Visualizzazione post con etichetta marco pannella. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta marco pannella. Mostra tutti i post

lunedì 10 giugno 2013

EMMA BONINO: "LA TURCHIA SCELGA SE ESSERE DEMOCRAZIA MATURA O STATO AUTORITARIO"

Pannella a Radio Radicale: "Erdogan poteva essere (e forse può ancora) quello che i democristiani furono per la realizzazione dell’Unione europea"

Le dichiarazioni di Erdogan sono ''un segno di debolezza, soprattutto laddove denuncia un complotto internazionale''. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Emma Bonino, intervistata da Lucia Annunziata a "In mezz'ora" su Rai 3 e augurandosi che il premier turco accetti l'appello alla moderazione che giunge dai paesi amici e che il premier scelga di "dialogare con chi manifesta pacificamente". Per Bonino, che è definita "amica della Turchia", il Paese deve ora decidere se puntare "ad una democrazia matura o insistere su uno stile di governo che e' diventato molto autoritario in questi ultimi anni". Alla domanda di Annunziata che le ha chiesto con chi andrebbe a parlare se andasse oggi in Turchia, con il governo o con i manifestanti, la titolare della Farnesina ha risposto: "Con entrambi, ma certamente andrei a parlare con Erdogan", per convincerlo ad ascoltare anche chi protesta pacificamente.

Qui il video integrale dell'intervista di Lucia Annunziata a Emma Bonino



Sulle manifestazioni in Turchia contro il governo è intervenuto anche Marco Pannella che, parlando a Radio Radicale nel corso della conversazione settimanale domenicale condotta ieri da Valter Vecellio, ha dettodi avere avuto “un riflesso un pochino diverso” da quello di Emma Bonino: “In questo momento, molto responsabilmente, [Emma] ha detto cose più severe rispetto alle reazioni di Erdogan alle proteste. Ma io tengo molto presente anche il resto, pur rispetto a questo giudizio che condivido, cioè che Erdogan – disarmato dalla sua scelta storica – si accontenti di essere islamico e basta”.
Il leader radicale ha parlato dellle colpe di noi europei rispetto alla Turchia: “Noi lo dicevamo, oggi è necessario che la grande storia di Ataturk si democratizzi. In Erdogan, che poteva essere e forse può ancora essere quello che i democristiani furono, cioè il meglio della realizzazione dell’Unione europea dal nostro punto di vista, cioè democratico-islamico… Ma aspettando alle porte dell’Europa gli è mancato questo: se entro in Europa non dovrò io difendermi da una minoranza che in nome della grandezza di Ataturk ne esercita solo l’autoritarismo. Una Turchia che ha avuto il coraggio e la grandezza di essere per la Nato nella sua posizione, quando l’impero sovietico la circondava da tutte le parti, con l’Europa che dice di no, dargli forse un altro pensiero forte: allora dobbiamo scegliere il Medio oriente da una posizione di minoranza per fare la democrazia islamica. Parlo di una cosa da comprendere, da verificare”.

sabato 4 febbraio 2012

EUROPA: LA CROAZIA CONTINUA A CREDERCI

Di Marina Szikora [*]
Recentemente ho accompagnato il leader radicale Marco Pannella a Zagabria. Il suo ritorno in Croazia ha risvegliato ricordi emozionanti: vent’anni fa, il Capodanno di Osijek, trascorso nelle trincee sotto gli attacchi dell’aggressore, in divisa croata come segno di solidarietà, da non violento, insieme ai compagni radicali per chiedere l’immediato cessate il fuoco e il riconoscimento internazionale della Croazia indipendente. Sin da quei giorni così duri, bagnati di sangue e dell’ingiusta interruzione di molti ideali e progetti giovanili, la Croazia sognava un sogno unico: essere uno stato indipendente ed europeo, far parte della vecchia signora Europa cui da sempre apparteneva.

Per tutti questi anni, affrontando un destino consueto per molti paesi in transizione, con tante debolezze, frustrazioni, pur sempre appesantita dalle conseguenze della guerra (ancor oggi il Paese non è tornato al livello economico di prima della guerra), durante un processo di negoziati di adesione così lungo e sfiancante, il più lungo rispetto a tutti gli altri paesi che oggi fanno parte dell’Ue, la Croazia è rimasta fedele al suo obiettivo europeo. Alla domanda, come la trova oggi, questa Croazia rispetto a quel paese per la cui libertà e riconscimento lottava con le armi della nonviolenza, Pannella ha risposto fermamente: proprio così come me la immaginavo, incamminata con successo verso l’Europa, non quella delle patrie ma quella della Patria europea.

