sabato 24 settembre 2011

FINANCIAL MAFIJA

Alta finanza, mafie balcaniche e politici corrotti con lo sfondo delle guerre che insanguinarono la Jugoslavia negli anni Novanta. Come potrebbe dire Lucarelli, sembra un film, la trama di una spy story, invece è una storia vera, una storia intricata, di cui anche il più abile degli 007 farebbe fatica a tirare le fila.
Gaetano Veninata e Matteo Zola ci hanno provato e ne è venuta fuori un'inchiesta pubblicata sul numero di settembre di Narcomafie, il mensile del Gruppo Abele realizzato in collaborazione con l’associazione Libera, che racconta gli intrecci di politica, mafia e finanza attraverso l'Europa vecchia e nuova.

La storie che Veninata e Zola raccontano hanno come location i Balcani, terra dove tutto si fa intricato e ambiguo, e come protagonisti alcuni tra i personaggi di primo piano della politica europea degli ultimi vent'anni. C'è il padre-padrone dell'indipendenza croata Franjo Tudjman ed uno dei suoi successori, Ivo Sanader, ex-premier attualmente in carcere il cui nome rimanda allo scandalo del Gruppo Hypo il quale, a sua volta, e con le debite proporzioni, ricorda il cosiddetto “Russiagate” che tra il 1998 e il 1999 sconvolse la Russia di Eltsin facendo tremare le banche di mezzo mondo. Ci sono il defunto leader populista e xenofobo austriaco Jorg Haider e l'ex premier montenegrino Milo Djukanovic (attualmente presidente del partito di governo), sospettato di essere coinvolto in traffici illeciti e il cui fratello Aco è l'azionista di maggioranza della “Prva banka” la cui ricapitalizzazione è durata insolitamente tanto (circa un anno).Ci sono l'ex-presidente croato Stipe Mesic e l'ex-ministro degli Interni Tomislav Karamarko. E il potente uomo politico bavarese, Edmund Stoiber. E c'è anche Ramush Haradinaj, sotto processo all'Aja per crimini di guerra, un eroe per i kosovari albanesi, un criminale per i serbi, un avversario per l'attuale premier Thaci. E ci sono, naturalmente, i clan malavitosi: da quello degli Osmani, a quello del boss Darko Saric, a quello di Zemun. E i giornalisti che con coraggio cercano di dipanare e svelare tutti i nodi della matassa, come Demagoj Margetic, o quelli assassinati perché troppo curiosi come il direttore di "Nacional", Ivo Pukanic, il suo principale collaboratore Niko Franjic.
Riciclaggio, fondi neri, bilanci truccati, favori, complicità e collusioni, un intrico di affari e politica, sullo sfondo della crisi economica e della nazionalizzazione degli istituti di credito tramite fiumi di denaro pubblico. Vicende che legano la vecchia e le nuova Europa, dalla Mitteleuropa ai Balcani alla Russia, nate all'epoca delle guerre jugoslave e sviluppatesi oggi attraverso il tentativo di costruire una "seconda repubblica delle mafie".
Vicende che Veninata e Zola raccontano nel dossier di Narcomafie che vi consiglio caldamente di leggere (cercando la rivista in edicola, in libreria o scaricandola da Internet) con attenzione. E' una lettura agghiacciante e sconsolante, ma anche molto istruttiva e assolutamente necessaria a chi si occupa di queste aree del nostro vecchio e malandato continente.

Errata corrige
Tomislav Karamarko è tutt'ora il ministro degli Interni croato. Pochi giorni fa ha anche rinnovato la tessera di iscrizione all'Hdz e, secondo alcuni commentatori, potrebbe prenderne la leadership se l'attuale premier Jadranka Kosor dovesse uscire sconfitta dalle prossime elezioni, cosa vista come probabile da diversi analisti. Mi scuso per l'errore e ringrazio per la segnalazione Marina Szikora (che ha per altro collaborato all'inchiesta di Veninata e Zola).

Il sito di Narcomafie

Gaetano Veninata e Matteo Zola li trovate anche su
EaST JOURNAL

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