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martedì 11 novembre 2014

1989-2014: VENTICINQUE ANNI FA LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO

Uno speciale di Radio Radicale per ricordare i giorni della caduta del muro di Berlino e gli eventi di quell'anno straordinario che cambiò la storia e la geografia politica europea e ai quali si intrecciò l'iniziativa politica del Partito Radicale che, divenuto "transnazionale", in aprile tenne il suo 35° Congresso a Budapest, quando ancora esisteva la "cortina di ferro". Con interventi di Emma Bonino, Marco Pannella, Marino Busdachin, Antonio Stango, una sintesi della relazione tenuta a Budapest da Sergio Stanzani, allora segretario del PR, e documenti sonori dell'epoca.


Venticinque anni fa, poco prima delle 7 di sera del 9 novembre 1989, il portavoce del Partito comunista della Repubblica democratica tedesca, Guenter Schabowski, durante una conferenza stampa convocata poco prima, annunciava ai giornalisti della stampa internazionale a Berlino Est che i cittadini della Germania orientale avrebbero potuto recarsi all'estero senza più bisogno di permessi speciali. Poco tempo prima le autorità della Ddr avevano annunciato un provvedimento simile, anche in risposta alle manifestazioni popolari sempre più imponenti che da Lipsia a Dresda alla stessa Berlino, chiedevano riforme e libertà di movimento, ma la cosa era rimasta lettera morta.

Il corrispondente dell'agenzia Ansa da Berlino, Riccardo Ehrman, lo fece notare piuttosto seccamente e chiese se questa volta le nuove disposizioni sarebbero entrate in vigore da subito. Ma Schabowski non aveva istruzioni precise e, non aveva avuto il tempo di leggere con attenzione le carte che gli erano state passate e di prepararsi una risposta. Così, colto di sorpresa, rispose con un certo imbarazzo: “Sofort. Da subito”.

In pochi minuti la notizia fece il giro del mondo, ripresa da tutte le emittenti internazionali, compresa la televisione della Germania ovest, regolarmente seguita nella Ddr. I cittadini di Berlino est cominciarono allora ad affluire check-point. Nelle ore successive, quando anche la televisione di stato della Germania est manderà in onda le dichiarazioni di Schabowsky, diventeranno decine di migliaia: una folla sempre più imponente che chiedeva di poter finalmente andare liberamente all'ovest, come era stato annunciato.

Le guardie di frontiera - i “Vopos”- rimasero disorientate e chiesero inutilmente istruzioni, ma la situazione rimaneva confusa. Prima venne detto loro di lasciar passare solo le persone in possesso del passaporto. Poi di respingerle al momento in cui sarebbero tornate per rientrare a casa. Col passare del tempo la folla aumentò, così come le file di Trabant in attesa di andare all'ovest. La tensione crebbe e la situazione rischiò di sfuggire di mano. Gli agenti della “Volkspolizei” non sapendo bene cosa fare e cercavano di tenere calma la folla che si sentiva sempre più presa in giro per l'ennesima volta.

Alle 22.30, l'ufficiale responsabile del varco sulla Bornholmerstrasse, Harald Jaeger, dopo essersi consultato con i suoi sottoposti, decise che non si poteva più attendere oltre e ordinò di aprire le sbarre. Di lì a poco lo stesso avverrà in tutti gli altri check-point. La frontiera più chiusa d'Europa si apriva: dopo 28 anni il “muro di Berlino” non esisteva più abbattuto sull'onda delle pressione popolare, ma anche di scelte politiche prese non solo in Germania.

Per oltre un quarto di secolo, anche se fisicamente non ne faceva parte, il “Muro di Berlino”, che separava la parte occidentale della città, appartenente alla Germania Ovest (la Repubblica federale tedesca, legata agli Stati Uniti), da quella orientale, capitale della Germania Est, la Repubblica democratica tedesca, la Ddr, strettamente legata ll'Unione Sovietica, era stato il simbolo e la rappresentazione più cruda della “cortina di ferro” che dal Baltico all'Adriatico tagliava l'Europa in due entità appartenenti a due sistemi politici, ideologici ed economici in conflitto fra di loro (la “guerra fredda”).

Questo Speciale, grazie a materiali sonori tratti dall'archivio di Radio Radicale e ad altre registrazioni dell'epoca, vuole ricordare quel formidabile 1989 e con esso l'iniziativa politica dei Radicali che, prima che cadesse il muro di Berlino e prima che si aprisse la “cortina di ferro”, in quello stesso anno andarono a Budapest a tenere il 35° congresso del loro partito diventato “transnazionale” e che, mentre da anni lottavano per l'affermazione della democrazia e dei diritti umani nell'Europa dell'est, denunciavano il rischio che le democrazie liberali dell'Occidente diventassero democrazie “reali”, autoritarie e burocratiche,  così come nei Paesi dell'est il socialismo era divenuto “socialismo reale”.

