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domenica 11 settembre 2011

PASSAGGIO SPECIALE: LA CRISI DEI RAPPORTI TRA TURCHIA E ISRAELE


Le relazioni storiche tra Turchia e Israele sono precipitate negli ultimi giorni ai minimi storici: dall'operazione militare israeliana “Piombo fuso” a Gaza, all'arrembaggio alla nave pacifista turca Mavi Marmara, fino alla recentissima pubblicazione del rapporto Onu su quell'assalto, le relazioni tra i due Paesi hanno registrato un progressivo deterioramento che appare in contraddizione con la politica estera turca ispirata al principio “zero problemi con i nostri vicini”.
Dietro alcuni specifici avvenimenti, ci sono tuttavia sia ragioni interne, sia ragioni di strategia regionale della Turchia, il tutto nel quadro di instabilità prodotto dalle cosiddette "primavere arabe" che stanno cambiando, in maniera profonda, gli equilibri politici e i rapporti di forza sia all'interno di singoli Paesi, sia a livello regionale.
Dunque, perché si è arrivati a questa situazione e quali saranno le conseguenze? Qual è l'obiettivo di Ankara? Perché Tel Aviv ha risposto con altrettante intransigenza? E fino a quando le due parti potranno "tirare la corda".
Queste e altre le domande a cui la trasmissione andata in onda oggi a Radio Radicale cerca di rispondere proponendo una serie di valutazioni per cercare dunque di capire cosa sta succedendo e cosa c'è alla radice dei fatti.

Partecipano:
Marta Ottaviani, corrispondente dalla Turchia dell'agenzia TMNews e collaboratrice della Stampa e dell'Avvenire
Manuel Katz, corrispondente di Radio Radicale da Israele

Il programma ripropone inoltre l'intervista realizzat nei giorni scorsi a Stefano Torelli, ricercatore presso l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale e l'Italian Center for Turkish Studies

La trasmissione è riascoltabile direttamente qui



ed è disponibile per il podcast sul sito di Radio Radicale nella sezione delle Rubriche

mercoledì 7 settembre 2011

COSA STA SUCCEDENDO TRA TURCHIA E ISRAELE?

La relazione di lunga data tra Turchia e Israele – uniche due democrazie dell'area medio-orientale – è ai minimi storici. L'abbassamento del livello della rappresentanza diplomatica turca a Tel Aviv, l'espulsione dell'ambasciatore israeliano ad Ankara, l'azzeramento dei contratti commerciali e militari, segnano il punto più basso di una crisi iniziata con l'operazione militare israeliana “Piombo fuso” a Gaza, riaccesa dall'assalto alla nave pacifista turca Mavi Marmara del 31 maggio 2010, nel quale furono uccisi nove attivisti turchi pro-palestinesi, e precipitata definitivamente con la pubblicazione del rapporto Onu sull'assalto dei commandos israeliani alla Freedom Flotilla. Tuttavia, alla base dell'irrigidimento di Erdogan nei confronti dell'attuale governo israeliano (che contraddice anni di politica estera condotta all'insegna del principio “zero problemi con i nostri vicini”), al di là di questi fatti specifici ci sono sia ragioni interne, sia ragioni di strategia regionale della Turchia, non esclusa la questione dello sfruttamento delle ingenti risorse energetiche che si troverebbero sotto i fondali del Mediterraneo orientale e che coinvolge direttamente la questione di Cipro.

Sulla crisi delle relazioni tra Turchia e Israele segnalo la mia intervista per Radio Radicale a Stefano Torelli, ricercatore presso l'ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) e presso l'ICTS (Italian Center for Turkish Studies).

L'intervista è ascoltabile direttamente qui




Di Stefano Torelli sull'argomento segnalo inoltre l'articolo pubblicato su Limes
La Turchia sacrifica Israele