Gli argomenti della corrispondenza di Artur Nura per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda a Radio Radicale il 18 gennaio
Albania
Il governo di Edi Rama chiede la collaborazione delle principali autorità religiose del Paese per favorire la convivenza religiosa; la collaborazione bilaterale con l'Italia per contrastare il terrorismo fondamentalista.
Kosovo
La visita del premier serbo Alksandar Vucic nel nord del Paese e le contestazioni da parte di alcuni giovani kosovari; le iniziative del governo di Pristina per la gestione ed il controllo dell'importante complesso minerario di Trepce.
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lunedì 19 gennaio 2015
domenica 18 gennaio 2015
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 18 gennaio 2015.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
L'apertura della puntata odierna è dedicata al semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea: con Davide Denti, vicedirettore di Eastjournal.net, esperto di questioni dell'Europa centro e sud orinetale, tracciamo un bilancio in particolare dal punto di vista della politica di allargamento e dell'integrazione dei Balcani occidentali e della Turchia.
A seguire un ampia pagina con analisi e commenti sulle elezioni presidenziali in Croazia che hanno visto l'inattesa vittoria della candidata del centro-destra Kolinda Grabar-Kitarovic, prima donna e prima esponente dell'Hdz a conquistare la più alta carica dello stato, e la sconfitta del presidente uscente Ivo Josipovic che sembra aver pagato più che altro la sfiducia degli elettori nell'attuale governo di centro-sinistra.
Gli altri argomenti della trasmissione
Albania: la promozione della convivenza religiosa, il contrasto del fondamentalismo e la cooperazione con l'Italia nella lotta al terrorismo.
Kosovo: la visita del premier serbo Aleksandar Vucic nel nord e le contestazioni da parte di alcuni kosovari albanesi e le iniziative del governo di Pristina per il controllo e la gestione dell'importante complesso minerario di Trepce.
La puntata, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui:
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
L'apertura della puntata odierna è dedicata al semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea: con Davide Denti, vicedirettore di Eastjournal.net, esperto di questioni dell'Europa centro e sud orinetale, tracciamo un bilancio in particolare dal punto di vista della politica di allargamento e dell'integrazione dei Balcani occidentali e della Turchia.
A seguire un ampia pagina con analisi e commenti sulle elezioni presidenziali in Croazia che hanno visto l'inattesa vittoria della candidata del centro-destra Kolinda Grabar-Kitarovic, prima donna e prima esponente dell'Hdz a conquistare la più alta carica dello stato, e la sconfitta del presidente uscente Ivo Josipovic che sembra aver pagato più che altro la sfiducia degli elettori nell'attuale governo di centro-sinistra.
Gli altri argomenti della trasmissione
Albania: la promozione della convivenza religiosa, il contrasto del fondamentalismo e la cooperazione con l'Italia nella lotta al terrorismo.
Kosovo: la visita del premier serbo Aleksandar Vucic nel nord e le contestazioni da parte di alcuni kosovari albanesi e le iniziative del governo di Pristina per il controllo e la gestione dell'importante complesso minerario di Trepce.
La puntata, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui:
lunedì 15 dicembre 2014
"QUI TIRANA": LA CORRISPONDENZA DI ARTUR NURA
Gli argomenti della corrispondenza di Artur Nura per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda a Radio Radicale il 14 dicembre
Albania
Dopo mesi di scontro politico senza vie d'uscita e dopo le pressioni internazionali, in particolare da Bruxelles, l'opposizione di centro-destra potrebbe rientrare in parlamento, mettendo fine all' "Aventino" che sta mettendo a rischio il processo di riforma chiesto dall'Unione Europea.
Kosovo/1
Raggiunto l'accordo politico tra Lega democratica, Partito democratico e Lista Srpska (sostenuta da Belgrado) per la formazione del nuovo governo. La nuova maggioranza ha molti punti deboli, ma è molto importante l'accordo sull'autonomia amministrativa dei serbi del nord, per la garanzia dei diritti delle minoranze e per la tutela della chiesa ortodossa.
Kosovo/2
L'Unione Europea vuole vederci chiaro nello scandalo sulla presunta corruzione che coinvolgerebbe alcuni funzionari della missione civile europea Eulex.
Albania
Dopo mesi di scontro politico senza vie d'uscita e dopo le pressioni internazionali, in particolare da Bruxelles, l'opposizione di centro-destra potrebbe rientrare in parlamento, mettendo fine all' "Aventino" che sta mettendo a rischio il processo di riforma chiesto dall'Unione Europea.
Kosovo/1
Raggiunto l'accordo politico tra Lega democratica, Partito democratico e Lista Srpska (sostenuta da Belgrado) per la formazione del nuovo governo. La nuova maggioranza ha molti punti deboli, ma è molto importante l'accordo sull'autonomia amministrativa dei serbi del nord, per la garanzia dei diritti delle minoranze e per la tutela della chiesa ortodossa.
Kosovo/2
L'Unione Europea vuole vederci chiaro nello scandalo sulla presunta corruzione che coinvolgerebbe alcuni funzionari della missione civile europea Eulex.
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 14 dicembre 2014.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
La prima parte della puntata è dedicata alla Grecia: l'annuncio delle elezioni presidenziali anticipate, con conseguente rischio di crisi politica e scioglimento anticipato del parlamento, e il conseguente crollo della borsa, con ripercussioni negative su tutti i mercati europei e sull'euro, ma anche la vicenda di Nikos Romanos, il giovane di 21 anni detenuto in sciopero della fame per ottenere di poter studiare all'università. Interviste al sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova e a Elisabetta Casalotti, giornalista di Eleftherotypia.
Si parla poi di Serbia e dei rapporti bilaterali con l'Italia a proposito della visita a Roma del premier Alksandar Vucic che ha incontrato il presidente della Repubblica, Napolitano, il presidente del Senato, Grasso, e il presidente del Consiglio Renzi con cui ha parlato, tra l'altro, del percorso di integrazione europea di Belgrado e delle possibili alternative a South Stream. Intervista al sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.
Si prosegue con un ampia pagina sul Kosovo: l'accordo di governo tra Partito democratico, Lega democratica e Lista Srpska con il conseguente accordo sull'autonomia amministrativa dei serbi del nord Kosovo, la garanzia delle minoranze e la tutela dei beni della chiesa ortodossa. Poi l'inchiesta dell'Unione Europa sui presunti casi di corruzione che avrebbero coinvolto funzionari della missione civile europea Eulex.
In Croazia è iniziata la campagna elettorale per la elezioni presidenziali il cui primo turno è fissato il prossimo 29 dicembre e il presidente Ivo Josipovic si presenta per un secondo mandato. I suoi prrincipali sfidanti e i loro programmi elettorali.
In Albania, dopo le pressioni venute da Bruxelles l'opposizione di centro-destra potrebbe rientrare in parlamento mettendo fine a mesi di scontro politico senza uscita con la maggioranza di centro-sinistra che sostiene il governo di Edi Rama.