Ascolta lo Speciale sul sito di Radio Radicale

lunedì 27 ottobre 2014

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 26 ottobre 2014.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.



Sommario della trasmissione


Croazia: la "bomba" politica dell'arresto di Milan Bandic, uno dei politici più potenti del paese, per 12 anni sindaco di Zagabria, già candidato alle ultime presidenziali dove fu sconfitto da Ivo Josipovic.

Serbia e Albania: gli sviluppi della crisi politica dopo gli incidenti in occasione della partita di calcio fra le due nazionali a Belgrado; il rinvio della storica visita del premier albanese Edi Rama nella capitale serba; le prospettive delle relazioni bilaterali.

Kosovo: il permanere dello stallo politico ha spinto Unione Europea e Usa a fare pressione sulle forze politiche del Paese per uscire dalla crisi che impedisce la formazione di un governo a 4 mesi e mezzo dalle elezioni.

Nell'ultima parte del programma, con Matteo Tacconi, giornalista e coordinatore del portale Rassegna Est, parliamo di"Verde cortina", il viaggio da lui compiuto la scorsa promavera con il fotografo Ignacio Maria Coccia lungo la ex cortina di ferro 25 anni dopo la caduta del muro di Berlino e che ora è diventato un libro.

In apertura un un breve profilo della situazione politica in Ucraina alla vigilia del voto, in attesa dei risultati delle elezioni parlamentari.

La trasmissione, realizzata con la collaborazione dei corrispondenti Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui


giovedì 23 ottobre 2014

"VERDECORTINA": IL VIAGGIO LUNGO LA EX CORTINA DI FERRO RACCONTATO ANCHE IN UN LIBRO

"Verdecortina" è il racconto di un viaggio lungo la ex "cortina di ferro" compiuto da Matteo Tacconi, giornalista, saggista e coordinatore del portale Rassegnaest.com, insieme al fotografo Ignacio Maria Coccia, per raccontare come è cambiato quello che per quasi mezzo secolo fu il confine tra due Europe e i due sistemi politici e ideologici che facevano riferimento da una parte agli Usa e dall'altra all'Urss. Quella linea di confine che correva dal Baltico all'Adriatico, da Lubecca a Trieste, e che avrebbe potuto diventare la linea del fronte in caso di conflitto aperto tra i due blocchi, era segnata da reticolati e torrette di sorveglianza e vigilata da guardie armate e divideva profondamente l'Europa uscita a pezzi dalla seconda guerra mondiale: di quella divisione il muro di Berlino fu il simbolo più forte e drammatico.
Il viaggio di Tacconi e Coccia, realizzato venticinque anni dopo la caduta del muro, racconta come oggi la "cortina di ferro", per una serie di fortunate circostanze, si sia trasformata in una "cortina verde" di parchi e aree protette e di come la frontiera sia diventata più labile grazie alla riunificazione tedesca e all'allargamento dell'Unione Europea a est. Ed è lungo questa "cortina verde" che oggi si intrecciano memorie e ricordi, dimenticanze e rimozioni, nuove realtà e nostalgie.
Ora quel viaggio, dopo essere stato raccontato su Verdecortina.com e anche a Radio Radicale, è diventato un libro pubblicato grazie ad una campagna di fund raising e distribuito online.

L'intervista a Matteo Tacconi per Radio Radicale




Il sito ufficiale di Verdecortina

La pagina speciale realizzata da Radio Radicale con il racconto del viaggio

Lo Speciale di Passaggio a Sud Est dedicato al viaggio


giovedì 17 aprile 2014

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 17 aprile 2014.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.



Sommario della trasmissione


Albania: in un quadro politico caratterizzato dalla dura contrapposizione tra il governo guidato dal leader del Partito socialista Edi Rama e l'opposizione di centro-destra, emerge ora anche lo scontro politico tra il presidente della repubblica Bujar Nishani e la maggioranza di centro-sinistra.

Kosovo: grandi movimenti dentro e fuori i partiti in vista delle sempre più probabili elezioni anticipate che potrebbero tenersi a giugno; la Germania starebbe favorendo le manovre per spodestare l'attuale premier Hashim Thaci dal vertice del Partito democratico.

