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giovedì 24 gennaio 2013

INIZIA IL DISGELO TRA CROAZIA E SERBIA?

Il premier croato Zoran Milanovic e quello serbo Ivica Dacic
Niente inni nazionali e nemmeno il consueto protocollo che accompagna una visita ufficiale per l'incontro tra il premier croato Zoran Milanović e quello serbo Ivica Dačić svoltosi la scorsa settimana a Belgrado e di cui abbiamo parlato nella puntata di Passaggio a Sud est del 17 gennaio. Si è trattato di un semplice colloquio “di lavoro”, ma non di meno l'incontro sembra indicare che è in atto un disgelo nelle relazioni tra Zagabria e Belgrado dopo il freddo degli ultimi mesi seguito al cambio di leadership in Serbia e in particolare dovuto prima alla reazione croata alle dichiarazioni del neo presidente serbo Tomislav Nikolić, che aveva negato il genocidio di Srebrenica e affermato che Vukovar è una città più serba che croata, e poi alle aspre reazioni di Belgrado in seguitoa all'assoluzione dei generali croati Gotovina e Markač da parte del Tribunale internazionale. Ancora nessun segnale, invece, per quanto riguarda l'incontro tra i due presidenti, Ivo Josipović e Tomislav Nikolić.

Qui di seguito la trascrizione della corrispondenza di Marina Szikora per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda a Radio Radicale.

"Sono venuto a Belgrado per vedere se possiamo fare meglio", ha detto il premier croato alla conferenza stampa dopo l'incontro con il suo collega serbo. Milanović ha espresso rammarico perche' i due paesi, come ha detto, hanno perso mezzo anno e ha rilevato che la Croazia e la Serbia hanno passato negli ultimi anni un periodo difficile e che sta ai governi nell'ambito del loro lavoro di fare ragionevolmente quello che si deve fare. La politica, ha detto Milanović, non e' pero' soltanto ragionevolezza bensi' anche sentimento. Quando si tratta delle integrazioni europee della Serbia, il premier croato ha ribadito che la Croazia sara' giusta. "Appoggiamo il cammino della Serbia verso l'Ue. Non e' soltanto una frase, si tratta del nostro interesse", ha detto il premier croato aggiungendo che la Croazia svolgera' un ruolo di collega e collaboratore.

Il premier serbo Ivica Dačić da parte sua ha detto che le relazioni tra la Serbia e la Croazia sono cruciali per la regione e che e' importante che i due governi collaborino, che vi esista una collaborazione operativa nella costruzione delle relazioni tra i due paesi. "Noi non possiamo cambiare il passato ma possiamo influenzare il presente ed il futuro" ha detto il premier serbo. Dačić ha sottolineato che non sono stati evitati nemmeno i temi che riguardano il vicino e piu' lontano passato. Prima, ha detto Dačić, bisogna parlare di questioni del passato: di profughi, trasferiti, processi per crimini di guerra, confini, accuse reciproche. Per quanto riguarda la collaborazione economica, Dačić ha indicato che essa non deve essere unilaterale mentre Milanović ha invitato le imprese serbe a venire sul mercato croato sottolineando che la Croazia rispetta le regole del mercato.

Per quanto riguarda l'incontro dei due premier a Belgrado i media hanno speculato che si tratta di un incontro avvenuto su pressione di Bruxelles. Il premier serbo Dačić lo ha fermamente smentito rilevando che si tratta di una iniziativa comune. Bruxelles poteva solo essere sorpresa perche' questo incontro e' avvenuto cosi' velocemente, ha osservato Dačić. Secondo gli analisti politici l'incontro e' arrivato proprio nel momento giusto e dovrebbe segnare una nuova fase nelle relazioni tra i vicini. "La Croazia e la Serbia hanno molto piu' in comune rispetto a quello che li divide e quindi sono importanti gli incontri dei leader dei due paesi a fin di migliorare la collaborazione" ha detto a Bruxelles il rappresentante del segretario di stato americano incaricato per i paesi dell'Europa sudorientale, Philip Reeker. Nel 21-esimo secolo dobbiamo andare avanti, lavorare sulla ripresa economica. Nessuno puo' esserne isolato, bisogna lavorare insieme, sia nel campo economico che per quanto riguarda soluzioni di problemi internazionali, ha detto il diplomatico americano.

I due premier hanno parlato anche del tema molto delicato, vale a dire delle reciproche accuse per genocidio presentate alla Corte internazionale di giustizia ma, come e' stato precisato, non si e' entrato nei detagli. "La questione appesantisce le nostre relazioni, lo sappiamo tutti. Cercheremo la soluzione", ha promesso Milanović. Secondo Dačić e' meglio se per la soluzione non si aspetti fino al 2014 quando e' previsto l'inizio del processo davanti alla Corte.

Ripercorrendo un po' le fasi per niente facili del rapporto tra i due paesi vicini sul quale inevitabilmente pesa la guerra di occupazione serba, va detto che il primo miglioramento temporaneo vi e' stato durante il mandato del presidente Stjepan Mesić che spesso aveva incontrato l'allora presidente serbo Boris Tadić. Poi le relazioni tra Croazia e Serbia sono nuovamente peggiorate dopo il riconoscimento croato dell'indipendenza del Kosovo e questa e' stata anche la ragione dell'assenza di Boris Tadić all'inaugurazione del presidente Ivo Josipović nel 2010. Poi, il primo incontro di lavoro, molto di sorpresa, dei due presidenti, Josipović e Tadić nel marzo 2010 ad Opatija. Una salita delle relazioni con diversi altri incontri dei due capi di stato. Tutto e' durato fino al maggio del 2012 quando ci sono stati cambiamenti di potere in Serbia e l'arrivo di Tomislav Nikolić ed Ivica Dačić alla guida del paese. Le relazioni sono maggiormente peggiorate dopo le sentenze di assoluzione ai generali croati Ante Gotovina e Mladen Markač.

Fino a qui gli aspetti positivi di questo incontro tra i due premier. Non va però trascurato il fatto che proprio mentre era in corso la riunione tra Milanović e Dačić, il presidente della Serbia Tomislav Nikolić si e' rivolto ai giornalisti esprimendo la propria posizione: Nikolić e' dell'opinione che prima avrebbe dovuto svolgersi l'incontro tra i due presidenti perche' questo significherebbe stabilire buoni rapporti e ha aggiunto di non sapere perche' Ivo Josipović sta evitando questo incontro. Nikolić e' andato anche oltre questa domanda affermando che secondo lui qualcuno non e' sincero poiche', rileva Nikolić, se la Croazia ha presentato l'accusa contro la Serbia per genocidio, allora come e' possibile che il presidente del governo croato si rechi in visita in Serbia. "O sanno che noi non abbiamo commesso il genocidio, oppure la visita non e' sinceramente amichevole", ha detto Nikolić, aggiungendo che la Croazia non puo' essere arrabbiata con il presidente della Serbia e quindi cercare qualche altro canale per mantenere le relazioni con la Serbia: "Sono io quello che rappresenta la Serbia ed i suoi cittadini sia in paese che all'estero", ha concluso Nikolić.

Dall'altra parte, il presidente croato Ivo Josipović, domenica scorsa ha rilasciato una intervista per il quotidiano di Belgrado 'Danas' esprimendo soddisfazione per l'incontro avvenuto tra i due premier e dicendosi contento dei risultati di questo incontro. "Il contenuto del loro colloquio e le loro intenzioni sono sulla traccia della politica di riconciliazione e di relazioni di buon vicinato" ha detto Josipović. Ha aggiunto che bisogna sapere che c'e' ancora molto da fare e secondo le sue parole questo incontro dovrebbe essere una sollecitazione affinche' i due governi inizino con piu' fermezza a risolvere le questioni aperte. Tra queste, il presidente croato ha rilevato particolarmente la questione delle persone scomparse, qualificandola innanzittutto come problema umano e poi anche una importante questione politica. Bisogna appoggiare politicamente la reciproca fiducia, suggerisce Josipović e' precisa che essa non si costruisce soltanto alle riunioni dei politici o nei media, ma e' importante sollecitare lo scambio culturale e sportivo, turismo, commercio e la collaborazione scientifica.

Nonostante la dura retorica e le relazioni che i giornalisti spiritosamente hanno chiamato come "un' epoca di gelo" precisa il presidente croato, non e' stato cancellato quello che si e' fatto nei precedenti tre anni, alludendo all'efficace collaborazione nello spirito di riconciliazione promossa da lui ed il suo ex collega serbo Boris Tadić. "E' arrivato il momento di sciogliere il ghiaccio e di andare piu' velocemente e meglio rispetto a quello che e' stato raggiunto finora" ha osservato Josipović. Alla domanda come vede le dichiarazioni del presidente Tomislav Nikolić che prima dovevano incontrarsi i presidenti e poi i premier, Josipović ha risposto che questo e' uno degli approcci. Cosi' e' iniziata la collaborazione che avevano iniziato lui e Tadić. Il secondo e' questo, di iniziare dal livello interparlamentare per raggiungere dei risultati.... Bisogna avere in mente tutte quelle ragioni che hanno portato all'epoca di gelo, toglierle insieme e sciegliere il momento giusto. "Credo che sia meno importante se il nostro incontro avverra' qualche mese prima o dopo, e' molto piu' importante che l'obbiettivo sia pienamente realizzato" ha detto il presidente croato.

