E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 6 marzo 2016.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
La puntata è quasi interamente dedicata alla
crisi dei rifugiati sulla "rotta balcanica": Stefano Lusa di Radio Capodistria e collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso, racconta
la situazione a Idomeni, al confine greco-macedone; Elisabetta
Casalotti, da Atene, spiega la difficile situazione politica e il
rischio di crisi di governo in Grecia di fronte alla crisi dei migranti;
i colloqui del neoministro degli Esteri della Croazia con la cancelliera
Merkel e con il presidente del Consiglio europeo Tusk; la situazione
in Macedonia e in Albania e la possibilità che i profughi respinti
dalla Macedonia si spostino verso Albania, Bosnia e Montenegro; le
considerazioni di Emma Bonino sulla attuale crisi, le sue prospettive e
il futuro dell'Unione Europea.
In apertura la Turchia, il commissariamento del quotidiano d'opposizione Zaman, le proteste e le reazioni interne e internazionali.
In chiusura la Serbia e le elezioni anticipate della prossima primavera.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
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domenica 6 marzo 2016
GRECIA: LA CRISI DEI PROFUGHI E LA SITUAZIONE POLITICA INTERNA
Intervista a Elisabetta Casalotti
In vista del consiglio europeo straordinario di lunedì sulla crisi dei profughi, e dell'incontro con il capo del governo turco Ahmet Davutoglu, il premier greco Alexis Tsipras ha convocato venerdì 4 marzo un vertice di tutti i partiti presenti in parlamento (esclusa Alba Dorata) presieduto dal capo dello stato Pavlopuolos.
Otto ore di confronto e tre ore di trattativa per riuscire a stendere un comunicato congiunto danno la misura delle difficoltà dell'esecutivo che sulla crisi dei profughi rischia la sua stessa tenuta, mentre la popolazione greca cerca come può di affrontare la situazione e di dare una mano alle migliaia di profughi accampati non solo a Idomeni e in altre località di confine, ma anche nella stessa capitale Atene.
In vista del consiglio europeo straordinario di lunedì sulla crisi dei profughi, e dell'incontro con il capo del governo turco Ahmet Davutoglu, il premier greco Alexis Tsipras ha convocato venerdì 4 marzo un vertice di tutti i partiti presenti in parlamento (esclusa Alba Dorata) presieduto dal capo dello stato Pavlopuolos.
Otto ore di confronto e tre ore di trattativa per riuscire a stendere un comunicato congiunto danno la misura delle difficoltà dell'esecutivo che sulla crisi dei profughi rischia la sua stessa tenuta, mentre la popolazione greca cerca come può di affrontare la situazione e di dare una mano alle migliaia di profughi accampati non solo a Idomeni e in altre località di confine, ma anche nella stessa capitale Atene.
domenica 25 gennaio 2015
#GRECIA2015: SPECIALE ELEZIONI
Uno Speciale di Passaggio a Sud Est per capire che Paese e con che spirito e quali aspettative i cittadini greci vanno alle urne oggi per elezioni anticipate (provocate dallo scioglimento del Parlamento in seguito alla mancata elezione del presidente della repubblica) che in base a tutti i sondaggi vedrà la vittoria di Syriza, la "Coalizione della sinistra radicale", guidata da Alexis Tsipras.
Quali sono i possibili scenari dopo il voto; quali saranno le possibili conseguenze sul resto dell'Unione Europea e sulla moneta unica; quali effetti la vittoria di Syriza potrebbe avere sul rilancio della prospettiva federalista e democratica per l'Europa.
Interventi in trasmissione di:
Elisabetta Casalotti, giornalista di Elefterotipia (in collegamento da Atene)
Dimitri Deliolanes, corrispondente dall'Italia della radiotelevisione greca Ert (in collegamento da Atene)
Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera,
Marco Cappato, dirigente radicale, consigliere del Gruppo radicale federalista europeo al Comune di Milano
Ascolta qui la trasmissione
Quali sono i possibili scenari dopo il voto; quali saranno le possibili conseguenze sul resto dell'Unione Europea e sulla moneta unica; quali effetti la vittoria di Syriza potrebbe avere sul rilancio della prospettiva federalista e democratica per l'Europa.