Serbia: il grande vincitore delle elezioni del 16 marzo, Aleksandar Vucic, prosegue i colloqui per formare il nuovo governo; il Nuovo Partito Democratico dell'ex presidente Boris Tadic potrebbe entrare nella magioranza ma non insieme al Partito socialista del premier uscente Ivica Dacic; il nuovo esecutivo dovrebbe essere presentato entro la fine del mese.

Macedonia/Fyrom: il presidente uscente Giorgj Ivanov ha ottenuto la maggioranza assoluta nel primo turno delle elezioni presidenziali ma è costretto al ballottaggio a causa della bassa affluenza alle urne provocata dalla decisione dei partiti della minoranza albanese di non partecipare al voto; il secondo turno delle presidenziali, il 27 aprile, si intreccerà ora con le elezioni parlamentari anticipate sul cui esito peserà il voto degli albanesi.

In apertura le decisioni del Consiglio Esteri dell'UE: la crisi in Ucraina e l'intregrazione europea dei Balcani a partire dalla Bosnia Erzegovina. Le dichiarazioni del ministro degli Esteri, Federica Mogherini, da Lussemburgo.

Si conclude, infine, il viaggio di Matteo Tacconi e Ignacio Maria Coccia lungo la ex cortina di ferro per raccontare come è cambiata l'Europa dove correva la frontiera tra il blocco sovietico e quello occidentale 25 anni dopo la caduta del muro di Berlino: dopo Vienna e Bratislava, il viaggio prosegue in Repubblica Ceca, Austria sud orientale e Slovenia (dove una volta c'era la Jugoslavia) per concludersi a Trieste: accanto alle diverse memorie della frontiera e ai molto problemi che pure rimangono emergono però anche le realtà positive della nuova Europa nata dalla fine della "guerra fredda".

La trasmissione, realizzata con le corrispondenze di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui



domenica 13 aprile 2014

PROSEGUE IL VIAGGIO LUNGO LA EX CORTINA DI FERRO

Prosegue il viaggio di Matteo Tacconi e Ignacio Maria Coccia lungo la ex “cortina di ferro”, dal Baltico all'Adriatico, per scoprire come è cambiata questa parte di Europa 25 anni dopo la caduta del muro di Berlino.

Foto di Ignacio Maria Coccia
 Dopo Lubecca, l'unica città dell'allora Germania ovest che toccava fisicamente la cortina di ferro, il “Checkpoint Alpha”, principale valico di frontiera fra le due Germanie, e la Berlino attuale con la sua memoria del muro , il viaggio prosegue verso sud, verso la Baviera, la Repubblica Ceca e l’Austria, nelle zone dove la Nato si attendeva l’eventuale invasione dei carri armati dell’Armata Rossa.

Ascolta qui l'intervista a Matteo Tacconi




Foto Ignacio Maria Coccia
Vienna e Bratislava, una volta divise dal confine che separava l'Europa tra l'occidente atlantico e l'oriente sovietico, sono oggi unite dalla comune appartenze all’Unione Europea. A Gmund, in Austria, si sfruttano le bellezze neturalistiche e le acque termali, mentre subito al di là della frontiera pullulano casinò, pensioni un po’ dubbie, sexy shop e “asian market”, in una sorta di Tijuana mitteleuopea. Rispetto alla Germania, riunificata dopo la caduta del muro di Berlino, tra Austria, Slovacchia e Repubblica Ceca si avverte di più la presenza di un confine anche se oggi del tutto aperto grazie agli accordi di Schengen. Più sfumata invece, rispetto alla Germania, la memoria della cortina e della divisione determinata dall'appartenenza ai due sistemi politici che si contrapponevano in Europa.

Ascolta qui l'intervista a Matteo Tacconi




Per ritrovare tutte le puntate, a partire dall'intervista di presentazione del viaggio, vai alla pagina speciale sul sito di Radio Radicale


Il sito ufficiale del viaggio di Matteo Tacconi e Ignacio Maria Coccia

giovedì 10 aprile 2014

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 10 aprile 2014.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui di seguito oppure sul sito di Radio Radicale.



Sommario della trasmissione


Turchia: intervista a Emma Bonino sul terzo rapporto della Independent Commission on Turkey presentato a Istanbul il 7 aprile che, anche alla luce degli avvenimenti degli ultimi mesi, dopo aver sottolineato gli errori europei e indicato le responsabilità turche per lo stallo nei negoziati, ribadisce con forza la necessità di rilanciare la prospettiva di adesione all'Unione Europea. Emma Bonino sottolinea, in particolare, il dovere delle classi politiche di andare oltre le contingenze quotidiane e avere una visione strategica a medio-lungo termine nella quale inquadrare il processo di adesione.

