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giovedì 22 maggio 2014

LA SLOVENIA VERSO LE ELEZIONI ANTICIPATE, ALENKA BRATUŠEK ANNUNCIA UN SUO PARTITO

Alenka Bratusek
Di Marina Szikora
Ultime notizie dalla Slovenia parlano dell’annuncio da parte della premier dimissionaria, Alenka Bratušek, di voler formare un suo nuovo partito di orientamento social-liberale e questo partito si presenterebbe alle elezioni parlamentari anticipate attese per questa estate. C’e’ da dire che con tutta probabilita’, le elezioni anticipate in Slovenia si terranno a luglio e la prima data utile sarebbe il 13 luglio. Questo e’ quanto emerge dalle consultazioni che il presidente sloveno Borut Pahor ha avuto ultimamente con i lider politici. Pahor ha riconfermato che non nominera’ un premier designato da proporre al Parlamento per aprire cosi’ la strada alle elezioni anticipate. Secondo i media sloveni, tutti i partiti, quindi Lista civica (DI), il Partito dei pensionati (Desus), il Partito popolare (Sls) e la Nuova Slovenia (Nsi), che sono i partner di coalizione della Slovenia Positiva nel governo attuale, sono favorevoli all’avvio delle consultazioni nella prima data possibile. L’unico contrario, che non vuole accelerare i tempi per le elezioni e’ il Partito democratico di Janez Janša, il partito in opposizione a cui si associa anche il movimento extraparlamentare “Solidarieta’”.

Tornando alla premier dimissionaria, Alenka Bratušek che annuncia’ l’intenzione di formare un nuovo partito, sulla sua pagina Internet ultimamente ha scritto: “insieme abbiamo dimostrato che sappiamo governare il paese, e questo ci da la credibilita’ di poter nuovamente chiedere ai cittadini di dare fiducia alla politica che ha guidato il paese fuori dalla crisi”. Bratušek ha aggiunto che “le sue dimissioni sono state conseguenza di una politica di principi” perche’ anticipatamente aveva detto in quali condizioni puo’ agire e in quali no. Il futuro partito di orientamento social-liberale, secondo Bratušek, dovrebbe condurre una politica razionale e di valori europei. Ma i principali media sloveni avvertono che la formazione di un altro partito del centro sinistra prima delle elezioni parlamentari anticipate, a causa della frantumazione delle scena politica di sinistra, aumenta le possibilita’ della destra che comunque, secondo i sondaggi preelettorali sarebbe gia’ in testa. Ma si specula anche che i partiti del centro liberale potrebbero presto collegarsi. Si specula che in una eventuale coalizione di cui la Bratušek vorrebbe diventare un forte personaggio politico, potrebbe trovarsi anche il presidente della Lista civica (DL) Gregor Virant, ministro degli interni del governo Bratušek. Al partito di Virant, i sondaggi non prevedono di entrare in parlamento se alle prossime elezioni si presentera’ autonomamente.

Il testo è tratto dalla trascrizione della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale.

giovedì 8 maggio 2014

SLOVENIA: CON LE DIMISSIONI DELLA PREMIER ALENKA BRATUŠEK APERTA FORMALMENTE LA CRISI DI GOVERNO

Alenka Bratusek (Foto Srdjan Zivulovic/Reuters)
Di Marina Szikora
A dieci anni dalla grande ondata dell’allargamento dell’Unione Europea ai paesi dell’Europa dell’est, la Slovenia che all’epoca era tra i paesi di maggiore successo nel processo di integrazione, oggi affronta una seria crisi politica. Ormai e’ chiaro, il governo di Alenka Bratušek non regge piu’. Il primo ministro lunedi’ ha rassegnato le sue dimissioni nella mani del presidente della Repubblica, Borut Pahor. Questo il risultato delle consultazioni che la Bratušek ha avuto con i leader dei partiti della coalizione governativa: Igor Lukšić del Partito socialdemocratico (Sd), Gregor Virant della Lista dei cittadini (DI) e Karl Erjavec del Partito dei pensionati (DeSus). Bratušek ha affermato che per il bene della Slovenia e’ meglio andare alle elezioni anticipate prima della pausa estiva.