Infine si parla di crimini di guerra: dopo le polemiche seguite alla liberazione condizionale del leader ultranazionalista serbo sotto processo al Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia, l'imbarazzo del governo di Belgrado, le dure proteste della Croazia e una mozione di censure votata, non senza distinguo, dal Parlamento europeo, il "caso Seselj" è arrivato anche al consiglio di sicurezza dell'Onu.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della puntata
La prima parte della puntata è dedicata alla Grecia: l'annuncio delle elezioni presidenziali anticipate, con conseguente rischio di crisi politica e scioglimento anticipato del parlamento, e il conseguente crollo della borsa, con ripercussioni negative su tutti i mercati europei e sull'euro, ma anche la vicenda di Nikos Romanos, il giovane di 21 anni detenuto in sciopero della fame per ottenere di poter studiare all'università. Interviste al sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova e a Elisabetta Casalotti, giornalista di Eleftherotypia.
Si parla poi di Serbia e dei rapporti bilaterali con l'Italia a proposito della visita a Roma del premier Alksandar Vucic che ha incontrato il presidente della Repubblica, Napolitano, il presidente del Senato, Grasso, e il presidente del Consiglio Renzi con cui ha parlato, tra l'altro, del percorso di integrazione europea di Belgrado e delle possibili alternative a South Stream. Intervista al sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.
Si prosegue con un ampia pagina sul Kosovo: l'accordo di governo tra Partito democratico, Lega democratica e Lista Srpska con il conseguente accordo sull'autonomia amministrativa dei serbi del nord Kosovo, la garanzia delle minoranze e la tutela dei beni della chiesa ortodossa. Poi l'inchiesta dell'Unione Europa sui presunti casi di corruzione che avrebbero coinvolto funzionari della missione civile europea Eulex.
In Croazia è iniziata la campagna elettorale per la elezioni presidenziali il cui primo turno è fissato il prossimo 29 dicembre e il presidente Ivo Josipovic si presenta per un secondo mandato. I suoi prrincipali sfidanti e i loro programmi elettorali.
In Albania, dopo le pressioni venute da Bruxelles l'opposizione di centro-destra potrebbe rientrare in parlamento mettendo fine a mesi di scontro politico senza uscita con la maggioranza di centro-sinistra che sostiene il governo di Edi Rama.
Infine si parla di crimini di guerra: dopo le polemiche seguite alla liberazione condizionale del leader ultranazionalista serbo sotto processo al Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia, l'imbarazzo del governo di Belgrado, le dure proteste della Croazia e una mozione di censure votata, non senza distinguo, dal Parlamento europeo, il "caso Seselj" è arrivato anche al consiglio di sicurezza dell'Onu.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
giovedì 24 aprile 2014
UN ANNO FA LO STORICO ACCORDO TRA BELGRADO E PRIŠTINA
![]() |
| Ivica Dacic, Catherine Ashton e Hashim Thaqi |
di Marina Szikora
Il 19 aprile e’ stato ricordato
l'anniversario dalla firma dell’accordo di Bruxelles tra Belgrado e
Priština che nella sede dell’Unione Europea hanno firmato i due
premier, quello della Serbia, ormai uscente Ivica Dačić e il suo
omologo kosovaro Hashim Thaci. L’accordo e’ stato frutto di dieci
round di colloqui tra le due parti con la mediazione dell’Alto
rappresentante dell’Ue per la politica estera e di sicurezza
Chaterine Ashton. Secondo il commissario europeo all’Allargamento
Stefan Feule, questo accordo aiutera’ Belgrado e Priština sul suo
cammino verso l’adesione all'UE e segna una giornata storica nei
rapporti tra Serbia e Kosovo, ma anche per i Balcani Occidentali e
per l’intera Unione.
Ad un anno dalla firma dell’Accordo,
il membro della delegazione kosovara a Bruxelles e consigliere del
premier Driton Lajci sostiene che quanto raggiunto abbia portato ad
una migliore comprensione delle due parti ma non si aspetta che il
dialogo consentira’ di raggiungere l’obiettivo finale
dell’ingresso nell’Ue. In una dichiarazione all’agenzia di
stampa serba Tanjug, Lajci ricorda che l’obbiettivo del dialogo era
innanzitutto quello di portare i due paesi aspiranti all’adesione
all’Ue a stabilire relazioni di vicinato normali. Il fatto e’
pero’- afferma il rappresentante kosovaro – che Kosovo e Serbia
non hanno ancora “aperto tutte le carte” nell’intenzione di
negoziare come due paesi vicini.
Tutto sommato, un anno dopo la firma
dell’Accordo dei due premier, serbo e kosovaro, sul “primo
accordo relativo ai principi generali della normalizzazione delle
relazioni”, l’Ue continua a ribadire che “la priorita’ e’
quella dell’implementazione (dell’accordo)”. Secondo le
valutazioni attuali, quello che e’ stato concordato e’ stato
parzialmente adempiuto. C’e’ da dire che Bruxelles ufficialmente
si dice soddisfatta di quanto raggiunto, Belgrado afferma invece di
“aver adempiuto la sua parte degli obblighi quasi al cento per
cento” mentre Priština rileva che “e’ stato fatto abbastanza”
ma che pero’ “la Serbia deve impegnarsi di piu’” per quanto
riguarda l’implementazione dell’accordo.
Nell’ambito dell’Accordo, lo scorso
settembre e’ stato stipulato anche l’accordo sull’energia e le
telecomunicazoni anche se la parte piu’ difficile, quella relative
alla proprieta’ resta ad essere soggetto di futuri colloqui. Poi, a
novembre un altro punto dell’Accordo e’ stato raggiunto con lo
svolgimento delle elezioni locali in Kosovo inclusi anche i comuni a
maggioranza serba. Come ricorda Marina Maksimović, giornalista
della Deutsche Welle a Bruxelles, Priština ha rilevato di aver
“superato il test europeo” realizzando le elezioni su tutto il
territorio del Kosovo, con la partecipazione di tutti i comuni,
mentre per Belgrado l’elezione di legittimi rappresentanti serbi ha
significato la base per la formazione della Comunita’ dei comuni
serbi. Pero’, la Comunita’ dei comuni serbi non e’ ancora
funzionante e la parte serba afferma di attendere che Priština
soddisfi la sua parte degli obblighi accordati.
Nei giorni precedenti sono iniziati gli
scavi in Serbia meridionale che potrebbero chiarire finalmente il
destino delle persone uccise nei conflitti tra il 1998/99. Si tratta
prima di tutto di albanesi kosovari, ma anche di serbi. Quali che
siano o saranno gli effetti dell’Accordo in 15 punti firmato a
Bruxelles, esso e’ stato qualificato come “un accordo storico”
e “una svolta nelle relazioni tra Serbia e Kosovo”. Proprio in
base a quanto raggiunto nella normalizzazione delle relazioni tra
Belgrado e Priština, la Serbia ha ottenuto il segnale verde per
l’inizio dei negoziati di adesione all’Ue, mentre per Priština
sono stati avviati i negoziati sull’Accordo di stabilizzazione e
associazione.