Macedonia: nella campagna per la presidenziali del 13 aprile entra la questione della disputa ultra ventennale con la Grecia sulla questione del nome ufficiale della repubblica ex jugoslava che blocca l'adesione di Skopje alla Unione Europea e alla Nato. Intanto il Congresso Usa vota una risoluzione a favore dell'adesione della Macedonia all'Alleanza Atlantica.

Albania: la visita a Berlino del ministro degli Esteri Ditmir Bushati una settimana dopo quella del premier Edi Rama per consolidare il sostegno tedesco per l'ottenimento della candidatura all'adesione all'Unione Europea al prossimo Consiglio europeo di giugno.

Kosovo: mentre il presidente serbo Tomislav Nikolic ribadisce il no al riconoscimento dell'indipendenza, a Pristina fa discutere la proposta di istituire un tribunale ad hoc sui crimini di guerra commessi dagli albanesi durante il conflitto del 1999 prima delle elezioni anticipate ormai sicure (anche se ancora non è stata fissata la data del voto).

Croazia: l'Adriatico nasconde forse importanti giacimenti di gas e petrolio e il governo di Zagabria, che non vuole lasciarsi sfuggire questa importante risorsa energetica ed economica, ha bandito la prima gara pubblica per appaltare le ricerche nei propri fondali.

Nella puntata si parla anche di una recente conferenza del Partito popolare europeo sul processo di integrazione europea dei Balcani.

Prosegue, infine, il viaggio di Matteo Tacconi e Ignacio Maria Coccia lungo la ex cortina di ferro per raccontare come è cambiata la fetta di Europa dove correva la frontiera tra il blocco sovietico e il "mondo libero" 25 anni dopo la caduta del muro di Berlino: dopo la capitale tedesca il viaggio prosegue verso sud, verso la Baviera, la Repubblica Ceca e l'Austria, attraverso le zone di boschi e colline dove la Nato riteneva avrebbero attaccato gli eserciti del Patto di Varsavia nel caso in cui la "guerra fredda" fosse diventata calda.

La trasmissione, realizzata con le corrispondenze di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui



venerdì 4 aprile 2014

E' INIZIATO IL VIAGGIO LUNGO LA EX CORTINA DI FERRO

E' iniziato il viaggio di Matteo Tacconi e Ignacio Maria Coccia lungo la ex “cortina di ferro”, dal Baltico all'Adriatico, per scoprire come è cambiata questa parte di Europa 25 anni dopo la caduta del muro di Berlino. 

Foto Ignacio Maria Coccia
Matteo Tacconi, in questa seconda intervista per Radio Radicale dopo quella di presentazione del viaggio, racconta di Lubecca, l'unica città della Germania ovest che toccava fisicamente la frontiera con la Germania est e la cortina di ferro e dove il centro storico ancora racconta i tempi gloriosi della Lega Anseatica. Lì c'è Schlutup, il sobborgo dove sorgeva la più settentrionale delle dogane disposte lungo la frontiera tra le due Germanie. Sul fiume Trave, c'è Travemunde, località di villeggiatura dove il primo tratto di cortina segnava il confine tedesco-tedesco. Poi ancora, il Checkpoint Alpha, il principale valico di frontiera fra le due Germanie, e la Berlino di oggi dove, da Potsdammerplatz alla campagna del Brandeburgo, le memoria del muro ha accompagnato i grandi cambiamenti che la città ha vissuto nell'ultimo quarto di secolo.





Ascolta qui l'intervista




Il sito ufficiale del viaggio

giovedì 3 aprile 2014

PASSAGGIO IN ONDA

E' on-line la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 3 aprile 2014.
La trasmissione e' ascoltabile direttamente qui oppure sul sito di Radio Radicale.



Sommario della trasmissione


L'argomento principale della puntata odierna sono le elezioni del 30 marzo in Turchia e la notevole affermazione, al di là delle previsioni, del premier Recep Tayyip Erdogan: una vittoria che lo lancia ora verso la presidenza della repubblica. Una tesi, questa, sostenuta da molti osservatori, ma messa in dubbio sul Corriere della Sera da Antonio Ferrari che in un'intervista a Radio Radicale spiega perché, a suo giudizio, il premier turco è invece in declino e perché gli sarà difficile correre per le presidenziali di agosto.

