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lunedì 19 gennaio 2015

"QUI TIRANA": LA CORRISPONDENZA DI ARTUR NURA

Gli argomenti della corrispondenza di Artur Nura per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda a Radio Radicale il 18 gennaio


Albania
Il governo di Edi Rama chiede la collaborazione delle principali autorità religiose del Paese per favorire la convivenza religiosa; la collaborazione bilaterale con l'Italia per contrastare il terrorismo fondamentalista.

Kosovo
La visita del premier serbo Alksandar Vucic nel nord del Paese e le contestazioni da parte di alcuni giovani kosovari; le iniziative del governo di Pristina per la gestione ed il controllo dell'importante complesso minerario di Trepce.

domenica 18 gennaio 2015

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 18 gennaio 2015.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.



Sommario della puntata

L'apertura della puntata odierna è dedicata al semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea: con Davide Denti, vicedirettore di Eastjournal.net, esperto di questioni dell'Europa centro e sud orinetale, tracciamo un bilancio in particolare dal punto di vista della politica di allargamento e dell'integrazione dei Balcani occidentali e della Turchia.

A seguire un ampia pagina con analisi e commenti sulle elezioni presidenziali in Croazia che hanno visto l'inattesa vittoria della candidata del centro-destra Kolinda Grabar-Kitarovic, prima donna e prima esponente dell'Hdz a conquistare la più alta carica dello stato, e la sconfitta del presidente uscente Ivo Josipovic che sembra aver pagato più che altro la sfiducia degli elettori nell'attuale governo di centro-sinistra.

Gli altri argomenti della trasmissione

Albania: la promozione della convivenza religiosa, il contrasto del fondamentalismo e la cooperazione con l'Italia nella lotta al terrorismo.

Kosovo: la visita del premier serbo Aleksandar Vucic nel nord e le contestazioni da parte di alcuni kosovari albanesi e le iniziative del governo di Pristina per il controllo e la gestione dell'importante complesso minerario di Trepce.

La puntata, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui:

lunedì 15 dicembre 2014

"QUI TIRANA": LA CORRISPONDENZA DI ARTUR NURA

Gli argomenti della corrispondenza di Artur Nura per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda a Radio Radicale il 14 dicembre


Albania
Dopo mesi di scontro politico senza vie d'uscita e dopo le pressioni internazionali, in particolare da Bruxelles, l'opposizione di centro-destra potrebbe rientrare in parlamento, mettendo fine all' "Aventino" che sta mettendo a rischio il processo di riforma chiesto dall'Unione Europea.

Kosovo/1
Raggiunto l'accordo politico tra Lega democratica, Partito democratico e Lista Srpska (sostenuta da Belgrado) per la formazione del nuovo governo. La nuova maggioranza ha molti punti deboli, ma è molto importante l'accordo sull'autonomia amministrativa dei serbi del nord, per la garanzia dei diritti delle minoranze e per la tutela della chiesa ortodossa.

Kosovo/2
L'Unione Europea vuole vederci chiaro nello scandalo sulla presunta corruzione che coinvolgerebbe alcuni funzionari della missione civile europea Eulex.

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est del 14 dicembre 2014.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.



Sommario della puntata

La prima parte della puntata è dedicata alla Grecia: l'annuncio delle elezioni presidenziali anticipate, con conseguente rischio di crisi politica e scioglimento anticipato del parlamento, e il conseguente crollo della borsa, con ripercussioni negative su tutti i mercati europei e sull'euro, ma anche la vicenda di Nikos Romanos, il giovane di 21 anni detenuto in sciopero della fame per ottenere di poter studiare all'università. Interviste al sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova e a Elisabetta Casalotti, giornalista di Eleftherotypia.

Si parla poi di Serbia e dei rapporti bilaterali con l'Italia a proposito della visita a Roma del premier Alksandar Vucic che ha incontrato il presidente della Repubblica, Napolitano, il presidente del Senato, Grasso, e il presidente del Consiglio Renzi con cui ha parlato, tra l'altro, del percorso di integrazione europea di Belgrado e delle possibili alternative a South Stream. Intervista al  sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.

Si prosegue con un ampia pagina sul Kosovo: l'accordo di governo tra Partito democratico, Lega democratica e Lista Srpska con il conseguente accordo sull'autonomia amministrativa dei serbi del nord Kosovo, la garanzia delle minoranze e la tutela dei beni della chiesa ortodossa. Poi l'inchiesta dell'Unione Europa sui presunti casi di corruzione che avrebbero coinvolto funzionari della missione civile europea Eulex.

In Croazia è iniziata la campagna elettorale per la elezioni presidenziali il cui primo turno è fissato il prossimo 29 dicembre e il presidente Ivo Josipovic si presenta per un secondo mandato. I suoi prrincipali sfidanti e i loro programmi elettorali.

In Albania, dopo le pressioni venute da Bruxelles l'opposizione di centro-destra potrebbe rientrare in parlamento mettendo fine a mesi di scontro politico senza uscita con la maggioranza di centro-sinistra che sostiene il governo di Edi Rama.

