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giovedì 28 novembre 2013

IL VERTICE CINA EUROPA CENTRO-ORIENTALE A BUCAREST

I leader dei Paesi partecipanti al vertice di Bucarest
Di Marina Szikora
Martedì 26 novembre nella capitale della Romania, Bucarest, si è svolto il vertice tra i premier di 16 paesi dell’Europa centro-orientale con il premier cinese Li Keqiang. Oltre ai premier a questa riunione hanno partecipato circa mille imprenditori di cui 400 provenienti dalla Cina. Un primo vertice di questo tipo si e’ svolto nel giungo 2011 a Budapest, l’anno scorso poi e’ seguito il vertice di Varsavia. Secondo i media cinesi, la Cina ed il cosiddetto Club 16 da allora segnano progressi nel commercio e negli investimenti. I Paesi interessati sono quelli dell’ex Jugoslavia, ovvero Albania, Bosnia Herzegovina, Croazia, Macedonia, Montenegro, Serbia e Slovenia, le ex repubbliche sovietiche di Estonia, Lettonia e Lituania e gli ex appartenenti al “Patto di Varsavia” Bulgaria, Repubblica Ceca, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria. In agenda la cooperazione economica e commerciale in settori chiave come l’energia, le infrastrutture e i trasporti, lo sviluppo tecnologico e l'agroalimentare.

In rappresentanza della Croazia, al vertice di Bucarest hanno partecipato il premier Zoran Milanović e il ministro del trasporto e infrastrutture Siniša Hajdaš Dončić. I dati ufficiali dimostrano che la Cina è il settimo partner commerciale della Croazia e il maggior partner fuori dall’Europa. L’anno scorso lo scambio di merce tra Croazia e Cina è stato di 1,5 miliardi di dollari di cui l’esportazione croata in Cina ha raggiunto 49 milioni di dollari mentre l’importazione della Cina è stata del 1,45 miliardi di dollari il che viene valutato come un grande deficit del commercio estero dalla parte croata. La recente visita ufficiale in Cina della ministro degli esteri croata Vesna Pusić dimostra altrettanto che in Croazia vi e’ un desiderio di maggiore collaborazione economica tra i due paesi.

Le compagnie cinesi hanno mostrato prontezza di investire nell’infrastruttura croata, nei porti di Ploče, Fiume e Vukovar, nonche’ nelle vie ferroviarie tra Croazia e Ungheria e alcuni altri progetti.
Va rilevato che la Cina ha iniziato a costruire maggiori rapporti con l’Europa centrale ed orientale dopo la grande ondata di allargamento nel 2004 e poi ulteriormente nei Balcani a partire dal 2007 a fin di rafforzare la sua presenza economica nella regione. Attualmente i paesi dell’Europa centro-orientale hanno bisogno urgentemente di investimenti per sollecitare la loro crescita economica e risulta che i pregi della Cina stanno proprio nel capitale e nella tecnologia. Lo afferma il vicepresidente dell’Istituto cinese per le relazioni internazionali Said Ruan Zongze.

Per quanto riguarda l’ultimo vertice svoltosi l’anno scorso in Polonia, la Serbia e’ stata il paese che e’ riuscito maggiormente a prelevare i fondi finanziari dalla Cina. Recentemente Pechino ha rilevato che Belgrado e’ il primo partner strategico nella regione. Il vertice di Bucarest e’ quindi una nuova occasione per tutti i paesi partecipanti di questo vertice: Croazia, Albania, BiH, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Macedonia, Montenegro, Polonia, Romania, Serbia, Slovacchia e Slovenia.

Il testo è tratto dalla trascrizione della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata inonda il 28 novembre a Radio Radicale