Verso la fine dello scorso anno,
Belgrado e Priština hanno finalizzato l’accordo sull’integrazione
di tutti quelli che vogliono far parte della polizia kosovara.
Bruxelles si dice quindi soddisfatta. L’Altro rappresentante
dell’Ue, Catherine Ashton ha affermato che quanto raggiunto “e’
impressionante” e che attualmente sis ta lavorando sugli ultimi
dettagli relativi alla giustizia. Il tema piu’ pesante e delicate
e’ quello che riguarda l’integrazione del nord Kosovo in un
sistema giuridico unico. La finalizzazione di questo tema si attende
a seguito della formazione del nuovo governo in Serbia.
Il testo è tratto dalla trascrizione
della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale.
giovedì 20 marzo 2014
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 20 marzo 2014.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della trasmissione
La puntata odierna è dedicata quasi interamente alle elezioni del 16 marzo in Serbia: il trionfo dei conservatori europeisti di Aleksandar Vucic che hanno conquistato la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, il nuovo quadro politico per certi versi inedito determinato dal voto e le ipotesi sul nuovo governo; il voto nei comuni serbi del Kosovo e le polemiche dell'opposizione contro il governo kosovaro di Hashim Thaci; e inoltre il processo di integrazione europea e il futuro del dialogo con Pristina alla luce dell'esito elettorale ma anche i gravi problemi economici e le riforme necessarie; le analisi e i commenti degli osservatori in Serbia, nei paesi vicini e in quelli dell'Unione Europea.
Gli altri argomenti: la vicenda dell'Ucraina e i timori di Moldavia e Georgia dopo la secessione della Crimea; le modifiche al codice di procedura penale in Albania e la decisione di non considerare più la corruzione un reato ordinario; la Turchia e la campagna elettorale con lo scontro sempre più aspro tra il premier Recep Tayyip Erdogan e Fetullah Gulen, leader dell'organizzazione culturale e religiosa Hizmet, in vista delle elezioni locali del 30 marzo, ma anche la sentenza della Corte europea dei diritti umani che condanna Ankara per le condizioni di detenzione del leader curdo Abdullah Ocalan.
Nella trasmissione anche il consueto appuntamento con le anticipazioni di RassegnaEst.com e una segnalazione del progetto "Cercavamo la pace" di Osservatorio Balcani e Caucaso.
La trasmissione, realizzata con le corrispondenze di Marina Szikora e Artur Nura è ascoltabile in setraming direttamente qui oppure è scaricabile in podcast dal sito di Radio Radicale
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della trasmissione
La puntata odierna è dedicata quasi interamente alle elezioni del 16 marzo in Serbia: il trionfo dei conservatori europeisti di Aleksandar Vucic che hanno conquistato la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, il nuovo quadro politico per certi versi inedito determinato dal voto e le ipotesi sul nuovo governo; il voto nei comuni serbi del Kosovo e le polemiche dell'opposizione contro il governo kosovaro di Hashim Thaci; e inoltre il processo di integrazione europea e il futuro del dialogo con Pristina alla luce dell'esito elettorale ma anche i gravi problemi economici e le riforme necessarie; le analisi e i commenti degli osservatori in Serbia, nei paesi vicini e in quelli dell'Unione Europea.
Gli altri argomenti: la vicenda dell'Ucraina e i timori di Moldavia e Georgia dopo la secessione della Crimea; le modifiche al codice di procedura penale in Albania e la decisione di non considerare più la corruzione un reato ordinario; la Turchia e la campagna elettorale con lo scontro sempre più aspro tra il premier Recep Tayyip Erdogan e Fetullah Gulen, leader dell'organizzazione culturale e religiosa Hizmet, in vista delle elezioni locali del 30 marzo, ma anche la sentenza della Corte europea dei diritti umani che condanna Ankara per le condizioni di detenzione del leader curdo Abdullah Ocalan.
Nella trasmissione anche il consueto appuntamento con le anticipazioni di RassegnaEst.com e una segnalazione del progetto "Cercavamo la pace" di Osservatorio Balcani e Caucaso.
La trasmissione, realizzata con le corrispondenze di Marina Szikora e Artur Nura è ascoltabile in setraming direttamente qui oppure è scaricabile in podcast dal sito di Radio Radicale
giovedì 13 marzo 2014
KOSOVO: IL GOVERNO ANNUNCIA LA NASCITA DELL'ESERCITO, CONTRARI BELGRADO E I SERBI
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| Kosovo Security Force (Foto SUHEJLO CC-BY-SA-3.0) |
Di
Marina Szikora
L'intenzione
del Kosovo di formare le proprie forze militari ha suscitato aspre
reazioni dei serbi del Kosovo ma anche del governo di Belgrado. Il
governo serbo ha valutato questo annuncio come un atto verso la
destabilizzazione della situazione in Kosovo ed e' intenzionato a
portare questa questione davanti alle Nazioni Unite. Secondo la
Serbia, si tratta di una grave violazione della Risoluzione 1244
delle Nazioni Unite sul Kosovo seconda la quale, soltanto la missione
internazionale della KFOR ha il mandato delle forze armate in Kosovo
che la Serbia continua a considerare una regione settentrionale. „Una
tale azione destabilizza la situazione in Kosovo e Metohia ed e'
contraria al processo di normalizzazione delle relazioni tra Belgrado
e Priština“ si legge in un comunicato del governo serbo. Secondo
l'esecutivo di Belgrado, la situazione di sicurezza in Kosovo e'
peggiorata a causa delle pressioni e degli attacchi nei confronti dei
serbi nonche' a causa del divieto d'ingresso dei cittadini della
Serbia in Kosovo.
Reazioni
anche da parte dei consiglieri dei comuni al nord del Kosovo.
Innanzitutto chiedono la possibilita' per i serbi recentemente
arrestati a difendersi in liberta' e ai rappresentanti della Serbia
l'ingresso libero in Kosovo. Anche secondo loro, l'annunciata
formazione dell'esercito del Kosovo rappresenta una aperta minaccia
alla sicurezza della regione e dei serbi in Kosovo. Il sindaco della
Mitrovica Nord, Goran Rakić ha dichiarato che i comuni serbi saranno
costretti ad interrompere la collaborazione con l'Ufficio dell'Ue in
Priština e con l'Eulex se le strutture internazionali non soddisfino
le loro „minime richieste“. Secondo questo sindaco, l'unico
alleato e collaboratore dei serbi in Kosovo e' il governo della
Serbia. La presidente dell'assemblea comunale di Mitrovica Nord,
Ksenija Božović ha chiesto invece che Priština e la comunita'
internazionale cessino immediatamente le azioni di arresti,
intimidazioni e costante alzamento di tensioni nelle zone con la
popolazione serba.