Forse, sapendo con quanta lealtà verso l’Europa la Croazia ha affrontato tutte queste difficoltà, non dovrebbe sorprendere l’esito del referendum dello scorso 22 gennaio che ha visto la vittoria del Sì croato all’Ue. In un momento così particolare per questa Unione così debole e nel più profondo della sua crisi, il voto croato dovrebbe risvegliare l’attenzione di tutti quelli in Europa che forse consideravano questo Paese marginale e di poco conto: il prossimo 28-esimo paese membro dell’Ue forse catturerà l’attenzione e permetterà un momento di riflessione seria: sì, ci sono ancora quelli che vogliono credere nell’Europa, forse più che mai nell’Europa dei suoi fondatori. Secondo me, non importa in questo momento la più bassa affluenza alle urne dei cittadini croati rispetto alle altre nazioni delle precedenti adesioni. Domani questo si dimenticherà…

Le spiegazioni del perché sono diverse. La più facile è quella che deriva dalle preoccupazioni per quello che accade nelle vicinanze: a partire dalla durezza ungherese, per non parlare dell’ormai incancrenita situazione greca, aggiungendovi la gente in piazza in Romania… E poi l’Italia, il Bel Paese che per i croati è sempre stata la destinazione preferita. Le rigidità di Regno Unito e Francia, che storicamente non hanno mai optato a favore della Croazia. Il costante pensiero: che cosa comporta l’ingresso nel club dei 27? La perdita dell’identità nazionale che è stata conquistata con così tanto sangue e sudore? Quasi sette anni di un processo così frustrante e con condizionamenti che non sembravano finire mai, la delusione verso il Tribunale dell’Aja per i crimini commessi in ex Jugoslavia. Comprensibilmente, tutta questa confusione desta preoccupazione e molti dubbi. E poi, nell’ultimo mese prima del referendum, molto molto chiasso da parte degli euroscettici entrati in gara contro la campagna di tutti i partiti parlamentari.

Altra spiegazione: a differenza degli altri paesi finora aderenti, la Croazia ha avuto le elezioni parlamentari solo poco meno di due mesi fa. Oltre le aspettative, i cittadini della Croazia ormai stanchi di otto anni di un governo i cui più alti rappesentanti devono rispondere per diversi scandali di corruzione, a partire dall’ex premier Ivo Sanader, avevano risposto con una alta partecipazione al voto scegliendo con una maggioranza netta la coalizione dei partiti della sinistra guidati dall’attuale premier Zoran Milanović. Va sottolineato che nel Parlamento sono entrati tutti i partiti proeuropei, e soltanto un seggio è stato affidato alla parlamentare il cui partito si oppone all’ingresso della Croazia nell’Ue, almeno per ora. In questo senso, già questo è stato un forte Sì degli elettori croati al futuro europeo del loro Paese.

Infine, un altro particolare da tener presente: un dato bizzarro che per anni ha sorpreso l’opinione pubblica croata e questa volta non è stato trascurato nemmeno dalle agenzie di stampa internazionali: oltre quattro milioni e mezzo di elettori in uno stato che secondo l’ultimo censimento di fine giugno 2010 conta appena 4,2 milioni di abitanti. Si tratta senza dubbio di una rarità in termini mondiali. Il nuovo governo di coalizione intende già da quest’estate adottare le modifiche della Legge sulla residenza e permanenza dei cittadini:ciò consentirebbe di aggiornare entro la metà del 2013 e la data delle elezioni locali il numero degli elettori. Proprio per questo particolare così bizzarro, la percentuale reale dei votanti a questo referendum europeo sarebbe più alta rispetto al 43,51% dei dati ufficiali della Commissione elettorale statale.

Il segnale dato all’Europa, in ogni caso, è forte. Nessuno nel Paese si attende miracoli o miglioramenti dall’oggi al domani. ”Per la Croazia, soprattutto per il governo, quello attuale e qualche futuro, il risultato del referendum è un obbligo grande e difficile a continuare le rifome e far sì che la Croazia sia completamente compattibile con gli alti standard in tutti i settori della vita. Soltanto così potrà affronatare i cittadini che hanno votato CONTRO e dire loro che avevano temuto l’Europa ingiustamente. è importante che la Croazia, e soprattutto il potere, non siano presi da un esagerato euroottimismo, dalle aspettative che l’Ue di per se sarà la medicina per tutte le nostre debolezze. L’Europa ci sarà utile così come saremo in grado di lavorare”, ha scritto il presidente croato Ivo Josipović.