Interventi in trasmissione di:
Elisabetta Casalotti, giornalista di Elefterotipia (in collegamento da Atene)
Dimitri Deliolanes, corrispondente dall'Italia della radiotelevisione greca Ert (in collegamento da Atene)
Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera,
Marco Cappato, dirigente radicale, consigliere del Gruppo radicale federalista europeo al Comune di Milano
Ascolta qui la trasmissione
lunedì 15 dicembre 2014
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 14 dicembre 2014.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
La prima parte della puntata è dedicata alla Grecia: l'annuncio delle elezioni presidenziali anticipate, con conseguente rischio di crisi politica e scioglimento anticipato del parlamento, e il conseguente crollo della borsa, con ripercussioni negative su tutti i mercati europei e sull'euro, ma anche la vicenda di Nikos Romanos, il giovane di 21 anni detenuto in sciopero della fame per ottenere di poter studiare all'università. Interviste al sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova e a Elisabetta Casalotti, giornalista di Eleftherotypia.
Si parla poi di Serbia e dei rapporti bilaterali con l'Italia a proposito della visita a Roma del premier Alksandar Vucic che ha incontrato il presidente della Repubblica, Napolitano, il presidente del Senato, Grasso, e il presidente del Consiglio Renzi con cui ha parlato, tra l'altro, del percorso di integrazione europea di Belgrado e delle possibili alternative a South Stream. Intervista al sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.
Si prosegue con un ampia pagina sul Kosovo: l'accordo di governo tra Partito democratico, Lega democratica e Lista Srpska con il conseguente accordo sull'autonomia amministrativa dei serbi del nord Kosovo, la garanzia delle minoranze e la tutela dei beni della chiesa ortodossa. Poi l'inchiesta dell'Unione Europa sui presunti casi di corruzione che avrebbero coinvolto funzionari della missione civile europea Eulex.
In Croazia è iniziata la campagna elettorale per la elezioni presidenziali il cui primo turno è fissato il prossimo 29 dicembre e il presidente Ivo Josipovic si presenta per un secondo mandato. I suoi prrincipali sfidanti e i loro programmi elettorali.
In Albania, dopo le pressioni venute da Bruxelles l'opposizione di centro-destra potrebbe rientrare in parlamento mettendo fine a mesi di scontro politico senza uscita con la maggioranza di centro-sinistra che sostiene il governo di Edi Rama.
Infine si parla di crimini di guerra: dopo le polemiche seguite alla liberazione condizionale del leader ultranazionalista serbo sotto processo al Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia, l'imbarazzo del governo di Belgrado, le dure proteste della Croazia e una mozione di censure votata, non senza distinguo, dal Parlamento europeo, il "caso Seselj" è arrivato anche al consiglio di sicurezza dell'Onu.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
La prima parte della puntata è dedicata alla Grecia: l'annuncio delle elezioni presidenziali anticipate, con conseguente rischio di crisi politica e scioglimento anticipato del parlamento, e il conseguente crollo della borsa, con ripercussioni negative su tutti i mercati europei e sull'euro, ma anche la vicenda di Nikos Romanos, il giovane di 21 anni detenuto in sciopero della fame per ottenere di poter studiare all'università. Interviste al sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova e a Elisabetta Casalotti, giornalista di Eleftherotypia.
Si parla poi di Serbia e dei rapporti bilaterali con l'Italia a proposito della visita a Roma del premier Alksandar Vucic che ha incontrato il presidente della Repubblica, Napolitano, il presidente del Senato, Grasso, e il presidente del Consiglio Renzi con cui ha parlato, tra l'altro, del percorso di integrazione europea di Belgrado e delle possibili alternative a South Stream. Intervista al sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.
Si prosegue con un ampia pagina sul Kosovo: l'accordo di governo tra Partito democratico, Lega democratica e Lista Srpska con il conseguente accordo sull'autonomia amministrativa dei serbi del nord Kosovo, la garanzia delle minoranze e la tutela dei beni della chiesa ortodossa. Poi l'inchiesta dell'Unione Europa sui presunti casi di corruzione che avrebbero coinvolto funzionari della missione civile europea Eulex.