Infine si parla di crimini di guerra: dopo le polemiche seguite alla liberazione condizionale del leader ultranazionalista serbo sotto processo al Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia, l'imbarazzo del governo di Belgrado, le dure proteste della Croazia e una mozione di censure votata, non senza distinguo, dal Parlamento europeo, il "caso Seselj" è arrivato anche al consiglio di sicurezza dell'Onu.

La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui

giovedì 24 aprile 2014

UN ANNO FA LO STORICO ACCORDO TRA BELGRADO E PRIŠTINA

Ivica Dacic, Catherine Ashton e Hashim Thaqi
di Marina Szikora
Il 19 aprile e’ stato ricordato l'anniversario dalla firma dell’accordo di Bruxelles tra Belgrado e Priština che nella sede dell’Unione Europea hanno firmato i due premier, quello della Serbia, ormai uscente Ivica Dačić e il suo omologo kosovaro Hashim Thaci. L’accordo e’ stato frutto di dieci round di colloqui tra le due parti con la mediazione dell’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera e di sicurezza Chaterine Ashton. Secondo il commissario europeo all’Allargamento Stefan Feule, questo accordo aiutera’ Belgrado e Priština sul suo cammino verso l’adesione all'UE e segna una giornata storica nei rapporti tra Serbia e Kosovo, ma anche per i Balcani Occidentali e per l’intera Unione.

Ad un anno dalla firma dell’Accordo, il membro della delegazione kosovara a Bruxelles e consigliere del premier Driton Lajci sostiene che quanto raggiunto abbia portato ad una migliore comprensione delle due parti ma non si aspetta che il dialogo consentira’ di raggiungere l’obiettivo finale dell’ingresso nell’Ue. In una dichiarazione all’agenzia di stampa serba Tanjug, Lajci ricorda che l’obbiettivo del dialogo era innanzitutto quello di portare i due paesi aspiranti all’adesione all’Ue a stabilire relazioni di vicinato normali. Il fatto e’ pero’- afferma il rappresentante kosovaro – che Kosovo e Serbia non hanno ancora “aperto tutte le carte” nell’intenzione di negoziare come due paesi vicini.

Tutto sommato, un anno dopo la firma dell’Accordo dei due premier, serbo e kosovaro, sul “primo accordo relativo ai principi generali della normalizzazione delle relazioni”, l’Ue continua a ribadire che “la priorita’ e’ quella dell’implementazione (dell’accordo)”. Secondo le valutazioni attuali, quello che e’ stato concordato e’ stato parzialmente adempiuto. C’e’ da dire che Bruxelles ufficialmente si dice soddisfatta di quanto raggiunto, Belgrado afferma invece di “aver adempiuto la sua parte degli obblighi quasi al cento per cento” mentre Priština rileva che “e’ stato fatto abbastanza” ma che pero’ “la Serbia deve impegnarsi di piu’” per quanto riguarda l’implementazione dell’accordo.

Nell’ambito dell’Accordo, lo scorso settembre e’ stato stipulato anche l’accordo sull’energia e le telecomunicazoni anche se la parte piu’ difficile, quella relative alla proprieta’ resta ad essere soggetto di futuri colloqui. Poi, a novembre un altro punto dell’Accordo e’ stato raggiunto con lo svolgimento delle elezioni locali in Kosovo inclusi anche i comuni a maggioranza serba. Come ricorda Marina Maksimović, giornalista della Deutsche Welle a Bruxelles, Priština ha rilevato di aver “superato il test europeo” realizzando le elezioni su tutto il territorio del Kosovo, con la partecipazione di tutti i comuni, mentre per Belgrado l’elezione di legittimi rappresentanti serbi ha significato la base per la formazione della Comunita’ dei comuni serbi. Pero’, la Comunita’ dei comuni serbi non e’ ancora funzionante e la parte serba afferma di attendere che Priština soddisfi la sua parte degli obblighi accordati.

Nei giorni precedenti sono iniziati gli scavi in Serbia meridionale che potrebbero chiarire finalmente il destino delle persone uccise nei conflitti tra il 1998/99. Si tratta prima di tutto di albanesi kosovari, ma anche di serbi. Quali che siano o saranno gli effetti dell’Accordo in 15 punti firmato a Bruxelles, esso e’ stato qualificato come “un accordo storico” e “una svolta nelle relazioni tra Serbia e Kosovo”. Proprio in base a quanto raggiunto nella normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Priština, la Serbia ha ottenuto il segnale verde per l’inizio dei negoziati di adesione all’Ue, mentre per Priština sono stati avviati i negoziati sull’Accordo di stabilizzazione e associazione.

Verso la fine dello scorso anno, Belgrado e Priština hanno finalizzato l’accordo sull’integrazione di tutti quelli che vogliono far parte della polizia kosovara. Bruxelles si dice quindi soddisfatta. L’Altro rappresentante dell’Ue, Catherine Ashton ha affermato che quanto raggiunto “e’ impressionante” e che attualmente sis ta lavorando sugli ultimi dettagli relativi alla giustizia. Il tema piu’ pesante e delicate e’ quello che riguarda l’integrazione del nord Kosovo in un sistema giuridico unico. La finalizzazione di questo tema si attende a seguito della formazione del nuovo governo in Serbia.