Ed è assolutamente vero: è solo l’inizio, le nostre speranze e l’ottimismo che pur esistono devono diventare azione e risultato. Ne saremo all’altezza? Dipende da noi, ma dipende anche dall’Europa, se saprà riconoscerci e valutarci. Noi ci crediamo quando molti sembrano non crederci più.

[*] Corrispondente di Radio Radicale, collaboratrice di Passaggio a Sud Est. Questo articolo è stato pubblicato in origine su Libertiamo.It

mercoledì 7 dicembre 2011

CROAZIA: LETTERA DI EMMA BONINO E MARCO PANNELLA AL FUTURO PREMIER MILANOVIĆ

Marco Pannella e Emma Bonino
Caro futuro premier Milanović, cari amici della coalizione Kukuriku,

apprendendo la notizia della vostra netta vittoria, vogliamo augurare al nuovo governo che sarà alla vostra guida molto successo e lavoro di prosperità. Seppur in condizioni estremamente difficili, quando anche l'Europa sta affrontando una delle sue crisi più gravi e profonde, siamo fiduciosi che il vostro buon governamento, pronto al massimo impegno, con responsabilità e trasparenza, cosi' come promesso e atteso dai propri cittadini, possa assicurare progresso e vita migliore nella vostra ma anche nostra Croazia.

Proprio con alcuni di voi, nostri compagni di lunga strada ma anche di quella più recente, abbiamo incardinato battaglie importanti e l'amicizia e l'impegno comune vanno a pari passo sin dai tempi più difficili di un paese sotto guerra di aggressione fino all'apprestamento del giorno storico che marcherà l'ingresso della Croazia a pieno titolo nell'Ue. E' stato un percorso molto lungo e faticoso alla cui buonuscita hanno contribuito e contribuiscono tutti, ma vogliamo augurare proprio a voi vincitori odierni l'approdo all'Europa che oggi più che mai necessita anche di contributi come quello vostro. Vogliamo insieme a voi costruire l'indispensabile e quello di cui noi tutti siamo più bisognosi: l'Europa dei suoi fondatori, la Patria europea, fonte di speranza, progresso, stabilità e vera democrazia.

Buon lavoro e sappiate che noi ci siamo, con voi, come allora, cosi' anche in tutte le sfide che ci aspettano.