In Croazia è iniziata la campagna elettorale per la elezioni presidenziali il cui primo turno è fissato il prossimo 29 dicembre e il presidente Ivo Josipovic si presenta per un secondo mandato. I suoi prrincipali sfidanti e i loro programmi elettorali.
In Albania, dopo le pressioni venute da Bruxelles l'opposizione di centro-destra potrebbe rientrare in parlamento mettendo fine a mesi di scontro politico senza uscita con la maggioranza di centro-sinistra che sostiene il governo di Edi Rama.
Infine si parla di crimini di guerra: dopo le polemiche seguite alla liberazione condizionale del leader ultranazionalista serbo sotto processo al Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia, l'imbarazzo del governo di Belgrado, le dure proteste della Croazia e una mozione di censure votata, non senza distinguo, dal Parlamento europeo, il "caso Seselj" è arrivato anche al consiglio di sicurezza dell'Onu.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
mercoledì 10 dicembre 2014
GRECIA: IL GOVERNO ANNUNCIA ELEZIONI PRESIDENZIALI ANTICIPATE, CROLLA LA BORSA
Intervista a Elisabetta Casalotti, giornalista di Elftherotypia
Il premier greco Antonis Samaras ha annunciato che le elezioni presidenziali anticipate si terranno con due mesi di anticipo: il parlamento voterà il successore di Karolos Papoulias il 17 dicembre. Se, come quasi certo, non sarà raggiunto il qorum necessario, le successive votazioni si terranno il 22 e il 27 dicembre. In caso di mancata elezione (ipotesi assai probabile, visto che il candidato unico, l'ex commissario europeo Stavros Dimas, potrà contare su una maggioranza di 155 voti ma per l'elezione ne occorrono 180 che difficilmente potrà ottenere) il parlamento sarà sciolto e si andrà a elezioni anticipate, probabilmente all'inizio di febbraio. Tutti i sondaggi danno al momento in vantaggio Syriza, la coalizione della sinistra radicale che intende rinegioziare il piano si salvataggio internazionale. Da marzo, però, la Grecia sarà priva di protezione.
Le notizie provenienti dalla Grecia hanno provocato una tempesta sui mercati: la borsa di Atenza è crollata di quasi il 13% - il ribasso peggiore da 27 anni - trascinando al ribasso tutte le piazze finianziarie europee che in un giorno hanno bruciato oltre 200 miliardi. Anche lo spread dei titoli di Stato greci è schizzato verso l'alto. Si riaffacciano così i timori per il futuro dell'euro. Tutto questo mentre la Grecia si prepara ad un Natale al freddo e sempre all'insegna della profonda crisi economica e sociale che da diversi anni attanaglia il Paese.
Intanto il paese è scosso dalla vicenda di Nikos Romanos, il giovani studente di 21 anni, in carcere con pesanti accuse, in sciopero della fame (che minaccia di trasformare in scioperio della sete) per ottenere il permesso dis tudiare all'università, e le cui condizioni si sono aggravate al punto da far temere seriamente per la sua vita.
Ascolta l'intervista per Radio Radicale
Il premier greco Antonis Samaras ha annunciato che le elezioni presidenziali anticipate si terranno con due mesi di anticipo: il parlamento voterà il successore di Karolos Papoulias il 17 dicembre. Se, come quasi certo, non sarà raggiunto il qorum necessario, le successive votazioni si terranno il 22 e il 27 dicembre. In caso di mancata elezione (ipotesi assai probabile, visto che il candidato unico, l'ex commissario europeo Stavros Dimas, potrà contare su una maggioranza di 155 voti ma per l'elezione ne occorrono 180 che difficilmente potrà ottenere) il parlamento sarà sciolto e si andrà a elezioni anticipate, probabilmente all'inizio di febbraio. Tutti i sondaggi danno al momento in vantaggio Syriza, la coalizione della sinistra radicale che intende rinegioziare il piano si salvataggio internazionale. Da marzo, però, la Grecia sarà priva di protezione.