Come abbiamo spiegato nella precedente trasmissione, tutto e’ dovuto al congresso straordinario del partito Slovenia Positiva che ha segnato la fine della leadership della Bratušek e l’ascesa del controverso sindaco di Ljubljana, Zoran Janković, fondatore di questa formazione politica. C’e’ da dire che un anno fa Janković aveva dovuto lasciare la guida del partito perche’ accusato di corruzione. Proprio a causa delle divergenze all’interno di Slovenia Positiva, adesso e’ messo a repentaglio il processo di stabilizzazione economica cosi’ difficilmente avviato. Prima dell'apertura formale della crisi, i tre partner della coalizione di governo avevano annunciato che non avrebbero più continuato la collaborazione con Slovenia Positiva se Janković ne fosse diventato presidente a causa delle accuse di corruzione.

Anche se Alenka Bratušek ha incontrato non poche difficolta’ ad attuare le necessarie riforme, almeno con la grande riforma del settore bancario e’ riuscita a ricuperare la fiducia internazionale nella Slovenia e in tal modo diminuire le spese del finanziamento dello stato. Precedentemente alla decisione della premier di dimettersi, il presidente Borut Pahor, intervenendo sulla situazione nel Paese, aveva detto che sarebbe stato meglio andare alle elezioni anticipate se il governo non fosse stato più in grado di adottare le misure necessarie per migliorare la situazione economico e sociale del Paese. Secondo Pahor la chiave per risolvere la crisi politica e’ nelle mani del governo ma i cittadini si aspettano che l’esecutivo decida tempestivamente se continuare a lavorare o meno. Che il governo possa andare avanti ha senso soltanto se insieme alla maggioranza parlamentare sono in grado di adottare le misure indispensabili per migliorare la situazione economica e sociale del paese, aveva affermato il capo dello stato sloveno. Ritenendo che la situazione sia tale da indire le elezioni anticipate, Pahor ha promesso di fare tutto il possibile affinche’ il voto si svolga al piu’ presto. Il voto anticipato, secondo il presidente, sarebbe un male minore rispetto ad un prolungato periodo di incertezza e limitata possibilita’ di attuare le firme.
Infine, negli sforzi per superare l’incertezza politica, il capo dello stato si e’ detto obbligato ad assumersi la responsabilita’ consegnatagli dalla Costituzione e ha promesso di fare del suo meglio per unire la nazione e calmare le divergenze sulle questioni che stanno polarizzando il paese.

A decisione presa, Bratušek ha valutato che il voto anticipato si potrebbe svolgere prima di luglio, la prima data possibile sarebbe il 22 giugno ma la decisione definitiva spetta al parlamento. Secondo Bratušek la situazione politica non dovrebbe essere ragione di panico proprio perche’ il suo governo ha stabilizzato le finanze pubbliche e, come detto dalla premier dimissionaria, anche le prospettive economiche sono migliori rispetto a quelle precedenti. Il ministro degli Interni e leader della Lista dei cittadini, Gregor Virant, ha affermato che e’ importante che la Slovenia vada alle elezioni il piu’ presto possibile. Si e’ detto orgoglioso del lavoro svolto dalla polizia nella lotta contro la corruzione. Secondo Virant, forse questo e’ uno dei motivi per cui questo governo e’ stato fatto cadere: “Posso solo sperare che il popolo non consegni il paese a persone indagate dalla polizia”, ha detto Virant.