Un abbraccio!
Emma Bonino e Marco Pannella
7 dicembre 2011

giovedì 17 novembre 2011

MARCO PANNELLA TORNA A ZAGABRIA

Il presidente croato Ivo Josipovic
e il leader radicale Marco Pannella
Di Marina Szikora [*] Un ritorno in Croazia anche come gesto simbolico considerando il fatto che proprio vent'anni fa, negli anni piu' difficili della guerra di aggressione serba, Pannella e i suoi compagni radicali si recarono ad Osijek, dopo aver ricevuto informazioni che a seguito della caduta della citta' martire Vukovar, Osijek rischiava lo stesso destino. Indossando la divisa croata, da nonviolenti i radicali hanno voluto manifestare cosi' il loro sostegno ai difensori croati nella Osijek sotto attacco chiedendo alla comunita' internazionale l'urgente riconoscimento dell'indipendenza croata e l'immediata cessazione della guerra di aggressione.
Lunedi', Marco Pannella accompagnato da chi scrive e dal deputato socialdemocratico Tonino Picula, vicepresidente della Commissione esteri del Parlamento croato, gia' ministro degli esteri e iscritto al PRNtt, ha avuto una serie di incontri al Parlamento croato. Il primo a riceverlo e' stato il vicepresidente del Parlamento e presidente della Commissione per le integrazioni europee, il socialdemocratico Neven Mimica, gia' ministro delle integrazioni europee il quale ha ringraziato Pannella per il suo impegno nel corso degli ultimi due decenni per la Croazia, dalla sua indipendenza fino al suo status attuale, vale a dire la vicinanza dell'ingresso nell'Ue. Mimica si e' detto fiducioso di una ulteriore collaborazione soprattutto dal momento in cui la Croazia sara' il 28-esimo paese membro dell'Ue anche nell'ambito delle preziose iniziative del PRNtt.
Molto affettuoso e' stato l'incontro con il Presidente del Parlamento croato Luka Bebić il quale ha salutato Pannella ricordando la sua lunghissima esperienza politica conosciuta ben oltre i confini dell'Italia, apprezzando in particolare il metodo nonviolento per realizzare gli obbiettivi in difesa dei diritti dell'uomo, della liberta' e democrazia in tutto il mondo. Il presidente del Parlamento croato, esponente del partito governativo, HDZ, ha sottolineato di essere stato iscritto al PRT negli anni piu' difficili per la Croazia, vale a dire all'inizio degli anni novanta. "Ringraziando Pannella per il suo impegno per il riconoscimento internazionale della Croazia nel 1992, per il quale l'ex presidente della Repubblica di Croazia Stjepan Mesić nel 2002 gli aveva attribuito le onorificenze dell'Ordine del principe Branimir, Bebić ha sottolineato che gli obbiettivi per i quali il PRNtt sta lottando nel mondo odierno sono estremamente attuali. "Siamo testimoni di manifestazioni quotidiane in tutto il mondo in cui si esprime il desiderio per una vita migliore e democrazia ed i metodi della lotta nonviolenta sono piu' attuali che mai prima" ha detto Bebić.
Plaudendo il cammino che la Croazia ha superato negli ultimi due decenni, Pannella ha ricordato le sue attivita' in Croazia durante la Guerra per la patria, tra cui anche l'iniziativa nonviolenta che porto' nel 1991 e all'inizio del 1992 i militanti del PRNtt a chiedere l'immediato cessamento dell'agressione contro Osijek e Nova Gradiška. Durante un colloquio affettuoso con il presidente del Sabor, al quale ha partecipato anche il vicepresidente della Commissione per la politica estera Tonino Picula, Pannella ha invitato Bebić di attivarsi dopo la conclusione della sua attuale carriera parlamentare nel lavoro del PRNtt e di appoggiare i suoi obbiettivi con la propria esperienza", si legge in un cominicato rilasciato dall'Ufficio del presidente del Sabor croato a seguito dell'incontro con il leader radicale.
Pannella ha incontrato anche l'esperto in economia Ljubo Jurčić, gia' ministro dell'economia che alle prossime elezioni si presenta con la sua lista Iniziativa economica croata dopo che ha lasciato il Partito socialdemocratico. Infine, sempre in Parlamento, Marco Pannella ha incontrato Vesna Pusić, capogruppo del Partito poplare croato, presidente della Commissione nazionale per seguire i negoziati di adesione all'Ue. Vesna Pusić da liberale, gia' presidente dei liberali europee, conosce bene le iniziative del PRNtt e l'incontro con Pannella e' stato anche l'occasione di scambi di idee comuni e di apprezzamento per l'impegno dei radicali sia in Croazia che in diverse parti del mondo.
Sempre lunedi' a seguito degli incontri con i deputati croati, Pannella e' stato ricevuto dal Presidente Ivo Josipović nel suo ufficio di Pantovčak. Un incontro molto caloroso in cui il leader radicale ha sottolineato l'importanza dell'ingresso della Croazia nell'Ue come contributo al rafforzamento e all'allargamento della famiglia europea e come esempio per gli altri paesi della regione di seguire la stessa via in quanto obbiettivo per realizzare democrazia, pace e stabilita'. Ha indicato anche l'importanza dell'iniziativa del presidente Josipović indirizzata verso la riconciliazione nella regione in quanto garanzia per la costruzione della pace e progresso di quest'area.
Il Presidente Josipović ha ringraziato Marco Pannella per il suo impegno, a partire dai tempi piu' difficili della Guerra per la patria fino ad oggi e ha sottolineato l'importanza delle attivita' del Partito radicale nonviolento sia in Europa sudorientale che in tutto il mondo a fin di promuovere e affermare i valori democratici e fondamentalmente umani, si legge nel comunicato della presidenza croata.
[*] Corrispondente di Radio Radicale. Il testo è tratto dalla corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda oggi

Il comunicato sull'incontro tra il presidente Josipovic e Marco Pannella dal sito della presidenza croata

martedì 15 novembre 2011

MARCO PANNELLA IN CROAZIA

Lunedì 14 e martedì 15 novembre il leader radicale Marco Pannella ha compiuto una visita in Croazia durante la quale ha incontrato diversi esponenti politici e alti rappresentanti delle istituzioni a partire dal presidente Josipovic. Qui di seguito alcuni comunicati pubblicati sul sito del Partito radicale nonviolento transnazionale e transpartito.



