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venerdì 27 maggio 2011

GENERAL MLADIC ARRESTED: TRIUMPH OF JUSTICE OVER VIOLENCE

Statement by Alison Smith
Legal Counsel of No Peace Without Justice

“No Peace Without Justice and the Nonviolent Radical Party, Transnational and Transparty herald today’s arrest of General Ratko Mladić as a victory for justice and a critical step in the healing of the former Yugoslavia. Nearly sixteen years ago, Bosnian Serb forces under the command of General Ratko Mladić executed more than 8,000 Muslim men and boys and forced another 25,000 women, children and elderly people to leave their homes. The massacre was found to constitute genocide by the International Criminal Tribunal for the former Yugoslavia (ICTY) in 2004, a finding reaffirmed by the International Court of Justice in 2007.

“NPWJ and the NRPTT have consistently called for the ICTY’s doors to remain open until General Mladić could be brought before it and answer to the charges against him. To do otherwise would have been an affront to the memory of the thousands of victims still awaiting justice for the crimes committed at Srebrenica in July 1995. We applaud the resolve of everyone who has worked hard to see this day come and who have employed political and diplomatic means to ensure Serbia’s cooperation with the ICTY, including the ICTY Prosecutor, States and members of civil society in the former Yugoslavia and around the world. Today their determination has paid off.

“This is just the beginning: there needs to be continued and concerted efforts to facilitate the full and fair trial of General Mladić at the ICTY, including ensuring proper support and funding up to and including any eventual appeals. There must also be proper support and funding to enable the ICTY to conduct outreach with victims and affected communities in Bosnia, Serbia and elsewhere, to enable them to understand and follow proceedings and see, for themselves, justice being done.

“General Mladić’s arrest is first and foremost a victory for Belgrade, which has finally chosen to commit itself to the rule of law and to justice, to assume its responsibilities vis-a-vis its own citizens and the international community, and to anchor itself ever more firmly to the European Union. It is a crucial demonstration of Serbia’s redefinition as a European country and is an ultimate landmark in Serbia’s rejoining of the community of democratic nations.

“NPWJ and the NRPTT hope and believe that the trial of General Mladić will enable the ICTY to fulfil its core objective and demonstrate that violence can no longer be allowed to triumph over justice. The memory of victims both of Srebrenica and of countless other acts of violence around the world demand no less.”

mercoledì 20 aprile 2011

RADICALI: I CRIMINI DI GUERRA NON SONO MAI GIUSTIFICATI

Le condanne di Gotovina e di Markac riaffermano che i crimini di guerra non possono mai essere giustificati dalla condotta della fazione opposta

15/04/2011

Il Tribunale Penale Internazionale per la ex-Jugoslavia ha depositato oggi la sua sentenza sul caso contro Ante Godovina, Ivan Čermak and Mladen Markač. Il generale Gotovina e Mladen Markač sono stati entrambi riconosciuti colpevoli di 8 capi di imputazione relativi a crimini commessi contro la popolazione serba della regione della Krajina in Croazia nel 1995, mentre Čermak è stato prosciolto da tutte le accuse. Il generale Gotovina è stato condannato a 24 anni di prigione e Mr Markač a 18 anni di prigione.

Dichiarazione di Alison Smith, Consigliere Legale di Non c’è Pace Senza Giustizia:

“L’associazione radicale Non c’è pace Senza Giustizia e il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito (PRNTT) si rallegrano dell’odierna decisione che rappresenta un monito del fatto che le norme del diritto bellico si applicano in egual modo a chiunque durante un conflitto armato, senza considerazione per la fazione alla quale gli individui appartengono. I crimini di guerra, in particolar modo se coinvolgono i civili, non possono mai essere giustificati facendo riferimento alla condotta di una qualsiasi fazione coinvolta in un conflitto armato, né facendo riferimento al fatto che la guerra sia considerata giusta o ingiusta. La condanna di oggi sottolinea anche le responsabilità individuali dei comandanti per le azioni intraprese dai loro subordinati.