Il testo è tratto dalla trascrizione della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale.

giovedì 20 marzo 2014

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 20 marzo 2014.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.



Sommario della trasmissione


La puntata odierna è dedicata quasi interamente alle elezioni del 16 marzo in Serbia: il trionfo dei conservatori europeisti di Aleksandar Vucic che hanno conquistato la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, il nuovo quadro politico per certi versi inedito determinato dal voto e le ipotesi sul nuovo governo; il voto nei comuni serbi del Kosovo e le polemiche dell'opposizione contro il governo kosovaro di Hashim Thaci; e inoltre il processo di integrazione europea e il futuro del dialogo con Pristina alla luce dell'esito elettorale ma anche i gravi problemi economici e le riforme necessarie; le analisi e i commenti degli osservatori in Serbia, nei paesi vicini e in quelli dell'Unione Europea.

Gli altri argomenti: la vicenda dell'Ucraina e i timori di Moldavia e Georgia dopo la secessione della Crimea; le modifiche al codice di procedura penale in Albania e la decisione di non considerare più la corruzione un reato ordinario; la Turchia e la campagna elettorale con lo scontro sempre più aspro tra il premier Recep Tayyip Erdogan e Fetullah Gulen, leader dell'organizzazione culturale e religiosa Hizmet, in vista delle elezioni locali del 30 marzo, ma anche la sentenza della Corte europea dei diritti umani che condanna Ankara per le condizioni di detenzione del leader curdo Abdullah Ocalan.

Nella trasmissione anche il consueto appuntamento con le anticipazioni di RassegnaEst.com e una segnalazione del progetto "Cercavamo la pace" di Osservatorio Balcani e Caucaso.

La trasmissione, realizzata con le corrispondenze di Marina Szikora e Artur Nura è ascoltabile in setraming direttamente qui oppure è scaricabile in podcast dal sito di Radio Radicale



giovedì 13 marzo 2014

KOSOVO: IL GOVERNO ANNUNCIA LA NASCITA DELL'ESERCITO, CONTRARI BELGRADO E I SERBI

Kosovo Security Force (Foto SUHEJLO CC-BY-SA-3.0)
Di Marina Szikora
L'intenzione del Kosovo di formare le proprie forze militari ha suscitato aspre reazioni dei serbi del Kosovo ma anche del governo di Belgrado. Il governo serbo ha valutato questo annuncio come un atto verso la destabilizzazione della situazione in Kosovo ed e' intenzionato a portare questa questione davanti alle Nazioni Unite. Secondo la Serbia, si tratta di una grave violazione della Risoluzione 1244 delle Nazioni Unite sul Kosovo seconda la quale, soltanto la missione internazionale della KFOR ha il mandato delle forze armate in Kosovo che la Serbia continua a considerare una regione settentrionale. „Una tale azione destabilizza la situazione in Kosovo e Metohia ed e' contraria al processo di normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Priština“ si legge in un comunicato del governo serbo. Secondo l'esecutivo di Belgrado, la situazione di sicurezza in Kosovo e' peggiorata a causa delle pressioni e degli attacchi nei confronti dei serbi nonche' a causa del divieto d'ingresso dei cittadini della Serbia in Kosovo.

Reazioni anche da parte dei consiglieri dei comuni al nord del Kosovo. Innanzitutto chiedono la possibilita' per i serbi recentemente arrestati a difendersi in liberta' e ai rappresentanti della Serbia l'ingresso libero in Kosovo. Anche secondo loro, l'annunciata formazione dell'esercito del Kosovo rappresenta una aperta minaccia alla sicurezza della regione e dei serbi in Kosovo. Il sindaco della Mitrovica Nord, Goran Rakić ha dichiarato che i comuni serbi saranno costretti ad interrompere la collaborazione con l'Ufficio dell'Ue in Priština e con l'Eulex se le strutture internazionali non soddisfino le loro „minime richieste“. Secondo questo sindaco, l'unico alleato e collaboratore dei serbi in Kosovo e' il governo della Serbia. La presidente dell'assemblea comunale di Mitrovica Nord, Ksenija Božović ha chiesto invece che Priština e la comunita' internazionale cessino immediatamente le azioni di arresti, intimidazioni e costante alzamento di tensioni nelle zone con la popolazione serba.