Le notizie provenienti dalla Grecia hanno provocato una tempesta sui mercati: la borsa di Atenza è crollata di quasi il 13% - il ribasso peggiore da 27 anni - trascinando al ribasso tutte le piazze finianziarie europee che in un giorno hanno bruciato oltre 200 miliardi. Anche lo spread dei titoli di Stato greci è schizzato verso l'alto. Si riaffacciano così i timori per il futuro dell'euro. Tutto questo mentre la Grecia si prepara ad un Natale al freddo e sempre all'insegna della profonda crisi economica e sociale che da diversi anni attanaglia il Paese.
Intanto il paese è scosso dalla vicenda di Nikos Romanos, il giovani studente di 21 anni, in carcere con pesanti accuse, in sciopero della fame (che minaccia di trasformare in scioperio della sete) per ottenere il permesso dis tudiare all'università, e le cui condizioni si sono aggravate al punto da far temere seriamente per la sua vita.
Ascolta l'intervista per Radio Radicale
venerdì 2 maggio 2014
GRECIA: PRIMI SEGNALI DI RIPRESA MA LA CRISI RESTA PESANTE
Intervista a Elisabetta Casalotti, giornalista di Elefterotipia
Giudizi positivi dai creditori internazionali, i titoli di stato che tornano sul mercato, un surplus finanziario che il governo annuncia di voler in parte ridistribuire alle famiglie: dopo mesi e mesi di crisi durissima sembrano arrivare i primi segnali di ripresa in Grecia, ma la situazione resta ancora molto difficile per milioni di cittadini che hanno ormai una tale scarsissima fiducia nella politica da essersi ormai anche stancati di scendere in piazza a protestare.
Nell'ultima parte dell'intervista si parla anche della siuazione nelle carceri: la Grecia non ha comunicato i dati al Consiglio d'Europa sui propri istituti di pena, gravemente degradati e in condizione di pesante sovraffollamento: un problema di cui si parla molto, soprattutto quando in occasione di morti o di episodi di violenza dietro le sbarre, senza però che la politica riesca poi a prendere misure concrete per risolvere il problema.
Ascolta qui l'intervista
Giudizi positivi dai creditori internazionali, i titoli di stato che tornano sul mercato, un surplus finanziario che il governo annuncia di voler in parte ridistribuire alle famiglie: dopo mesi e mesi di crisi durissima sembrano arrivare i primi segnali di ripresa in Grecia, ma la situazione resta ancora molto difficile per milioni di cittadini che hanno ormai una tale scarsissima fiducia nella politica da essersi ormai anche stancati di scendere in piazza a protestare.
Nell'ultima parte dell'intervista si parla anche della siuazione nelle carceri: la Grecia non ha comunicato i dati al Consiglio d'Europa sui propri istituti di pena, gravemente degradati e in condizione di pesante sovraffollamento: un problema di cui si parla molto, soprattutto quando in occasione di morti o di episodi di violenza dietro le sbarre, senza però che la politica riesca poi a prendere misure concrete per risolvere il problema.
Ascolta qui l'intervista
lunedì 17 dicembre 2012
COME LA GRECIA? E COM'E' LA GRECIA?
Uno Speciale di Passaggio a Sud Est
La trasmissione, andata in onda venerdì 14 dicembre, fa il punto sulla Grecia all'indomani del via libera dell'Eurogruppo alla nuova tranche di aiuti internazionali. La situazione politica del Paese, il futuro del governo, i nuovi soggetti e i nuovi leader che si affacciano sulla scena. Ma anche le condizioni di vita della popolazione, le possibilità di uscita dalla crisi e il prezzo che sta costando. Un capitolo è dedicato al fenomeno "Alba Dorata": la minacciosa (e resistibile) penetrazione della formazione estremista di destra nella società e tra i giovani.
"Come la Grecia" è stato il tormentone che per molto tempo ha accompagnato il dibattito sulla situazione italiana fino alle dimissioni del governo Berlusconi. Nel programma si parla infine delle analogie e delle differenze con l'Italia dopo le due elezioni anticipate della scorsa primavera in Grecia, dopo il governo Monti e a poche settimane dalle elezioni in Italia.
Nello Speciale gli interventi di Elisabetta Casalotti, giornalista e corrispondente da Atene, Georgia Manzi, giornalista, scrittrice e blogger, Gilda Lyghounis, corrispondente di Osservatorio Balcani e Caucaso, Dimitri Deliolanes, corrispondente dall'Italia della radiotelevisione pubblica greca.