Il testo è tratto dalla trascrizione della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale

giovedì 1 maggio 2014

E’ CRISI POLITICA IN SLOVENIA

La premier slovena Alenka Bratusek
Di Marina Szikora
E’ crisi politica in Slovenia dopo che il sindaco della capitale Ljubljana, Zoran Janković ha sconfitto l’attuale premier slovena Alenka Bratušek nella battaglia per la presidenza del partito Slovenia positiva (PS). Questa specie di terremoto politico potrebbe condurre alla crisi del governo e alle elezioni anticipate, valutano i media sloveni a seguito della vittoria di Janković il quale torna alla guida del partito che lui stesso aveva fondato. Subito dopo il congresso della Slovenia positiva al quale Bratušek ha perso il suo primato, dalla Lista civica (DL), il partito del ministro degli interni Gregor Virant che attualmente fa parte della coalizione governativa e garantisce la maggioranza in Parlamento, e’ arrivata la dichiarazione che non si vedono piu’ le condizioni per il proseguimento del lavoro dell’esecutivo di coalizione. “Con l’elezione di Janković scompaiono le condizioni per le attivita’ della coalizione e noi ci aspettiamo che inizino subito i colloqui sulla data delle elezioni anticipate” e’ stato comunicato dal partito di Virant. A causa dell’influenza che Janković potrebbe avere sul governo dopo aver rafforzato il suo ruolo nel partito che per un anno e’ stato guidato dalla premier Bratušek, la loro prospettiva di restare nel governo non la vedono nemmeno i socialdemocratici (SD) come nemmeno il Partito democratico dei pensionati, osservano i media sloveni.

Janković, da parte sua, dopo aver vinto la sfida con Bratušek ha detto che “e’ possibile e sarebbe giusto che si continui ad avere la presidente del governo perche’ ha svolto bene il suo incarico” e ha invitato la premier Bratušek di non rinunciare al suo ruolo di premier come lei stessa aveva preannunciato se il congresso non la appoggiasse come presidente del partito. Janković ha affermato che sara’ presidente del partito fino al prossimo congresso e ha invitato “all’unita’” aggiungendo che sotto la sua leadership vorrebbe che la Slovenia positiva incoraggiasse il governo Bratušek ad attuare il programma di coalizione. Prima del voto, rivolgendosi ai membri del congresso, Janković si e’ augurato che il governo di Alenka Bratušek rimanga fino alle elezioni parlamentari previste per l’autunno dell’anno prossimo ma che esso necessita di ristrutturazione e che bisogna effettuare i progetti economici ed infrastrutturali che possano soddisfare i cittadini e gli elettori.

Secondo il quotidiano di Ljubljana ‘Delo’ diventa questione cruciale chi nei prossimi mesi condurra’ il paese e se questa paralisi politica temporanea fara’ tornare la Slovenia tra i malati piu’ gravi in Europa. ‘Delo’ ricorda che l’attuale governo ha parzialmente tirato fuori il paese dalla crisi rispetto alla situazione di un anno fa. Gli analisti politici addossano la responsabilita’ per la crisi politica a Zoran Janković, sindaco di Ljubljana con grandi ambizioni politiche e fondatore carismatico di Slovenia positiva ma anche all’uomo dietro al quale si trascinano gli scandali di corruzione e processi giuridici. “Janković non ha mai capito pienamente le regole del gioco politico statale e adesso a meta’ mandato ha spezzato il proprio partito ed il governo” scrive ‘Delo’.

Il testo è tratto dalla trascrizione della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 1° maggio a Radio Radicale

mercoledì 27 marzo 2013

NUOVO GOVERNO IN SLOVENIA: UNA DONNA PREMIER PER LA PRIMA VOLTA

Intervista a Stefano Lusa di Radio Capodistria

La Slovenia ha un nuovo governo: il 20 marzo il parlamento di Lubiana ha votato la fiducia all'esecutivo di centro-sinistra guidato da Alenka Bratusek, 47 anni, economista, importante esponente di "Slovenia positiva", primo premier donna nella storia del Paese. Il suo è anche il governo più giovane: l'età media dei ministri è infatti di 45 anni. E, inoltre, per la prima volta, il ministro per gli sloveni all'estero è una rappresentante della minoranza italiana, Tina Komel, che ha fatto della sua appartenenza un punto di forza, sostenendo che proprio questo le consentirà di meglio comprendere i problemi di tutti gli sloveni, là dove sono minoranza.
La nuova maggioranza, formata da Slovenia Positiva, Lista Civica, socialdemocratici e Partito dei pensionati, comprende alcune formazioni che sostenevano il precedente esecutivo di centro-destra presieduto da Janez Jansa, costretto alla dimissioni nel mese di febbraio.
Bratusek si è data un anno di tempo prima di tornare a verificare la fiducia in Parlamento. Si tratta di vedere se in questo periodo riuscirà ad affrontare la grave crisi economica, facendo ripartire l'economia, garantendo la stabilità del sistema finanziario e scongiurando il rischio di una richiesta di aiuti internazionali, anche rivedendo la politiche di austerità già adottate da Jansa. 
Di questo ho parlato con Stefano Lusa, caporedattore del programma informativo di Radio Capodistria nell'intervista per Radio Radicale che potete asoltare direttamente qui





