Il "supplemento del giovedì" di Passaggio a Sud Est del 18 febbraio 2016 su Radio Radicale propone una rassegna di articoli e analisi su Kosovo, Serbia, Bosnia, Transnistria, Ucraina, sul riemergere dei fascismi in Europa e sulla questione delle foibe, pubblicati in questo ultimo periodo.
Gli articoli citati:
Una fragile indipendenza, i fantasmi del Kosovo 8 anni dopo
Alessando Leogrande, Pagina 99, 17 febbraio 2016
Kosovo, il nodo delle "strutture parallele"
Violeta Hyseni Kelmendi, Osservatorio Balcani e Caucaso, 17 febbraio 2016
Serbia alle urne, la scommessa di Vučić
Francesco Martino, Ispionline.it/Osservatorio Balcani e Caucaso, 15/16 febbraio 2016
Serbia: Vučić da primo ministro a presidente?
Dragan Janjić, Osservatorio Balcani e Caucaso, 16 febbraio 2016
Sarajevo presenta la richiesta di adesione alla Ue: una buona notizia?
Luca Leone, lucaleone.blogspot.it, 16 febbraio 2016
La Transnistria si avvicina all’Europa?
Danilo Elia, Osservatorio Balcani e Caucaso, 10 febbraio 2016
Ucraina, molto come prima
Balazs Jarabik, New Eastern Europe, 20 gennaio 2016 / Osservatorio Balcani e Caucaso. 9 febbraio 2016
Ucraina: Ecco come il Cremlino mantiene le Repubbliche di Donetsk e Luhansk
Pietro Rizzi, Eastjournal,net, 11 febbraio 2016
Il fascismo sta riemergendo in Europa
Mladina / Eastjournal.net (trad.) 17 febbraio 2016
La tragedia delle foibe e il nazionalismo italico. Una memoria selettiva?
Matteo Zola, Eastjournal.net, 12 febbraio 2016
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giovedì 18 febbraio 2016
lunedì 7 ottobre 2013
GRECIA: IL GOVERNO CONTRO I NAZISTI DI "ALBA DORATA"
Intervista a Antonio Ferrari, editrialista del Corriere della Sera
C'è voluta la morte di un cittadino greco, ma finalmente il Governo di Atene ha deciso di agire contro "Alba Dorata", arrestando il suo leader Nikos Michaloliakos, incriminando i vertici del partito compresi alcuni parlamentari e colpendo anche complici e fiancheggiatori nella polizia. Tutto bene, dunque? Dipende dalla volontà delle autorità e della magistratura di andare fino in fondo e di "sradicare" il fenomeno neonazista, come ha detto il premier Antonis Samaras. Per fare questo non basteranno le azioni di polizia e i processi, ma sarà necessario rimuovere le cause che in questi anni hanno alimentato "Alba Dorata" consentendogli di crescere nei consensi, entrare in Parlamento, e diventare la terza (o seconda) forza politica nelle intenzioni di voto. Agire con forza e decisione, altrimenti gli arresti di questi giorni saranno solo l'autodifesa del sistema dei partiti, altrimenti il contagio rischia di diffondersi al resto dell'Europa, dove già sono presenti e attive forze xenofobe, razziste e violente. Le elezioni europee sono ormai vicine.
Ascolta qui la registrazione dell'intervista per Radio Radicale
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| L'arresto di Nikos Michaloliakos |
Ascolta qui la registrazione dell'intervista per Radio Radicale
lunedì 3 dicembre 2012
GRECIA: UNITA' SPECIALI DELLA POLIZIA PER CONTRASTARE LA VIOLENZA RAZZISTA
La Grecia travolta dalla crisi
economica si trova a fare i conti con la crescita dell'intolleranza e
degli attacchi razzisti, di cui molto spesso sono responsabili
militanti dal partito di ultradestra “Alba Dorata”. Ne sono
vittima i tanti migranti che, come avviene anche da noi, arrivano in
Grecia con la speranza di proseguire per i Paesi del Nordeuropa, ma
anche quelli che vivono e lavorano nel Paese. Gli attacchi rischiano
di coinvolgere chiunque, a causa del suo aspetto fisico, possa
apparire come un immigrato agli occhi degli estremisti xenofobi. Lo
scorso 16 novembre, l'ambasciata statunitense ad Atene ha avvertito i
suoi concittadini, specie quelli di origine asiatica, mediorientale ,
ispanica o africana, del rischio di attacchi razzisti.
Che la situazione sia seria e rischi di
sfuggire al controllo lo dimostra la decisione dell polizia greca di
dotersi di unità speciali contro le violenze a sfondo razzista.
Queste nuove unità, dopo il vialibera del Consiglio di Stato, verranno
costituite prima di tutto ad Atene e Salonicco. Chiunque sia vittima
di violenze razziste potrà sporgere denuncia personalmente, tramite
un legale di fiducia o anche in forma anonima. Il ministro degli
Interni, Nikos Dendias, ha anche annunciato la prossima attivazione
di una linea telefonica dedicata.
Le iniziative del governo sono
senz'altro opportune, anche se viene da domandarsi quanto potranno
essere efficaci se alle ultime elezioni quasi la metà dei poliziotti
hanno votato proprio per “Alba Dorata” che stando ai sondaggi più
recenti è ormai il terzo partito greco. Non solo: da qualche tempo,
negli ambienti della sinistra giovanile più radicale, c'è allarme
che la polizia possa passare nomi e indirizzi delle persone fermate
ai militanti di “Alba Dorata”. Diversi arrestati a seguito delle
manifestazioni di queste ultime settimane hanno raccontatodi essere
aver ricevuto minacce del genere. La polizia ha smentito, ma la paura
resta.
Anche perché nei reparti speciali
della polizia ci sarebbero membri di “Alba Dorata”. Anzi,
sarebbero proprio loro che, in tenuta paramilitare, aggrediscono i
venditori ambulanti irregolari, controllano i documenti agli
immigrati e si scontrano in piazza con gli anarchici gridando slogan
neo-nazisti. Ma nella polizia c'è omertà e non si conosce nemmeno
il numero esatto degli iscritti ad “Alba Dorata”, tanto meno
l'identità degli appartenenti alla sua “ala militare”. Questa
almeno la denuncia che viene dal giornalista greco Dimitri Psarras,
autore del volume “La bibbia nera dell'Alba Dorata”, chenell'articolo di Fabio Sindici su La Stampa del 1° dicembre parla
dei finanziamenti forniti dai grandi armatori e afferma che una parte
della destra parlamentare sarebbe pronta ad allearsi con il partito
guidato da Michaloliakos.
giovedì 29 luglio 2010
L'ESTREMA DESTRA NELL'EST EUROPA
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| Membri della "Guardia Ungherese" |
Il dossier di East Journal inizia con un testo introduttivo intitolato "Il rimontare del populismo europeo". Si prosegue poi con una serie di puntate ognuna dedicata ad un diverso paese dell'area. Tra i testi pubblicati fino ad ora, per quanto riguarda il sud est europeo segnalo quelli dedicati alla Serbia, alla Croazia, alla Bulgaria e alla Romania.
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