Božović
ha chiesto l'immediata liberazione di Oliver Ivanović e di altri
serbi arrestati e la possibilita' che essi si difendano in liberta',
che si rispettino i diritti umani, liberta' di circolazione e
garanzia di sicurezza a tutti i cittadini in Kosovo. Si chiede
inoltre che la comunita' internazionale cessi ad implementare i doppi
standard quando si tratta della popolazione serba rispetto a quella
albanese. Infine, Božović ha detto che si aspetta dalla Serbia un
maggiore impegno per la salvaguardia e migliori condizioni di vita
per tutti i cittadini del Kosovo. C'e' da precisare che Oliver
Ivanović, leader del partito “Inizativa civica – Serbia,
democrazia, giustizia” e' stato arrestato lo scorso 27 gennaio
perche' accusato di aver commesso crimini di guerra nel 1999 e di
aver preso parte agli incidenti che sono avvenuti nel 2000. Ha
intrapreso lo sciopero della fame perche' per la terza volta e' stata
respinta la sua richiesta che fosse trasferito dalla prigione di
Priština a Kosovska Mitrovica. Secondo le ultime informazioni si
trova in isolamento. Ivanović afferma che il processo contro di lui
e' una montatura politica e che nella prigionne a Priština non si
sente sicuro.
Il testo
è tratto dalla trascrizione della corrispondenza per la puntata diPasaggio a Sud Est andata in onda il 13 marzo a Radio Radicale
giovedì 6 marzo 2014
"QUI TIRANA": LA CORRISPONDENZA DI ARTUR NURA
Gli argomenti della corrispondenza di Artur Nura per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale
Macedonia
Le elezioni presidenziali del 13 aprile e le ormai più che probabili elezioni politiche anticipate che dovrebbero tenersi in contemporanea.
Albania
La situazione politica e l'accordo tra il governo di Tirana e il Fondo Monetario Internazionale per un piano di assistenza finanziaria da 330 milioni di Euro.
Kosovo
Le elezioni di giugno: il ruolo possibile del partito "Srpska" sostenuto da Belgrado nella parte serba e la nuova formazione politica albanese fondata da Fatmir Limaj e Jakup Krasniqi dopo la lor uscita dal partito del premier Hashim Thaci.
Macedonia
Le elezioni presidenziali del 13 aprile e le ormai più che probabili elezioni politiche anticipate che dovrebbero tenersi in contemporanea.
Albania
La situazione politica e l'accordo tra il governo di Tirana e il Fondo Monetario Internazionale per un piano di assistenza finanziaria da 330 milioni di Euro.
Kosovo
Le elezioni di giugno: il ruolo possibile del partito "Srpska" sostenuto da Belgrado nella parte serba e la nuova formazione politica albanese fondata da Fatmir Limaj e Jakup Krasniqi dopo la lor uscita dal partito del premier Hashim Thaci.
giovedì 27 febbraio 2014
"QUI TIRANA": LA CORRISPONDENZA DI ARTUR NURA
Gli argomenti della corrispondenza di Artur Nura andata per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale.
Albania
Le manifestazioni dell'opposizione contro il governo presieduto dal leader socialista Edi Rama. Il centro-destra minaccia il boicottaggio dei lavori parlamentari come nella precedente legislatura avevano fatto i socialisti contro il governo di Sali Berisha.
Kosovo
L'elezione del sindaco di Mitrovica Nord e il rischio di un nuovo scontro politico tra Belgrado e Pristina sul voto dei serbi del Kosovo alle elezioni serbe del prossimo 16 marzo.
Macedonia
Alle prossime elezioni presidenziali il presidente uscente Georgi Ivanov potrebbe ripresentarsi per un secondo mandato. Gli altri possibili candidati per le elezioni del 13 aprile.
Albania
Le manifestazioni dell'opposizione contro il governo presieduto dal leader socialista Edi Rama. Il centro-destra minaccia il boicottaggio dei lavori parlamentari come nella precedente legislatura avevano fatto i socialisti contro il governo di Sali Berisha.
Kosovo
L'elezione del sindaco di Mitrovica Nord e il rischio di un nuovo scontro politico tra Belgrado e Pristina sul voto dei serbi del Kosovo alle elezioni serbe del prossimo 16 marzo.
Macedonia
Alle prossime elezioni presidenziali il presidente uscente Georgi Ivanov potrebbe ripresentarsi per un secondo mandato. Gli altri possibili candidati per le elezioni del 13 aprile.
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 27 febbraio 2014.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della trasmissione
Macedonia/Fyrom: le prossime elezioni presidenziali del 13 aprile, la ricandidatura del presidente uscente Giorgi Ivanov e gli altri possibili sfidanti.
Albania: il duro scontro tra il governo di centro-sinistra di Edi Rama e l'opposizione di centro-destra e il rischio di una nuova paralisi dell'attività parlamentare come già avvenuto, a parti invertite, nella precedente legislatura.
Kosovo: dopo l'elezione dell sindaco di Mitrovica Nord, avvenuto senza problemi al quarto tentativo, si delinea un nuovo scontro tra Belgrado e Pristina sulla partecipazione dei serbi del Kosovo alle elezioni serbe del 16 marzo.
Croazia: il passato e il futuro delle relazioni con la Serbia nella visita del ministro degli Esteri croato Vesna Pusic a Belgrado e in vista dell'udienza del 3 marzo davanti alla Corte internazionale di giustizia; le prossime elezioni di maggio per il Parlamento europeo.
Bosnia Erzegovina: alla ricerca di una soluzione europea per evitare il blocco del processo di integrazione europea a causa del caso Seidic-Finci.
L'apertura è dedicata al nuovo governo italiano, ai riferimenti (scarsi) alla politica estera nel discorso programmatico del presidente del Consiglio Matteo Renzi e la mancata conferma di Emma Bonino al ministero degli Esteri.
Nel corso della trasmissione anche lo spazio di informazioni economiche sull'Europa centro e sud orientale realizzato in collaborazione con il portale RassegnaEst.com.
La trasmissione, con le corrispondenze di Marina Szikora e Artur Nura è ascoltabile direttamente qui
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della trasmissione
Macedonia/Fyrom: le prossime elezioni presidenziali del 13 aprile, la ricandidatura del presidente uscente Giorgi Ivanov e gli altri possibili sfidanti.
Albania: il duro scontro tra il governo di centro-sinistra di Edi Rama e l'opposizione di centro-destra e il rischio di una nuova paralisi dell'attività parlamentare come già avvenuto, a parti invertite, nella precedente legislatura.
Kosovo: dopo l'elezione dell sindaco di Mitrovica Nord, avvenuto senza problemi al quarto tentativo, si delinea un nuovo scontro tra Belgrado e Pristina sulla partecipazione dei serbi del Kosovo alle elezioni serbe del 16 marzo.
