La scelta dell'Armenia e a quanto pare anche dell'Ucraina
di preferire l'unione doganale con Mosca all'accordo di libero
scambio con Bruxelles, potrebbe fare della
Moldavia una
success story del
"partenariato orientale" dell'Unione Europea che altrimenti
rischierebbe di naufragare. Con gli ultimi avvenimenti la Moldavia è divenuta, infatti, il
paese capofila del programma di associazione, avendo incassato al
summit di Vilnius l'avvio dell'accordo di associazione e della
liberalizzazione dei visti uniti ad una serie di apprezzamenti dei
partner europei. Un'analisi dell'attuale situazione in Moldavia
è contenuta in un documento dell'
European Stability Initiative pubblicato il 2 dicembre scorso.
Dal 2011, la Moldavia è risultata ogni
anno al primo posto nell’indice per l’integrazione europea dei
paesi del partenariato orientale e nel corso del 2013 risulta essere
il paese più riformatore nella regione e il più vicino a soddisfare
gli standard dell'UE. La Moldavia è povera, ma nonostante
questo è anche democratica, cosa che costituisce un fenomeno raro
nella politica dei paesi post-sovietici anche se questo risultato non
deve essere dato per scontato. Il "successo" della Moldavia
resta fragile e non si è ancora tradotto in miglioramenti concreti
sentiti dai cittadini. La dichiarazione finale adottata a Vilnius il
29 novembre, per esempio, non ha fatto alcun riferimento all'articolo 49 del
trattato sull'Unione europea, che afferma che ogni Stato europeo può
presentare domanda di adesione all'UE, purché rispetti i valori
fondamentali dell'UE.
La Moldavia rimane una
società conservatrice e gli atteggiamenti omofobici sono all'ordine
del giorno. Nessun’altra minoranza in Moldavia soffre tanto
pregiudizio e aggressività come quella LGBT. Ma dato che questa è una delle questioni posta del
piano d'azione dell’UE per concedere la liberalizzazione dei visti, il parlamento
moldavo nel
maggio 2012 ha approvato una legge antidiscriminazione. L’aver
posto una condizione e aver mantenuto posizioni di principio da parte
dell’UE ha prodotto dunque un risultato positivo a Chisinau. Le prospettive di ottenere l'esenzione
dai visti e la firma dell'accordo di associazione, a questo punto, sono entrambe buone
notizie. Allo stesso tempo però, la Moldavia ha disperatamente
bisogno di sviluppo economico e di un aumento degli investimenti
esteri diretti. Per questo una chiara prospettiva a lungo termine di
adesione all'UE sarebbe fondamentale.
In definitiva, secondo l'European Stability Initiative se l'Unione Europea vuole che
la Moldavia diventi una vera storia di successo nell’area
orientale, dovrebbe essere disposta ad andare oltre Vilnius e il
Consiglio europeo di questa settimana, potrebbe essere il
momento giusto per mostrare al popolo e ai responsabili politici, in
Moldavia, ma anche agli altri Paesi del "partenariato orientale, soprattuto Georgia e Ucraina, che da una parte le riforme aprono le
porte dell'Unione e dall'altra che un’Europa unita e libera può trasformare la
società e garantire migliori condizioni di vita per tutti i cittadini.
The surprising front-runner. Moldova before and after the Vilnius summit
Leggi qui il report sulla Moldova dell'European Stability Iniziativa