giovedì 21 marzo 2013

SLOVENIA: VIA LIBERA DEL PARLAMENTO AL GOVERNO BRATUSEK


Ieri sera il Parlamento di Lubiana ha dato via libera al nuovo governo guidato da Alenka Bratusek: il nuovo esecutivo, di centro-sinistra, prende il posto di quello di centro-destra di Janez Jansa sfiduciato lo scorso mese di febbraio. I nuovi ministri, dell'undicesimo governo nella storia della Slovenia indopendente, hanno già prestato giuramento:oggi, dopo il passaggio delle consegne, si tiene il primo Consiglio dei Ministri di un governo che ha davanti a sé un compito non facile e che sarà giudicato dalla gente senza indulgenze. Qui di seguito il pezzo di Stefano Lusa, caporedattore della redazione giornalistica di Radio Capodistria, pubblicato oggi sul sito di Radio Capodistria.

Le sfide del nuovo governo
di Stefano Lusa

È il primo governo guidato da una donna, quello più giovane della storia della repubblica, il primo con un ministro che apertamente dichiara di appartenere ad una minoranza nazionale ed è anche il primo governo che ha un mandato a termine.
Il gabinetto Bratušek si ripresenterà alla camera entro un anno per chiedere la fiducia. Se le cose dovessero andar bene potrebbe continuare, magari fino alla fine del mandati, altrimenti la strada non potrebbe essere altro che quella delle elezioni anticipate. Uno scenario questo che probabilmente cancellerebbe dal parlamento molte delle forze politiche oggi presenti.
In questo momento le incognite sono molte. La prima riguarda lo stato delle casse dello stato. Le dichiarazioni fatte dall’ex ministro delle finanze Janez Sušteršič sono allarmanti e la nuova opposizione non ha mancato di dire che quello della Bratušek sarà l’ultimo governo sloveno prima del commissariamento europeo.
Se la situazione economica dovesse aggravarsi, non potrebbero che acquisti, le proteste di piazza e la sfiducia nei confronti della classe politica.
In ogni modo bisognerà vedere quanto la coalizione riuscirà a reggere e quanto tempo dovrà passare affinché emergano le contraddizioni tra i partiti della nuova maggioranza. Le sorti dell’esecutivo paiono ancora una volta nelle mani di Gregor Virant, il bizzoso leader della Lista civica, ma anche in quelle dei Socialdemocratici che sognano di capitalizzare in termini di voti quello che gli inaffidabili sondaggi teoricamente gli assegnano.
La nuova opposizione non sembra voler dare troppa tregua al governo. Il primo bersaglio potrebbe essere il ministro della difesa Roman Jakič, su cui non sono mancati di volare ieri pesanti strali. Se lo scontro dovesse ancora di più inasprirsi, con il solito infamante reciproco scambio di accuse tra le opposte fazioni, la classe politica slovena potrebbe procedere verso un inesorabile autodafé.