Croazia: il passato e il futuro delle relazioni con la Serbia nella visita del ministro degli Esteri croato Vesna Pusic a Belgrado e in vista dell'udienza del 3 marzo davanti alla Corte internazionale di giustizia; le prossime elezioni di maggio per il Parlamento europeo.
Bosnia Erzegovina: alla ricerca di una soluzione europea per evitare il blocco del processo di integrazione europea a causa del caso Seidic-Finci.
L'apertura è dedicata al nuovo governo italiano, ai riferimenti (scarsi) alla politica estera nel discorso programmatico del presidente del Consiglio Matteo Renzi e la mancata conferma di Emma Bonino al ministero degli Esteri.
Nel corso della trasmissione anche lo spazio di informazioni economiche sull'Europa centro e sud orientale realizzato in collaborazione con il portale RassegnaEst.com.
La trasmissione, con le corrispondenze di Marina Szikora e Artur Nura è ascoltabile direttamente qui
venerdì 31 gennaio 2014
NORD KOSOVO: L'ARRESTO DI OLIVER IVANOVIC
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| Oliver Ivanovic |
E' di questi giorni la clamorosa
notizia dell'arresto di Oliver Ivanovic, uno dei principali
dirigenti politici dei serbi del nord Kosovo. Secondo quanto riferito
da fonti ufficiali, Ivanovic, che oggi ha 60 anni, è sospettato di
aver commesso crimini di guerra durante il conflitto del 1998-99: la
vicenda riguarda due crimini "che sono stati prodotti nel 1999 e
nel 2000, le cui vittime erano albanesi", come ha spiegato il
suo avvocato Nebojsa Vlajic. Dopo un interrogatorio durato diverse
ore nel commissariato di Kosovska Mitrovica, un giudice
internazionale ha accolto la richiesta del procuratore della missione
di giustizia dell'Unione europea in Kosovo (Eulex), e Ivanovic è
stato posto in stato di arresto preventivo per un periodo di un mese
ed è stato trasferito nella prigione di Pristina.
Ex capo dei “guardiani del ponte”,
la difesa locale serba, Ivanovic è entrato in politica nel 1999. Nel 2001 fu
stato eletto parlamentare nel Kosovo in una lista serba. Dopo essere
stato segretario di Stato serbo per il Kosovo e Metohija, dal 2008 al
2012, è stato eletto consigliere comunale a Mitrovica, dove i serbi
sono maggioranza, in una lista indipendente durante le elezioni
locali tenutesi alla fine 2013. Leader del SDP e tra i personaggi
politici più in vista tra i serbi del Kosovo, è considerato un
moderato. Nella serata di lunedì scorso i sindaci delle municipalità
del nord del Kosovo, i membri dei consigli comunali e i militanti
dell'SDP si sono riuniti davanti al Palazzo di giustizia, alla sede
della polizia e di Eulex a Mitrovica nord per chiedere spiegazioni
sull'accaduto.
Per il suo avvocato, quelle mosse
contro Ivanovic sono accuse “inconsistenti e ridicole”. “Si
tratta sicuramente del tentativo di creare un'atmosfera di paura e
instabilità in seno alla comunità serba del Kosovo”, afferma una
dichiarazione ufficiale del SDP. “Abbiamo ragione di pensare che
l'arresto di Ivanovic e le accuse di cui è fatto oggetto siano una
pressione politica”, ha aggiunto Ksenija Bozovic, esponente
dell'entourage del politico serbo. Di certo la vicenda non aiuta a
far calare la tensione nel nord del Kosovo, in una situazione che ha
segnato un peggioramento nel corso del 2013 e in un'atmosfera resa
tesissima dal recente omicidio del consigliere comunale del SLS,
Dimitrije Janicijevic, ucciso lo scorso 16 gennaio a colpi di arma da
fuoco da uno sconosciuto davanti alla sua abitazione.
giovedì 30 gennaio 2014
"QUI TIRANA": LA CORRISPONDENZA DI ARTUR NURA
Gli argomenti della corrispondenza di Artur Nura per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale.
Albania/1: ancora polemiche, discussioni e iniziative parlamentari (interpellanza al ministro Bushati) sulla presunta intenzione della Macedonia di costruire una centrale idroelettrica sul corso del fiume Radika, affluente del Drini i Zi N (Drini nero), una delle principali fonti idriche per le centrali elettriche nel nord dell'Albania.
Albania/2: le polemiche e le critiche dell'opposizione alla decisione del governo di affidarsi alla società britannica Crown Agents per migliorare i conti pubblici e incrementare gli introiti in misura pari all’uno per cento del Pil (circa 100 milioni di euro).
Albania/3: la visita a Tirana di Hannes Swoboda, presidente del gruppo dell'Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici al Parlamento europeo.
Kosovo/1: nulla di fatto martedì 27 gennaio a Bruxelles nel ventunesimo round del dialogo mediato dall’Unione Europea fra i primi ministri di Serbia e Kosovo, Ivica Dacic e Hashim Thaci. I colloqui comunque proseguono: il prossimo incontro è previsto per 12 febbraio.
Kosovo/2: il 2013 è stato un anno di progressi nel rafforzamento della sicurezza, grazie ai passi in avanti fatti nella normalizzazione dei rapporti con la Serbia dopo l'accordo di aprile con la mediazione dell’Unione Europea. Si fa sempre più difficile, invece, la situazione nel nord, come dimostra anche la vicenda dell'arresto di Olivier Ivanovic, già rappresentante a Belgrado e leader del Sdp. Intanto la NATO discute sul proseguimento della sua missione.
Albania/1: ancora polemiche, discussioni e iniziative parlamentari (interpellanza al ministro Bushati) sulla presunta intenzione della Macedonia di costruire una centrale idroelettrica sul corso del fiume Radika, affluente del Drini i Zi N (Drini nero), una delle principali fonti idriche per le centrali elettriche nel nord dell'Albania.
Albania/2: le polemiche e le critiche dell'opposizione alla decisione del governo di affidarsi alla società britannica Crown Agents per migliorare i conti pubblici e incrementare gli introiti in misura pari all’uno per cento del Pil (circa 100 milioni di euro).
Albania/3: la visita a Tirana di Hannes Swoboda, presidente del gruppo dell'Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici al Parlamento europeo.
Kosovo/1: nulla di fatto martedì 27 gennaio a Bruxelles nel ventunesimo round del dialogo mediato dall’Unione Europea fra i primi ministri di Serbia e Kosovo, Ivica Dacic e Hashim Thaci. I colloqui comunque proseguono: il prossimo incontro è previsto per 12 febbraio.
Kosovo/2: il 2013 è stato un anno di progressi nel rafforzamento della sicurezza, grazie ai passi in avanti fatti nella normalizzazione dei rapporti con la Serbia dopo l'accordo di aprile con la mediazione dell’Unione Europea. Si fa sempre più difficile, invece, la situazione nel nord, come dimostra anche la vicenda dell'arresto di Olivier Ivanovic, già rappresentante a Belgrado e leader del Sdp. Intanto la NATO discute sul proseguimento della sua missione.
