La puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale
Argomenti della trasmissione
La Turchia, l'Europa e la questione di Cipro (con le opinioni di Emma Bonino, del deputato radicale Maurizio Turco e l'analisi di Carlo Frappi, ricercatore presso l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale e fondatore dell'Italian Center for Turkish Studies).
Kosovo: le nuove tensioni lungo il confine con la Serbia rilanciano la questione di cui si è parlato anche al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Mentre il quadro politico resta immutato, nei Balcani (e anche in Serbia) c'è chi riflette sui possibili sbocchi.
Bosnia Erzegovina: lo scontro tra le forze politiche che ad un anno dalle elezioni impedisce la formazione del governo centrale, rischi ora di far perdere i fondi europei mentre il paese è sull'orlo di una gravissima crisi.
Albania: definitivamente chiusa la storia infinita delle elezioni amministrative di maggio, la situazione politica è tutt'ora sotto l'esame dell'Osce.
Crimini di guerra: si è svolta a Belgrado la conferenza sul lavoro delle corti locali; collaborazione regionale, protezione di testimoni e collaboratori, trasferimento delle competenze del Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia i principali temi del confronto tra magistrati, avvovati, esperti e rappresentanti di o.n.g.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione dei corrispondenti Marina Szikora e Artur Nura è ascoltabile direttamente qui
oppure sul sito di Radio Radicale nella sezione delle Rubriche (scaricabile anche in Podcast).
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giovedì 22 settembre 2011
martedì 20 settembre 2011
CIPRO-NORD: L'UE PAGA LA SUA CODARDIA E LA SUA INCAPACITA' DI GOVERNO
Nonostante tutto Erdogan sta ancora lavorando per limitare i danni al suo paese e all'intera area e quindi all'Europa
Dichiarazione di Maurizio Turco, deputato radicale
"È paradossale dover leggere che la Grecia non starà ferma se la Turchia sposterà le sue navi a Cipro Nord. Proprio la Grecia che è riuscita a costruire un muro in un paese dell'Unione europea ed è prossima al fallimento economico.
La Grecia per anni ha posto il veto all'ingresso della Turchia alla quale da decenni si chiedono riforme su riforme per adeguarsi al diritto comunitario che è sempre quel diritto comunitario di cui i paesi già membri sono maestri di violazioni.
I greco ciprioti hanno preso in giro la Commissione europea infatti, dopo aver incassato l'ingresso nell'UE, anche con un voto parlamentare, hanno organizzato il voto contro il piano che avrebbe riunificato l'isola oggetto di un referendum concordato con turco ciprioti ed Unione europea. Insomma dei tre cartari patentati.
La Grecia e tutti gli altri paesi europei dovrebbero fare una sola cosa: indurre la Repubblica di Cipro a riconvocare entro 3 mesi i propri cittadini e ripetere il referendum per la riunificazione dell'isola. E nello stesso tempo pretendere dalla Turchia che entri subito nell'Unione europea, visto che avrebbe molte ragioni per non volerlo più fare.
Appena la settimana scorso, con un ordine del giorno, avevo invitato il Governo a farsi promotore in sede europea di queste iniziative per evitare una inevitabile escalation, peraltro già in corso. Il Governo intende aspettare ancora? Magari i primi colpi di "mortaio" venduti alla Repubblica di Cipro da chi e con quali mediazioni?".
L'intervista di Alessio Falconio a Maurizio Turco per Radio Radicale
Dichiarazione di Maurizio Turco, deputato radicale
"È paradossale dover leggere che la Grecia non starà ferma se la Turchia sposterà le sue navi a Cipro Nord. Proprio la Grecia che è riuscita a costruire un muro in un paese dell'Unione europea ed è prossima al fallimento economico.
La Grecia per anni ha posto il veto all'ingresso della Turchia alla quale da decenni si chiedono riforme su riforme per adeguarsi al diritto comunitario che è sempre quel diritto comunitario di cui i paesi già membri sono maestri di violazioni.
I greco ciprioti hanno preso in giro la Commissione europea infatti, dopo aver incassato l'ingresso nell'UE, anche con un voto parlamentare, hanno organizzato il voto contro il piano che avrebbe riunificato l'isola oggetto di un referendum concordato con turco ciprioti ed Unione europea. Insomma dei tre cartari patentati.
