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sabato 26 aprile 2014

ITALIA, EUROPA, MONDO: SCEGLIERE PER CONTARE

Presentazione del rapporto IAI sulla politica estera italiana

Lo scorso 16 aprile è stata presentata a Roma l'edizione 2014 del Rapporto sulla politica estera italiana dell'Istituto Affari Internazionali: alla tavola rotonda su "Italia, Europa, Mondo: scegliere per contare", hanno preso parte tre ex ministri degli Esteri, Emma Bonino, Massimo D'Alema e Franco Frattini, e l'attuale sottosegretario Benedetto Della Vedova.




Negli ultimi anni, il sommarsi di crisi interna ed esterna, afferma il rapporto, ha messo l'Italia in una posizione di particolare svantaggio e mentre l'economia europea e mondiale sono ora in ripresa e appaiono meno soggette a rischi sistemici, l'Italia trova difficoltà a trarne pieno beneficio perché la sua struttura economica e il suo tessuto sociale si sono notevolmente indeboliti. Anche il quadro politico europeo continua a non essere dei più favorevoli: gli assetti interni dell'Unione Europea rimangono incerti, mentre è emersa una serie di fattori che possono minare la sicurezza del continente a partire dalle tensioni con la Russia generate dalla crisi ucraina.
L'Italia si trova ad affrontare una sfida duplice: da una parte deve riprendere con più coerenza e determinazione le riforme necessarie per riacquistare stabilmente credibilità internazionale, dall'altra deve aggiornare la propria strategia complessiva di politica estera alla luce dei cambiamenti del quadro europeo e internazionale. In particolare, vanno profondamente riviste alcune politiche come quelle sull'immigrazione e sulla difesa. Solo con un concreto programma di riforme, infatti, l'Italia può sperare di ottenere da Bruxelles una maggiore flessibilità nel rispetto dei parametri fiscali. D'altra parte deve anche insistere per alcune modifiche sostanziali della strategia e dell'agenda di politica estera dell'Unione: il primo banco di prova sarà la presidenza italiana dell'UE nel secondo semestre del 2014.


Italia, Europa. Mondo: scegliere per contare
La registrazione della tavola rotonda dal sito di Radio Radicale


mercoledì 28 aprile 2010

CONFERENZA SUI BALCANI: IN VISTA ACCORDO SERBIA-KOSOVO

Da una nota pubblicata sul sito del ministero degli Esteri

28 Aprile 2010 - Si va verso una "soluzione tecnica" che permetta di trovare un accordo tra Kosovo e Serbia "affinché tutti possano contribuire al successo della Conferenza internazionale" UE-Balcani del 2 giugno a Sarajevo, "in piena dignità e rispetto per ciascun partecipante". Lo ha detto il Ministro Franco Frattini nel corso della sua missione in Serbia e Kosovo. L’Italia ha infatti proposto che i due Paesi siedano al tavolo di Sarajevo secondo il modello 'Gymnich', dove si può “prendere la parola ognuno per sé, ognuno in quanto tale” e non come Paese. E sia il Kosovo sia la Serbia, ha annunciato il Ministro, si sono detti disponibili a questa formula.

Alla Conferenza di Sarajevo ci saranno anche rappresentanti di USA, Russia, Turchia e di importanti organizzazioni internazionali. Il significato della conferenza, ha spiegato Frattini, sarà di “confermare che i Balcani occidentali non hanno altra alternativa a quella di aderire gradualmente all'Unione europea”. E l’Europa “deve prendere l’iniziativa” altrimenti “ci saranno forze centrifughe che porteranno la regione verso altri centri”.

L’Italia è il principale sponsor dell’ingresso della Serbia nell’UE. A Belgrado, incontrando il Presidente serbo Boris Tadic, il Vicepremier Bozidar Djelic e il Ministro degli Esteri Vuk Jeremic, Frattini ha puntualizzato che il Kosovo non deve essere una condizione per l'ulteriore cammino della Serbia verso l'Unione europea. Poi, ha ribadito che l’obiettivo è che per l’inizio del 2011 vi sia una decisione sullo status di Paese candidato. Al tempo stesso, ha aggiunto, “dobbiamo decidere la ratifica dell'Accordo di Associazione e Stabilizzazione (ASA) tra la Serbia e l’UE, che è sospeso, e “l'Italia vuole essere il primo Paese europeo a ratificare l'ASA dopo il via libera della Commissione”. Il Ministro Jeremic ha ringraziato ancora una volta il collega Frattini e il governo italiano per il costante appoggio dimostrato per l'integrazione europea della Serbia.