Božović ha chiesto l'immediata liberazione di Oliver Ivanović e di altri serbi arrestati e la possibilita' che essi si difendano in liberta', che si rispettino i diritti umani, liberta' di circolazione e garanzia di sicurezza a tutti i cittadini in Kosovo. Si chiede inoltre che la comunita' internazionale cessi ad implementare i doppi standard quando si tratta della popolazione serba rispetto a quella albanese. Infine, Božović ha detto che si aspetta dalla Serbia un maggiore impegno per la salvaguardia e migliori condizioni di vita per tutti i cittadini del Kosovo. C'e' da precisare che Oliver Ivanović, leader del partito “Inizativa civica – Serbia, democrazia, giustizia” e' stato arrestato lo scorso 27 gennaio perche' accusato di aver commesso crimini di guerra nel 1999 e di aver preso parte agli incidenti che sono avvenuti nel 2000. Ha intrapreso lo sciopero della fame perche' per la terza volta e' stata respinta la sua richiesta che fosse trasferito dalla prigione di Priština a Kosovska Mitrovica. Secondo le ultime informazioni si trova in isolamento. Ivanović afferma che il processo contro di lui e' una montatura politica e che nella prigionne a Priština non si sente sicuro.

Il testo è tratto dalla trascrizione della corrispondenza per la puntata diPasaggio a Sud Est andata in onda il 13 marzo a Radio Radicale

giovedì 6 marzo 2014

"QUI TIRANA": LA CORRISPONDENZA DI ARTUR NURA

Gli argomenti della corrispondenza di Artur Nura per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale

Macedonia
Le elezioni presidenziali del 13 aprile e le ormai più che probabili elezioni politiche anticipate che dovrebbero tenersi in contemporanea.

Albania
La situazione politica e l'accordo tra il governo di Tirana e il Fondo Monetario Internazionale per un piano di assistenza finanziaria da 330 milioni di Euro.

Kosovo 
Le elezioni di giugno: il ruolo possibile del partito "Srpska" sostenuto da Belgrado nella parte serba e la nuova formazione politica albanese fondata da Fatmir Limaj e Jakup Krasniqi dopo la lor uscita dal partito del premier Hashim Thaci.

giovedì 27 febbraio 2014

"QUI TIRANA": LA CORRISPONDENZA DI ARTUR NURA

Gli argomenti della corrispondenza di Artur Nura andata per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale.

Albania
Le manifestazioni dell'opposizione contro il governo presieduto dal leader socialista Edi Rama. Il centro-destra minaccia il boicottaggio dei lavori parlamentari come nella precedente legislatura avevano fatto i socialisti contro il governo di Sali Berisha.

Kosovo
L'elezione del sindaco di Mitrovica Nord e il rischio di un nuovo scontro politico tra Belgrado e Pristina sul voto dei serbi del Kosovo alle elezioni serbe del prossimo 16 marzo.

Macedonia
Alle prossime elezioni presidenziali il presidente uscente Georgi Ivanov potrebbe ripresentarsi per un secondo mandato. Gli altri possibili candidati per le elezioni del 13 aprile.


PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 27 febbraio 2014.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.



Sommario della trasmissione


Macedonia/Fyrom: le prossime elezioni presidenziali del 13 aprile, la ricandidatura del presidente uscente Giorgi Ivanov e gli altri possibili sfidanti.

Albania: il duro scontro tra il governo di centro-sinistra di Edi Rama e l'opposizione di centro-destra e il rischio di una nuova paralisi dell'attività parlamentare come già avvenuto, a parti invertite, nella precedente legislatura.

Kosovo: dopo l'elezione dell sindaco di Mitrovica Nord, avvenuto senza problemi al quarto tentativo, si delinea un nuovo scontro tra Belgrado e Pristina sulla partecipazione dei serbi del Kosovo alle elezioni serbe del 16 marzo.

Croazia: il passato e il futuro delle relazioni con la Serbia nella visita del ministro degli Esteri croato Vesna Pusic a Belgrado e in vista dell'udienza del 3 marzo davanti alla Corte internazionale di giustizia; le prossime elezioni di maggio per il Parlamento europeo.

Bosnia Erzegovina: alla ricerca di una soluzione europea per evitare il blocco del processo di integrazione europea a causa del caso Seidic-Finci.

L'apertura è dedicata al nuovo governo italiano, ai riferimenti (scarsi) alla politica estera nel discorso programmatico del presidente del Consiglio Matteo Renzi e la mancata conferma di Emma Bonino al ministero degli Esteri.

Nel corso della trasmissione anche lo spazio di informazioni economiche sull'Europa centro e sud orientale realizzato in collaborazione con il portale RassegnaEst.com.

La trasmissione, con le corrispondenze di Marina Szikora e Artur Nura è ascoltabile direttamente qui



venerdì 31 gennaio 2014

NORD KOSOVO: L'ARRESTO DI OLIVER IVANOVIC

Oliver Ivanovic
E' di questi giorni la clamorosa notizia dell'arresto di Oliver Ivanovic, uno dei principali dirigenti politici dei serbi del nord Kosovo. Secondo quanto riferito da fonti ufficiali, Ivanovic, che oggi ha 60 anni, è sospettato di aver commesso crimini di guerra durante il conflitto del 1998-99: la vicenda riguarda due crimini "che sono stati prodotti nel 1999 e nel 2000, le cui vittime erano albanesi", come ha spiegato il suo avvocato Nebojsa Vlajic. Dopo un interrogatorio durato diverse ore nel commissariato di Kosovska Mitrovica, un giudice internazionale ha accolto la richiesta del procuratore della missione di giustizia dell'Unione europea in Kosovo (Eulex), e Ivanovic è stato posto in stato di arresto preventivo per un periodo di un mese ed è stato trasferito nella prigione di Pristina.

