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lunedì 17 novembre 2014

LA VISITA DI RAMA A BELGRADO. TRA ALBANIA E SERBIA C'E' DI MEZZO IL KOSOVO?

Il fuori programma delle sue dichiarazioni sul Kosovo ha rischiato di far fallire la storica visita a Belgrado, ma nonostante la tensione le relazioni bilaterali non sono a rischio.

Edi Rama e Aleksandar Vucic
Di Marina Szikora
Le parole del premier albanese Edi Rama a Belgrado appena pronunciate hanno suscitato la smorfia del premier serbo Aleksandar Vucic e la sua durissima replica. “L'indipendenza del Kosovo e' una realta' e prima la Serbia lo accettera', piu' velocemente la regione andra' avanti”, cosi' il premier albanese, forse in modo inaspettato, ma dall'altra parte, come ha osservato il corrispondente croato da Belgrado, nessuno poteva essere cosi' ingenuo di non immaginare che Edi Rama avrebbe utilizzato proprio questa occasione per ribadire la sua posizione e per non far dimenticare a nessuno la solidarieta' degli albanesi, quale che sia il paese al quale appartengono. Per Vucic, almeno di come potevano registrarlo le telecamere, e' stata una brutta sorpresa e qualcosa che, come aveva detto, non e' stato annunciato in nessuno degli talking point di questa visita che si annunciava storica. E sull'inevitabile tema della recente partita che si e' conclusa con il ben noto incidente con la bandiera e le violenze sullo stadio di Belgrado, Rama ha detto: “Non siamo nemici, i nostri nemici comuni sono la poverta', mancanza di prospettiva per i giovani e un grande debito pubblico”. L'invito al suo omologo serbo, di visitare l'anno prossimo l'Albania non e' mancato e per gli albanesi della valle di Presevo, Rama ha detto che possono essere il ponte di collaborazione tra la Serbia e l'Albania.

Rama si e' presentato come un avvocato dell'indipendenza kosovara e Vucic lo ha qualificato come una provocazione. I due premier non dovrebbero discutere “del” Kosovo, bensi' “con” il Kosovo, e' dell'opinione Dragoslav Dedovic, corrispondente della Deutsche Welle sezione serba. Nel suo commento il giornalista si chiede che cosa c'e' di storico nell'incontro Vucic-Rama? E risponde che una dimensione storica vi e' soltanto nel ritardo di quasi un intero secolo. Loro due sono i primi rappresentanti democraticamente eletti di due popoli che si sono decisi ad un incontro bilaterale, Belgrado e Tirana si trovano a due ore di volo da Bruxelles o da Berlino, ma le lontananze politiche ed emotive di queste destinazioni si misurano con anni di luce. Una stretta di mano cordiale con qualcuno che vedi come un nemico solido e un po' di presunzione balcanica e' meglio che nulla, afferma il giornalista della DW e aggiunge che meglio prima che mai. Questo incontro non risolevera' pero' i problemi accumulati, afferma. Pristina sembra essere piena di sex appeal anche se si tratta del piu' povero paese in Europa. Sia Belgrado che Tirana ripetono la stessa formula che Bruxelles ascolta volentieri: rispettiamo i confini immutabili! Con il fatto che la Serbia ritiene di confinare con l'Albania mentre l'Albania ritiene di confinare con il Kosovo, scrive la Deutsche Welle.

mercoledì 29 ottobre 2014

SOLO NOI STESSI POSSIAMO RENDERCI EUROPEI O NON EUROPEI

Qui di seguito il testo del discorso che il premier albanese Edi Rama ha pronunciato la scorsa settimana ad una conferenza tenutasi presso l'Ambasciata italiana di Tirana. Si tratta di una serie di riflessioni sull'Europa di oggi, sui Balcani e sull'integrazione europea, dopo la conquista dello status di Paese candidato all'adesione da parte dell'Albania e anche attraverso quanto accaduto recentemente tra Serbia e Albania dopo la partita di calcio tra le due nazionali sospesa a causa degli incidenti scoppiati a causa del drone che ha portato in volo sullo stadio di Belgrado uno striscione nazionalista albanese.
Il testo è quello pubblicato sul sito di Osservatorio Balcani e Caucaso.