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 30 gennaio 2014.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della trasmissione
Albania: continua a far discutere il progetto di una centrale idroelettrica in Macedonia che danneggerebbe analoghi impianti albanesi; polemiche per la decisione del governo di Edi Rama di affidarsi a consulenti privati internazionali per aumentare gli introiti delle casse statali; la visita del presidente del gruppo socialista al Parlamento europeo Hannes Swoboda.
Serbia: il presidente Tomislav Nikolic ha sciolto il parlamento e ha convocato le elezioni anticipate per il 16 marzo; alcuni parlamentari europei chiedono che i negoziati di adesione all'UE chiariscano i retroscena dell'omicidio del premier democratico Zoran Djindjic avvenuto indici anni fa.
Kosovo: nulla di fatto sulla giustizia nel nuovo colloquio tra il premier serbo Ivica Dacic e quello kosovaro Hashim Thaci; migliorara la situazione della sicurezza nel 2013 dopo l'accordo con la Serbia, ma non nel nord; fa discutere il clamoroso arresto di Oliver Ivanovic, già rappresentante a Belgrado per il Kosovo, e leader del SDP.
Croazia: dopo l'entrata in vigore della nuova legge sul mandato di cattura europeo è stato arrestato ed estradato in Germania l'ex capo dei servizi segreti Josip Perkovic.
Turchia: le visite del presidente turco Abdullah Gul in Italia e del presidente francese François Hollande in Turchia.
La trasmissione, con le corrispondenze di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della trasmissione
Albania: continua a far discutere il progetto di una centrale idroelettrica in Macedonia che danneggerebbe analoghi impianti albanesi; polemiche per la decisione del governo di Edi Rama di affidarsi a consulenti privati internazionali per aumentare gli introiti delle casse statali; la visita del presidente del gruppo socialista al Parlamento europeo Hannes Swoboda.
Serbia: il presidente Tomislav Nikolic ha sciolto il parlamento e ha convocato le elezioni anticipate per il 16 marzo; alcuni parlamentari europei chiedono che i negoziati di adesione all'UE chiariscano i retroscena dell'omicidio del premier democratico Zoran Djindjic avvenuto indici anni fa.
Kosovo: nulla di fatto sulla giustizia nel nuovo colloquio tra il premier serbo Ivica Dacic e quello kosovaro Hashim Thaci; migliorara la situazione della sicurezza nel 2013 dopo l'accordo con la Serbia, ma non nel nord; fa discutere il clamoroso arresto di Oliver Ivanovic, già rappresentante a Belgrado per il Kosovo, e leader del SDP.
Croazia: dopo l'entrata in vigore della nuova legge sul mandato di cattura europeo è stato arrestato ed estradato in Germania l'ex capo dei servizi segreti Josip Perkovic.
Turchia: le visite del presidente turco Abdullah Gul in Italia e del presidente francese François Hollande in Turchia.
La trasmissione, con le corrispondenze di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui
giovedì 19 dicembre 2013
BELGRADO-PRIŠTINA: ANCORA NESSUN ACCORDO SULLA GIUSTIZIA
Di Marina Szikora
L’atteso accordo sulla giustizia tra
Belgrado e Priština non e’ stato raggiunto. Questa la conclusione
dell’ultimo giro di colloqui di quest’anno, tra il premier serbo
Ivica Dačić e quello kosovaro Hashim Thaci svoltosi venerdi’
scorso a Bruxelles. Dačić accusa Priština di continuare ad
insistere sulla richiesta che nelle competenze della corte a
Mitrovica siano inclusi anche i comuni serbi, condizione che pero’
per Belgrado e’ inaccettabile. I gruppi di esperti continuano
quindi i colloqui su questo tema.
Il premier serbo ha rilevato che la
Serbia da molto tempo ha adempiuto la sua parte dell’accordo di
Bruxelles quando si tratta del sistema giudiziario, ma e’ mancato
quindi l’accordo sulla costituzione del tribunale a Kosovska
Mitrovica. Per precisare, Priština insiste che anche i tre comuni a
maggioranza albanese al nord del fiume Ibar siano inclusi nelle
competenze di questa corte e questo Belgrado non lo accetta
argomentando che in tal caso gli albanesi avrebbero una maggioranza
di due terzi negli organi giudiziari.
Dačić ha ribadito che bisogna tener
presente che non è possibile nel nord collegare sul piano
amministrativo i quattro comuni serbi con i comuni a maggioranza
albanese. Secondo il premier serbo ogni soluzione pratica deve
rispettare la realta’ sul terreno e questa realta’ e’ che i
comuni serbi al nord hanno le loro particolarita’. Dačić ha
aggiunto che se in Kosovo tutto fosse normale e se ci fosse fiducia,
non ci sarebbe bisogno del dialogo e ha rilevato che cio’ che la
Serbia richiede non e’ nessun separatismo. Ha aggiunto che la parte
serba e’ pronta al proseguimento di colloqui. Si e’ detto
convinto che la mancanza di un accordo finale non mettera’ a
repentaglio la dinamica dell'integrazioni europea della Serbia.
Il premier serbo ha sottolineato che la
parte serba non e’ responsabile per la mancanza di accordo e merita
che le sia riconosciuta la buona volonta’ nel dialogo e
l’attuazione di quanto concordato e ha nuovamente accusato la parte
kosovara di ostruzionismo.
Quindi, anche se concordano che in
Kosovo deve esistere un sistema giudiziario unico, Belgrado e
Priština non riescono ancora a raggiungere un accordo su come in
concreto questo dovrebbe essere attuato e quella del sistema
giudiziario, almeno per quanto riguarda Belgrado, resta ancora
l’unica questione aperta nel processo di normalizzazione delle
relazioni tra le due parti.
Secondo l’accordo di Bruxelles, la
struttura degli organi della giustizia, come nel caso della polizia,
deve rispettare la struttura etnica. Belgrado ritiene in questo
momento che non sia realistico che “i giudici e i procuratori
albanesi processino i serbi e viceversa”.
Il testo è tratto dalla trascrizione
della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale.
giovedì 28 novembre 2013
PASSAGGIO A SUD EST
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 28 novembre.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della trasmissione
Croazia: domenica 1° dicembre si tiene il referendum per inserire nella Costituzione la definizione del matrimonio come "unione tra un uomo ed una donna". Se vinceranno i sì, come indicano i sondaggi, sarà impedita l'unione tra persone dello stesso sesso. Favorevoli cattolici, le minoranza religiose e i partiti del centro-destra. Per il no il governo e la maggioranza parlamentare.
Albania: la Commissione Esteri del Parlamento Europeo raccomanda la concessione dello status di Paese candidato all'adesione all'Unione Europea; l'ottimo stato delle relazioni bilaterali con l'Italia e le iniziative della nostra ambasciata a Tirana.
