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martedì 18 ottobre 2011

MAFIA, POLITICA E FINANZA NEI BALCANI

Alta finanza, mafie e politica sullo sfondo dell'area balcanica ed ex jugoslava. E' lo scenario nel quale si intreccia una trama che lega banche, criminalità organizzata e politici corrotti, che affonda le sue radici nei conflitti degli anni '90 e attraversa la vecchia e la nuova Europa, ruotando in particolare attorno alla Croazia e a parte della sua classe politica, coinvolgendo la Carinzia di Jorg Haider e l'uomo forte della Baviera, il democristiano Edmund Stoiber. E' una realtà complessa e intricata, che diversi giornalisti, in particolare Demagoj Margertic, sfidando censure, minacce e in alcuni casi pagando con la vita (come nel caso di Ivo Pukanic e Niko Franjic) hanno cercato di mettere insieme, rivelando intrecci e coperture. In Italia questa storia fatta di cento storie legate tra loro, è stata raccontata in un'inchiesta pubblicata su Narcomafie e che ho segnalato in un post precedente.
Gli autori sono Gaetano Veninata e Matteo Zola, giornalisti e blogger, che ho intervistato per Radio Radicale.

L'intervista la potete ascoltare direttamente qui



Gaetano Veninata e Matteo Zola curano, con altri, il blog Eastjournal.net

sabato 20 febbraio 2010

LA MAFIA SERBA E IL TRAFFICO DI COCAINA

Comprare cocaina in Sud America direttamente dai cartelli produttori, occuparsi del trasferimento in Europa e rivenderla alle organizzazioni che ne controllano il commercio nel Vecchio Continente: un'agenzia di servizi organizzata, efficiente che si assume buona parte dei rischi ed offre così prezzi competitivi. E' questo modo che le organizzazioni criminali serbe stanno acquisendo un ruolo sempre più importante nel traffico internazionale di droga, insieme a quelle montenegrine. Ma mentre in Serbia è emersa progressivamente la volontà politica di combattere le organizzazioni criminali, anche con strumenti legislativi e procedurali (come per esempio la legge sulla confisca dei beni mafiosi studiata in collaborazione con l'Italia e che sta dando i primi risultati concreti), la situazione del Montenegro resta ancora opaca, mentre la collaborazione delle autorità resta scarsa. Le indagini su uno scandalo scoppiato di recente su un traffico di stupefacenti stanno scuotendo pesantemente il sistema istituzionale montenegrino, in primo luogo polizia e sistema finanziario, mettendo a rischio la credibilità dello Stato.

Sull'argomento segnalo un'intervista che ho fatto a Cecilia Ferrara, corrispondente di Osservatorio Balcani e Caucaso da Belgrado, nella quale traccia una mappa della criminalità organizzata serba e montenegrina e della sua evoluzione dagli anni delle guerre jugoslave, del potere di Milosevic e del famigerato comandante Arkan, ai primi anni dopo la caduta della dittatura, con il predominio del "clan di Zemun" e l'assassinio del premier democratico Zoran Djindjic, fino alla realtà attuale fatta di una galassia di gruppi strutturati come una holding criminale in ascesa nel mercato illegale della cocaina. L'intervista è è andata in onda in diretta nel Notiziario Antiproibizionista di Radio Radicale del 15 febbraio 2010.

Ascolta l'intervista a Cecilia Ferrara