Ex capo dei “guardiani del ponte”, la difesa locale serba, Ivanovic è entrato in politica nel 1999. Nel 2001 fu stato eletto parlamentare nel Kosovo in una lista serba. Dopo essere stato segretario di Stato serbo per il Kosovo e Metohija, dal 2008 al 2012, è stato eletto consigliere comunale a Mitrovica, dove i serbi sono maggioranza, in una lista indipendente durante le elezioni locali tenutesi alla fine 2013. Leader del SDP e tra i personaggi politici più in vista tra i serbi del Kosovo, è considerato un moderato. Nella serata di lunedì scorso i sindaci delle municipalità del nord del Kosovo, i membri dei consigli comunali e i militanti dell'SDP si sono riuniti davanti al Palazzo di giustizia, alla sede della polizia e di Eulex a Mitrovica nord per chiedere spiegazioni sull'accaduto.

Per il suo avvocato, quelle mosse contro Ivanovic sono accuse “inconsistenti e ridicole”. “Si tratta sicuramente del tentativo di creare un'atmosfera di paura e instabilità in seno alla comunità serba del Kosovo”, afferma una dichiarazione ufficiale del SDP. “Abbiamo ragione di pensare che l'arresto di Ivanovic e le accuse di cui è fatto oggetto siano una pressione politica”, ha aggiunto Ksenija Bozovic, esponente dell'entourage del politico serbo. Di certo la vicenda non aiuta a far calare la tensione nel nord del Kosovo, in una situazione che ha segnato un peggioramento nel corso del 2013 e in un'atmosfera resa tesissima dal recente omicidio del consigliere comunale del SLS, Dimitrije Janicijevic, ucciso lo scorso 16 gennaio a colpi di arma da fuoco da uno sconosciuto davanti alla sua abitazione.

giovedì 30 gennaio 2014

"QUI TIRANA": LA CORRISPONDENZA DI ARTUR NURA

Gli argomenti della corrispondenza di Artur Nura per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale.

Albania/1: ancora polemiche, discussioni e iniziative parlamentari (interpellanza al ministro Bushati) sulla presunta intenzione della Macedonia di costruire una centrale idroelettrica sul corso del fiume Radika, affluente del Drini i Zi N (Drini nero), una delle principali fonti idriche per le centrali elettriche nel nord dell'Albania.

Albania/2: le polemiche e le critiche dell'opposizione alla decisione del governo di affidarsi alla società britannica Crown Agents per migliorare i conti pubblici e incrementare gli introiti in misura pari all’uno per cento del Pil (circa 100 milioni di euro).

Albania/3: la visita a Tirana di Hannes Swoboda, presidente del gruppo dell'Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici al Parlamento europeo.

Kosovo/1: nulla di fatto martedì 27 gennaio a Bruxelles nel ventunesimo round del dialogo mediato dall’Unione Europea fra i primi ministri di Serbia e Kosovo, Ivica Dacic e Hashim Thaci. I colloqui comunque proseguono: il prossimo incontro è previsto per 12 febbraio.

Kosovo/2: il 2013 è stato un anno di progressi nel rafforzamento della sicurezza, grazie ai passi in avanti fatti nella normalizzazione dei rapporti con la Serbia dopo l'accordo di aprile con la mediazione dell’Unione Europea. Si fa sempre più difficile, invece, la situazione nel nord, come dimostra anche la vicenda dell'arresto di Olivier Ivanovic, già rappresentante a Belgrado e leader del Sdp. Intanto la NATO discute sul proseguimento della sua missione.

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 30 gennaio 2014.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.



Sommario della trasmissione


Albania: continua a far discutere il progetto di una centrale idroelettrica in Macedonia che danneggerebbe analoghi impianti albanesi; polemiche per la decisione del governo di Edi Rama di affidarsi a consulenti privati internazionali per aumentare gli introiti delle casse statali; la visita del presidente del gruppo socialista al Parlamento europeo Hannes Swoboda.

Serbia: il presidente Tomislav Nikolic ha sciolto il parlamento e ha convocato le elezioni anticipate per il 16 marzo; alcuni parlamentari europei chiedono che i negoziati di adesione all'UE chiariscano i retroscena dell'omicidio del premier democratico Zoran Djindjic avvenuto indici anni fa.

Kosovo: nulla di fatto sulla giustizia nel nuovo colloquio tra il premier serbo Ivica Dacic e quello kosovaro Hashim Thaci; migliorara la situazione della sicurezza nel 2013 dopo l'accordo con la Serbia, ma non nel nord; fa discutere il clamoroso arresto di Oliver Ivanovic, già rappresentante a Belgrado per il Kosovo, e leader del SDP.

Croazia: dopo l'entrata in vigore della nuova legge sul mandato di cattura europeo è stato arrestato ed estradato in Germania l'ex capo dei servizi segreti Josip Perkovic.