Toccando nell'intervista l'inevitabile domanda sulle sentenze di assoluzione dei generali croati, Josipović ha detto che e' stato il Tribunale internazionale a stabilire la sentenza e non la Croazia. La soddisfazione in Croazia risulta dal fatto che in Croazia c'e' la convinzione che i crimini non sono accaduti in modo e con la colpa delle persone cosi' come risultava dall'atto di accusa e soprattutto non di un'impresa criminale. "E' importante che tutti nella regione abbiamo un rapporto di principio verso i crimini di guerra e che la responsabilita' delle singole persone sia basata su criteri assolutamente giuridici. Lo so che non e' stato sempre cosi'" ha spiegato Josipović ribadendo che sono in corso indagini sui crimini di guerra commessi durante l'azione Tempesta.


giovedì 29 dicembre 2011

CROAZIA: IL NUOVO GOVERNO AL LAVORO

Zoran Milanović
di Marina Szikora [*]
Dopo che venerdi' scorso, 23 dicembre il Parlamento croato ha votato la fiducia al nuovo governo guidato dal leader socialdemocratico Zoran Milanović, martedi' il cosidetto governo natalizio ha iniziato la sua prima giornata di lavoro. Zoran Milanović e' cosi' il decimo premier croato dall'indipendenza della Croazia e la cosegna dei poteri e' stata fatta sempre venerdi': la premier uscente Jadranka Kosor ha consegnato il fascicolo del bilancio del suo governo al nuovo inquillino di Banski dvori, sede del governo croato in piazza San Marco di Zagabria. La fiducia al nuovo esecutivo di Milanović e ai suoi 22 membri hanno dato 89 parlamentari della coalizione vincente nonche' le minoranze nazionali, gli astenuti sono stati 12 mentre contro hanno votato 28 deputati dell'HDZ.
Nella sua prima intervista alla tv statale, Milanović ha detto di sapere che si aspetta molto dal nuovo governo. Negli ultimi mesi, ha detto, e' stato testimone di evidente disperazione e angoscia dei cittadini e ritiene che il governo deve adempiere le aspettative dei cittadini. Il neopremier ha annunciato anche la prima grande decisione – il bilancio. Verra' approvato al piu' presto, molto probabilmente a febbraio. La Croazia attualmente ha problemi. La gente non ne puo' piu' di promesse irreali. Ma tra quattro anni, Milanović vede la Croazia come un paese stabile, con un potere serio, con gli investitori che hanno fiducia, un turismo piu' forte, una struttura migliore e con meno degli attuali 300.000 disoccupati. L'amministrazione pubblica deve essere piu' efficace ed i criteri devono essere piu' severi, ritiene Zoran Milanović.
Nel momento in cui aveva presentato il suo governo chiedendone la fiducia, il nuovo premier ha detto che "il programma del Governo non e' soltanto un elenco di desideri e una shoping lista bensi' la vita per la Croazia". Ha promesso che svolgera' il suo lavoro seriamente e con responsabilita' sollevandosi dagli stretti interessi partitici. Milanović ha ammesso che il Paese si trova in una situazione molto difficile, ma non piu' difficile rispetto a quella di 20 anni fa. Si e' detto credulo che "il nostro futuro e' nell'Ue". Per quanto riguarda l'economia, ha sottolineato che bisogna cambiare del tutto la rotta. Bisognera' risparmiare perche' cosi' non si puo' piu' andare avanti. Bisognera' diminuire le spese pubbliche e quanto e' una questione cruciale. Ha indicato la necessita' della consolidazione fiscale, l'introduzione dell'ordine nelle finanze pubbliche: "Siamo noi che dobbiamo dare l'esempio. Da parte mia non sentirete mai questa dichiarazione ridicola 'Io sono onesto'. E' qualcosa che gli altri pensano su di voi, ma dovete tentare di esserne l'esempio. Senza grandi parole e senza pretenzioni" ha sottolineato il neo premier. Ha aggiunto che non ci possono essere tagli dolorosi: "Dovremo essere piu' razionali e piu' intelligenti nelle decisioni" ha detto il capo dei socialdemocratici.
[*] Il testo è tratto dalla corrispondenza andata in onda oggi a Radio Radicale

giovedì 8 dicembre 2011

I CITTADINI CROATI SCELGONO IL CAMBIAMENTO

Zoran Milanovic, vincitore delle
elezioni e futuro premier della Croazia
di Marina Szikora [*]
La Croazia ha deciso: e' arrivato il tempo di cambiamenti. L'esito delle elezioni parlamentari per la settima legislatura del Sabor croato e' stato del tutto aspettato e atteso, la cosiddetta coalizione Kukuriku guidata dal Partito socialdemocratico ha vinto con una maggioranza netta, l'HDZ e' precipitata profondamente, mentre la piu' grande sorpresa di questa elezioni sono stati i laburisti ma anche il partito HDSSB fondato da Branimir Glavaš che attualmente sta scontando una pena carceraria a causa di gravi crimini di guerra commessi contro i serbi civili ad Osijek e nella Slavonia. Da martedi' i risultati sono anche ufficiali e secondo le informazioni della Commissione elettorale statale non sono diversi rispetto a quelli precedenti. La coalizione dei quattro partiti di sinistra (Partito socialdemocratico, Partito popolare croato – liberali democratici, Sabor democratico istriano e Partito croato dei pensionati) hanno vinto con 80 seggi e in piu' un seggio della minoranza ceca e slovacca poiche' il candidato eletto e' del HNS. L'Unione democratica croata, che e' stato il partito governativo ha ottenuto 44 mandati piu' altri tre della diaspora, HDSSB e Laburisti sei, la Lista indipendente di Ivan Grubišić due seggi e un mandato hanno vinto il Partito croato dei contadini e il Partito croato puro del diritto di Ruža Tomašić, il partito di destra. Le minoranze nazionali hanno ottenuto otto seggi: tre per la minoranza serba, uno per quella ungherese, uno per la minoranza italiana (Furio Radin), un seggio per la minoranza austriaca, bulgara, tedesca, polacca, rom, rumena, russina, russa, turca, ucraina ed ebrea, infine un mandato anche per il rappresentante della minoranza albanese, bosgnacca, montenegrina, macedone e slovena.

Dopo che a mezzanotte tra domenica e lunedi' sono stati resi pubblici i primi risultati non ufficiali, e' seguito l'intervento del capo dello stato Ivo Josipović, un discorso misurato in cui il presidente croato si e' congratulato con i vincitori ma anche con tutti i partecipanti alla corsa elettorale. Ha sottolineato che al nuovo governo spetta mettersi al lavoro e affrontare molti problemi accumulati. Alle ore 0.35 il primo discorso del futuro premier Zoran Milanović il quale ha detto: "Il mio messaggio agli opponenti politici, e a quelli che lo rimarrano dopo queste elezioni, e' che voglio che ci lavoriamo insieme per la Croazia nel Sabor, quanto questo sia possibile. La politica e' un lavoro conflittuale, ma non deve essere anche un lavoro in cui si combatte e offende. Si tratta di interessi diversi, di punti di vista diversi, di memorie diverse del passato famigliare e anche di frustrazioni. Capiamo tutto cio', vediamo e rispettiamo, ma nel prendere le decisioni per la Croazia – decideremo a nome della Croazia. Non ci saranno piu' alibi e scuse che e' una malattia vecchia croata. Per i nostri successi e per i nostri errori siamo responsablili da soli. Mettiamoci al lavoro! Possiamo anche sbagliare, ma non possiamo fermarci e deludere tutta questa gente che ci ha dato fiducia e che si aspetta molto da noi. A quelli che ci hanno votato – ringraziamo di cuore, a quelli che non ci hanno dato sostegno diciamo che ogni giorno terremo conto che saremo anche il loro buon governo!".

Il leader socialdemocratico ha aggiunto che la loro politica "sara' giusta per salari onesti e per i lavoratori onesti! Noi siamo partiti della sinistra, partiti liberali! Nel nostro cuore ci sono valori progressivi, ma rispettiamo la tradizione. Faremo il tutto affinche' la Croazia sia un posto buono e giusto per vivere, affinche' in Croazia si possa vivere bene!". Per quanto rigurda le relazioni nella regione balcanica, Milanović rileva che "verso i vicini svilupperemo rapporti di amicizia. Con quelli che sono nell'Ue in un modo, ma verso quelli che ancora non lo sono – aiuteremo loro sinceramente affinche' domani ne possano diventare parte poiche' si tratta dell'interesse croato. Di interesse per la stabilita', apertura e prosperita'". Il presidente del SDP ha rilevato che inviteranno alla collaborazione tutti quelli che pensano sinceramente e hanno idee, che ritengono di poter contribuire ma lo faranno in modo del tutto trasparente e non di nascosto. "I tempi di metodi diversi sono finiti per sempre" ha detto Milanović. Secondo le informazioni mediatiche il presidente Josipović potrebbe gia' venerdi' conferire il mandato a Zoran Milanović per la formazione del nuovo governo e sempre secondo queste informazioni il nuovo governo potrebbe ottenere la fiducia del Parlamento e prestare giuramento entro Natale. Il presidente del Partito socialdemocratico sara' cosi' il decimo premier croato dal 1990 e guidera' il 12-esimo governo della Croazia.

Zoran Milanović ha 45 anni, laureato in legge. Ha iniziato la carriera nel 1993 presso il Ministero degli esteri. Nell'anno successivo ha trascorso 45 giorni nella missione di pace nel Nagorno Karabach. Dal 1996 al 1999 lavora come consigliere alla missione croata presso l'Ue e la Nato a Bruxelles. Dal 1999 torna a Zagabria e nello stesso anno diventa membro del SDP che nel 2000 vince le elezioni parlamentari. Nel 2003, in vista della sconfitta del SDP alle elezioni successive, Milanović diventa vice ministro degli esteri. Con SDP in opposizione inizia la sua ascesa politica e nel 2004 viene eletto nel Comitato centrale del suo partito. Con le dimissioni del leader socialdemocratico Ivica Račan, poco prima della sua morte, inizia la corsa per il suo successore. Nel testo delle sue dimissioni, Račan ha chiamato i membri del suo partito a trovare nuove forze e molti in queste parole hanno concepito che il lider socialdemocratico aveva pensato proprio a Zoran Milanović. Il 2 giugno 2007 Milanović viene eletto come secondo presidente del SDP. All'epoca, i socialdemcoratici, con la scomparsa del loro leader, come una specie di memoria post mortem, ma anche con l'elezione del suo nuovo presidente, il partito ha avuto il suo massimo di popolarita'. Ma alle elezioni del novembre 2007 con pochissima differenza viene sconfitto dall'HDZ che resta al potere fino a queste elezioni.

E mentre tutto e' concentrato su quello che saranno i futuri ministri ed i primi passi del neogoverno, per Zagabria venerdi' 9 dicembre sara' una giornata particolare poiche' a Bruxelles, i due rappresentanti del paese, il capo dello stato Ivo Josipović e la premier uscente Jadranka Kosor firmeranno l'Accordo di adesione all'Ue. Dovra' seguire poi la ratifica del trattato in ciascun paese membro dell'Unione perche' la Croazia possa diventare il 28-esimo paese dell'Ue il primo luglio 2013.

[*] Corrispondente di Radio Radicale. Il testo è la trascrizione di una parte della corrispondenza per la puntata di oggi di Passaggio a Sud Est

mercoledì 7 dicembre 2011

CROAZIA: LETTERA DI EMMA BONINO E MARCO PANNELLA AL FUTURO PREMIER MILANOVIĆ

Marco Pannella e Emma Bonino
Caro futuro premier Milanović, cari amici della coalizione Kukuriku,

apprendendo la notizia della vostra netta vittoria, vogliamo augurare al nuovo governo che sarà alla vostra guida molto successo e lavoro di prosperità. Seppur in condizioni estremamente difficili, quando anche l'Europa sta affrontando una delle sue crisi più gravi e profonde, siamo fiduciosi che il vostro buon governamento, pronto al massimo impegno, con responsabilità e trasparenza, cosi' come promesso e atteso dai propri cittadini, possa assicurare progresso e vita migliore nella vostra ma anche nostra Croazia.

Proprio con alcuni di voi, nostri compagni di lunga strada ma anche di quella più recente, abbiamo incardinato battaglie importanti e l'amicizia e l'impegno comune vanno a pari passo sin dai tempi più difficili di un paese sotto guerra di aggressione fino all'apprestamento del giorno storico che marcherà l'ingresso della Croazia a pieno titolo nell'Ue. E' stato un percorso molto lungo e faticoso alla cui buonuscita hanno contribuito e contribuiscono tutti, ma vogliamo augurare proprio a voi vincitori odierni l'approdo all'Europa che oggi più che mai necessita anche di contributi come quello vostro. Vogliamo insieme a voi costruire l'indispensabile e quello di cui noi tutti siamo più bisognosi: l'Europa dei suoi fondatori, la Patria europea, fonte di speranza, progresso, stabilità e vera democrazia.

Buon lavoro e sappiate che noi ci siamo, con voi, come allora, cosi' anche in tutte le sfide che ci aspettano.

Un abbraccio!
Emma Bonino e Marco Pannella
7 dicembre 2011