La Grecia e tutti gli altri paesi europei dovrebbero fare una sola cosa: indurre la Repubblica di Cipro a riconvocare entro 3 mesi i propri cittadini e ripetere il referendum per la riunificazione dell'isola. E nello stesso tempo pretendere dalla Turchia che entri subito nell'Unione europea, visto che avrebbe molte ragioni per non volerlo più fare.
Appena la settimana scorso, con un ordine del giorno, avevo invitato il Governo a farsi promotore in sede europea di queste iniziative per evitare una inevitabile escalation, peraltro già in corso. Il Governo intende aspettare ancora? Magari i primi colpi di "mortaio" venduti alla Repubblica di Cipro da chi e con quali mediazioni?".
L'intervista di Alessio Falconio a Maurizio Turco per Radio Radicale
domenica 25 aprile 2010
PASSAGGIO IN ONDA
La puntata di Passaggio a Sud Est in onda il 24 aprile alle 22,30 a Radio Radicale
L'apertura è dedicata al genocidio degli armeni di cui ricorre oggi il 95° anniversario: il 24 aprile del 1915, con la deportazione degli armeni di Istanbul, cominciava il Medz Yeghern, il "grande male", che sarebbe proseguito con le "marce della morte" e con i massacri perpetrati dall'esercito turco e dalle milizie curde. Una pagina tragica che pesa ancora oggi sul presente della Turchia, sul negoziato per l'adesione all'Unione Europea, sugli sforzi per la normalizzazione dei rapporti con l'Armenia e per la pacificazione del caicaso con la soluzione della questione del Nagorno Karabakh.
Il programma prosegue poi facendo il punto delle iniziative politico-diplomatiche per la preparazione della conferenza internazionale sui Balcani che si terrà il 2 giugno a Sarajevo, con in primo piano la questione della partecipazione del Kosovo del quale la Serbia non intende riconoscere l'indipendenza. Si continua con la situazione della Bosnia Erzegovina al centro dell'attenzione di Unione Europea e Stati Uniti e con la Macedonia che ha tra l'altro firmato alcuni accordi con l'Albania.
La seconda parte è interamente dedicata alle elezioni presidenziali del 18 aprile a Cipro Nord e alla vittoria del premier nazionalista Dervish Eroglu con le sintesi di due interviste ai parlamentari radicali Marco Perduca e Maurizio Turco, entrambi cittadini della Repubblica Turca di Cipro del Nord.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è riascoltabile direttamente qui
oppure scaricabile con il podcast dal sito di Radio Radicale
L'apertura è dedicata al genocidio degli armeni di cui ricorre oggi il 95° anniversario: il 24 aprile del 1915, con la deportazione degli armeni di Istanbul, cominciava il Medz Yeghern, il "grande male", che sarebbe proseguito con le "marce della morte" e con i massacri perpetrati dall'esercito turco e dalle milizie curde. Una pagina tragica che pesa ancora oggi sul presente della Turchia, sul negoziato per l'adesione all'Unione Europea, sugli sforzi per la normalizzazione dei rapporti con l'Armenia e per la pacificazione del caicaso con la soluzione della questione del Nagorno Karabakh.
Il programma prosegue poi facendo il punto delle iniziative politico-diplomatiche per la preparazione della conferenza internazionale sui Balcani che si terrà il 2 giugno a Sarajevo, con in primo piano la questione della partecipazione del Kosovo del quale la Serbia non intende riconoscere l'indipendenza. Si continua con la situazione della Bosnia Erzegovina al centro dell'attenzione di Unione Europea e Stati Uniti e con la Macedonia che ha tra l'altro firmato alcuni accordi con l'Albania.
La seconda parte è interamente dedicata alle elezioni presidenziali del 18 aprile a Cipro Nord e alla vittoria del premier nazionalista Dervish Eroglu con le sintesi di due interviste ai parlamentari radicali Marco Perduca e Maurizio Turco, entrambi cittadini della Repubblica Turca di Cipro del Nord.
La trasmissione, realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è riascoltabile direttamente qui
oppure scaricabile con il podcast dal sito di Radio Radicale
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sabato 24 aprile 2010
CIPRO NORD: E SE LA VITTORIA DEL NAZIONALISTA EROGLU FOSSE LA SVOLTA NECESSARIA?
