giovedì 27 ottobre 2011

IL PRESIDENTE CROATO JOSIPOVIĆ PRONTO AD UN ACCORDO CON LA SERBIA PER FAVORIRE LA PACIFICAZIONE

di Marina Szikora [*]
Oggi, il Parlamento croato si riunisce per l'ultima volta per concludere questa legislatura, dopo di che il capo dello stato potrà indire le elezioni. La data, si da ormai per scontato, dovrebbe essere quella del 4 dicembre, ma siamo già abbondantemente in campagna elettorale. Uno degli argomenti al centro dell'attenzione sulla scena politica croata e' l'appena approvata legge sulla nullità degli atti giuridici della Serbia relativi alla guerra patriottica. Lunedì, ospite del consueto “Caffè con il presidente”, la trasmissione mensile alla radio statale croata, il capo dello stato Ivo Josipović ha dichiarato di essere pronto a farsi carico dell'iniziativa per concludere un accordo bilaterale tra Croazia e Serbia, il quale, sia per ostacolare futuri persecuzioni infondate dei veterani croati, sia per far proseguire la collaborazione nei processi per crimini di guerra, che ritiene una soluzione preferibile e più utile per gli interessi croati rispetto all'appena approvata legge sulla nullità.

“Sono pronto a intraprendere questa iniziativa e mi appello al governo croato che lo si faccia insieme”, ha detto Josipović valutando che la legge sulla nullità è un danno per la Croazia perché non impedisce che i difensori croati vengano perseguiti su basi infondate. Va detto che il Parlamento croato, una settimana fa aveva approvato la contestata legge sulla nullità con un numero di voti maggiore di quelli di cui dispone la coalizione governativa. Al momento del voto però, l'opposizione era assente dall'aula. Alle critiche del presidente Josipović, la premier Jadranka Kosor ha replicato che la legge rispetta la costituzione e che protegge i veterani croati da processi infondate.

Il capo dello stato croato da parte sua ha annunciato che chiederà alla Corte costituzionale la valutazione sulla costituzionalità di una tale legge interpretandola come una protezione legale irreale dei difensori croati dalle accuse infondate. Josipović ha aggiunto che eventuali futuri atti di accusa saranno rischiosi sia per la Croazia che per i suoi cittadini accusati perché nel momento in cui passeranno il confine statale rischieranno di essere arrestati. Viene messa in questione, ha sottolineato Josipović, anche la buona collaborazione finora degli organi statali croati e serbi nei casi penali. Per quanto riguarda gli aspetti formali-giuridici, ha aggiunto il Presidente, la legge non è stata votata da 77 deputati, che è la maggioranza indispensabile per approvare una legge organica, come ritengo sia questa, perché introduce delle innovazioni nel nostro sistema legale, quali le competenze del ministro della giustizia a decidere sull'adeguamento di certi atti con l'ordinamento giuridico croato.

"Tutto questo si può fare solo in un modo, vale a dire raggiungendo con i paesi vicini, con la Serbia, un accordo in base al quale gli imputati vengano processati nel paese di residenza e che siano accordati i meccanismi di scambio di prove" ha detto Ivo Josipović ritenendo che dopo l'approvazione della legge in questione si avrà un blocco nei rapporti con la Serbia poiché "sono del tutto irreali le aspettative che, se noi ci comportiamo in questo modo, la Serbia non risponderà". Il presidente croato ha avvertito che non bisogna trascurare nemmeno il problema politico aggiuntivo che si vede nelle valutazioni dell'Ue la quale si chiede se una tale legge significa la rinuncia ad una politica in favore dello stato di diritto.

Per quanto riguarda la data delle prossime elezioni in Croazia, Josipović ha detto che il 4 dicembre, proposto dalla premier e dalla coalizione governativa per lui è una data accettabile e ha annunciato come possibile la sua decisione di indire le elezioni già domani, venerdì quando si attende che il Parlamento prenderà la decisione del scioglimento. Alla trasmissione della radio statale, interrogato come vede la Croazia nei prossimi quattro anni, il presidente ha risposto che "sarà di lotta perché bisogna lottare per una economia migliore e per una vita di qualità. Bisognerà essere pazienti ed avere la forza di raggiungere il progresso".

Tornando alla contestata nuova legge croata, il segretario di stato presso il ministero della giustizia serbo, Slobodan Homen, commentando la legge sulla nullità degli atti giuridici della Serbia relativi al periodo della Guerra per la Patria ha detto di valutarla come una parte della campagna politica prima delle elezioni in Croazia. Ha stabilito anche che la legge non è basata sul diritto internazionale. Secondo Homen, scrivono i media serbi, l'approvazione di una tale legge contribuisce a compromettere anni di sforzi e accordi effettuati per un più efficace perseguimento dei criminali di guerra. Homen è dell'opinione che questa legge non contribuisce alla riconciliazione con i Paesi vicini e ad affrontare il passato bensì aiuta i criminali a sfuggire alla responsabilità penale. "Non voglio entrare nei rapporti sulla scena politica croata, ma spero che nel futuro nuove forze politiche rivedano questo provvedimento e approvino una soluzione legislativa secondo i principi della giustizia e gli standard europei", ha detto il responsabile del ministero della giustizia serbo.

[*] Corrispondente di Radio Radicale. Il testo è tratto dalla corrispondenza per la puntata di oggi Passaggio a Sud Est.

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