La Camera del TPI per la ex-Jugoslavia ha affermato che i crimini compiuti contro i civili serbi hanno avuto luogo nel quadro di molti anni di tensioni tra i Serbi e i Croati nella regione della Krajina, dove già in precedenza erano stati commessi crimini con i Croati. La decisione di oggi evidenzia come questo non possa rappresentare una giustificazione per le azioni intraprese dalle forze croate in violazione del diritto bellico.

I crimini commessi dalle forze croate nella regione della Krajina, inclusa l’Operazione Tempesta, rappresentano una macchia nella cornice degli sforzi della Croazia volti al raggiungimento dell’indipendenza, che può essere cancellata solo attraverso l’accertamento della verità e il ristabilimento della giustizia. Le vittime di simili crimini meritano almeno questo.

NPSG e il PRNTT fanno appello allo Stato croato e ai suoi cittadini affinchè questi colgano questa opportunità di affermare il loro impegno in favore dello stato di diritto e della giustizia e riconoscano una volta per tutte che non c’è posto per l’impunità per i crimini di guerra nella strada verso il futuro. Noi rinnoviamo il nostro incitamento alla Croazia a chiudere i suoi conti con il passato e ad aiutare per questa via a rimuovere i rimanenti ostacoli all’inizio dei negoziati sull’ingresso della Croazia nell’unione Europea portando così a conclusione la fase finale del cammino che porterà la Croazia ad essere il 28esimo membro dell’Unione Europea nel 2012.”

domenica 7 marzo 2010

CROAZIA: A BRUXELLES LA PRIMA VISITA UFFICIALE DEL PRESIDENTE JOSIPOVIC

Nella sua prima visita ufficiale all’estero il neo presidente croato, oltre ai vertici dell'Unione Europea, ha incontrato le ong per i diritti umani nella sede di "Non c'è Pace senza Giustizia"

Di Marina Szikora (*)
Una occasione particolare e si puo’ dire tranquillamente un precedente quello della visita ufficiale di un capo di Stato nella capitale europea Bruxelles. Si e’ trattato del primo viaggio all’estero del neoeletto presidente della Croazia, Ivo Josipovic, due settimane dopo aver prestato giuramento e assunto ufficialmente il nuovo incarico succedendo l’ex presidente croato Stjepan Mesic. L’importantissimo obiettivo di Josipovic e’ stato quello di incontrare i vertici delle istituzioni europee, per primo Jerzy Busek, presidente del PE, giovedi’ 4 marzo e poi il giorno dopo, Jose Manuel Barroso, presidente della Commissione europea e Herman Van Rompuyem, presidente del Consiglio europeo. Il presidente del Consiglio europeo ha dichiarato in questa occasione che la Croazia puo’ concludere i negoziati di adesione attualmente in corso entro quest’anno se riesce a soddisfare le condizioni necessarie. Ha rilevato che a tal proposito, la Croazia ha il pieno sostegno dell’Ue sottolineando anche l’importanza della cooperazione regionale e l’attuazione delle riforme. Il Presidente Josipovic ha espresso speranza di una nuova fase nella collaborazione con i paesi vicini. Ha sottolineato che sia il Governo che l’opposizione sono dedicati all’obiettivo dell’ingresso della Croazia nell’Ue e che ai cittadini bisogna spiegare i benefici dell’adesione.

Il nuovo capo dello Stato croato ha incontrato anche José Manuel Barroso. Con il presidente della Commissione europea Josipovic concorda che bisogna attuare le necessarie riforme, indipendentemente dal processo di adesione che si sta’ avvicinando alla sua fase finale. In merito all’attualissima delicata situazione interna relativa all’agricoltura e costruzione navale, Josipovic ha rilevato che le debolezze in questi settori sono problemi interni che non sono stati trattati e risolti da anni e che le riforme nell’agricoltura e costruzione navale sono indispensabili indipendentemente dall’accesso all’Ue. Ha sottolineato di essere certo che la privatizzazione dei cantieri navali sara’ effettuata nel modo di evitare che gli operai rimangano senza lavoro. Secondo Barroso una adesione accelerata della Croazia all’Ue e’ possibile ma anche molto impegnativa. Ha enfatizzato che finora e’ stato fatto molto e che dalla Croazia arrivano buoni segnali. Va sottolineato che di un totale di 33 capitoli di negoziati di adesione, la Croazia ne ha aperti finora 30 di cui 17 sono stati completamente chiusi.