Domenica 18 aprile Cipro Nord ha scelto il suo nuovo presidente. "Ha vinto il falco" hanno commentato molti organi di informazione annunciando la vittoria dell'attuale premier turco-cipriota, il nazionalista Dervish Eroglu, che non vede di buon occhio il negoziato per la riunificazione dell'isola portato avanti in questo ultimo anno e mezzo dal suo predecessore Mehmet Alì Talat dopo l'elezione a presidente della Repubblica di Cipro (la parte greco-cipriota dell'isola) di Dimitris Christofias. In effetti l'elezione di Eroglu, prevista da tempo da tutti i sondaggi, pone alcuni problemi perché il neo-presidente turco-cipriota non si oppone al proseguimento del negoziato con i greco-ciprioti, ma non vede la riunificazione come l'unico sbocco possibile e propone in alternativa la creazione di due stati in qualche modo federati. Questa ipotesi viene rifiutata dai greco-ciprioti e, ufficialmente, anche dalla comunità internazionale perché stabilirebbe definitivamente la divisione dell'isola determinata dall'intervento turco del 1974 e in seguito alla quale nacque poi la Repubblica Turca di Cirpo del Nord, entità statale riconosciuta solo da Ankara. Quella di Cipro rappresenta una delle questioni più complesse sul tavolo del negoziato per l'adesione delle Turchia all'Unione Europea ed è per questo che Bruxelles, in attesa di vedere quali saranno le prime mosse del neo-presidente turco-cipriota, ha invitato Eroglu a "proseguire in spirito costruttivo gli sforzi per un accordo ed una riunificazione". Sulla vittoria di Dervish Eroglu, il futuro del negoziato per la riunificazione, i diritti dei cittadini turco-ciprioti, l'atteggiamento dell'Unione Europea e le conseguenze sul negoziato di adesione della Turchia anche in relazione all'evoluzione della politica estera turca, segnalo una mia intervista in cui Marco Perduca, senatore radicale eletto nel Pd, analizza l'esito delle elezioni presidenziali a Cipro Nord.
Qui l'intervista a Marco Perduca per Radio Radicale
L'elezione di Dervish Eroglu alla presidenza di Cipro Nord è stata accolta con una preoccupazione appena celata dalle dichiarazioni ufficiali sia da Bruxelles che delle varie cancellerie europee. E secondo alcune voci nemmeno ad Ankara hanno gradito l'elezione del leader nazionalista temendo che un irrigidimento dei turco-ciprioti nel negoziato per la riunificazione dell'isola possa riflettersi negativamente sul negoziato di adesione della Turchia all'Ue. Ma se non fosse davvero così? Se l'elezione di Eroglu fosse la svolta per far finire l'isolamento di cui sono vittime i turco-ciprioti? La Rtcn, infatti, si trova al momento stretta nel gioco dei veti e degli embarghi incrociati tra Turchia e Repubblica di Cipro. E non bisogna nemmeno dimenticare che nel 2004, mentre i turco-ciprioti in un referendum approvarono a maggioranza il piano di riunificazione elaborato con la mediazione dell'allora segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, le autorità greco-cipriote, non appena avuta le certezza dell'ingresso nell'Ue, smentirono le promesse fatte a Bruxelles e fecero in modo che la maggioranza dei loro concittadini bocciassero il piano Annan (e di tradimento parlò apertamente l'allora commissario europeo all'Allargamento). Dopo di che Cipro (tutta l'isola di Cipro) entrò nell'Ue, ma i turco-ciprioti si sono venuti a trovare in un limbo: formalmente sono cittadini dell'Unione Europea, ma di fatto non possono accedere ai diritti che questo status garantirebbe loro in quanto appartenenti ad uno Stato che ufficialmente non esiste. La ripetizione del referendum sull'unificazione potrebbe essere allora la condizione per risolvere la divisione dell'isola garantendo l'effettiva parità fra tutti i suoi abitanti. Questa è l'opinione di Maurizio Turco, deputato radicale eletto nel Pd, secondo il quale l'atteggiamento più deciso di Eroglu rispetto al predecessore Talat, al contrario di quanto sembra pensare la maggioranza dei commentatori, potrebbe dare dare una svolta positiva al negoziato sul futuro di Cipro.