Ascolta direttamente qui lo Speciale "Come la Grecia? Com'è la Grecia?"
La trasmissione, andata in onda venerdì 14 dicembre, fa il punto sulla Grecia all'indomani del via libera dell'Eurogruppo alla nuova tranche di aiuti internazionali. La situazione politica del Paese, il futuro del governo, i nuovi soggetti e i nuovi leader che si affacciano sulla scena. Ma anche le condizioni di vita della popolazione, le possibilità di uscita dalla crisi e il prezzo che sta costando. Un capitolo è dedicato al fenomeno "Alba Dorata": la minacciosa (e resistibile) penetrazione della formazione estremista di destra nella società e tra i giovani.
"Come la Grecia" è stato il tormentone che per molto tempo ha accompagnato il dibattito sulla situazione italiana fino alle dimissioni del governo Berlusconi. Nel programma si parla infine delle analogie e delle differenze con l'Italia dopo le due elezioni anticipate della scorsa primavera in Grecia, dopo il governo Monti e a poche settimane dalle elezioni in Italia.
Nello Speciale gli interventi di Elisabetta Casalotti, giornalista e corrispondente da Atene, Georgia Manzi, giornalista, scrittrice e blogger, Gilda Lyghounis, corrispondente di Osservatorio Balcani e Caucaso, Dimitri Deliolanes, corrispondente dall'Italia della radiotelevisione pubblica greca.
Ascolta direttamente qui lo Speciale "Come la Grecia? Com'è la Grecia?"
venerdì 30 novembre 2012
GRECIA: L'ACCORDO ALL'EUROGRUPPO E' UNA BOCCATA D'ARIA MA I PROBLEMI RESTANO TANTI
Martedì scorso, dopo una lunga trattativa e una maratona negoziale durata 13 ore, i ministri delle Finanze dell'Eurogruppo, alla loro terza riunione in un mese, hanno trovato l'accordo per il salvataggio della Grecia che si vedrà ridurre il proprio debito e riceverà un nuovo prestito di quasi 44 miliardi di euro. Come ho scritto in un post precedente, non è però tutto oro quello che luccica. Occorrerà del tempo per vedere se le cose miglioreranno, mentre la crisi resta molto grave, il panorama politico piuttosto complicato e le tensioni sociali sono pronte a riesplodere in ogni momento in una situazione in cui la povertà colpisce vasti strati della popolazione. Preoccupa anche il consenso cresciuto attorno ad "Alba dorata", il partito dell'ultradestra razzista e xenofoba che guadagna consensi, grazie anche a iniziative di assistenza rivolte ai cittadini più disagiati, e nei sondaggi è attualmente dato al terzo posto nelle preferenze degli elettori dopo Syriza (Sinistra radicale) e Nea Demokratia, il partito del premier Antonis Samaras. Il quale, dopo il raggiungimento dell'accordo a Bruxelles, ha detto però che "comincia un giorno nuovo per tutti i greci". L'impressione è però che, anche se la Grecia può prendere una boccata d'aria, ancora per diverso tempo i suoi cittadini dovranno strungere la cinghia e che le lacrime e sangue da versare non sono ancora finite. Ma intanto come si sono svegliati i greci, il giorno dopo? L'ho chiesto a Elisabetta Casalotti nell'intervista per Radio Radicale andata in onda ieri nella puntata di Passaggio a Sud Est e che potete ascoltare direttamente qui
venerdì 28 settembre 2012
GRECIA: TROVATO L'ACCORDO SULLE NUOVE MISURE DI AUSTERITY. IN ARRIVO ANCHE NUOVE PROTESTE
Giornata di mobilitazione, con qualche
momento di violenza, ieri ad Atene e nelle principali città greche
per lo sciopero generale indetto dai sindacati, il primo dalla
formazione del governo Samaras dopo le recenti elezioni anticipate.