giovedì 7 marzo 2013

LA SLOVENIA POTREBBE AVERE LA PRIMA DONNA PREMIER DELLA SUA STORIA

Alenka Bratusek, premier incaricato della Slovenia

di Marina Szikora, corrispondente di Radio Radicale [*]
"Restituire ai cittadini, alla gente semplice, la fiducia nel nostro stato, e' l'obbiettivo del mio lavoro e di vita come del resto lo e' del mio partito Slovenia Positiva. Senza questo tutto il resto, tutte le mosse del nuovo governo, del Državni zbor [il Parlamento sloveno, n.d.r.] e dell'intera politica rimangono senza senso e non hanno nessun significato". Cosi' spiega la sua visione dell'impegno politico, in una intervista al quotidiano croato Jutarnji list, la molto probabile futura premier slovena, Alenka Bratušek, che dalla settimana scorsa ha la difficile responsabilità di tentare di formare il nuovo esecutivo sloveno. Jutarnji list descrive Bratušek, originaria della citta' di Kranj,  come una donna molto simpatica e comunicativa, un vero contrasto al capo del governo dimissionario Janez Janša. Mentre Janša e' conosciuto per il suo modo di fare chiuso ed autocratico nella guida del paese, ma anche per il suo cinismo, che secondo l'opinione di molti in Slovenia, negli ultimi tempi, ha oltrepassato i confini della comunicazione adatte ad un presidente del governo, Bratušek e' l'esempio di un politico aperto al dialogo e ad un lavoro di squadra e proprio per la capacita' di un tale dialogo il giornale croato ritiene che potrebbe essere lei l'elemento decisivo affinche' la Slovenia abbia un nuovo governo e la prima donna premier nella sua storia di stato indipendente.

Va detto che anche se la Slovenia e' conosciuta come un paese con un tasso abbastanza alto di donne che lavorano e mentre alle posizioni di leadership nell'economia ci sono molte donne, questo non e' la prassi in politica. Il governo di Janša aveva soltanto una donna tra i ministri, quella incaricata per le relazioni con gli sloveni all'estero. Scherzando, alcuni commentano che le slovene sono donne intelligenti e quindi invece di occuparsi di politica fanno altro. Ma l'intervento di Alenka Bratušek in parlamento alcuni giorni fa quando le e' stata data la fiducia per formare il nuovo governo e quindi a mettere fine al mandato del governo di Janša, durato un anno, e' stato secondo i commenti un intervento che sentiva di ragionevolezza ed intelligenza. "Mi candido affinche' fino alle nuove elezioni le cose non vadano ancora peggio, mentre alcune cose le possiamo al tempo stesso fare diversamente e meglio", ha detto Bratušek aggiungendo che se qualcuno in tutto questo cerca interesse personale o prestigio, allora non ha nulla da cercare. Sulla delicatissima situazione relativa al blocco della ratifica dell'accordo di adesione della Croazia all'Ue, la nuova candidata a premier e' stata molto chiara: “La ratifica non e' soltanto nel nostro interesse di buon vicinato, bensi' un interesse geostrategico della Slovenia”. Bratušek lo ha confermato anche nell'intervista a Jutarnji list ribadendo che l'economia slovena e croata sono collegate indissolubilmente e che l'apertura dei confini con l'ingresso della Croazia nell'Ue sollecitera' la collaborazione economica dei due Paesi.

Sabato scorso invece, ai margini di un evento accademico a Salisburgo, in Austria, c'è stato un incontro tra il presidente croato, Ivo Josipović, e il neo presidente sloveno, Borut Pahor. I due capi di Stato hanno sollecitato da Salisburgo i loro governi a risolvere al piu' presto il problema della Ljubljanska banka e si sono detti convinti che saranno create le condizioni affinche' con la necessaria maggioranza di due terzi il Parlamento sloveno ratifichi il trattato di adesione della Croazia. "Credo assolutamente che Slovenia e Croazia siano state e siano guidate da persone responsabili. Non ho ragioni per dubitare che, rispettando i propri interessi nazionali, faranno quello che e' il meglio per i due paesi", ha rilevato il presidente Josipović. "Non dubito che quando verra' trovata la soluzione per la Ljubljanska banka in base all'accordo di Vienna (sulla secessione) i due terzi dei deputati soddisfaranno queste aspettative", ha detto Pahor da parte sua. I due presidenti non  hanno parlato dei dettagli della soluzione del problema dei risparmi dei cittadini croati depositati alla Ljubljanska banka che e' diventato la condizione “sine qua non” per la ratifica dell'accordo di adesione croato, ma hanno dato un forte appoggio ai loro premier e governi per trovare una soluzione ottimale.