Qui l'intervista a Maurizio Turco per Radio Radicale
In una dichiarazione diffusa all'indomani delle elezioni presidenziali a Cirpo Nord e della vittoria di Dervish Eroglu, Perduca e Turco affermano che ora "occorre che la sufficienza con cui gli europei trattano i turco-ciprioti si confronti una volta per tutte con la pratica della democrazia nella Repubblica Turca di Cipro Nord confermata in occasione di queste contese elezioni". I due parlamentari radicali ricordano "agli europei che oggi si appellano al nuovo leader turco-cipriota affinché mantenga vivo il dialogo con la contro-parte che occorre praticare quanto si predica. La Commissione europea infatti, dopo aver fatto promesse di aiuti - anche economici - al nord, ha adottato un approccio burocratico verso la ricerca di una soluzione politica onnicomprensiva arrivando a dilazionare i contributi per il sostegno dello sviluppo della parte turca di Cipro". Quindi, "è sicuramente necessario tenere ingaggiate le due parti sulla piattaforma composta con anni di contatti sotto l'egida della Nazioni unite, ma occorre anche onorare gli sforzi e le dinamiche democratiche dei turco ciprioti cambiando radicalmente l'atteggiamento e mantenendo le promesse fatte quando si concesse a Nicosia di rappresentare tutta l'isola come nuovo stato membro dell'Unione Europea".
Ricordo che sia Marco Perduca che Maurizio Turco hanno chiesto e ottenuto nel 2007 la cittadinanza della Repubblica Turca di Cipro Nord.
Le interviste a Marco Perduca e Maurizio Turco sono disponibili per il podcast sul sito di Radio Radicale
Qui l'intervista a Marco Perduca per Radio Radicale
L'elezione di Dervish Eroglu alla presidenza di Cipro Nord è stata accolta con una preoccupazione appena celata dalle dichiarazioni ufficiali sia da Bruxelles che delle varie cancellerie europee. E secondo alcune voci nemmeno ad Ankara hanno gradito l'elezione del leader nazionalista temendo che un irrigidimento dei turco-ciprioti nel negoziato per la riunificazione dell'isola possa riflettersi negativamente sul negoziato di adesione della Turchia all'Ue. Ma se non fosse davvero così? Se l'elezione di Eroglu fosse la svolta per far finire l'isolamento di cui sono vittime i turco-ciprioti? La Rtcn, infatti, si trova al momento stretta nel gioco dei veti e degli embarghi incrociati tra Turchia e Repubblica di Cipro. E non bisogna nemmeno dimenticare che nel 2004, mentre i turco-ciprioti in un referendum approvarono a maggioranza il piano di riunificazione elaborato con la mediazione dell'allora segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, le autorità greco-cipriote, non appena avuta le certezza dell'ingresso nell'Ue, smentirono le promesse fatte a Bruxelles e fecero in modo che la maggioranza dei loro concittadini bocciassero il piano Annan (e di tradimento parlò apertamente l'allora commissario europeo all'Allargamento). Dopo di che Cipro (tutta l'isola di Cipro) entrò nell'Ue, ma i turco-ciprioti si sono venuti a trovare in un limbo: formalmente sono cittadini dell'Unione Europea, ma di fatto non possono accedere ai diritti che questo status garantirebbe loro in quanto appartenenti ad uno Stato che ufficialmente non esiste. La ripetizione del referendum sull'unificazione potrebbe essere allora la condizione per risolvere la divisione dell'isola garantendo l'effettiva parità fra tutti i suoi abitanti. Questa è l'opinione di Maurizio Turco, deputato radicale eletto nel Pd, secondo il quale l'atteggiamento più deciso di Eroglu rispetto al predecessore Talat, al contrario di quanto sembra pensare la maggioranza dei commentatori, potrebbe dare dare una svolta positiva al negoziato sul futuro di Cipro.
Qui l'intervista a Maurizio Turco per Radio Radicale
In una dichiarazione diffusa all'indomani delle elezioni presidenziali a Cirpo Nord e della vittoria di Dervish Eroglu, Perduca e Turco affermano che ora "occorre che la sufficienza con cui gli europei trattano i turco-ciprioti si confronti una volta per tutte con la pratica della democrazia nella Repubblica Turca di Cipro Nord confermata in occasione di queste contese elezioni". I due parlamentari radicali ricordano "agli europei che oggi si appellano al nuovo leader turco-cipriota affinché mantenga vivo il dialogo con la contro-parte che occorre praticare quanto si predica. La Commissione europea infatti, dopo aver fatto promesse di aiuti - anche economici - al nord, ha adottato un approccio burocratico verso la ricerca di una soluzione politica onnicomprensiva arrivando a dilazionare i contributi per il sostegno dello sviluppo della parte turca di Cipro". Quindi, "è sicuramente necessario tenere ingaggiate le due parti sulla piattaforma composta con anni di contatti sotto l'egida della Nazioni unite, ma occorre anche onorare gli sforzi e le dinamiche democratiche dei turco ciprioti cambiando radicalmente l'atteggiamento e mantenendo le promesse fatte quando si concesse a Nicosia di rappresentare tutta l'isola come nuovo stato membro dell'Unione Europea".
