giovedì 6 febbraio 2014

SERBIA: INIZIA LA CAMPAGNA ELETTORALE, TADIC LASCIA IL PARTITO DEMOCRATICO

Boris Tadic quando guidava il Partito Democratico
Di Marina Szikora
Con le elezioni anticipate indette per il prossimo 16 marzo, l'attenzione in Serbia e' puntata sui principali candidati e partiti in gara, coalizioni pre e post elettorali e cambiamenti all'interno dei singoli partiti. Cosi' settimana scorsa in primo piano la decisione dell'ex presidente della Serbia ed ex presidente del Partito Democratico (DS), Boris Tadić di lasciare il partito di cui e' stato membro da quando questo partito e' stato fondato nel 1990. La sua decisione Tadić l'ha spiegata dicendo che abbandona il DS perche' in questo gruppo politico stanno tornando persone che hanno fatto guadagnare in passato al partito gli epiteti di “corrotto” e “affarista”. La sua decisione di lasciare il partito, ha aggiunto Tadić, non e' contro i membri del DS ma contro queste persone. Tadić si e' detto convinto che la Serbia ha bisogno di un nuovo Partito Democratico il quale potra' garantire una pace permanente nei Balcani occidentali. Va ricordato anche che Tadić fu eletto presidente della Serbia il 27 giugno 2004 e ha riconfermato il suo mandato il 3 febbraio 2008 vincendo contro il suo sfidante all'epoca, Tomislav Nikolić, allora candidato dell'ultranazionalista Partito radicale serbo (SRS). Dallo stesso Nikolić [che nel frattempo ha lasciato il SRS il Partito serbo del progresso, n.d.r.], Tadić è stato poi sconfitto alle elezioni presidenziali del 2012.

La scorsa settimana ci sono state speculazioni mediatiche che alle prossime elezioni anticipate Tadić guiderebbe un largo movimento democratico il cui nome dovrebbe essere “Forum democratico”.
Domenica poi l'annuncio ufficiale di Tadić che correrra' alle elezioni anticipate, ma che non c'e' tempo per formare un partito e che questo non sarebbe stato nemmeno il suo piano. Tadić ha spiegato poi la sua decisione di partecipare alle elezioni perche', come ha detto, l'attuale potere non ha nessun concetto, l'opposizione ha una politica ancora piu' debole mentre oltre un milione di cittadini non sanno ancora cosa fare. Secondo Tadić, la Serbia ha bisogno di una organizzazione politica simile al Partito Democratico di una volta. Ritiene che per lui sara' un successo oltrepassare il dieci per cento di voti. L'ex presidente della Serbia valuta inoltre che sarebbe pericoloso se la Serbia cadra' nelle mani di un solo partito politico quale il Partito Serbo del Progresso.

Le scosse all'interno del maggiore partito di opposizione proseguono anche questa settimana e ci sono diversi componenti del partito che lo abbandonano. Ad analizzare la situazione nel Partito Democratico sono l'analista Milan Nikolić e la sociologa ed esponente politico Vesna Pešić. Entrambi concordano che il DS con la divisione e' molto indebolito. Nikolić pero' ritiene che con l'allontanamento di Tadić questo partito forse non riuscira' nemmeno ad oltrepassare la soglia elettorale. Secondo questo analista, la posizione di Boris Tadić e' invece migliore perche' adesso puo' scegliere un proprio concetto politico e le persone. Vesna Pešić invece vede la precedenza nell'opzione riunita intorno all'attuale presidente del partito Dragan Đilas perche' secondo la sua opinione il DS si e' liberato da tutti i responsabili della sconfitta elettorale del 2012 [il partito perse la presidenza della repubblica ma anche il governo, dato che il Partito socialista di Ivica Dacic ruppe l'alleanza con il DS e per allearsi con il partito di Nikolic, n.d.r.].

Il maggiore partito governativo, il Partito serbo del progresso del presidente Nikolic, guidato dall'attuale vicepremier uscente Aleksandar Vucic, condurra' una campagna positiva per le prossime elezioni. Lo promette Vučić, rispondendo cosi' agli avversari. Vučić ha detto che proporra' che il suo partito dopo le elezioni non sia l'unico a formare il governo. Da qui anche la sua convinzione nella vittoria elettorale. “Noi condurremo una campagna positiva, chiederemo il sostegno del popolo per la nostra responsabilita' e serieta' e non mentiremo ne' diremo che possiamo farcela da soli”, ha detto Vučić. Il leader del Partito serbo del progresso ha precisato che il loro programma e il loro progetto e' quello di riforme complete e l'obiettivo e' di garantire piu' lavoro per i giovani, sollecitare lo spirito imprenditoriale, garantire sicurezza ai pensionati e proseguire con la lotta contro la corruzione e criminalita'. 

Il testo è tratto dalla trascrizione della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale

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