giovedì 17 ottobre 2013

AD ANCONA IL TERZO VERTICE INTERGOVERNATIVO ITALIA-SERBIA

di Marina Szikora [*]
Per la Serbia e le sue relazioni bilaterali con altri paesi importantissimo il terzo vertice italo serbo svoltosi martedi’ ad Ancona. L’Italia e’ il primo partner economico della Serbia e forte sostenitore dell’ingresso di Belgrado nell’Ue. A guidare le due delegazioni sono stati il premier Enrico Letta e il suo omologo serbo Ivica Dačić. Nella delegazione italiana, tra gli altri, anche il vicepremier Angelino Alfano, la ministro degli esteri Emma Bonino e il ministro della Difesa Mauro Mauro.
I media serbi mettono in primo piano le dichiarazioni del premier Letta il quale ha riconfermato il proseguimento senza tregua dell’appoggio dell’Italia alla via europea della Serbia: “Vogliamo che la Serbia diventi la ventinovesima stella dell’Ue” ha detto il premier italiano ribadendo che l’Italia ha lavorato con grande impegno per il processo di adesione di Belgrado all’Ue. Ora pero’, ha detto Letta, devono essere fatti i passi necessari da perte dell’Ue e della Serbia.
Il sostegno dell’Italia e’ molto prezioso soprattutto perche’ la Serbia si trova in un momento cruciale per quanto riguarda il suo cammino europeo e sotto attento esame dell’Ue per quanto riguarda l’attuazione e la conclusione degli accordi con Priština. Il Vertice Ue di dicembre dovrebbe ribadire le decisioni di giugno convocando la Conferenza intergovernativa per l’avvio effettivo dei negoziati.
In vista del vertice di Ancona, in una intervista all’Ansa, il premier serbo Ivica Dačić ha detto che si aspetta dall’Italia, in quanto maggiore paese amico tra tutti i paesi dell’Occidente, di promuovere una immagine diversa della Serbia nel mondo in base alla sua attuale politica di riforme interne, avanzamento nelle eurointegrazioni, successo nel dialogo con il Kosovo e sforzi compiuti nella riconciliazione regionale. Il premier serbo ha ringraziato l’Italia per il costante sostegno nel processo delle integrazioni europee e ha espresso speranza in ulteriori aiuti da parte dell’Italia durante il processo di negoziati.
Dačić ha aggiunto che la Serbia ha soddisfatto tutte le richieste poste da Bruxelles e si aspetta la decisione sull’inizio di negoziati senza nuovi condizionamenti. Spiegando il suo cammino politico da un stretto collaboratore di Slobodan Milošević fino all’uomo che guida la Serbia verso l’Ue, Dačić ha sottolineato l’importanza di “imparare le lezioni del passato”. “Il politico deve essere flessibile, ce lo insegna anche la natura. Durante la storia sono scomparsi tutti quelli che non sono riusciti ad adattarsi ai cambiamenti. La Serbia non vuole essere un dinosauro.” ha concluso Dačić.

[*] Il testo è tratto dalla trascrizione della corrispondenza per la puntata di Passaggio a SudEst andata in onda il 17 ottobre a Radio Radicale

giovedì 15 marzo 2012

IL SECONDO VERTICE ITALO-SERBO A BELGRADO

Mario Monti e Boris Tadic (Afp)
di Marina Szikora
"La Serbia e' sulla buona strada" ha detto il presidente del Consiglio italiano Mario Monti in visita a Belgrado lo scorso giovedi'. Se la Serbia continuera' ad impegnarsi come lo ha fatto finora, sono reali le aspettative del presidente Boris Tadić che la Serbia entro la fine dell'anno potra' ottenere la data per l'inizio di negoziati di adesione all'Ue, ha detto Monti assicurando che l'Italia continuera' ad appoggiare fortemente la Serbia, a Bruxelles e presso i partner europei per quanto riguarda gli argomenti che portano a veloci integrazioni europee. La Serbia appartiene alla famiglia europea e noi l'aspettiamo con fiducia, ha rilevato il presidente del Consiglio in una intervista esclusiva per il quotidiano di Belgrado 'Blic'.

Mario Monti, ricordiamolo, settimana scorsa ha guidato una delegazioni del suo paese al vertice Serbia-Italia. Secondo l'opinione del presidente Monti, l'attribuizione dello status di candidato all'adesione e' il riconoscimento degli sforzi che il presidente della Serbia Boris Tadić ha investito nell'attuazione delle riforme richieste dall'Ue, consegnando all'Aja tutti i criminali di guerra e raggiungendo accordi concreti nell'ambito del dialogo con Priština in cui l'Ue fa da mediatore.