Turchia: le visite del presidente turco Abdullah Gul in Italia e del presidente francese François Hollande in Turchia.

La trasmissione, con le corrispondenze di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui

giovedì 19 dicembre 2013

BELGRADO-PRIŠTINA: ANCORA NESSUN ACCORDO SULLA GIUSTIZIA

Di Marina Szikora
L’atteso accordo sulla giustizia tra Belgrado e Priština non e’ stato raggiunto. Questa la conclusione dell’ultimo giro di colloqui di quest’anno, tra il premier serbo Ivica Dačić e quello kosovaro Hashim Thaci svoltosi venerdi’ scorso a Bruxelles. Dačić accusa Priština di continuare ad insistere sulla richiesta che nelle competenze della corte a Mitrovica siano inclusi anche i comuni serbi, condizione che pero’ per Belgrado e’ inaccettabile. I gruppi di esperti continuano quindi i colloqui su questo tema.
Il premier serbo ha rilevato che la Serbia da molto tempo ha adempiuto la sua parte dell’accordo di Bruxelles quando si tratta del sistema giudiziario, ma e’ mancato quindi l’accordo sulla costituzione del tribunale a Kosovska Mitrovica. Per precisare, Priština insiste che anche i tre comuni a maggioranza albanese al nord del fiume Ibar siano inclusi nelle competenze di questa corte e questo Belgrado non lo accetta argomentando che in tal caso gli albanesi avrebbero una maggioranza di due terzi negli organi giudiziari.
Dačić ha ribadito che bisogna tener presente che non è possibile nel nord collegare sul piano amministrativo i quattro comuni serbi con i comuni a maggioranza albanese. Secondo il premier serbo ogni soluzione pratica deve rispettare la realta’ sul terreno e questa realta’ e’ che i comuni serbi al nord hanno le loro particolarita’. Dačić ha aggiunto che se in Kosovo tutto fosse normale e se ci fosse fiducia, non ci sarebbe bisogno del dialogo e ha rilevato che cio’ che la Serbia richiede non e’ nessun separatismo. Ha aggiunto che la parte serba e’ pronta al proseguimento di colloqui. Si e’ detto convinto che la mancanza di un accordo finale non mettera’ a repentaglio la dinamica dell'integrazioni europea della Serbia.
Il premier serbo ha sottolineato che la parte serba non e’ responsabile per la mancanza di accordo e merita che le sia riconosciuta la buona volonta’ nel dialogo e l’attuazione di quanto concordato e ha nuovamente accusato la parte kosovara di ostruzionismo.
Quindi, anche se concordano che in Kosovo deve esistere un sistema giudiziario unico, Belgrado e Priština non riescono ancora a raggiungere un accordo su come in concreto questo dovrebbe essere attuato e quella del sistema giudiziario, almeno per quanto riguarda Belgrado, resta ancora l’unica questione aperta nel processo di normalizzazione delle relazioni tra le due parti.
Secondo l’accordo di Bruxelles, la struttura degli organi della giustizia, come nel caso della polizia, deve rispettare la struttura etnica. Belgrado ritiene in questo momento che non sia realistico che “i giudici e i procuratori albanesi processino i serbi e viceversa”.

Il testo è tratto dalla trascrizione della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale.

giovedì 28 novembre 2013

PASSAGGIO A SUD EST

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 28 novembre.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.



Sommario della trasmissione

Croazia: domenica 1° dicembre si tiene il referendum per inserire nella Costituzione la definizione del matrimonio come "unione tra un uomo ed una donna". Se vinceranno i sì, come indicano i sondaggi, sarà impedita l'unione tra persone dello stesso sesso. Favorevoli cattolici, le minoranza religiose e i partiti del centro-destra. Per il no il governo e la maggioranza parlamentare.

Albania: la Commissione Esteri del Parlamento Europeo raccomanda la concessione dello status di Paese candidato all'adesione all'Unione Europea; l'ottimo stato delle relazioni bilaterali con l'Italia e le iniziative della nostra ambasciata a Tirana.

Serbia: Belgrado confida che il Consiglio europeo di dicembre fissi la data di avvio dei negoziati di adesione all'UE; Washington appoggia l'integrazione europea e il dialogo con Pristina e Belgrado spera in investimenti dagli Usa.

Kosovo: il Consiglio di sicurezza dell'Onu fa il punto sulla situazione, mentre il premier kosovaro Hashim Thaci e quello serbo Ivica Dacic polemizzano e si scambiano accuse; dal Palazzo di vetro l'invito a gestire al meglio i prossimi ballottaggi per le elezioni locali.

Europa centro-orientale: il vertice di Bucarest tra la Cina e i Paesi della regione conferma il forte interesse del gigante asiatico a investimenti in infrastrutture e partecipazioni in imprese strategiche.

Turchia: la crisi con l'Egitto, seguita alla destituzione del presidente Morsi, provoca la rottura delle relazioni diplomatiche tra Ankara ed Il Cairo; intanto Erdogan avvia la campagna elettorale per le amministrative di marzo, ma non ha ancora un candidato per l'importantissima carica di sindaco di Istanbul;  dopo la storica visita del premier del Nord-Iraq a Diyarbakir, Ankara si assicura le forniture del petrolio del Kurdistan iracheno.

