L'elezione di Kolinda Grabar-Kitarovic alla presidenza della Croazia, con la determinante partecipazione al voto dei croati di Bosnia
Erzegovina, apre nuovi scenari nei rapporti tra Zagabria e Sarajevo. Su questo particolare aspetto del voto dell'11 gennaio in Croazia, è da segnalare l'interessante analisi di Rodolfo Toé su Osservatorio Balcani e Caucaso.
"La novità - scrive Toè - potrebbe avere degli effetti sull'equilibrio della regione,
soprattutto in Bosnia Erzegovina, dove proprio la questione dei diritti
dei croati bosniaci è stata una delle più delicate della scorsa
legislatura, in particolar modo in relazione alla sentenza della Corte
Europea sul caso Sejdić-Finci
e sulla necessità (ormai non più rinviabile) di rivedere gli accordi di
pace di Dayton, che buona parte dell'opinione pubblica e della comunità
internazionale ritiene superati".
Stando alle dichiarazioni di Grabar Kitarović,
l'impressione è che la Croazia cerchi di ritagliarsi un ruolo da
protagonista nelle questioni bosniache, anche se esiste la possibilità che la nuova presidente croata stia semplicemente facendo della retorica: "Molto probabilmente, occorrerà attendere i prossimi mesi per capire
quale sarà l'impatto effettivo del cambio al vertice dello stato croato", conclude Rodolfo Toè.
Il testo integrale dell'articolo su Osservatorio Balcani e Caucaso
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venerdì 16 gennaio 2015
giovedì 23 ottobre 2014
BOSNIA: TRE ANALISI SUL VOTO DEL 12 OTTOBRE
Le elezioni del 12 ottobre in Bosnia Erzegovina hanno toccato praticamente tutte le istituzioni elettive del Paese. I 3.278.908 cittadini aventi diritto al voto (2.037.076 nella Federacija BiH, l'entità croato-bosgnacca, e 1.241.832 nella Republika Srpska, l'entità a maggioranza serba) erano chiamati a eleggere i 3 presidenti della presidenza nazionale tripartita, il presidente e 2 vicepresidenti della Republika Srpska, 42 parlamentari del parlamento nazionale, 83 parlamentari della RS, 98 membri del parlamentari e 289 rappresentanti cantonali della Federacija. In tutto 518 posti per i quali i candidati in lizza erano 7.748 (3.276 donne; 4.472 uomini) riuniti in 98 tra partiti, coalizioni e candidati indipendenti. Questo diluvio di numeri è il frutto dell'assetto istituzionale determinato dagli accordi di pace di Dayton che nel 1995 posero fine al conflitto fotografando la situazione sul terreno. E sono proprio quegli accordi che hanno determinato una situazione politico-istituzionale che appare ormai senza via d'uscita e che sta allontanando sempre più il Paese dalla prospettiva dell'integrazione in quella Unione Europea che ha essa stessa responsabilità nella situazione.
Qui di seguito tre interessanti commenti usciti nei giorni scorsi sull'esito del voto in Bosnia del 12 ottobre
La Bosnia di ieri
Andrea Oskari Rossini, Osservatorio Balcani e Caucaso, 13 ottobre 2014
Così la Bosnia torna al 1990
Rodolfo Toè, Il Foglio, 14 ottobre 2014
Il pantano politico bosniaco
Matteo Tacconi, Rassegna Est, 20 ottobre 2014
Qui di seguito tre interessanti commenti usciti nei giorni scorsi sull'esito del voto in Bosnia del 12 ottobre
La Bosnia di ieri
Andrea Oskari Rossini, Osservatorio Balcani e Caucaso, 13 ottobre 2014
Così la Bosnia torna al 1990
Rodolfo Toè, Il Foglio, 14 ottobre 2014
Il pantano politico bosniaco
Matteo Tacconi, Rassegna Est, 20 ottobre 2014
venerdì 1 marzo 2013
RACCONTA L'EUROPA ALL'EUROPA: BOSNIA ERZEGOVINA
Quinta puntata del ciclo di Speciali di Passaggio a Sud Est che fanno parte del progetto europeo promosso da Osservatorio Balcani e Caucaso
La quinta puntata del ciclo di Speciali prodotti nell'ambito del progetto europeo promosso da Osservatorio Balcani e Caucaso racconta una delle realtà più complesse dell'area ex jugoslava, una situazione difficile e delicata in cui nonostante le divisioni lasciate dalla guerra si possono però individuare anche elementi positivi.
Lo stallo istituzionale e politico, la delicata e dibattuta questione del censimento, il caso emblematico di Mostar, ma anche le possibilità offerte da un turismo responsabile e dalla valorizzazione dei prodotti tipici locali.
Ospiti della puntata:
Zlatko Dizdarevic, giornalista, scrittore, ex ambasciatore, già direttore del quotidiano sarajevese Oslobodjenje durante l'assedio
Rodolfo Toè, corrispondente di Osservatorio Balcani e Caucaso e di Le Courrier des Balkans
Massimo Moratti, esperto di diritti umani qui in veste di grande conoscitore della Bosnia dal punto di vista naturalistico
Michele Rumiz, responsabile delle attività nei Balcani di Slow Food International.
Il commento finale è di Andrea Rossini, giornalista e documentarista di Osservatorio Balcani e Caucaso
Ascolta qui il quinto Speciale "Racconta l'Europa all'Europa": Bosnia Erzegovina
Vai alla pagina dedicata al progetto sul sito di Radio Radicale
Vai al sito di Osservatorio Balcani e Caucaso
La quinta puntata del ciclo di Speciali prodotti nell'ambito del progetto europeo promosso da Osservatorio Balcani e Caucaso racconta una delle realtà più complesse dell'area ex jugoslava, una situazione difficile e delicata in cui nonostante le divisioni lasciate dalla guerra si possono però individuare anche elementi positivi.
Lo stallo istituzionale e politico, la delicata e dibattuta questione del censimento, il caso emblematico di Mostar, ma anche le possibilità offerte da un turismo responsabile e dalla valorizzazione dei prodotti tipici locali.
Ospiti della puntata:
Zlatko Dizdarevic, giornalista, scrittore, ex ambasciatore, già direttore del quotidiano sarajevese Oslobodjenje durante l'assedio
Rodolfo Toè, corrispondente di Osservatorio Balcani e Caucaso e di Le Courrier des Balkans
Massimo Moratti, esperto di diritti umani qui in veste di grande conoscitore della Bosnia dal punto di vista naturalistico
Michele Rumiz, responsabile delle attività nei Balcani di Slow Food International.
Il commento finale è di Andrea Rossini, giornalista e documentarista di Osservatorio Balcani e Caucaso
Ascolta qui il quinto Speciale "Racconta l'Europa all'Europa": Bosnia Erzegovina
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mercoledì 10 ottobre 2012
ELEZIONI IN BOSNIA: VINCONO LE DIVISIONI ETNICHE
| Poster elettorali a Srebrenica (Foto Reuters/Dado Ruvic) |
"La Bosnia si risveglia negli anni Novanta": il pezzo di Rodolfo Toè su Linkiesta
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