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giovedì 15 maggio 2014

"QUI TIRANA": LA CORRISPONDENZA DI ARTUR NURA

Gli argomenti della corrispondenza di Artur Nura per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale

Albania
La casuale scoperta di un presunto traffico di droga tra Albania e Italia provoca l'ennesimo durissimo attacco dell'opposizione di centro-destra che accusa il governo di centro-sinistra di complicità con i cartelli del narcotraffico, ma fa anche discutere giornali e televisioni di politica delle droghe e dell'ipotesi della loro legalizzazione.

Macedonia/Fyrom
Dopo la vittoria alle recenti elezioni, il presidente Giorgi Ivanov ha prestato il giuramento per il suo secondo mandato e ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla situazione del paese e sull'atteggiamento delle forze politiche.

Kosovo
Mentre si prepara la campagna elettorale per le elezioni parlamentari anticipate di giugno, il movimento nazionalista Vetevendosje (Autodeterminazione) accusa il premier Hashim Thaci di aver utilizzato soldi pubblici per la sua propaganda politica.

domenica 14 aprile 2013

LA CRIMINALITA' ORGANIZZATA NELL'EUROPA SUD ORIENTALE

Il processo di globalizzazione ha favorito gli scambi e le relazioni politiche, economiche e culturali, ma l'apertura delle frontiere e l'abolizione dei vincoli doganali ha purtroppo anche favorito i traffici illeciti e l'internazionalizzazione delle organizzazioni criminali. Il dottor Paolo Sartori, direttore del coordinamento operativo per l'Europa orientale e sud orientale della Criminalpol, nell'intervista per Radio Radicale spiega le caratteristiche delle organizzazioni criminali che operano in questa parte del continente, quali traffici gestiscono, che rapporti hanno con le mafie italiane. I traffici di droga e di esseri umani continuano ad rappresentare voci fondamentali nei bilanci delle imprese criminali che realizzano anche profitti nell'ambito della prostituzione, del gioco d'azzardo e della criminalità informatica. Se i Paesi arrivati recentemente alla democrazia, per una serie di carenze legislative e operative, sono in molti casi ancora vulnerabili alla diffusione delle attività criminali, i tanti cambiamenti positivi registrati in questa parte dell'Europa nell'ultimo decennio hanno fatto crescere il coordinamento transnazionale dell'attività di contrasto grazie anche al processo di integrazione europea.



giovedì 8 marzo 2012

DROGA: IL NUOVO GOVERNO CROATO APRE AD UNA POLITICA MENO REPRESSIVA


di Marina Szikora [*]
L'uso di stupefacenti in Croazia non sara' piu' un crimine, bensi' un delitto. La conferma giunge dal profilo ufficiale Facebook e Twitter del Governo croato. Il neo governo afferma quindi di aver seguito da lungo tempo i commenti e concorda che una condanna di tre mesi e' sufficiente perche' la societa' possa esprimere l'opinione che il consumo di stupefacenti e' inaccettabile. Il neo ministro della giustizia Orsat Miljenić ha dichiarato per il quotidiano di Fiume 'Novi list' che secondo il suo parere per il possesso di droghe ad uso personale e' sufficiente la responsabilita' di delitto. Ha aggiunto che la massima pena e' quella di tre mesi di reclusione prevista dalla Legge contro l'abuso di droghe ed e' sufficiente perche' la societa' possa esprimere la posizione relativa all'inaccettabilita' del consumo di droghe. Il ministro ritiene anche che la pena e' proporzionale alla gravita' dell'atto e che sia piu' adatta rispetto alla responsabilita' criminale poiche' non ha un carattere stigmatico e non conduce all'iscrizione dei tossicodipendenti o consumatori temporanei nel registro di crimini che successivamente puo' danneggiare la loro inclusione nella societa'. Questa posizione, secondo il ministro della giustizia croata, significherebbe anche il risparmio di soldi poiche' per il possesso di droghe vengono condotti molti processi penali e una gran percentuale della popolazione carceraria sono proprio i tossicodipendenti. Inoltre, il Ministero ritiene che le persone che fanno uso personale di droghe non minacciano altre persone quindi non sono ragione di sanzioni criminali.
[*] Corrispondente di Radio Radicale. Il testo è tratto dalla puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi

Errata corrige: abbiamo corretto la frase "la massima pena e' quella di tre mesi di reclusione prevista dalla Legge contro l'abuso di droghe ed e' sufficiente". Inizialmente avevamo scritto "tre anni" che era evidentemente sbagliato. Ci scusiamo dell'errore.

sabato 20 febbraio 2010

LA MAFIA SERBA E IL TRAFFICO DI COCAINA

Comprare cocaina in Sud America direttamente dai cartelli produttori, occuparsi del trasferimento in Europa e rivenderla alle organizzazioni che ne controllano il commercio nel Vecchio Continente: un'agenzia di servizi organizzata, efficiente che si assume buona parte dei rischi ed offre così prezzi competitivi. E' questo modo che le organizzazioni criminali serbe stanno acquisendo un ruolo sempre più importante nel traffico internazionale di droga, insieme a quelle montenegrine. Ma mentre in Serbia è emersa progressivamente la volontà politica di combattere le organizzazioni criminali, anche con strumenti legislativi e procedurali (come per esempio la legge sulla confisca dei beni mafiosi studiata in collaborazione con l'Italia e che sta dando i primi risultati concreti), la situazione del Montenegro resta ancora opaca, mentre la collaborazione delle autorità resta scarsa. Le indagini su uno scandalo scoppiato di recente su un traffico di stupefacenti stanno scuotendo pesantemente il sistema istituzionale montenegrino, in primo luogo polizia e sistema finanziario, mettendo a rischio la credibilità dello Stato.

Sull'argomento segnalo un'intervista che ho fatto a Cecilia Ferrara, corrispondente di Osservatorio Balcani e Caucaso da Belgrado, nella quale traccia una mappa della criminalità organizzata serba e montenegrina e della sua evoluzione dagli anni delle guerre jugoslave, del potere di Milosevic e del famigerato comandante Arkan, ai primi anni dopo la caduta della dittatura, con il predominio del "clan di Zemun" e l'assassinio del premier democratico Zoran Djindjic, fino alla realtà attuale fatta di una galassia di gruppi strutturati come una holding criminale in ascesa nel mercato illegale della cocaina. L'intervista è è andata in onda in diretta nel Notiziario Antiproibizionista di Radio Radicale del 15 febbraio 2010.

Ascolta l'intervista a Cecilia Ferrara