Il presidente Josipović ha ricevuto il leader del Partito radicale transnazionale, nonviolento e transpartito
Zagabria, 14 novembre - Il Presidente della Repubblica di Croazia Ivo Josipović ha ricevuto il leader del Partito radicale transnazionale, nonviolento e transpartito (NRPtt) Marco Pannella, deputato italiano ed europeo per molti anni. Marco Pannella nel 1991 si reco', senza armi come sostenitore della nonviolenza, alla prima linea del fronte per dare sostegno ai difensori croati e per sollevare l'attenzione con il suo gesto simbolico sulla necessita' di riconoscere urgentemente la Croazia indipendente e per chiedere la fine dell'aggressione militare serba.
Marco Pannella ha sottolineato l'importanza dell'ingresso della Croazia nell'Ue in quanto contribuisce al rafforzamento e all'allargamento della famiglia europea e come esempio per gli altri paesi della regione da seguire la stessa via in quanto obbiettivo per realizzare democrazia, pace e stabilita'. Ha indicato anche l'importanza dell'iniziativa del presidente Josipović indirizzata verso la riconciliazione nella regione in quanto garanzia per la costruzione della pace e progresso di quest'area.
Il Presidente Josipović ha ringraziato Marco Pannella per il suo impegno, a partire dai tempi piu' difficili della Guerra per la patria fino ad oggi e ha sottolineato l'importanza delle attivita' del Partito radicale nonviolento sia in Europa sudorientale che in tutto il mondo a fin di promuovere e affermare i valori democratici, civili e umani.

Il presidente del Parlamento croato Luka Bebić ha incontrato il leader del Partito radicale nonviolento transnazionale e transpartito Marco Pannella
Zagabria, 15 novembre – Il presidente del Sabor croato Luka Bebić ha ricevuto oggi al Sabor croato il leader del Partito radicale nonviolento, transnazionale e transpartito (PRNtt) Marco Pannella.
Ringraziando Pannella per il suo impegno per il riconoscimento internazionale della Croazia nel 1992, per il quale l'ex presidente della Repubblica di Croazia Stjepan Mesić nel 2002 gli aveva attribuito le onorificenze dell'Ordine del principe Branimir, Bebić ha sottolineato che gli obbiettivi per i quali il PRNtt sta lottando nel mondo odierno sono estremamente attuali. "Siamo testimoni di manifestazioni quotidiane in tutto il mondo in cui si esprime il desiderio per una vita migliore e democrazia ed i metodi della lotta nonviolenta sono piu' attuali che mai prima" ha detto Bebić.
Plaudendo il cammino che la Croazia ha superato negli ultimi due decenni, Pannella ha ricordato le sue attivita' in Croazia durante la Guerra per la patria, tra cui anche l'iniziativa nonviolenta che porto' nel 1991 e all'inizio del 1992 i militanti del PRNtt a chiedere l'immediato cessamento dell'agressione contro Osijek e Nova Gradiška. Durante un colloquio affettuoso con il presidente del Sabor, al quale ha partecipato anche il vicepresidente della Commissione per la politica estera Tonino Picula, Pannella ha invitato Bebić di attivarsi dopo la conclusione della sua attuale carriera parlamentare nel lavoro del PRNtt e di appoggiare i suoi obbiettivi con la propria esperienza.
Il Partito radicale nonviolento transnazionale e transpartito (PRNtt) e' una organizzazione di cittadini, parlamentari e membri di governo di diverse appartenenze nazionali, politiche e di partito che con il metodo della nonviolenza gandhiana, disobbedienza civile e democrazia si impegnano a realizzare obbiettivi concreti per realizzare una giustizia internazionale efficace, il rispetto dei diritti della persona e per l'affermazione della democrazia e liberta' nel mondo. Tra le campagne globali che il PRNtt promuove da decenni in collaborazione con i governi, parlamenti e altre organizzazioni ci sono la moratoria universale sulla pena di morte, l'ablizione della pratica delle mutilazioni genitali femminili, la creazione della Corte internazionale permanente (ICC) ecc.

giovedì 2 giugno 2011

PASSAGGIO IN ONDA

La puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 2 giugno a Radio Radicale

Sommario della puntata

Gran parte del programma è dedicata ovviamente all'arresto di Ratko Mladic con, tra l'altro, le opinioni di Emma Bonino, di Adriano Sofri, del direttore della testata giornalistica di Osservatorio Balcani e Caucaso Luka Zanoni e di  Elvira Mujcic, autrice di "Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica" (Infinito Edizioni).

La trasmissione si apre con l'intervento telefonico di Marco Pannella nel corso dello Speciale sull'arresto di Ratko Mladic andato in onda domenica 29 maggio, nel quale il leader radicale ha annunciato l'intenzione di lanciare una campagna per l'assegnazione congiunta del premio Nobel per la pace al presidente serbo Boris Tadic e al presidente croato Ivo Josipovic.

Nella puntata si parla anche delle elezioni del 5 giugno in Macedonia, della battaglia legale sull'esito dell'elezione per il sindaco di Tirana e dello stato del negoziato per l'adesione della Croazia all'Unione Europea.

La trasmissione è stata realizzata con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura ed è riascoltabile direttamente qui



oppure sul sito di Radio Radicale nella sezione delle Rubriche dove è possibile anche ritrovare tutte le puntate precedenti e gli Speciali.