Per quanto riguarda i rapporti bilaterali, Frattini ha assicurato: “Vogliamo mantenere il primo posto come partner commerciale” raggiunto quest'anno. Di rapporti “ottimi” ha parlato anche Jeremic: “Abbiamo convenuto di accelerare la collaborazione politica ed economica - ha affermato - ed è un piacere confermare che il secondo vertice italo-serbo si terrà a Belgrado in ottobre”. E L'Italia apprezza molto l'idea della Serbia di un progetto '2020' per lo sviluppo economico dei Balcani, ossia una strategia regionale in linea con le priorità adottate dalla strategia Ue2020, ha spiegato Frattini dopo l’incontro con il vicepremier serbo Djelic.

Anche “il futuro del Kosovo è nell’Unione Europea”, ha detto a Pristina il Ministro Frattini, ricordando ai vertici kosovari che "l'Italia ha da sempre sostenuto il Kosovo, anche in momenti difficili”. Il primo passo è di "fare ogni sforzo per arrivare il prima possibile a un accordo commerciale tra l'UE e il Kosovo" e di concedere la liberalizzazione dei visti ai cittadini kosovari "non appena tutte le riforme richieste saranno state implementate”. Sul fronte dei rapporti bilaterali, “l’Italia è il secondo partner commerciale tra i paesi europei ma vogliamo fare di più”. Per questo “la prossima settimana il viceministro con delega al commercio Estero Adolfo Urso verrà qui a Pristina con una delegazione di imprenditori italiani per rafforzare la presenza dei nostri investimenti”.

martedì 20 aprile 2010

IL FUTURO EUROPEO DEI BALCANI

"Il 2010 può rappresentare un anno decisivo per i Balcani Occidentali se riusciremo ad imprimere un nuovo e rinnovato impulso per superare i veri problemi che ancora incombono: l´indifferenza e la negligenza", scrivevano martedì 13 aprile i ministri degli Esteri italiano e francese, Franco Frattini e Bernard Kouchner, in una lettera pubblicata da La Repubblica, dopo il vertice franco-italiano e in coincidenza con la visita di Frattini a Sarajevo.
Dieci anni dopo il vertice di Zagabria nel quale per la prima volta l'Ue affermava ufficialmente la prospettiva europea per i Balcani occidentali, Roma e Parigi concordano nella necessità di sostenere il cammino dei Balcani verso Bruxelles. "Ne va della nostra pace e della nostra stabilità, ma soprattutto della pace e della stabilità delle generazioni future", scrivono i due ministri dichiarando di voler "rafforzare la nostra azione comune in questa regione vicina proprio perché crediamo che l´Europa ha bisogno dei Balcani e che i Balcani hanno bisogno dell´Europa".
Per andare avanti, però, "occorre innanzitutto far progredire la causa europea" e dunque il primo concreto compito da portare a termine riguarda la liberalizzazione dei visti di ingresso nell'area Schengen "a breve termine" anche per Albania e Bosnia, mentre "i progressi della causa europea giungeranno anche dall´avanzamento dei negoziati di adesione all´Unione Europea".
Naturalmente, "anche da parte dei Paesi balcanici, dovranno compiersi sforzi analoghi", continuano Frattini e Kouchner esortando i Paesi dei Balcani occidentali a "voltare pagina: da un passato doloroso verso il loro futuro europeo. Pensiamo in maniera particolare alla Serbia e al Kosovo, che possiedono la stessa vocazione a entrare nell´Unione europea ma che devono ancora definire i termini della loro coesistenza pacifica". Poi la Bosnia, "altro esempio della difficoltà e del bisogno di cambiar pagina", dove a giugno si svolgerà una conferenza internazionale con i Paesi dei Balcani Occidentali, l'Ue, la Russia e gli Usa.

Sui contenuti della lettera di Frattini e Kouchner vi segnalo il commento di Luka Zanoni di Osservatorio Balcani e Caucaso che ho raccolto in un'intervista per Radio Radicale.

La potete ascoltare direttamente qui sotto oppure andando su radioradicale.it