lunedì 27 ottobre 2014

IL RINVIO DELLA VISITA DI EDI RAMA A BELGRADO

Edi Rama e Aleksandar Vucic
di Marina Szikora
Sara' dunque il 10 novembre invece del 22 ottobre il giorno della visita ufficiale del premier albanese a Belgrado. Allo stato attuale, e' stato superato cosi' il momento di massima tensione relativa ai disordini e provocazioni nella recente partita di calcio tra Serbia e Albania. La data della visita e' stata concordata dagli stessi due premier, Aleksandar Vucic e Edi Rama. Per il quotidiano serbo 'Blic', il premier serbo Vucic ha detto di essere soddisfatto con i suoi colloqui sul tema con Edi Rama. “Dobbiamo risolvere tutti i problemi attraverso colloqui, ma dall'altra parte il governo della Serbia doveva dimostrare di non permettere a nessuno di umiliare lo stato e il popolo” ha detto Vucic. Si dice, questo almeno i media serbi, che un grande ruolo nel raggiungere l'accordo ha svolto la cancelliera tedesca, Angela Merkel. Il fatto del rinvio della visita del premier albanese a Belgrado, secondo fonti del governo serbo, scrive 'Blic', e' dovuto ad una posizione dura del governo serbo di non permettere alcun tipo di umiliazione della Serbia. Continuano ad esserci dissonanze per quanto riguarda i fatti che hanno causato l'incidente ovvero la provocazione con la bandiera della grande Albania allo stadio di Belgrado. Ma i due premier, Vucic e Rama hanno rilevato che non possono e non vogliono mancare all'occasione di incontrarsi e di lavorare sulla sostenibilita' della stabilita' regionale. I due premier hanno sottolineato che “e' arrivato il momento di girare una nuova pagina nelle relazioni politiche ed economiche tra la Serbia e l'Albania. Gli analisti, scrive sempre il quotidiano serbo 'Blic', ritengono che nonostante l'incidente, questa visita storica deve realizzarsi. Secondo gli analisti albanesi questa sarebbe l'occasione di alzare le relazioni tra i due paesi ad un livello piu' alto in tutte le sfere della vita, mentre gli esperti di Belgrado ritengono che una cancellazione definitiva della visita rappresenterebbe una totale sconfitta della diplomazia tedesca ed americana nel tentativo di controllare le vicende nei Balcani. Vucic e Rama hanno sottolineato che e' indispensabile proseguire il dialogo e il processo iniziato a Berlino lo scorso 28 agosto, durante la conferenza sui Balcani Occidentali perche' esso acconsentira' il miglioramento delle relazioni tra i due paesi, la regione ma anche l'intera Europa.

In Serbia l'incidente con la bandiere della Grande Albania viene vissuto come un alibi per tifare con tanto di razzismo e attacchi contro gli edifici di proprieta' non serba, afferma per la DW Aleksandar Sekulic dell'organizzazione Iniziativa dei giovani per i diritti umani in cui e' attivo dal 2005: negli ultimi giorni ha visitato una decina di edifici albanesi in Voivodina che sono stati incendiati e vandalizzati. Sekulic afferma che la visita di Edi Rama puo' contribuire al ridimensionamento delle tensioni anche se le relazioni tra Serbia ed Albania sono tali che difficilmente si puo' aspettare una svolta copernicana. Questa visita contribuira' sicuramente alle autorita' dei due stati di ottenere un voto positivo della Commissione europea, e' dell'opinione il rappresentante dell'organizzazione non governativa ma aggiunge che le dissonanze tra i funzionari ed i ministeri, i batti e ribatti sulle reti sociali lasciano una sensazione molto amara, persino con la visita di Rama. Il modo in cui il premier Aleksandar Vucic decide se ospitare il premier albanese o meno e annuncia la sua decisione, come sempre, il che rappresenta uno spettacolo consueto per il pubblico nazionale, manda un messaggio molto brutto – che un comportamento cosi' infantile e irresponsabile sia del tutto normale e accettabile, afferma Sekulic e osserva che l'opinione pubblica albanese maggiormente ignora il fatto che la mappa della Grande Albania non dovrebbe volare irrealmente sopra un campo di calcio come anche che i simboli della Grande Albania sono simboli che vanno vietati. 



Dall'altra parte in Serbia l'incidente con la bandiera viene vissuto come un alibi o giustificazione per tifare in modo razzista, per irrompere sul campo e per attaccare gli edifici di proprieta' non serba. La condanna ufficiale degli attacchi contro i panifici albanesi in Serbia e' arrivata tardi e il premier l'aveva relativizzata con il suo discorso sulla “brutale provocazione” rappresentata dalla bandiera, precisa Sekulic e aggiunge che un ruolo inevitabile a riaccendere l'atmosfera l'avevano un'altra volta i media. E i rapporti tra serbi e albanesi, afferma questo rappresentante della societa' civile, continuano ad essere sotto il piu' basso livello di normalita'. “Pare che Bruxelles sia estremamente soddisfatta proprio con la semplice firma delle carte e si fa ceca di fronte ai crescenti nazionalismi e tutto quello che lo accompagna (l'inesistenza dello stato di diritto, censura, capitalismo selvatico...) in Serbia e mi pare anche nei due stati albanesi”, e' dell'opinione Sekulic. Secondo lui, e' necessario costruire la fiducia in modo tale che gli albanesi smettano di vedere i serbi come loro colonizzatori, mentre i serbi devono smettere di considerare gli albanesi come dei violenti selvatici. A fin di questo bisogna lavorare con i media e riformare i sistemi di educazione. Sbagliano tutti quelli che ritengono si possa arrivare alla riconciliazione senza un riconoscimento formale dell'indipendenza del Kosovo e per poter farlo e' indispensabile il sostegno dei cittadini della Serbia alla modifica della Costituzione. Per molti aspetti delle relazioni serbo-albanesi oggi ci troviamo sul punto zero oppure siamo addirittura nel negativo, afferma Sekulic e per questo, rileva lui, e' necessario attuare tutto quello che e' stato concordato a Bruxelles tra la Serbia e il Kosovo, continuare il dialogo e allargare la lista di temi di cui discutere. Sekulic precisa che in Serbia, negli ultimi due anni, sono al potere senza ostacoli i partiti che hanno una vera leggittimita' nazionalista, cosi' anche il comportamento del premier della Serbia: un buon nazionalismo standard che appoggia l'adesione all'Ue e la collaborazione con i vicini ma che mantiene il diritto di infuriarsi e di sfogarsi se solo ci sono un po' di provocazioni. Il nazionalismo albanese, a differenza di quello serbo, non ha avuto una condanna universale e non ha subito una serie di sconfitte militari negli ultimi vent'anni e per questo e' cosi' forte l'euforia dei simboli con sfumature della Grande Albania in Kosovo, Albania e Macedonia.

Il ministro degli esteri della Serbia, Ivica Dacic, ha valutato come buono il fatto che e' stata rimandata la visita del premier albanese Edi Rama a Belgrado, scrive il quotidiano serbo 'Blic'. Secondo Dacic e' necessario placare le tensioni dopo gli incidenti della partita di calcio e bisogna superare questa situazione ma per superarla e' necessaria la volonta' politica che in Serbia c'e', afferma Dacic.

Il testo è basato sulla trascrizione della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata inonda il 26 ottobre a Radio Radicale.

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