L'apertura della puntata è invece dedicata alla Grecia, alla nuova tranche di aiuti internazionali in arrivo mentre il Paese sembra intravvedere una risalita dalla crisi ma con un costo sociale pesantissimo.

Gli altri argomenti
Albania: la visita del premier Edi Rama a Berlino e l'incontro con la cancelliera Angela Merkel le prove di dialogo, finora senza esito, con il leader dell'opposizione di centro-destra Lulzim Basha.
Kosovo: il governo vuole trasformare le attuali forze di sicurezza in un vero e proprio esercito e tuttavia, nonostante la ferma protesta della Serbia, è ripreso positivamente il dialogo tra Pristina e Belgrado mediato dall'Unione Europea.
Serbia: entro fine mese è attesa la formazione del nuovo governo dopo le elezioni anticipate del 16 marzo che hanno visto la nettissima vittoria del Partito del progresso guidato dall'attuale vice-premier Aleksandar Vucic.

In chiusura Matteo Tacconi racconta la prima parte del viaggio lungo la ex cortina di ferro che sta compiendo con Ignacio Maria Coccia: Lubecca, il "checkpoint Alpha" e la Berlino di oggi, venticinque anni dopo la caduta del Muro.

La trasmissione, con le corrispondenza di Marina Szikora e Artur Nura, è ascoltabile direttamente qui

sabato 29 marzo 2014

LA CORTINA VERDE: OVVERO, DOVE UNA VOLTA C'ERA LA CORTINA DI FERRO

Da Lubecca a Trieste: un viaggio dal Muro all'Europa senza frontiere

Un viaggio da Lubecca a Trieste lungo quella che un tempo, e per molto tempo, fu la “cortina di ferro” che divise in due l’Europa, separò gli europei e fu la linea del fronte della guerra fredda. A compiere questo viaggio, 25 anni dopo la caduta del muro di Berlino, un giornalista e un fotografo: Matteo Tacconi, che per varie testate da anni segue i Balcani, l’Europa centrale e l’area post-sovietica e coordina Rassegna Est, portale dedicato all’Europa emergente, e Ignacio Maria Coccia, che ha dedicato molta attenzione all’Europa dell’est e al tema delle frontiere e delle periferie continentali.

Fino al 1989, per circa 2000 chilometri, dal Baltico all'Adriatico, sorgevano reticolati, dogane e torrette d’avvistamento e c’erano gendarmi armati che sorvegliavano il confine. Oggi molte cose sono cambiate: non c’è più il comunismo, l’Unione Europea si è allargata a est, il divario economico tra le due Europe va progressivamente riducendosi e le persone possono circolare liberamente attraverso le frontiere. Lungo la ex cortina di ferro a cavallo tra confini scomparsi (come quello tra le due Germanie) e altri che esistono ancora ma nel frattempo si sono aperti, corre una spina dorsale di parchi, riserve e aree protette: una “cortina verde”.

L’origine di questa area protetta, larga qualche chilometro, è dovuta al fatto che durante la guerra fredda nessuno costruiva lungo la frontiera, né da una parte, né dall’altra. Nella “terra di nessuno”, che fungeva da cuscinetto psicologico tra paesi e sistemi rivali, la natura ha potuto così prosperare indisturbata, dando vita a uno dei più suggestivi paradossi dell’Europa: la nascita involontaria di un’oasi ecologica, sviluppatasi in anni di serrato confronto politico, sociale, economico, culturale e militare tra il blocco occidentale e quello sovietico.

Matteo Tacconi presenta il viaggio a Radio Radicale


L’obiettivo del viaggio è quello di seguire palmo a palmo la linea dell’ex cortina di ferro, ma con lo sguardo e il passo ancorati al presente: non un racconto all’insegna del “come era” una volta, dunque, ma una storia fatta di tante storie di confine che sappia narrare il “come è” oggi. Attraverso i parchi naturali, la vita di frontiera, i rapporti tra le cittadini dell’una e dell’altra parte dei confini, il viaggio diventa allora un itinerario alla ricerca del senso dell’Europa.

Il progetto, reso possibile dal contributo, economico o logistico, di Moroni & Partners, gruppo di Ancona leader internazionale nel campo delle rinnovabili, di Ampelmann, celebre azienda tedesca che ha fatto dell’”omino dei semafori” dell’ex Ddr un logo commerciale di fama mondiale, dell’Ente nazionale germanico per il turismo e di Austria turismo, vede come media partner Huffington Post e Radio Radicale che segue il viaggio attraverso la rubrica Passaggio a Sud Est.

Il sito ufficiale del viaggio