Ricordo che sia Marco Perduca che Maurizio Turco hanno chiesto e ottenuto nel 2007 la cittadinanza della Repubblica Turca di Cipro Nord.
Le interviste a Marco Perduca e Maurizio Turco sono disponibili per il podcast sul sito di Radio Radicale
venerdì 19 febbraio 2010
CIPRO NORD, I RADICALI: BENE LA MEDIAZIONE DELL'ITALIA. ROMA CONCEDA UNO STATUS COME QUELLO DI TAIWAN
"Esiste una finestra di opportunità" per un accordo di riunificazione di Cipro "che non va persa". Lo ha detto tre giorni fa il presidente della repubblica di Cipro Nord Mehmet Ali Talat, nel corso di una conferenza svoltasi presso l'Istituto Affari Internazionali (Iai), a Roma. Talat ha ricordato che il 18 aprile si terrano le elezioni presidenziali a Cipro Nord e che in vista di quella data è necessaria una soluzione per l'isola divisa in due dal 1974. I negoziati tra greco-ciprioti e turco-ciprioti in corso dalla fine del 2008 nelle ultime settimane si sono intensificati, ma se entro aprile non si giungerà a un accordo la finestra di opportunità verrà fortemente limitata e anche dovesse essere rieletto, ha detto Talat, "non potrò negoziare all'infinito, si arriverà comunque a una stagnazione". Il fatto è che Talat ha bisogno di chiudere un accordo accettabile da spendere in campaga elettorale per cercare di battere i nazionalisti che hanno già vinto le politiche dello scorso anno ed è favorita nei sondaggi. E' però vero che la destra che guida l'attuale governo è meno disposta a cercare un compromesso per la riunificazione. Per questo Talat chiede "l'aiuto della comunità internazionale, perché una soluzione è nell'interesse di tutti".
Spiegando i passi avanti fatti finora nell'ambito dei negoziati con il presidente greco-cipriota Dimitris Christofias, Talat ha spiegato che su questioni come governance e condivisione del potere, economia e affari Ue, l'intesa è quasi raggiunta, anche se ha ammesso che su questioni cruciali come la restituzione delle proprietà ai profughi e la presenza delle truppe turche sull'isola molto resta amcora da fare. Quello delle proprietà resta il capitolo più difficile condiziona tutti gli altri. I greco-ciprioti chiedono la completa restituzione degli immobili di cui erano proprietari nel nord prima dell'intervento militare turco nel 1974 e portano a loro sostegno alcune sentenze internazionali. "Queste sentenze influenzano negativamente i negoziati, perché sono del tutto discriminatorie per i turco-ciprioti", ha detto Talat secondo il quale "queste sono questioni che non si decidono con le sentenze". Ma sia la Corte europea per i diritti dell'uomo che alcuni tribunali britannici hanno più volte affermato la legittimità delle sentenze pronunciate a Cipro Sud a favore della restituzione delle terre ai greco-ciprioti. Talat sostiene però che quelle sentenze ignorano il fatto che i tribunali del sud non prendono in esame le richieste dei turco-ciprioti ritenendo che esse potranno essere prese in considerazione solo dopo la riunificazione.
Talat respinge l'ipotesi che Cipro possa essere definitivamente divisa in due stati, entrambi riconosciuti a livello internazionale, perché mentre "per l'opinione pubblica del nord è un'ipotesi possibile, i cittadini del sud non lo accetterebbero mai". Il presidente di Cipro Nord si è detto comunque ottimista sulla possibilita' di giungere a una soluzione in tempo utile, "perche' i fattori internazionali sono tutti a favore", anche se "bisogna lavorare duro" ed "essere disposti al compromesso, perche' nessuna delle due parti può avere tutto". Per questo, a suo giudizio, "serve una leadership forte per difendere il compromesso dalle forze contrarie, tra cui anche alcuni esponenti del mio governo". Talat ha annunciato l'intenzione di chiedere aiuto all'Italia "che puo' agire come un attore imparziale". Secondo Talat, nell'ambito dell'Unione Europea, "Paesi come Italia e Germania, che hanno anche ottimi rapporti con Turchia e Grecia, possono giocare un ruolo importante" per arrivare ad una soluzione accettabile, ma ha precisato che per il successo dei negoziati serve "un'azione congiunta" nell'ambito dell'Ue.
L'intenzione di Talat di chiedere la mediazione italiana ha suscitato una reazione positiva da parte dei parlamentari Radicali Marco Perduca e Maurizio Turco secondo i quali "un primo segnale che la Farnesina potrebbe dare sarebbe quello di riconoscere alla rappresentanza della Repubblica Turca di Cipro Nord uno status come quello che da anni viene garantito a Taiwan". Per gli esponenti Radicali, il riconoscimento di tale status sarebbe "un gesto concreto a sostegno di chi da anni ha intrapreso il cammino del dialogo per garantire i diritti civili e politici della comunita' turco-cipriota su basi politiche e di pieno rispetto delle recenti decisioni delle Nazioni unite". Ricordo che da qualche hanno sia Turco che Perduca sono in possesso della cittadinanza turco-cipriota.
Spiegando i passi avanti fatti finora nell'ambito dei negoziati con il presidente greco-cipriota Dimitris Christofias, Talat ha spiegato che su questioni come governance e condivisione del potere, economia e affari Ue, l'intesa è quasi raggiunta, anche se ha ammesso che su questioni cruciali come la restituzione delle proprietà ai profughi e la presenza delle truppe turche sull'isola molto resta amcora da fare. Quello delle proprietà resta il capitolo più difficile condiziona tutti gli altri. I greco-ciprioti chiedono la completa restituzione degli immobili di cui erano proprietari nel nord prima dell'intervento militare turco nel 1974 e portano a loro sostegno alcune sentenze internazionali. "Queste sentenze influenzano negativamente i negoziati, perché sono del tutto discriminatorie per i turco-ciprioti", ha detto Talat secondo il quale "queste sono questioni che non si decidono con le sentenze". Ma sia la Corte europea per i diritti dell'uomo che alcuni tribunali britannici hanno più volte affermato la legittimità delle sentenze pronunciate a Cipro Sud a favore della restituzione delle terre ai greco-ciprioti. Talat sostiene però che quelle sentenze ignorano il fatto che i tribunali del sud non prendono in esame le richieste dei turco-ciprioti ritenendo che esse potranno essere prese in considerazione solo dopo la riunificazione.
Talat respinge l'ipotesi che Cipro possa essere definitivamente divisa in due stati, entrambi riconosciuti a livello internazionale, perché mentre "per l'opinione pubblica del nord è un'ipotesi possibile, i cittadini del sud non lo accetterebbero mai". Il presidente di Cipro Nord si è detto comunque ottimista sulla possibilita' di giungere a una soluzione in tempo utile, "perche' i fattori internazionali sono tutti a favore", anche se "bisogna lavorare duro" ed "essere disposti al compromesso, perche' nessuna delle due parti può avere tutto". Per questo, a suo giudizio, "serve una leadership forte per difendere il compromesso dalle forze contrarie, tra cui anche alcuni esponenti del mio governo". Talat ha annunciato l'intenzione di chiedere aiuto all'Italia "che puo' agire come un attore imparziale". Secondo Talat, nell'ambito dell'Unione Europea, "Paesi come Italia e Germania, che hanno anche ottimi rapporti con Turchia e Grecia, possono giocare un ruolo importante" per arrivare ad una soluzione accettabile, ma ha precisato che per il successo dei negoziati serve "un'azione congiunta" nell'ambito dell'Ue.
L'intenzione di Talat di chiedere la mediazione italiana ha suscitato una reazione positiva da parte dei parlamentari Radicali Marco Perduca e Maurizio Turco secondo i quali "un primo segnale che la Farnesina potrebbe dare sarebbe quello di riconoscere alla rappresentanza della Repubblica Turca di Cipro Nord uno status come quello che da anni viene garantito a Taiwan". Per gli esponenti Radicali, il riconoscimento di tale status sarebbe "un gesto concreto a sostegno di chi da anni ha intrapreso il cammino del dialogo per garantire i diritti civili e politici della comunita' turco-cipriota su basi politiche e di pieno rispetto delle recenti decisioni delle Nazioni unite". Ricordo che da qualche hanno sia Turco che Perduca sono in possesso della cittadinanza turco-cipriota.
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