Grecia paralizzata decine di migliaia di persone in piazza per
un'ennesima protesta contro il nuovo pacchetto di duri tagli alla
spesa pubblica e riforme messo a punto dal ministro delle Finanze,
Yiannis Sturnaras, che dopo l'ok del primo ministro Samaras ha avuto il via libera anche dagli alleati di governo (oltre al partito del
premier, Nea Demokratia, i socialisti del Pasok e Sinistra
Democratica) e che dovrà ora ottenere il placet della troika Ue, Fmi
e Bce. Il nuovo giro di vite, che vale 13,5 miliardi di euro, è
necessario per ottenere la nuova tranche di aiuti internazionali da
31,5 miliardi, senza i quali Atene rischia la bancarotta. Lo sciopero
generale ha paralizzato ogni attività economica: scuole e uffici
pubblici chiusi, navi ferme nei porti, trasporti pubblici in attività
solo per portare i partecipanti alle manifestazioni al centro di
Atene per una protesta che le cronache hanno descritto come la
più grande da quella del maggio 2011.
Anche ieri, nella capitale greca, non sono mancati
momenti di tensione con il lancio di molotov da parte di alcuni
gruppi di manifestanti contro gli agenti che hanno reagito
con cariche e un nutrito lancio di lacrimogeni. Ci sono stati alcuni feriti tra i poliziotti, ma
complessivamente gli incidenti sono stati molto meno gravi di quelli avvenuti nei mesi scorsi in altre situazioni analoghe e la situazione è tornata ben presto alla calma. Questo è stato dovuto certamenrte al grande spiegamento delle forze dell'ordine, che presidiavano in massa il Parlamento e gli altri obiettivi sensibili, ma probabilmente anche al senso di rassegnazione che sembra ormai prevalere nella popolazione, che si rende conto dell'ineluttabilità delle misure di austerità ma vorrebbe maggiore giustizia nella ripartizione del peso dei sacrifici che, secondo le indiscrezioni, riguarderebbero un ulteriore
diminuzione degli stipendi, l'eliminazione delle tedicesime, l'aumento dell'età pensionabile, la riduzione delle pensioni sopra i 1000 euro e il
taglio del numero dei dipendenti pubblici.
"Le nuove insopportabili e
dolorose misure non devono passare, questa politica è senza sbocco e
distrugge lo stato sociale", ha detto il presidente del
sindacato Adedy, Costas Tsikrikas. Alexis Tsipras, il leader di
Syriza, il partito della sinistra radicale, ha attaccato duramente il
governo Samaras. "Ora la parola passa alla società... La Grecia
non potrà essere trasformata in un enorme cimitero sociale". Aleca Papariga,
segretario generale del Partito comunista, ha nuovamente attaccato
l' Unione europea, ritenuta responsabile delle sofferenze dei greci:
“'Il popolo greco deve capire che una Grecia svincolata dall'Ue,
può garantirsi il benessere sociale ed evitare il peggio”.
Tuttavia, la grande maggioranza dei suoi concittadini, almeno stando
ai sondaggi, continua a ritenere giusta la permanenza nell'euro pur
essendo molto scettica sulla possibilità di evitare il crack.
Intanto fonti vicine ai sindacati hanno fanno sapere che le
manifestazioni contro il governo continueranno probabilmente con un
nuovo sciopero generale già all'inizio di ottobre. Le tensioni in
Grecia, dunque, non sono destinate a placarsi in tempi brevi.
Intervista a Elisabetta Casalotti da Atene per il notiziario di Radio Radicale
martedì 19 giugno 2012
ELEZIONI IN GRECIA: LA SVOLTA DEL 17 GIUGNO
Uno Speciale di Radio Radicale sulle elezioni del 17 giugno
L'esito del voto del 17 giugno, le sue conseguenze e gli scenari che si aprono ora in base ai risultati che hanno decretato la vittoria di Nea Demokratia, l'affermazione di Syriza e il ridimensionamento forse definitivo del Pasok (socialisti). Il nuovo quadro politico segna la fine di un epoca della recente storia greca e una svolta politica di grande portata. Resta da vedere quali saranno ora gli sviluppi in una situazione di pesantissima crisi economica e di tensioni sociali sempre pronte ad esplodere..