Al vertice di Belgrado il governo italiano ha partecipato con una folta delegazione ad alto livello ed e' capitata in un momento molto importante, scrive 'Blic'. Come rilevato dal presidente Tadić, incamminandosi sulla via che conduce direttamente all'Ue, si aprono nuove prospettive per uno sviluppo piu' veloce e per l'internazionalizzazione della societa' ed economia serba. L'Italia ha un ruolo attivo in questi processi stabilito nell'accordo sul partenariato strategico dei due paesi, firmato nel 2009. In questa occasione, ha spiegato Monti, si apre una nuova fase di ulteriore avvicinamento nel segno dell'Ue e il rafforzamento dello sviluppo, tenendo conto della complementarita' dei due sistemi economici.

Monti ha precisato che ci sono ben oltre 200 ditte italiane che operano in Serbia e il loro obiettivo e' quello di realizzare un livello di produzione che portera' a migliori posizioni sul mercato mondiale, e in particoalare in Europa centrale ed orientale nonche' nel Mediterraneo sudorientale. In questo modo, le aziende ottengono l'importanza sul piano internazionale e al tempo stesso servono a rafforzare l'industria in Serbia e questo, ha detto il presidente del Consiglio, e' qualcosa di cui l'Italia e' particolarmente orgogliosa.

Se il riconoscimento del Kosovo non e' la condizione per l'integrazione della Serbia nell'Ue, qual'e' allora il livello delle relazioni tra Belgrado e Priština indispensabile affinche' la Serbia possa diventare membro dell'Ue, e' stata una delle domande di 'Blic' a cui Monti ha risposto che le condizioni per l'adesione della Serbia all'Ue sono uguali come quelle per tutti gli altri paesi che vogliono diventare parte della famiglia europea e che sono state stabilite nel 1993 a Kopenhagen. Alla Serbia si chiede di normalizzare gradualmente le relazioni con il Kosovo e di offrire un contributo importante per la stabilita' nella regione curando la collaborazione con i paesi vicini, ha sottolienato Monti ma ha specificato che il governo serbo ha fatto molto in questo senso negli ultimi anni. Con la Croazia le relazioni sono migliorate notevolmente grazie, tra l'altro, alla ottima comunicazione che hanno stabilito Tadić e Josipović. Inoltre, ha detto il presidente del Consiglio, Belgrado da sempre sta dando il suo contributo all'integrita' territoriale della BiH.

Nel corso delle riunioni bilaterali son stati firmati diversi accordi con la parte italiana di cui uno riguarda anche le integrazioni europee, ha spiegato il premier serbo Mirko Cvetković. Il premier serbo ha ringraziato l'Italia per il suo sostegno alla Serbia nell'avvicinamento all'Ue e ha rilevato che cio' rappresenta anche un obbligo a continuare le riforme. Cvetković ha ricordato che l'Italia e' il terzo partner commerciale della Serbia e per quanto riguarda gli investimenti stranieri si trova al quinto posto. L'Italia e' pero' il patner commerciale piu' importante nell'ambito dell'Ue e lo scambio nel 2011 e' stato oltre 3,1 miliardi di dollari. Altri accordi firmati a Belgrado riguardano la lotta contro la criminalita' organizzata, traffico di droghe e terrorismo internazionale. Anche un memorandum sulla collaborazione nelle questioni di protezione civile, il protocollo sullo sviluppo rurale e qualita' agricola, cooperazione nella protezione ambientale.

Doris Pack sull'integrazione europea della Serbia
Per l'inizio dei negoziati di adesione della Serbia con l'Ue e' necessario un governo stabile e proeuropeo nonche' l'attuazione di tutti gli accordi finora raggiunti nel dialogo tra Serbia e Kosovo, ritiene la capo delegazione del PE per l'Europa sudorientale, Doris Pack. Per il giornale di belgrado 'Danas' Pack ha sottolineato che le integrazioni europee della Serbia sono collegate con la normalizazzione delle relazioni con il vicino Kosovo il che crea lo spazio per un lavoro intenso nei settori economico, infrastrutturale e educativo che saranno a servizio di tutti i cittadini. Parlando dell'allargamento dell'Ue, considerando l'attuale crisi dell'Unione, Doris Pack afferma che il processo di allargamento continua per tutta la regione balcanica. E' nell'interesse dell'Ue poiche' la regione e' fortemente collegata con la stabilita' dell'Ue.

[*] Il testo è tratto dalla corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi a Radio Radicale