[*] Il testo è la trascrizione di parte della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi


giovedì 28 febbraio 2013

DA JANSA A BRATUSEK: UNA DONNA AL GOVERNO DELLA SLOVENIA

La nuova premier slovena Alenka Bratusek

La Slovenia ha un nuovo premier, si chiama Alenka Bratusek, ha 42 anni, due figli, è una specialista di questioni di bilancio ed è la prima donna chiamata a guidare il governo delle Slovenia da quando il Paese si è dichiarato indipendente dalla Jugoslavia nel 1991. Ieri sera, infatti, il Parlamento di Lubiana le ha affidato l'incarico di formare un nuovo esecutivo dopo aver sfiduciato il primo ministro Janez Jansa e il suo governo di centro-destra. Hanno votato a favore della Bratusek 55 deputati, 33 i contrari, 2 gli astenuti. Il governo di Jansa, formato un anno fa, dopo le elezioni anticipate della fine del 2011, ha cominciato ad andare in pezzi dopo che tre dei partiti che facevano parte della coalizione hanno ritirato i loro ministri a seguito del coinvolgimento del premier in un'inchiesta della commissione statale anticorruzione (Jansa primo ministro non avrebbe dichiarato beni personali per un valore di 210mila euro).

"Sono una donna che sa quello che vuole. Sono decisa, molto diretta, non so mentire, né fare
promesse vane", diceva Bratusek nel 2008, quando si candidò al parlamento non riuscendo però a farsi eleggere. Dopo aver cambiato casacca un paio di volte è approdata nelle file di “Slovenia Positiva”, il partito creato poche settimane prima delle elezioni di fine 2011 dall'attuale sindaco di Lubiana, il popolarissimo Zoran Jankovic (per altro finito anche lui nel mirino della Commissione per la lotta alla corruzione), riuscendo finalmente a ottenere un seggio. Ora la prima sfida è quella di trovare un accordo tra i partiti per formare un nuovo esecutivo che dovrà poi affrontare un compito proibitivo. La Slovenia,infatti, ex “success story” dell'allargamento Ue del 2004, si trova da ormai quattro anni in una crisi economica e sociale da cui non riesce a uscire.

I tre punti base del programma del nuovo governo, preannunciati da Bratusek, prevedono un'inversione di tendenza rispetto alla politica di austerita' e di tagli messa in atto da Jansa, la moralizzazione della scena politica sconvolta da accuse di corruzione e una iniezione di ottimismo per l'economia. ''Il mio governo vuole arrestare l'incremento della disoccupazione e dare una boccata d'aria al settore produttivo'', ha detto Bratusek in un discorso di 50 minuti, ricordando che Bruxelles prevede per il 2013 un'ulteriore contrazione del Pil sloveno del 2 per cento e un calo degli investimenti diretti del 5,5 per cento. Bratusek ha annunciato la formazione di un governo misto di tecnici e politici, ''un governo a tempo che al Paese porterebbe un po' di pace e ottimismo dopo i molti conflitti sociali degli ultimi mesi''.

"Penso che la Slovenia nel 2020 sarà sempre uno Stato sociale e sarà di nuovo un Paese economicamente prospero, dobbiamo solo trovare la buona strada". In attesa del 20202 Bratusek deve comunque trovare rapidamente una via per formare il governo. Secondo l'accordo tra i quattro partiti che dovrebbero sostenerla, il nuovo esecutivo avrebbe un incarico di un anno circa, per stabilizzare la situazione sociale e finanziaria, e poi andare alle elezioni anticipate. Se però entro due settimane il nuovo governo non vedrà la luce, alle elezioni si andrà il prossimo giugno con una campagna elettorale su cui peserà, prevedibilmente, il malcontento popolare che ha già riempito le piazze in queste settimane contro le misure d'austerità con la protesta contro la politica economica che si è saldata con quella contro la corruzione. Comunque vada non saranno mesi facili quelli che attendono gli sloveni.