In chiusura si parla di "In fondo alla speranza", il libro a fumetti di Jacopo Frey e Nicola Gobbi su Alex Langer (ed. Comma 22).

La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura è ascoltabile direttamente qui



giovedì 21 novembre 2013

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 21 novembre.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.



Sommario della trasmissione

Croazia: la commemorazione della caduta di Vukovar nel segno della divisione etnica.

Kosovo: l'esito delle elezioni comunali ripetute a Kosovska Mitrovica senza incidenti ma con polemiche sulla regolarità dello spoglio e sull'atteggiamento delle autorità di Pristina; le risorse naturali (la miniera di Trepce e la diga di Gazivode) entrano nel negoziato con Belgrado.

Serbia: Belgrado spera che l'Unione Europea riconosca gli sforzi fatti per l'integrazione; a marzo davanti alla Corte internazionale di giustizia si apre il processo sulle accuse incorciate per genocidio con la Croazia.

Turchia: l'alleanza politico-energetica tra il premier turco Erdogan e il leader curdo-iracheno Barzani sancita a Diyarbakir; le polemiche con la Grecia sul futuro della basilica di Santa Sofia.

Albania: il premier Edi Rama ascolta la piazza e dice no allo smaltimento delle armi chimiche siriane facendo saltare l'accordo già trovato con gli Usa, ma la decisione mette in crisi le relazioni con Washington.

In apertura il quarantennale della rivolta del Politecnico di Atene del novembre 1973 che avviò la caduta del regime dei colonnelli.

La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura è ascoltabile direttamente qui


giovedì 14 novembre 2013

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 14 novembre.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.



Sommario della trasmissione


Croazia: il 1à dicembre si terrà il referendum per introdurre nella Costituzione una definizione della natura del matrimonio che potrebbe impedire la legalizzazione delle unioni tre persone dello stesso sesso. 

Albania: la visita del commissario europeo all'Allargamento Stefan Fuele per favorire il dialogo ad alto livello e rilanciare il processo di integrazione; proteste e polemiche contro il Governo e contro l'eventualità che in Albania avvenga lo smantellamento delle armi chimiche siriane. 

Kosovo: Belgrado invita i serbi ad andare alle urne nella ripetizione delle elezioni amministrative a Kosovska Mitrovica previste per domenica prossima; annullato il vertice bilaterale tra Pristina e Tirana. 

Bosnia: la situazione politica a meno di un anno dalle elezioni, mentre in Republika Srpska sembra emergere un'opposizione al leader fino ad oggi indiscusso, Milorad Dodik. 

Una conferenza internazionale conclude il progetto europeo "Racconta l'Europa all'Europa" promosso da Osservatorio Balcani e Caucaso: un bilancio dell'iniziativa con un'intervista a Luka Zanoni direttore della testata giornalistica di OBC.


Nella puntata anche un ricordo della distruzione del ponte di Mostar avvenuta il 9 novembre 1993 ad opera delle artiglierie croato-bosniache: la testimonianza del giornalista Dario Terzic tratta dal documentario "Il cerchio del ricordo" di Andrea Rossini.

La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui



martedì 5 novembre 2013

ELEZIONI IN KOSOVO: INTIMIDAZIONI E BASSA PARTECIPAZIONE

Reuters / Marko Djurica
Erano il primo appuntamento elettorale dopo gli accordi del 19 aprile tra Belgrado e Pristina e per questo erano attese come un test importante. Soprattutto al nord, dove i 40 mila serbi erano chiamati a eleggere i propri sindaci e a creare le basi dell'autonomia amministrativa. E' andata male. Caos, violenze e intimidazioni, e un'affluenza complessiva bassa hanno segnato le elezioni locali del 3 novembre. A Mitrovica nord, un gruppo di individui a volto coperto hanno fatto irruzione in un seggio devastandolo. Intimidazioni e insulti sono stati rivolti, in varie località, ai cittadini serbi che si recavano a votare. Ora, sul processo elettorale, quanto meno nei seggi teatro di violenze pesa l'eventualità che il voto venga annullato e che vengano convocate nuove elezoni.

L'Ue ha condannato gli incidenti di Mitrovica, che hanno interrotto un processo elettorale “altrimenti tenutosi ordinatamente nel resto del Kosovo”, come ha detto Maja Kocijancic, portavoce dell'Alto rappresentante per la Politica estera dell'UE, Catherine Ashton. “Ferma condanna” anche da parte del segretario generale dell'Alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen. La Kfor (il contingente Nato in Kosovo), ha reso noto di essere intervenuta prontamente a Mitrovica, in coordinamento con la missione civile europea Eulex, con i carabinieri dell'unità di intervento rapido. Per Rasmussen gli incidenti dimostrano la necessita' di mantenere per il momento le truppe dell'Alleanza sul territorio, dal momento che non si può permettere ai violenti di far “deragliare i progressi raggiunti” tra Belgrado e Pristina.