Serbia: Belgrado confida che il Consiglio europeo di dicembre fissi la data di avvio dei negoziati di adesione all'UE; Washington appoggia l'integrazione europea e il dialogo con Pristina e Belgrado spera in investimenti dagli Usa.
Kosovo: il Consiglio di sicurezza dell'Onu fa il punto sulla situazione, mentre il premier kosovaro Hashim Thaci e quello serbo Ivica Dacic polemizzano e si scambiano accuse; dal Palazzo di vetro l'invito a gestire al meglio i prossimi ballottaggi per le elezioni locali.
Europa centro-orientale: il vertice di Bucarest tra la Cina e i Paesi della regione conferma il forte interesse del gigante asiatico a investimenti in infrastrutture e partecipazioni in imprese strategiche.
Turchia: la crisi con l'Egitto, seguita alla destituzione del presidente Morsi, provoca la rottura delle relazioni diplomatiche tra Ankara ed Il Cairo; intanto Erdogan avvia la campagna elettorale per le amministrative di marzo, ma non ha ancora un candidato per l'importantissima carica di sindaco di Istanbul; dopo la storica visita del premier del Nord-Iraq a Diyarbakir, Ankara si assicura le forniture del petrolio del Kurdistan iracheno.
In chiusura si parla di "In fondo alla speranza", il libro a fumetti di Jacopo Frey e Nicola Gobbi su Alex Langer (ed. Comma 22).
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura è ascoltabile direttamente qui
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della trasmissione
Croazia: domenica 1° dicembre si tiene il referendum per inserire nella Costituzione la definizione del matrimonio come "unione tra un uomo ed una donna". Se vinceranno i sì, come indicano i sondaggi, sarà impedita l'unione tra persone dello stesso sesso. Favorevoli cattolici, le minoranza religiose e i partiti del centro-destra. Per il no il governo e la maggioranza parlamentare.
Albania: la Commissione Esteri del Parlamento Europeo raccomanda la concessione dello status di Paese candidato all'adesione all'Unione Europea; l'ottimo stato delle relazioni bilaterali con l'Italia e le iniziative della nostra ambasciata a Tirana.
Serbia: Belgrado confida che il Consiglio europeo di dicembre fissi la data di avvio dei negoziati di adesione all'UE; Washington appoggia l'integrazione europea e il dialogo con Pristina e Belgrado spera in investimenti dagli Usa.
Kosovo: il Consiglio di sicurezza dell'Onu fa il punto sulla situazione, mentre il premier kosovaro Hashim Thaci e quello serbo Ivica Dacic polemizzano e si scambiano accuse; dal Palazzo di vetro l'invito a gestire al meglio i prossimi ballottaggi per le elezioni locali.
Europa centro-orientale: il vertice di Bucarest tra la Cina e i Paesi della regione conferma il forte interesse del gigante asiatico a investimenti in infrastrutture e partecipazioni in imprese strategiche.
Turchia: la crisi con l'Egitto, seguita alla destituzione del presidente Morsi, provoca la rottura delle relazioni diplomatiche tra Ankara ed Il Cairo; intanto Erdogan avvia la campagna elettorale per le amministrative di marzo, ma non ha ancora un candidato per l'importantissima carica di sindaco di Istanbul; dopo la storica visita del premier del Nord-Iraq a Diyarbakir, Ankara si assicura le forniture del petrolio del Kurdistan iracheno.
In chiusura si parla di "In fondo alla speranza", il libro a fumetti di Jacopo Frey e Nicola Gobbi su Alex Langer (ed. Comma 22).
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura è ascoltabile direttamente qui
giovedì 21 novembre 2013
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 21 novembre.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della trasmissione
Croazia: la commemorazione della caduta di Vukovar nel segno della divisione etnica.
Kosovo: l'esito delle elezioni comunali ripetute a Kosovska Mitrovica senza incidenti ma con polemiche sulla regolarità dello spoglio e sull'atteggiamento delle autorità di Pristina; le risorse naturali (la miniera di Trepce e la diga di Gazivode) entrano nel negoziato con Belgrado.
Serbia: Belgrado spera che l'Unione Europea riconosca gli sforzi fatti per l'integrazione; a marzo davanti alla Corte internazionale di giustizia si apre il processo sulle accuse incorciate per genocidio con la Croazia.
Turchia: l'alleanza politico-energetica tra il premier turco Erdogan e il leader curdo-iracheno Barzani sancita a Diyarbakir; le polemiche con la Grecia sul futuro della basilica di Santa Sofia.
Albania: il premier Edi Rama ascolta la piazza e dice no allo smaltimento delle armi chimiche siriane facendo saltare l'accordo già trovato con gli Usa, ma la decisione mette in crisi le relazioni con Washington.
In apertura il quarantennale della rivolta del Politecnico di Atene del novembre 1973 che avviò la caduta del regime dei colonnelli.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura è ascoltabile direttamente qui
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della trasmissione
Croazia: la commemorazione della caduta di Vukovar nel segno della divisione etnica.
Kosovo: l'esito delle elezioni comunali ripetute a Kosovska Mitrovica senza incidenti ma con polemiche sulla regolarità dello spoglio e sull'atteggiamento delle autorità di Pristina; le risorse naturali (la miniera di Trepce e la diga di Gazivode) entrano nel negoziato con Belgrado.
Serbia: Belgrado spera che l'Unione Europea riconosca gli sforzi fatti per l'integrazione; a marzo davanti alla Corte internazionale di giustizia si apre il processo sulle accuse incorciate per genocidio con la Croazia.
Turchia: l'alleanza politico-energetica tra il premier turco Erdogan e il leader curdo-iracheno Barzani sancita a Diyarbakir; le polemiche con la Grecia sul futuro della basilica di Santa Sofia.
Albania: il premier Edi Rama ascolta la piazza e dice no allo smaltimento delle armi chimiche siriane facendo saltare l'accordo già trovato con gli Usa, ma la decisione mette in crisi le relazioni con Washington.
In apertura il quarantennale della rivolta del Politecnico di Atene del novembre 1973 che avviò la caduta del regime dei colonnelli.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura è ascoltabile direttamente qui
giovedì 14 novembre 2013
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 14 novembre.
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Sommario della trasmissione
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Sommario della trasmissione
martedì 5 novembre 2013
ELEZIONI IN KOSOVO: INTIMIDAZIONI E BASSA PARTECIPAZIONE
| Reuters / Marko Djurica |
L'Ue ha condannato gli incidenti di Mitrovica, che hanno interrotto un processo elettorale “altrimenti tenutosi ordinatamente nel resto del Kosovo”, come ha detto Maja Kocijancic, portavoce dell'Alto rappresentante per la Politica estera dell'UE, Catherine Ashton. “Ferma condanna” anche da parte del segretario generale dell'Alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen. La Kfor (il contingente Nato in Kosovo), ha reso noto di essere intervenuta prontamente a Mitrovica, in coordinamento con la missione civile europea Eulex, con i carabinieri dell'unità di intervento rapido. Per Rasmussen gli incidenti dimostrano la necessita' di mantenere per il momento le truppe dell'Alleanza sul territorio, dal momento che non si può permettere ai violenti di far “deragliare i progressi raggiunti” tra Belgrado e Pristina.
“Siamo tutti consapevoli dell'importanza della normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Pristina”, ha commentato a sua volta Tanja Miscevic, capo negoziatore serbo, condannando gli incidenti che, ha detto, “non sono un segno di sviluppo democratico”. In precedenza, più volte le autorità di Belgrado, pur chiedendo la rimozione di ogni simbolo ufficiale di Pristina nelle località a maggior
In Kosovo vivono 120mila serbi su una popolazione complessiva di 1,8 milioni, in stragrande maggioranza di etnia albanese. Un terzo della comunità serba vive nella zona a nord del fiume Ibar, dove è in maggioranza e condivide il controllo di una parte delle istituzioni locali. I più oltranzisti si rifiutano però di riconoscere l'autorità di Pristina e accusano Belgrado di aver aperto la porta, con gli accordi di aprile, al riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo. Ora tutti, compresa Belgrado, indicano i nazionalisti come responsabili di quanto successo domenica. Accuse respinte dagli attivisti che incolpano a loro volta il governo serbo di fomentare la tensione per nascondere la bassa affluenza alle urne.
giovedì 31 ottobre 2013
ELEZIONI IN KOSOVO: AUMENTA LA TENSIONE IN VISTA DEL VOTO DEL 3 NOVEMBRE
Di Marina Szikora
Il governo della Serbia in questi
giorni ha chiesto all’Ue di reagire urgentemente e senza indugi per
ostacolare le autorita’ di Priština a far fallire l’accordo di
Bruxelles e mettere a repentaglio le elezioni locali. Secondo il
governo serbo le autorita’ kosovare stanno negando a decine di
migliaia di persone internamente dislocate di partecipare alle
elezioni e le manipolazioni sarebbero visibili anche per il fatto che
il numero di elettori registrati sarebbe maggiore al numero di
abitanti in Kosovo. Belgrado si lamenta inoltre che ai rappresentanti
del governo della Serbia viene vietato di visitare il Kosovo e che le
“autorita’ temporanee del Kosovo” [come Belgrado definisce i
vertici di Pristina, n.d.r.] stanno violando l’accordo di Bruxelles
mettendo a repentaglio la regolarita’ e lo svolgimento delle
elezioni locali.
In piu’, le minacce di arresto nei
confronti dei membri del governo della Serbia, sempre secondo
Belgrado, dimostrano che le autorita’ di Priština sono in funzione
degli oppositori dell’Accordo di Bruxelles e delle elezioni locali.
Il governo serbo denuncia anche la partecipazione dei premier della
Turchia e dell’Albania nella campagna elettorale dei partiti
albanesi in Kosovo. Il governo serbo avverte l’Ue che con questi
comportamenti Priština sta creando alti rischi di sicurezza,
intimidisce i serbi kosovari e lavora direttamente contro la
stabilita’ della situazione.
Le reazioni di Belgrado riguardano
anche quanto ultimamente avvenuto nel caso del ministro serbo per il
Kosovo Aleksandar Vulin. La procura di Mitrovica ha infatti cheisto
al Tribunale municipale di emettere un mandato di arresto nei
confronti di Vulin, accusato di aver attraversato illegalmente il
confine tra i due paesi lo scorso 17 ottobre, reato punibile ai sensi
dell’articolo 146 del codice penale kosovaro. Secondo Vulin e
Belgrado, le azioni della procura sono mirate a impedire la
partecipazione dei serbi del nord del Kosovo alle elezioni del 3
novembre.
Il testo è tratto dalla trascrizione
della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Suid Est andata inonda oggi a Radio Radicale.
PASSAGGIO IN ONDA
E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 31 ottobre.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della trasmissione
Albania: lo scontro politico tra la maggioranza e l'opposizione sulla legge finanziaria e i pesanti tagli di bilancio previsti dal governo.
Georgia: le elezioni presidenziali del 27 ottobre, la sconfitta e il futuro politico dell'ormai ex presidente Mikail Saakashvili.
Kosovo: le polemiche tra Belgrado e Pristina in vista delle elezioni locali del 3 novembre e la minaccia di boicottaggio da parte dei serbi; la missione civile europea Eulex, gli altissimi costi e gli scarsi risultati ottenuti, il suo possibile futuro; l'inizio dei negoziati per l'Accordo di stabilizzazione e associazione con l'Unione europea.
Serbia: la crisi diplomatica con la Turchia a causa delle dichiarazioni del premier Recep Tayyip Erdogan durante la sua visita a Prizren; il prossimo rapporto del Parlamento europeo.
In apertura un ricordo di Jovanka Broz, la vedova del maresciallo Tito recentemente scomparsa a 89 anni. Tra le segnalazioni: la conferenza internazionale "Diventare Europa" organizzata da Osservatorio Balcani e Caucaso a conclusione del progetto europeo "Racconta l'Europa all'Europa"; il progetto "Cercavamo la pace" promosso da Osservatorio Balcani e Caucaso; la raccolta fondi per consentire l'organizzazione del Balkan Florence Express.
La registrazione integrale della puntata, realizzata con la collaborazione dei corrispondenti Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.
Sommario della trasmissione
Albania: lo scontro politico tra la maggioranza e l'opposizione sulla legge finanziaria e i pesanti tagli di bilancio previsti dal governo.
Georgia: le elezioni presidenziali del 27 ottobre, la sconfitta e il futuro politico dell'ormai ex presidente Mikail Saakashvili.
Kosovo: le polemiche tra Belgrado e Pristina in vista delle elezioni locali del 3 novembre e la minaccia di boicottaggio da parte dei serbi; la missione civile europea Eulex, gli altissimi costi e gli scarsi risultati ottenuti, il suo possibile futuro; l'inizio dei negoziati per l'Accordo di stabilizzazione e associazione con l'Unione europea.
Serbia: la crisi diplomatica con la Turchia a causa delle dichiarazioni del premier Recep Tayyip Erdogan durante la sua visita a Prizren; il prossimo rapporto del Parlamento europeo.
In apertura un ricordo di Jovanka Broz, la vedova del maresciallo Tito recentemente scomparsa a 89 anni. Tra le segnalazioni: la conferenza internazionale "Diventare Europa" organizzata da Osservatorio Balcani e Caucaso a conclusione del progetto europeo "Racconta l'Europa all'Europa"; il progetto "Cercavamo la pace" promosso da Osservatorio Balcani e Caucaso; la raccolta fondi per consentire l'organizzazione del Balkan Florence Express.
La registrazione integrale della puntata, realizzata con la collaborazione dei corrispondenti Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale
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