repubblica e maggioranza parlamentare sul rimpasto di governo.
Croazia: la visita del neo ministro degli Esteri Kovac in Italia.
La puntata, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
lunedì 22 febbraio 2016
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 21 febbraio 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
Bosnia Erzegovina: la richiesta di adesione all'Unione Europea e alcune considerazioni sulle comunicazioni al Parlamento del presidente del consiglio Renzi prima del Consiglio Europeo.
Crisi dei profughi: un punto sulla situazione e sulle sue prospettive viste dai Balcani.
Kosovo: l'ottavo anniversario dell'indipendenza celebrato all'insegna delle tensioni politiche sull'accordo con la Serbia.
Macedonia: la situazione politica in vista delle elezioni anticipate di aprile.
Albania: un punto sulla difficile situazione economica del paese
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
Bosnia Erzegovina: la richiesta di adesione all'Unione Europea e alcune considerazioni sulle comunicazioni al Parlamento del presidente del consiglio Renzi prima del Consiglio Europeo.
Crisi dei profughi: un punto sulla situazione e sulle sue prospettive viste dai Balcani.
Kosovo: l'ottavo anniversario dell'indipendenza celebrato all'insegna delle tensioni politiche sull'accordo con la Serbia.
Macedonia: la situazione politica in vista delle elezioni anticipate di aprile.
Albania: un punto sulla difficile situazione economica del paese
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
giovedì 18 febbraio 2016
PASSAGGIO IN ONDA - supplemento
Il "supplemento del giovedì" di Passaggio a Sud Est del 18 febbraio 2016 su Radio Radicale propone una rassegna di articoli e analisi su Kosovo, Serbia, Bosnia, Transnistria, Ucraina, sul riemergere dei fascismi in Europa e sulla questione delle foibe, pubblicati in questo ultimo periodo.
Gli articoli citati:
Una fragile indipendenza, i fantasmi del Kosovo 8 anni dopo
Alessando Leogrande, Pagina 99, 17 febbraio 2016
Kosovo, il nodo delle "strutture parallele"
Violeta Hyseni Kelmendi, Osservatorio Balcani e Caucaso, 17 febbraio 2016
Serbia alle urne, la scommessa di Vučić
Francesco Martino, Ispionline.it/Osservatorio Balcani e Caucaso, 15/16 febbraio 2016
Serbia: Vučić da primo ministro a presidente?
Dragan Janjić, Osservatorio Balcani e Caucaso, 16 febbraio 2016
Sarajevo presenta la richiesta di adesione alla Ue: una buona notizia?
Luca Leone, lucaleone.blogspot.it, 16 febbraio 2016
La Transnistria si avvicina all’Europa?
Danilo Elia, Osservatorio Balcani e Caucaso, 10 febbraio 2016
Ucraina, molto come prima
Balazs Jarabik, New Eastern Europe, 20 gennaio 2016 / Osservatorio Balcani e Caucaso. 9 febbraio 2016
Ucraina: Ecco come il Cremlino mantiene le Repubbliche di Donetsk e Luhansk
Pietro Rizzi, Eastjournal,net, 11 febbraio 2016
Il fascismo sta riemergendo in Europa
Mladina / Eastjournal.net (trad.) 17 febbraio 2016
La tragedia delle foibe e il nazionalismo italico. Una memoria selettiva?
Matteo Zola, Eastjournal.net, 12 febbraio 2016
Gli articoli citati:
Una fragile indipendenza, i fantasmi del Kosovo 8 anni dopo
Alessando Leogrande, Pagina 99, 17 febbraio 2016
Kosovo, il nodo delle "strutture parallele"
Violeta Hyseni Kelmendi, Osservatorio Balcani e Caucaso, 17 febbraio 2016
Serbia alle urne, la scommessa di Vučić
Francesco Martino, Ispionline.it/Osservatorio Balcani e Caucaso, 15/16 febbraio 2016
Serbia: Vučić da primo ministro a presidente?
Dragan Janjić, Osservatorio Balcani e Caucaso, 16 febbraio 2016
Sarajevo presenta la richiesta di adesione alla Ue: una buona notizia?
Luca Leone, lucaleone.blogspot.it, 16 febbraio 2016
La Transnistria si avvicina all’Europa?
Danilo Elia, Osservatorio Balcani e Caucaso, 10 febbraio 2016
Ucraina, molto come prima
Balazs Jarabik, New Eastern Europe, 20 gennaio 2016 / Osservatorio Balcani e Caucaso. 9 febbraio 2016
Ucraina: Ecco come il Cremlino mantiene le Repubbliche di Donetsk e Luhansk
Pietro Rizzi, Eastjournal,net, 11 febbraio 2016
Il fascismo sta riemergendo in Europa
Mladina / Eastjournal.net (trad.) 17 febbraio 2016
La tragedia delle foibe e il nazionalismo italico. Una memoria selettiva?
Matteo Zola, Eastjournal.net, 12 febbraio 2016
lunedì 8 febbraio 2016
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 7 febbraio 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
Migrazioni: si fa di nuovo difficile la situazione sulla rotta balcanica.
Croazia: la politica estera del nuovo governo di centrodestra e il possibile asse con l'Ungheria di Orban.
Kosovo: le misure messe in atto dal governo per fronteggiare la minaccia dell'estremismo islamista.
Macedonia: le riforme attese in vista delle elezioni anticipate del 24 aprile.
Grecia: lo sciopero generale contro la riforma delle pensioni e le condanne della Cedu per le condizioni nelle carceri.
Albania: la lotta all'interno del Partito socialista contro la leadership di Edi Rama; la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni secondo alcuni sondaggi.
Nazioni Unite: il prossimo segretario generale proverrà dall'Europa centro o sud orientale? In apertura le condanne della Cedu contro l'Azerbaijan per la repressione della libertà di stampa.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
Migrazioni: si fa di nuovo difficile la situazione sulla rotta balcanica.
Croazia: la politica estera del nuovo governo di centrodestra e il possibile asse con l'Ungheria di Orban.
Kosovo: le misure messe in atto dal governo per fronteggiare la minaccia dell'estremismo islamista.
Macedonia: le riforme attese in vista delle elezioni anticipate del 24 aprile.
Grecia: lo sciopero generale contro la riforma delle pensioni e le condanne della Cedu per le condizioni nelle carceri.
Albania: la lotta all'interno del Partito socialista contro la leadership di Edi Rama; la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni secondo alcuni sondaggi.
Nazioni Unite: il prossimo segretario generale proverrà dall'Europa centro o sud orientale? In apertura le condanne della Cedu contro l'Azerbaijan per la repressione della libertà di stampa.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
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