“Siamo tutti consapevoli dell'importanza della normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Pristina”, ha commentato a sua volta Tanja Miscevic, capo negoziatore serbo, condannando gli incidenti che, ha detto, “non sono un segno di sviluppo democratico”. In precedenza, più volte le autorità di Belgrado, pur chiedendo la rimozione di ogni simbolo ufficiale di Pristina nelle località a maggior
In Kosovo vivono 120mila serbi su una popolazione complessiva di 1,8 milioni, in stragrande maggioranza di etnia albanese. Un terzo della comunità serba vive nella zona a nord del fiume Ibar, dove è in maggioranza e condivide il controllo di una parte delle istituzioni locali. I più oltranzisti si rifiutano però di riconoscere l'autorità di Pristina e accusano Belgrado di aver aperto la porta, con gli accordi di aprile, al riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo. Ora tutti, compresa Belgrado, indicano i nazionalisti come responsabili di quanto successo domenica. Accuse respinte dagli attivisti che incolpano a loro volta il governo serbo di fomentare la tensione per nascondere la bassa affluenza alle urne.






giovedì 31 ottobre 2013

ELEZIONI IN KOSOVO: AUMENTA LA TENSIONE IN VISTA DEL VOTO DEL 3 NOVEMBRE

Di Marina Szikora
Il governo della Serbia in questi giorni ha chiesto all’Ue di reagire urgentemente e senza indugi per ostacolare le autorita’ di Priština a far fallire l’accordo di Bruxelles e mettere a repentaglio le elezioni locali. Secondo il governo serbo le autorita’ kosovare stanno negando a decine di migliaia di persone internamente dislocate di partecipare alle elezioni e le manipolazioni sarebbero visibili anche per il fatto che il numero di elettori registrati sarebbe maggiore al numero di abitanti in Kosovo. Belgrado si lamenta inoltre che ai rappresentanti del governo della Serbia viene vietato di visitare il Kosovo e che le “autorita’ temporanee del Kosovo” [come Belgrado definisce i vertici di Pristina, n.d.r.] stanno violando l’accordo di Bruxelles mettendo a repentaglio la regolarita’ e lo svolgimento delle elezioni locali.
In piu’, le minacce di arresto nei confronti dei membri del governo della Serbia, sempre secondo Belgrado, dimostrano che le autorita’ di Priština sono in funzione degli oppositori dell’Accordo di Bruxelles e delle elezioni locali. Il governo serbo denuncia anche la partecipazione dei premier della Turchia e dell’Albania nella campagna elettorale dei partiti albanesi in Kosovo. Il governo serbo avverte l’Ue che con questi comportamenti Priština sta creando alti rischi di sicurezza, intimidisce i serbi kosovari e lavora direttamente contro la stabilita’ della situazione.
Le reazioni di Belgrado riguardano anche quanto ultimamente avvenuto nel caso del ministro serbo per il Kosovo Aleksandar Vulin. La procura di Mitrovica ha infatti cheisto al Tribunale municipale di emettere un mandato di arresto nei confronti di Vulin, accusato di aver attraversato illegalmente il confine tra i due paesi lo scorso 17 ottobre, reato punibile ai sensi dell’articolo 146 del codice penale kosovaro. Secondo Vulin e Belgrado, le azioni della procura sono mirate a impedire la partecipazione dei serbi del nord del Kosovo alle elezioni del 3 novembre.

Il testo è tratto dalla trascrizione della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Suid Est andata inonda oggi a Radio Radicale.

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 31 ottobre.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.



Sommario della trasmissione

Albania: lo scontro politico tra la maggioranza e l'opposizione sulla legge finanziaria e i pesanti tagli di bilancio previsti dal governo.

Georgia: le elezioni presidenziali del 27 ottobre, la sconfitta e il futuro politico dell'ormai ex presidente Mikail Saakashvili.

Kosovo: le polemiche tra Belgrado e Pristina in vista delle elezioni locali del 3 novembre e la minaccia di boicottaggio da parte dei serbi; la missione civile europea Eulex, gli altissimi costi e gli scarsi risultati ottenuti, il suo possibile futuro; l'inizio dei negoziati per l'Accordo di stabilizzazione e associazione con l'Unione europea.

Serbia: la crisi diplomatica con la Turchia a causa delle dichiarazioni del premier Recep Tayyip Erdogan durante la sua visita a Prizren; il prossimo rapporto del Parlamento europeo.

In apertura un ricordo di Jovanka Broz, la vedova del maresciallo Tito recentemente scomparsa a 89 anni. Tra le segnalazioni: la conferenza internazionale "Diventare Europa" organizzata da Osservatorio Balcani e Caucaso a conclusione del progetto europeo "Racconta l'Europa all'Europa"; il progetto "Cercavamo la pace" promosso da Osservatorio Balcani e Caucaso; la raccolta fondi per consentire l'organizzazione del Balkan Florence Express.

La registrazione integrale della puntata, realizzata con la collaborazione dei corrispondenti Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale