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giovedì 14 novembre 2013

LA CROAZIA E IL REFERENDUM SUL MATRIMONIO: QUALE FUTURO PER LE UNIONI GAY?

Il prossimo 1 dicembre i cittadini croati si recheranno alle urne per rispondere ad un referendum molto particolare: dovranno infatti rispondere ad una domanda sulla definizione della natura del matrimonio. Dovranno cioè dire se sono favorevoli all’inserimento nella Costituzione di un articolo che definisce il matrimonio esclusivamente come l’unione tra un uomo e una donna. Se l’esito del referendum darà la vittoria al “sì”, in Croazia sarà esclusa la possibilità del riconoscimento legale dell'unione tra persone dello stesso sesso. Qui di seguito la corrispondenza di Marina Szikora per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 14 novembre a Radio Radicale.

Venerdi’ scorso il Parlamento croato, con 104 voti a favore e 13 contrari, ha dato luce verde all’indizione del referendum promosso nei mesi scorsi dalle associazioni cattoliche a capo delle quali vi e’ il gruppo “In nome della famiglia”. Sara’ questo il primo referendum indetto su richiesta dei cittadini. I socialdemocratici del premier Zoran Milanović hanno dovuto quindi rispettare la volonta’ di oltre 700 mila firmatari della richiesta di una consultazione popolare che, secondo i critici e la comunita’ Lgbt, rappresenta un attacco politico contro il governo e contro il rispetto dei diritti umani e delle minoranze. Dalla maggioranza assicurano pero’ che, anche in caso di vittoria del “sì” non sara’ messo a repentaglio l’impegno del governo per il futuro riconoscimento delle unioni civili tra persone tra gay o lesbiche e la concessione di quasi tutti i diritti di cui godono le coppie eterosessuali, tranne la possibilita’ di adozione. Non saranno nemmeno minacciate le “coabitazioni non registrate” tra persone dello stesso sesso se vivono insieme da piu’ di tre anni, un diritto questo riconosciuto gia’ da un decennio.

Il tema ha scatenato una vera bufera di polemiche, che si sono riversate poi anche nel Parlamento di Aagabria prima del voto. Anche la maggioranza di centrosinistra e lo stesso premier Zoran Milanović, che hanno dovuto rispettare la volonta’ di oltre il 10% dei cittadini del Paese, ritengono che il referendum sarebbe discriminatorio nei confronti delle minoranze sessuali e delle coppie di fatto. Secondo il presidente Ivo Josipović si tratta di una questione molto delicata, ma il capo delo Stato e’ dell’opinione che il provvedimento sulla definizione del matrimonio in quanto unione tra uomo e donna non dovrebbe far parte della Costituzione. Il comportamento verso le minoranze di ogni tipo e’una forma di legittimazione democratica della sociata’, ha detto Josipović affermando che al referendum votera’ contro la proposta in questione. Voterà “no” anche il premier Milanović. E anche se è stato costretto a rispettare la volonta’ espressa dai cittadini che hanno chiesto la consultazione, Milanović ritiene l’iniziativa promossa dal gruppo “In nome della famiglia” come un brutto episodio a causa dell’inesistenza di una cornice normativa che disciplina le modifiche costituzionali, per cui ogni questione legata alla modifica della Carta puo’ trasformarsi in un quesito referendario.

giovedì 29 marzo 2012

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est trasmessa oggi da Radio Radicale.
La trasmissione è riascoltabile nella sezione "In Onda" del blog oppure, insieme a tutte quelle precedenti, sul sito di Radio Radicale.

venerdì 23 marzo 2012

"INSIEME CONTRO LE DISCRIMINAZIONI": CONCLUSA IN MONTENEGRO CONFERENZA EUROPEA

Dai Balcani avviato un importante percorso politico in vista della storica conferenza del Consiglio d'Europa promossa dal Regno Unito
Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti

A Budva, Montenegro, si è svolta lunedì 19 marzo 2012 una storica conferenza che segna una tappa importante nel percorso verso una sempre maggiore eguaglianza e tutela dei diritti nei Balcani.

Il primo ministro della nazione ospitante, Igor Lukšić, ha invitato rappresentanti degli Stati europei e in particolare dei Balcani ed esperti internazionali per parlare di diritti, orientamento sessuale e identità di genere alla conferenza Insieme contro la discriminazione. Obiettivo e filorosso dell'evento è stato favorire un percorso soprattutto politico di contrasto alla discriminazione contro lesbiche, gay e persone trans nella regione. In diversi Stati, infatti, si ripetono attacchi e violenze contro la comunità LGBT, soprattutto in occasione di manifestazioni pubbliche da loro promosse quali i pride.

Oltre a ministri del governo montenegrino hanno preso la parola rappresentanti governativi di Bosnia, Serbia, Macedonia, Kosova e Croazia. In particolare la vicepremier di quest'ultimo Stato, nonché ministro per il welfare e la gioventù Milanka Opačić ha sottolineato l'impegno nel contrasto alladiscriminazione proprio per tutelare i giovani. Inoltre, ha annunciato che il governo croato sta lavorando ad una proposta di legge per introdurre un'unione civile per persone dello stesso genere.

Hanno partecipato ai lavori anche rappresentanti dei governi di Austria, Germania, Regno unito e Stati uniti. Assente l'Italia, la cui esperienza è stata tuttavia rapidamente ricordata nell'intervento di Alexander Schuster. Questi ha sottolineato che le riforme legislative non sono in sé sufficienti eche occorre contrastare anche l'omofobia istituzionalizzata, ad esempio attraverso campagne che visivamente associno lo Stato alla lotta contro l'esclusione e la discriminazione di persone LGBT.

La conferenza Insieme contro la discriminazione è stata fortemente voluta quale passo propedeutico verso altra storica conferenza, ovvero quella di più giorni che si terrà la prossima settimana al Consiglio d'Europa. Voluta dalla presidenza britannica per fare il punto sulla Raccomandazione CM/Rec(2010)5 sulle misure per combattere la discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, mira anche a promuoverne l'implementazione da parte degli Stati.

Tutti gli interventi alla conferenza di Budva sono disponibili online sul sito del Governo al seguente indirizzo:
http://www.gov.me/en/Together_against_Discrimination/video/#