Voglio cominciare il mio discorso citando un grande europeista e amico degli albanesi, nonché amico mio. Si chiama Romano Prodi ed è un grande onore averlo qui con noi oggi: “Il fondamento dell’Europa era mettere insieme diversi Paesi per costruire qualcosa di nuovo, chiudere con la tragedia del passato, lavorare insieme, mettere le risorse in comune per costruire un futuro prospero e in pace. Oggi, il presente assorbe il senso del futuro e l’Europa della speranza è diventata l’Europa della paura”.
Credo che l’Europa della paura abbia molte sfaccettature e gran parte di queste ho potuto osservarle in prima persona. Come albanese e come balcanico mi sono sentito in dovere di difendere con grande vigore europeista l’Europa della speranza, davanti ad europei olandesi, inglesi, che l’Europa della paura faceva apparire scettici sull’allargamento stesso.
Ovviamente non ho niente contro olandesi e inglesi, perché di europei impauriti ve ne sono fino ai vertici politici di molti altri paesi membri dell’Unione europea. Invece, albanesi e balcanici disillusi dell’Europa unita, difficilmente li trovi, anche a cercarli nei caffè delle provincie più sperdute, dove bolle il caffè della politica albanese o balcanica, simili tra di loro.

mercoledì 26 giugno 2013

ALBANIA: RAMA VINCE LE ELEZIONI MA BERISHA NON CI STA (PER ORA)

I socialisti hanno vinto le elezioni di domenica scorsa in Albania ma i democratici del primo ministro uscente Sali Berisha non ci stanno. Questa la situazione a 3 giorni da una consultazione considerata da Bruxelles un test cruciale per far proseguire il processo di integrazione europea di un Paese che negli ultimi anni non ha vissuto un clima politico di aspra contrapposizione tra maggioranza di centro-destra e opposizione che ha avuto il suo momento più nero negli scontri di piazza che nel gennaio del 2011 lasciarono quattro morti sull'asfalto di Tirana.

Con praticamente la totalità delle schede scrutinate, secondo quanto riferito dalla Commissione elettorale centrale, il Partito socialista di Edi Rama ha ottenuto il 53 per cento dei voti, mentre i conservatori di Berisha si sono fermati al 36 per cento. Con questi dati, il centrosinistra dovrebbe avere una comoda maggioranza di 84 seggi sui 140 che conta il parlamento. Il leader socialista Edi Rama, ex sindaco di Tirana, già ieri, aveva detto ai suoi sostenitori che sarà il prossimo primo ministro.

"Voi avete deciso di darmi il compito di guidare questo paese e io lo farò con la più grande responsabilità", ha detto l'ex sindaco di Tirana che nel maggio 2011 perse la poltrona di primo cittadino della capitale dopo un estenuante e contestatissimo riconteggio dei voti. "Questa vittoria - ha continuato – segna un grande cambiamento e la vittoria del rinnovamento per l'Albania e la sua entrata nella grande famiglia europea". Berisha, dal canto suo, tace da domenica sera dopo essersi intestato una vittoria che non sembra proprio confermata dalle urne.

Le elezioni politiche di domenica, ma soprattutto il dopo elezioni sono strettamente controllati dall'Unione europea, che già due volte ha negato all'Albania la candidatura ufficiale all'adesione, avvertendo che queste elezioni parlamentari del 2013 saranno considerate "un test cruciale" per la sua integrazione.



martedì 19 febbraio 2013

ALBANIA: LA SITUAZIONE POLITICA INTERNA, IL QUADRO INTERNAZIONALE, LE PROSSIME ELEZIONI

Artur Nura per Radio Radicale intervista Edi Rama, già sindaco di Tirana, leader del Partito socialista, la maggiore forza di opposizione all'attuale governo di centrodestra. 
La situazione politica interna albanese, il quadro internazionale, sia regionale che europeo, e le prossime elezioni politiche di giugno considerate da Bruxelles un test cruciale per valutare l'affidabilità dell'Albania che ancora non ha ottenuto lo status di Paese candidato all'adesione all'Ue.