Lo Speciale, andato in onda in diretta oggi alle 15, è riascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale
L'esito del voto del 17 giugno, le sue conseguenze e gli scenari che si aprono ora in base ai risultati che hanno decretato la vittoria di Nea Demokratia, l'affermazione di Syriza e il ridimensionamento forse definitivo del Pasok (socialisti). Il nuovo quadro politico segna la fine di un epoca della recente storia greca e una svolta politica di grande portata. Resta da vedere quali saranno ora gli sviluppi in una situazione di pesantissima crisi economica e di tensioni sociali sempre pronte ad esplodere..
Intanto il nuovo governo - probabilmente una coalizione tra Nea Dimokratia, Pasok e Dimar (Sinistra democratica) - dovrà affrontare subito il nodo dei rapporti con l'Europa e con la Germania, a partire dal "memorandum" sottoscritto con la troika Ue-Bce-Fmi, che tutte le forze che sosterranno il nuovo esecutivo hanno promesso in campagna elettorale di voler rispettare, rinegoziandolo però nei modi e nei tempi.
Lo Speciale propone le opinioni e le analisi di Emma Bonino, sostenitrice della prospettiva federalista europea per uscire dalla crisi, del corrispondente dall'Italia della tv nazionale greca, Dimitri Deliolanes (autore del fortunato volume "Come la Grecia" uscito nel 2010), e dell'editorialista del Corriere della Sera, Antonio Ferrari. Da Atene, collegamenti con Elisabetta Casalotti, giornalista di Eleftherotypia e collaboratrice di Rai News, sugli ultimi sviluppi della formazione del governo, e con Gabriele Carracoy, collaboratore di Radioradicale.It.Lo Speciale, andato in onda in diretta oggi alle 15, è riascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale
mercoledì 29 giugno 2011
giovedì 5 maggio 2011
PASSAGGIO IN ONDA
La puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 5 maggio a Radio Radicale
Sommario della trasmissione
In apertura si parla di Grecia e della sua situazione economica: Elisabetta Casalotti, giornalista di Elefterotypia, uno dei maggiori quotidiani greci, racconta la drammatica realtà della gravissima crisi che il paese sta attraversando
Gli altri argomenti
Bosnia Erzegovina: sempre alta la tensione politica, si profila uno scontro tra le autorità della Republika Srpska e l'Alto rappresentante internazionale, Valentin Inzko che minaccia di esercitare i suoi poteri di ingerenza.
Kosovo: la Serbia apre allo scambio di territori, Pristina dice no e l'opposizione chiede di abbandonare i colloqui con Belgrado, ma tra gli albanesi di Serbia c'è chi è favorevole.
Macedonia: proseguono i preparativi per garantire regolarità e sicurezza del voto in vista delle elezioni anticipate del 5 giugno.
Croazia: governo al lavoro per chiudere i negoziati di adesione all'Ue entro l'anno, mentre il presidente Ivo Josipovic va a Washington per avere il sostegno Usa.
Crimini di guerra: contuinuano a far discutere le pesanti condanne in primo grado degli ex generali croati Ante Gotovina e Mladen Markac per i crimini che sarebbero stato commessi nel 1995 durante l'operazione militare "Tempesta".
La trasmissione è stata realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura ed è riascoltabile direttamente qui
oppure sul sito di Radio Radicale nella sezione delle Rubriche dove è possibile anche il podcast.
Sommario della trasmissione
In apertura si parla di Grecia e della sua situazione economica: Elisabetta Casalotti, giornalista di Elefterotypia, uno dei maggiori quotidiani greci, racconta la drammatica realtà della gravissima crisi che il paese sta attraversando
Gli altri argomenti
Bosnia Erzegovina: sempre alta la tensione politica, si profila uno scontro tra le autorità della Republika Srpska e l'Alto rappresentante internazionale, Valentin Inzko che minaccia di esercitare i suoi poteri di ingerenza.
Kosovo: la Serbia apre allo scambio di territori, Pristina dice no e l'opposizione chiede di abbandonare i colloqui con Belgrado, ma tra gli albanesi di Serbia c'è chi è favorevole.
Macedonia: proseguono i preparativi per garantire regolarità e sicurezza del voto in vista delle elezioni anticipate del 5 giugno.
Croazia: governo al lavoro per chiudere i negoziati di adesione all'Ue entro l'anno, mentre il presidente Ivo Josipovic va a Washington per avere il sostegno Usa.