Tra gli incontri del Presidente Josipovic ugualmente importante e indubbiamente particolare e’ stato quello svoltosi venerdi’ mattina con i rapppresentanti delle piu’ prestigiose organizzazioni nongovernative per i dirtitti umani con sede a Bruxelles. Josipovic si è incontrato con Louise Arbour, presidente di ICG, Nicolas Beger, direttore dell’Ufficio Ue, Amnesty International, Marino Busdachin, segretario generale di UNPO, Ivan Ivanov, direttore esecutivo di European Roma Information Office, Lotte Leicht, direttrice dell’ ufficio EU di HRW, Antoine Madelin, direttore per gli affari intergovernativi di FIDH e Marina Sikora, consigliere generale del PRNTT. L’evento e’ stato ospitato e presieduto da Niccolo’ Figa – Talamanca, segretario generale di Non C’e’ Pace Senza Giustizia nella sede di NPSG a Bruxelles. L’obiettivo di questo incontro a cui il Presdente Josipovic ha partecipato accompagnato dall’ambasciatore della missione croata presso l’Ue e dai suoi consiglieri per la politica estera e’ stato quello di discutere le nuove priorita’ della Croazia sul piano della promozione di diritti umani, lo stato di diritto e giustizia internazionale nonche’ le aspettative da parte delle organizzazioni nongovernative per i diritti umani dalla Croazia in particolare nella luce dell’inizio del mandato del nuovo presidente.

In occasione di questo importante appuntamento, Sergio Stanzani e Niccolo’ Figa-Talamanca, rispettivamente presidente e segretario generale di Non C’e’ Pace senza Justizia, hanno dichiarato: “NPSG e il Partito radicale nonviolento transnazionale e transpartito sono onorati di aver avuto l’opportunita’ di ospitare questo incontro con il Presidente Ivo Josipovic. Il fatto che il Presidente ha avuto tempo di incontrare i rappresentanti delle piu’ prestigiose organizzazioni nongovernative per i dieritti umani nell’ambito del suo primo viaggio a Bruxelles, e’ una testimonianza concreta alla sua visione politica di una piu’ forte leadership croata nell’affermazione dello stato di diritto, giustizia e diritti umani, sia a casa che all’estero. Il Presidente Josipovic ha dichiarato che le organizzazioni della societa’ civile hanno avuto e continuano ad avere un ruolo fondamentale nel processo di costruzione di una societa’ piu’ aperta e democratica ed e’ stato essenziale nel raggiungimento efficace dell’obiettivo della Croazia di indirizzare i crimini di guerra e crimini contro l’umanita’ che avevano colpito il Paese, contribuendo a condurre la Croazia verso la democrazia e lo stato di diritto nonche’ di ristabilire pace, stabilita’ e sviluppo in Europa sudorientale.

NPSG saluta l’appello del Presidente Josipovic a chiudere i conti con il passato e di aiutare gli sforzi del Governo a rimuovere i rimanenti ostacoli nel processo di negoziati di adesione della Croazia all’Ue rendendo possibile la conclusione definitiva del cammino della Croazia in quanto 28-esimo Stato membro dell’Ue entro il 2012”, conclude il comunicato di NPSG, l’organizzazione nongovernativa che insieme al PRNTT e in collaborazione con la missione croata presso l’Ue ha ospitato questo evento. Marina Sikora, consigliere generale del PRNTT, nel corso degli interventi dei rappresentanti delle organizzazioni presenti all’incontro con Ivo Josipovic, ha voluto ricordare il contributo unico e straordinario di Marco Pannella e del PRT negli anni dell’atroce guerra contro la Croazia. A Capodanno del 1991, indossando la divisa croata, il leader radicale insieme ai suoi compagni si e’ recato ad Osijek, la citta’ croata sotto bombe ed attacchi delle forze militari serbe e da gandhiano nonviolento, senza armi, sulla prima linea di fronte ha chiamato l’attenzione della comunita’ internazionale di porre fine alla guerra sangunosa in ex Jugoslavia e di riconoscere immediatamente l’indipendenza della Croazia, Slovenia e BiH. Gia’ da allora, i leader radicali Marco Pannella, Emma Bonino e Sergio Stanzani avvertirono che la politica del regime Milosevic avrebbe condotto all’atroce guerra in BiH.

