Visualizzazione post con etichetta silvio berlusconi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta silvio berlusconi. Mostra tutti i post

martedì 25 maggio 2010

AMICO MILO

Silvio Berlusconi e Milo Djukanovic (da Repubblica.It)
C'è un signore che fa il premier in un Paese che si affaccia sull'Adriatico, pluri-inquisito (dalle procure di Bari e Napoli) per vicende piuttosto losche, che nonostante un evidente conflitto di interessi sta facendo affari lucrosi con un suo vicino. Avete sbagliato. Non si tratta di Silvio Berlusconi, ma di quest'ultimo è grande amico. Il suo nome è Milo Djukanovic, di mestiere fa l'uomo d'affari, ma si occupa anche di politica come capo del governo del Montenegro di cui controlla la politica da una ventina d'anni. Secondo alcuni nostri magistrati è (stato) implicato nel contrabbando internazionale e nel favoreggiamento di alcuni latitanti.
La Procura di Bari, come anche quella di Napoli, aveva chiesto il suo arresto come capo di una cupola mafioso-finanziaria dedita al traffico internazionale di sigarette, droga, armi e responsabile della copertura di una quindicina di criminali. L'anno scorso però il fascicolo è stato archiviato: Djukanovic è un capo di governo straniero protetto dall'immunità e quindi non si può procedere. Anche i magistrati montenegrini hanno messo Djukanovic nel mirino: la suprema corte di Podgorica sta infatti indagando su nove omicidi di testimoni "scomodi" legati al contrabbando (nel 2004 in città fu ucciso anche il giovane direttore del quotidiano di opposizione Dan), con un indagine che pare stia guastando il sonno a molti alti papaveri.
Djukanovic ha deciso di fare del suo Paese una nuova Eldorado, attirando investimenti esteri grazie anche all'imposta sui redditi più bassa d'Europa (9%) e ad un piano di privatizzazioni dai contorni non molto chiari, soprattutto nel settore energetico. Le imprese italiane (tra le quali A2A, Enel, Terna, Banca Intesa, Ferrovie dello Stato, Edison, Valtur, Todini) hanno fiutato l'affare e si sono subito fiondate. Un giro da 5 milioni di euro per privatizzare centrali, ferrovie ed elettrodotti, garantito dall'asse Djukanovic-Berlusconi, che considera il suo omologo un partner "amico" e "affidabilissimo". In cambio per Podgorica (che ha già adottato unilateralmente l'Euro come propria moneta) c'è l'ingresso nell'Ue e nella Nato. Nel frattempo una parte dei soldi arrivati dall'Italia per le privatizzazioni sono finiti sui conti della banca controllata dal fratello di Djukanovic.

Sull'argomento segnalo l'interessante reportage di Paolo Berizzi su Repubblica del 19 maggio (e ringrazio Beppe per la segnalazione).

Segnalo inoltre il pezzo di Matteo Zola su East Journal