Crimini di guerra: contuinuano a far discutere le pesanti condanne in primo grado degli ex generali croati Ante Gotovina e Mladen Markac per i crimini che sarebbero stato commessi nel 1995 durante l'operazione militare "Tempesta".
La trasmissione è stata realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura ed è riascoltabile direttamente qui
oppure sul sito di Radio Radicale nella sezione delle Rubriche dove è possibile anche il podcast.
mercoledì 4 maggio 2011
GRECIA: LA REALTA' DRAMMATICA DELLA CRISI ECONOMICA
Un anno fa la Grecia avanzò all'Unione Europea e al Fondo Monetario Internazionale la richiesta di salvataggio della propria economia: il premier socialista George Papandreou definì la richiessta di aiuto come l'inzio di un'Odissea. Sono seguiti dodici mesi di misure tanto impopolari quanto necessarie per cercare di mettere ordine nei conti pubblici portati al collasso dal predente governo di centro-destra. La politica economica del governo del Pasok suscitò enormi proteste e violente manifestazioni di piazza che costarono anche dei morti.
Un anno dopo, a giudicare dalle notizie di queste ultime settimane, non solo l'approdo a Itaca resta lontano ,a ma il rischio è quello di un disastroso naufragio. Fuor di metafora, la Grecia non è in grado di far fronte al debito pubblico, ovvero è tesnicamente insolvente. Le strade a questo punto sono due: la ristruttrazione del debito, che però provocherebbe pesantissime perdite alle banche esposte con Atene (quelle tedesche e francesi prima di tutte), oppure un nuovo piano di salvataggio che però costringerebbe gli altri governi europei a mettere mano al portafoglio con prevedibili reazioni negative da parte delle loro opinioni pubbliche.
Quello che decideranno ministri e banchieri lo vedremo, ma intanto c'è la realtà drammatica della
Un anno dopo, a giudicare dalle notizie di queste ultime settimane, non solo l'approdo a Itaca resta lontano ,a ma il rischio è quello di un disastroso naufragio. Fuor di metafora, la Grecia non è in grado di far fronte al debito pubblico, ovvero è tesnicamente insolvente. Le strade a questo punto sono due: la ristruttrazione del debito, che però provocherebbe pesantissime perdite alle banche esposte con Atene (quelle tedesche e francesi prima di tutte), oppure un nuovo piano di salvataggio che però costringerebbe gli altri governi europei a mettere mano al portafoglio con prevedibili reazioni negative da parte delle loro opinioni pubbliche.
Quello che decideranno ministri e banchieri lo vedremo, ma intanto c'è la realtà drammatica della
domenica 25 luglio 2010
GRECIA: L'OMICIDIO DEL GIORNALISTA SOKRATIS GUIOLIAS
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| Sokratis Giolias |
Su questo per Radio Radicale ho intervistato la collega Elisabetta Casalotti, giornalista di Eleftherotypia, uno dei più diffusi quotidiani greci.
L'intervista la trovate qui oltre che sul sito di Radio Radicale
domenica 7 marzo 2010
PASSAGGIO IN ONDA
Passaggio a Sud Est
è in onda
il sabato alle 22,30
su Radio Radicale
Gli argomenti della puntata di sabato 6 marzo 2010
Turchia/Armenia: gli interrogativi dopo il voto della Commissione Esteri della Camera Usa sul genocidio degli armeni
Grecia: la situazione politica e sociale dopo il varo dei provvedimenti anti crisi, intervista a Elisabetta Casalotti giornalista del quotidiano Elfterotypia
Croazia: il primo viaggio ufficiale del presidente Ivo Josipovic a Bruxelles per incontrare i vertici Ue e le Ong tra cui Non c'è Pace senza Giustizia e il Partito Radicale Transnazionale
Balcani: la visita del ministro degli Esteri francese Kouchner che invita Serbia e Kosovo al dialogo
Kosovo: il processo al leader indipendentista Albin Kurti
Albania: i socialisti rientrano in parlamento ma proseguono le proteste contro il governo accusato di brogli elettorali
Macedonia: il governo vuole fare chiarezza sull'emigrazione verso i Paesi Ue
La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura
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