Per l’impegno dei radicali al riconoscimento dello Stato indipendente croato, su decisione dell’ex presidente croato Stjepan Mesic, Emma Bonino, Marco Pannella e Olivier Dupuis, all’epoca segretario del PRT, nel 2002 hanno ricevuto le piu’ alte onorificenze dello Stato croato che vengono attribuite agli stranieri per il loro contributo particolare alla Croazia. Le onorificenze sono state consegnate a nome del Presidente Mesic dall’allora ministro degli esteri croato, Tonino Picula. Marina Sikora ha rilevato anche l’importanza dell’amicizia politica tra i radicali e il neoeletto presidente croato Ivo Josipovic il quale in tutti gli anni delle sue attivita’ politiche ma anche attualmente e’ un forte sostenitore e promotore della societa’ civile. Le conoscenze risalgono ai tempi della Conferenza diplomatica svoltasi a Roma nel 1998 per l’istituzione della Corte Penale Permanente (ICC) quando Ivo Josipovic vi partecipo’ come membro – esperto di diritto internazionale della delegazione croata. Ricordiamo che Emma Bonino e il PRNTT ha sostenuto con una lettera di sostegno la candidatura di Josipovic alle elezioni presidenziali in cui Emma Bonino ha sottolineato l’importanza della scelta dei cittadini croati di un politico quale Ivo Josipovic, convinto europeista e fermo sostenitore dello stato di diritto, della giustizia e in particolare un politico il cui impegno principale vuole essere quello di lottare contro la corruzione e criminalita’ organizzata, uno dei requisiti indispensabili per l’ingresso della Croazia nell’Ue.

A quindici anni dalla guerra per l’indipendenza della Croazia, il nuovo presidente Ivo Josipovic tende la mano alla Serbia con la quale si dice pronto a girare pagina a condizioni concrete nel momento in cui i due Paesi guardano nella direzione verso l’Ue, scrive l’agenzia di stampa francese France presse che ha pubblicato una intervista con Ivo Josipovic. “Vogliamo migliorare le nostre relazioni, questo e’ uno degli obiettivi piu’ importanti del mio programma presidenziale” ha spiegato Josipovic nell’intervista durante la sua visita a Bruxelles. “I politici della Croazia e della Serbia devono impegnarsi piu’ attivamente a favore della riconciliazione perche’ le attuali generazioni non devono trasferire i problemi alle prossime generazioni, i problemi devono essere risolti una volta per sempre” valuta Josipovic. AFP rileva che il nuovo presidente croato sa di che cosa parla e ricorda che Josipovic e’ un esperto di diritto internazionale e uno degli autori dell’accusa per genocidio che la Croazia ha sollevato contro la Serbia dieci anni fa mentre la Serbia, lo scorso 4 gennaio ha presentato la controaccusa, sempre per genocidio alla Corte internazionale di Giustizia. Josipovic – aggiunge AFP – non esclude la possibilita’ che entrambi i Paesi alla fine ritirino le proprie accuse. “Questo dipendera’ dagli sforzi nella ricerca di soluzioni di altri problemi collegati con la guerra, con il destino delle persone scomparse, il patrimonio saccheggiato, i crimini di guerra” ha detto Josipovic esprimento anche soddisfazione per il fatto che “la Serbia ha cambiato la sua politica e ha iniziato a collaborare nella ricerca di criminali di guerra latitanti”.

(*) Corrispondente di Radio Radicale. Il testo è la trascrizione di una parte della corrispondenza andata in onda nella puntata di Passaggio a Sud Est del 6 marzo